Walter Veltroni: “Basta contrapposizioni” !?

Il sindaco di Roma star mediatica su giornali e tv finanziati dai partiti per rendere popolare il suo facciotto tenerotto, é spedito alla conquista del “cadreghino” da 25 mila euro al mese per fare comoda e blanda opposizione.
I responsabili di facciata, anche quelli regionali del partito democratico a candidati unici, sono tutti molto simili a lui: morbidi, demagogici, sorridenti e pieni di nulla.
Mi chiedo come mai il Corriere, ieri, abbia sacrificato quasi un quarto di prima pagina col facciotto di Veltroni che, difendendo Berlusconi imprenditore invocava: “Basta contrapposizioni!”. Se qualcuno lo incrocia per Roma ci faccia la cortesia di chiedergli cosa intendeva e cosa vuole, a parte lo scranno ben pagato!
Finora, a parte cialtronerie e collusioni con Silvio Berlusconi, la pletora di diessini-margheritini camuffati, hanno soltanto perpetrato un grave danno agli italiani sacrificando tempo prezioso per cambiare nome al partito, senza approvare leggi importanti come il conflitto d’interessi e le leggi sulle tv.
Fassino ha girato l’Italia carico di discorsi demagogici per presentare i suoi pupilli! Uno di questi é Maurizio Martina, giovane e già  molto addomesticato come Veltroni con frasi tipo “..non é questo il momento!”.
Una delle tante pronunciate durante un’intervista non prevista a Piero Fassino, pochi giorni prima delle primarie del Pd.
Nel video ci si può rendere conto di come si fà  ad essere moderati davanti a centinaia di elettori disinformati, accecati dal divo politico che arriva in cerca di voti.

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9 Commenti a “Walter Veltroni: “Basta contrapposizioni” !?”

  1. nonepossopiu ha detto:

    mi aspetto che qualche politico si penta e mostri il papello con le richieste della opposizione alla maggioranza di chi li ha votati

  2. Roberto ha detto:

    Nell’intervista Fassino tenta di spiegare un’applicazione del principio della separazione dei poteri per cui é il magistrato a dover condannare il soggetto all’interdizione dall’elettorato passivo, essendo questa una pena accessoria. Non può il parlamento erogare pene, come sostieni tu: é il principio di ogni dittatura.
    L’etica dello stato é il diritto. E’ auspicabile l’integrità  morale dei politici, ma se la sentenza non vieta a un soggetto di candidarsi, nessuno ha il diritto legale di impedirglielo: soltanto il diritto morale di non votarlo. Quindi, il problema morale si risolve con scelte morali: non votiamoli. Inutile mettersi a dare la colpa a chi esercita i propri diritti (tale é quello di candidarsi per un soggetto non interdetto a farlo).

  3. Giuseppe ha detto:

    Ottimo servizio,
    Bravo Daniele

  4. Claudio ha detto:

    VELCRONI: lo attacchi alla poltrona, non si stacca piu’.

  5. alberto ha detto:

    .. non riescono ad imporsi due regole etiche del c…..! é incredibile! Temono la trasparenza come il demonio teme l’acqua santa. Mi chiedo cosa debba capitare per poter invertire la tendenza. Sanno che gran parte degli elettori desidera un “parlamento pulito” e come risposta manipolarano l’informazione e deviano l’attenziane su falsi problemi.

  6. Biondo ha detto:

    Come in ogni monopolio che si rispetti, chi perde é sempre il consumatore. La casta politica, accortasi dell’odio bipartisan che ha suscitato, si ricicla compatta.

    I due leader dei partiti più seguiti (leggi: che hanno più *clienti*) si accordano alla luce del sole su come tagliare fuori i minori (che si ricicleranno al loro interno in seguito, ovviamente).

    Se io ho 3 provider GSM che fanno lo stesso prezzo qualunque io scelga la mia spesa é uguale. Lo stesso succede in Italia con il voto.

  7. Emiliano G ha detto:

    Meravigliosamente immonda la presentazione della polemica tra papa e scienziati della università  di roma, fatta dai giornali RAISET.
    Mi chiedo, Licio Gelli aveva incluso il vaticano nel suo piano di rinascita democratica?

  8. Luca ha detto:

    Peccato che chi é condannato, per legge, non può coprire cariche politiche, statali ecc. ecc.
    Questi sono li per garantire l’ingnoranza del paese.

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