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	<title>libro Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>E&#8217; uscito &#8220;Strenziate&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 16:35:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Clicca il video di presentazione del libro Matteo Renzi, presidente del Consiglio cooptato a Palazzo Chigi senza voto popolare, è l&#8217;uomo della strategia comunicativa anziché di quella politica e dei contenuti. E&#8217; il premier con la faccia da bambino che dice e si contraddice sempre con toni rassicuranti, ottimisti e scherzosi. Questo libro contiene una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eiZhJvBlPmo&amp;feature=youtu.be" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13210" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/11/copertina-YT-STRENZIATE-490x296.jpg" alt="copertina YT STRENZIATE" width="490" height="296" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/11/copertina-YT-STRENZIATE-490x296.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/11/copertina-YT-STRENZIATE.jpg 640w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
<strong>Clicca il video di presentazione del libro</strong></p>
<p>Matteo Renzi, presidente del Consiglio cooptato a Palazzo Chigi senza voto popolare, è l&#8217;uomo della strategia comunicativa anziché di quella politica e dei contenuti. E&#8217; il premier con la faccia da bambino che dice e si contraddice sempre con toni rassicuranti, ottimisti e scherzosi. Questo libro contiene una raccolta di dichiarazioni di Renzi, da quando era un anonimo e rampante presidente della provincia di Firenze, attraverso il suo mandato (incompiuto) di sindaco del capoluogo toscano, fino ad oggi, nel ruolo di presidente del Consiglio. Sfogliando i vari capitoli suddivisi per argomenti e personaggi, troverete una divertente sequenza di frasi di Renzi che lo rendono un simpatico e commerciale volto della politica italiana. Di contro, le goffe e ridanciane contraddizioni , fanno emergere il vero profilo di Renzi: quello del chiacchierone che incanta il suo uditorio per nascondere la propria inconsistenza politica, oltre che personale. Insomma, un sindaco così, dopo tante chiacchiere smentite, in un Paese normale non sarebbe mai diventato il premier con lo slogan del rottamatore. Frasi alla mano, di Renzi possiamo dire che è un Rottam&#8217;attore. Leggere per credere. E per ridere.</p>
<p><a href="http://www.adagioebook.it/libro/strenziate/" target="_blank">QUI</a> il link alla pagina del libro.</p>
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		<title>Strenziate nel Paese dei balocchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2014 15:04:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; disponibile il libro &#8220;Strenziate nel paese dei balocchi&#8221; edito da Ferruccio Arnoldi in versione cartacea e tra pochi giorni da &#8220;Adagio&#8221; in versione ebook. Qui il sito per gli interessati. Di seguito, la prefazione. Cominciamo subito col dire che scrivere questo compendio sul premier Matteo Renzi, ha significato non trovare sponde di appoggio. Aleggia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/05/copertina-libro-STRENZIATE.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12779" alt="copertina libro STRENZIATE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/05/copertina-libro-STRENZIATE-227x325.jpg" width="227" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/05/copertina-libro-STRENZIATE-227x325.jpg 227w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/05/copertina-libro-STRENZIATE.jpg 276w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /></a></p>
<p>E&#8217; disponibile il libro &#8220;Strenziate nel paese dei balocchi&#8221; edito da Ferruccio Arnoldi in versione cartacea e tra pochi giorni da &#8220;Adagio&#8221; in versione ebook. <a href="http://www.strenziate.com/" target="_blank">Qui</a> il sito per gli interessati. Di seguito, la prefazione.</p>
<p>Cominciamo subito col dire che scrivere questo compendio sul premier Matteo Renzi, ha significato non trovare sponde di appoggio. Aleggia, infatti, un misterioso alone di timore attorno all&#8217;ex sindaco di Firenze cooptato a Palazzo Chigi per fare il presidente del Consiglio non eletto. Il timore di tanti giornalisti, narratori, cantanti, registi e pure quello di tante case editrici. Il premier fiorentino svetta su tutti i giornali e su tutte le televisioni per diffondere messaggi rassicuranti e quasi sempre ottimisti. Basa la sua strategia politica sulla comunicazione, prima che sui contenuti. E&#8217; comunque un premier giovane, dalla parlata spigliata nonostante quella &#8220;esse&#8221; sonante, tanto sonante da mandare i microfoni in impedenza. Matteo Renzi è la nuova speranza dell&#8217;Italia. O meglio, conoscendo un po&#8217; il personaggio tramite le sue frasi, Matteo Renzi pare più la nuova speranza del potere costituito. Quello finanziario, bancario e di una certa classe dirigente abituata a vivere di rendite di posizione. Non si spiegherebbe altrimenti l&#8217;ascesa di un politico che nel volgere di pochi anni è passato dal presiedere un&#8217;anonima istituzione, quella della provincia, a Firenze, fino a Palazzo Chigi attraverso un mandato incompiuto di sindaco del capoluogo toscano. E&#8217; vero che Matteo Renzi ha vinto le primarie che lo hanno arruolato segretario del Partito democratico, ma quel che più conta è che Renzi si ritrova presidente del Consiglio dei ministri senza essere passato dal voto popolare. Non solo da quello. Ma neppure da un voto di sfiducia in aula al premier precedente, Enrico Letta, nominato a sua volta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo che il primo premier incaricato delle elezioni politiche del febbraio 2013, Pier Luigi Bersani, non era riuscito a formare un governo col Movimento 5 stelle. Colpa, si dice, dei tre schieramenti politici che hanno avuto più o meno consensi equi alle urne e che non hanno potuto creare una maggioranza comune: il Pdl di Silvio Berlusconi, il Pd del neo segretario Matteo Renzi e il M5s del duo Beppe Grillo- Gianroberto Casaleggio. Tre forze politiche diverse per ideali di origine, completamente dissimili dal Movimento di Grillo, ma due facce della stessa medaglia di potere il Pdl e il Pd. Tanto che alla fine, questi due partiti, sono stati costretti ad allearsi per non rischiare di tornare alle urne e vedersi ulteriormente decurtati i voti dal Movimento 5 stelle. Hanno preferito costringersi a spacciare la loro insana alleanza sotto l&#8217;egida delle larghe intese, sancendo così alla luce del sole ciò che in passato è stato mascherato di finta e complice opposizione e contrapposizione. Matteo Renzi è il trat-d&#8217;union tra Silvio Berlusconi e la sinistra socialista e democristiana. E&#8217; il cantore della novità gia vista, il rottamatore che ricicla, il pacifista della pacificazione frammentata in mille rivoli di guerra. Quello contro le correnti di partito tranne la corrente renziana. Matteo Renzi è colui che si prefigge di rinnovare la classe dirigente con i vecchi schemi dell&#8217;apparato di rappresentanza. Quello che non interagisce con il territorio e con i circoli, bensì con i poteri forti che possono garantire pacchetti di voti. Renzi è il narcisista due punto zero che s&#8217;indora di teconologia e di multimedialità per darsi un tono rivoluzionario, ma che nei fatti rimane abbarbicato al rito degli incontri a porte chiuse e degli accordicchi sottobanco. Più che rottamatore, Renzi ha dimostrato finora di essere un rottam&#8217;attore. Di rivoluzionario ha certamente dispensato fiumi di parole e di promesse. Ma dopo quasi tre mesi di premierato, il fenomeno Renzi si è palesato una montagna che ha partorito il topolino. Ha pensionato tutto il vecchio partito soltanto a parole. L&#8217;odiata Rosy Bindi è tuttora nel Parito Democratico a presiedere la Commissione antimafia del governo Renzi. Massimo D&#8217;Alema che era in predicato di candidarsi alle elezioni europee, è rimasto saldamente al timone della sua corrente dem, che di voti, al partito di Renzi, ancora pare portarne. Dario Franceschini, quello che Matteo Renzi chiamava &#8220;vicedisastro&#8221;, è addirittura diventato ministro dei Beni culturali del governo Renzi. Senza contare i ministri di centrodestra che devono la loro carriera a Silvio Berlusconi: Maurizio Lupi e Angelino Alfano su tutti. Il primo, già ministro dei governi Berlusconi e poi del governo Letta, è rimasto ministro delle Infrastrutture, per altro indagato. Il secondo, da Guardasigilli e padre-padrino del famigerato lodo Alfano bocciato dalla Corte costituzionale, è rimasto titolare del dicastero al Ministero dell&#8217;Interno esattamente come lo era stato con l&#8217;ex premier Enrico Letta. L&#8217;unica vera rottamazione a cui finora abbiamo assistito da parte di Matteo Renzi, è stata quella delle promesse. Da &#8220;una riforma al mese&#8221;, passando per &#8220;Cambio l&#8217;Italia, non tre ministri&#8221;, il governo Renzi pare implodere nella tanto temuta &#8220;palude&#8221;. Una poltiglia di correnti politiche disunita e disorientata dal fenomeno Grillo, che non va d&#8217;accordo su niente a meno che non si continui col vecchio metodo dei favori ai soliti. Lo stiamo vedendo con la legge elettorale, l&#8217;Italicum, che sarà uguale se non peggiore del Porcellum bocciato dalla Corte costituzionale. Lo stiamo vedendo anche con la riforma del lavoro. Il Job act di Renzi, salvo miracolosi stravolgimenti, sarà l&#8217;ennesimo suggello alla precarietà e alla flessibilità per una classe di lavoratori sottopagati, parte dei quali vengono lusingati dall&#8217;idea di vedersi aumentare lo stipendio mensile di ottanta euro. Che fino a prova contraria, non gode di adeguate coperture finanziarie.<br />
Ecco, più che una novità, Renzi appare l&#8217;incantatore di serpenti utile alla causa dei partiti. Quelli in procinto di presentarsi alle elezioni europee come se fossero un test nazionale, per cercare di ottenere un consenso superiore a quello del Movimento 5 stelle. Vera preoccupazione di quell&#8217;establishment che Renzi difende con i suoi show. Del resto non basta piazzare otto donne in altrettanti ministeri che non sono ministeri chiave, giacché otto rondini non fanno primavera. La Pinotti alla Difesa non rappresenta un punto di rottura se non ha il potere di mettere un veto sul vergognoso spreco miliardario per i Caccia F-35. Rappresenta, bensì, la continuità del passato. Quella che Renzi chiamava discontinuità nei giorni in cui diceva pure che voleva fare soltanto il sindaco, ma che in realtà stava scalando palazzo Chigi con la complicità di Giorgio Napolitano. Il ministro dell&#8217;Economia Pier Carlo Padoan, non può essere annoverato tra i simboli del nuovo che ha rottamato il vecchio. Padoan è un vecchio burocrate dell&#8217;Europa di Mario Monti, un grigio funzionario dell&#8217;Ocse che era già stato in predicato di andare al Ministero di Via XX settembre sia con Letta, che con Monti. Il ministero dell&#8217;Economia è quello al quale gli altri ministri vanno a battere cassa. Se in tempi in cui non ci sono soldi, quello stesso ministero non può soddisfare le richieste finanaziarie degli altri ministeri, non si capisce quale apporto nuovo possano dare una ministra Boschi o una ministra Madia.<br />
In questa fase storica nella quale l&#8217;Italia è ammanettata all&#8217;Europa dell&#8217;austerity, al Fiscal compact, ai trattati internazionali, alla moneta unica e al rigore dei conti in ordine che si traducono in tagli lineari ai servizi essenziali per la sopravvivenza del tessuto sociale, abbiamo la solita macchina mediatica ridotta a ruolo di ufficio stampa del potere. Ci sia Berlusconi, ci sia Renzi, quotidianamente giornali e televisioni ci propalano passivamente le dichiarazioni e le reazioni dei politici, senza piglio critico, e soprattutto senza fare uso della memoria. Una dichiarazione del premier attuale che è esattamente il contrario di ciò che lo stesso premier diceva tre giorni fa, non provoca nessun rigurgito di dovere di cronaca. Il Paese è narcotizzato dalle dichiarazioni fritte di una classe politica screditata, corrotta e non votata, ma che è espressione del potere precostituito. In questo momento Matteo Renzi ha l&#8217;appoggio del potere finanziario e delle banche. I giornali e le televisioni che sono l’espressione di questi poteri, non sono messe in condizioni di fare da volano alla consapevolezza sociale. Ecco allora che l’Italia se si vuole informare deve ricorrere a Internet o ai libri.<br />
Questo piccolo libro è uno di quelli. E’ un compendio di dichiarazioni di Matteo Renzi che ne riassumono la personalità arrivista, narcisista e adatta a un Paese di politici clown, dove l’apparente autorevolezza dev’essere direttamente proporzionale all’inconsistenza personale e politica del soggetto che si presta al ruolo. A un politico europeo, una dichiarazione contraria alla precedente, costa solitamente il posto nell’istituzione che rappresenta e anche la carriera politica. In Italia, invece, oltre a far merito le indagini e le condanne, è importante comunicare. Non importa cosa. L’importante è fare della chiacchiera e della dichiarazione la propria bandiera distintiva. Merito che a Renzi va riconosciuto in toto. Il potere è dalla sua parte. E i giornali gli fanno campagna elettorale in prima pagina spacciando gli annunci per cosa fatta e i sondaggi di voto come fossero i risultati delle elezioni a urne chiuse. Ho scelto di dividere le dichiarazioni di Renzi per argomenti e per persone. Si parte dal capitolo dedicato alle sue promesse fin dai tempi di quand&#8217;era un sindaco rampante che faceva le pulci ai vertici del Pd di allora, e si passa attraverso una ricca raccolta di battute a effetto degne di un Paese abituato a vent&#8217;anni di berlusconismo. Quello del contratto con gli italiani, per intenderci. Troverete divertente leggere il Renzi modesto e il Renzi superbo, il Renzi saggio e il Renzi simpatico, senza tralasciare il Renzi dei moniti. Un capitolo è dedicato alla parata di dichiarazioni sulle primarie, dove noterete le incredibili virate dell&#8217;ex sindaco di Firenze. Dove dice tutto e il contrario di tutto, compresa la legge elettorale. Troverete il Renzi e il suo contrario sui temi dell&#8217;economia, sui temi del lavoro e anche le immancabili battute in lingua inglese che sono un altro spaccato di politica vecchio stampo, quella dell&#8217;effetto audio dietro il quale c&#8217;è il vuoto assoluto. C&#8217;è da ridere anche a leggere le dichiarazioni che svelano il personalissimo senso di legalità del premier rottamatore. Il capitolo &#8220;polso istituzionale&#8221; dà l&#8217;idea di quanto berlusconismo ci sia nel Renzi di sinistra. A tal proposito non dimentichiamo che se anche nessuno ci fa caso, i sedici ministri del suo governo vìolano la legge Bassanini che ne impone al massimo dodici. Da incorniciare anche le iperboli di Renzi sui protagonisti della vita politica italiana: uno su tutti Silvio Berlusconi. Senza dimenticare le incredibili virate sul suo predecessore a Palazzo Chigi Enrico Letta, Pier Luigi Bersani, Massimo D&#8217;Alema, il ministro del governo Renzi Dario Franceschini, Walter Veltroni. E poi Nicola Zingaretti, Nichi Vendola, Angelino Alfano (anche lui ministro del governo Renzi), e le frasi sul Partito democratico. Ci sono le sparate di quando Renzi fa parte del vivaio di giovani rampanti, fino alle massime di quando Renzi agguanta il vertice del partito con la poltrona di segretario. Che, ricordiamolo, è incompatibile con quella di premier. Lo dice lo statuto del Partito democratico. Ci sono le virate sull&#8217;Udc di Pier Ferdinando Casini, dimostrate dall&#8217;attuale carica di ministro dell&#8217;Ambiente a Gian Luca Galletti, uomo proprio di Casini. Ci sono le virate su Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle, le frasi opportuniste su Mario Monti, sulla Giustizia e sul mondo della Finanza alla quale Renzi deve probabilmente il suo posto di premier non eletto. Ci sono anche frasi dove Renzi ha mantenuto una certa coerenza. Quelle su Giorgio Napolitano, benché di recente abbia convocato al Quirinale soltanto il ministro Padoan e non Renzi, e quelle sulla religione. Renzi rimane un cattolico-catodico malgrado la condanna in primo grado che la Corte dei conti gli ha comminato per danno erariale quand&#8217;era presidente della provincia di Firenze. E malgrado la cricca di amici e parenti di Renzi che detiene gli appalti con le partecipate del comune di Firenze e gestisce l&#8217;informazione locale fiorentina. Renzi, un piccolo Berlusconi, insomma. Che di buono per tutti, finora, ha soltanto la parola. Che dice poco o nulla. Leggere per credere. E per ridere.</p>
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		<title>Cuffaro e i cannoli indigesti</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 14:53:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«La mia è una morte civile, fortemente voluta, sapientemente costruita, scientificamente realizzata». Salvatore Cuffaro, ex governatore della Sicilia, dal carcere dove sconta una condanna definitiva a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia.</p>
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		<title>Tremonti ciarlatano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 22:27:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I cinesi fanno piani strategici&#8230; Piani imperiali. Farli non è colpa della Cina. I cinesi fanno i cinesi. Subirli e invece una colpa dell&#8217;Occidente e soprattutto dell&#8217;Europa, che ne riceverà il danno maggiore. Una colpa che, in Europa, e anche specificamente propria di quella quinta colonna costituita dagli eurocinesi...&#8221; Dal libro &#8220;La paura e la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>I cinesi fanno piani strategici&#8230; Piani imperiali. Farli non è colpa della Cina. I cinesi fanno i cinesi. Subirli e invece una colpa dell&#8217;Occidente e soprattutto dell&#8217;Europa, che ne riceverà il danno maggiore. Una colpa che, in Europa, e anche specificamente propria di quella quinta colonna costituita dagli eurocinesi..</em>.&#8221; Dal libro &#8220;La paura e la speranza&#8221; di Giulio Tremonti, usato per orientare a destra la campagna elettorale delle politiche 2008.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/09/14/tremonti-ciarlatano/">Tremonti ciarlatano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>&#8220;Umberto magno&#8221; intervista a Leonardo Facco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 08:51:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblico l&#8217;intervista realizzata a Leonardo Facco, autore di &#8220;Umberto Magno&#8221; edito da Aliberti, libro che svela notizie inedite e aneddoti legati a Umberto Bossi e alla storia della Lega nord. Blog: &#8220;eccoci qua con Leonardo Facco che é uscito in questi giorni con &#8220;Umberto Magno&#8221; un nuovo libro sulla Lega nord edito da Aliberti, perché [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/12/06/umberto-magno-intervista-a-leonardo-facco/">&#8220;Umberto magno&#8221; intervista a Leonardo Facco</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HKZpNbPdE7w" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6031" title="LEONARDO FACCO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/12/LEONARDO-FACCO.jpg" alt="" width="495" height="307" /></a></p>
<p>Pubblico l&#8217;intervista realizzata a Leonardo Facco, autore di &#8220;Umberto Magno&#8221; edito da Aliberti, libro che svela notizie inedite e aneddoti legati a Umberto Bossi e alla storia della Lega nord.</p>
<p>Blog: &#8220;<em>eccoci qua con Leonardo Facco che é uscito in questi giorni con &#8220;Umberto Magno&#8221; un nuovo libro sulla Lega nord edito da Aliberti, perché l&#8217;idea di questo libro?&#8221;</em></p>
<p>LF: &#8220;<em>sì, intanto grazie per l&#8217;intervista, sì esistono tanti libri sulla Lega nord che della Lega nord hanno capito poco o nulla perché non basta stare seduti a una scrivania per capire la Lega. Io l&#8217;ho vissuta sin dalla fine degli anni &#8217;80 soprattutto qui in bergamasca che era il territorio tra i più fertili, ma poi <strong>ci sono stato dentro</strong>, sono stato segretario di sezione, ho lavorato al quotidiano La Padania, sono stato capo della redazione cultura, io ho mandato a quel paese Calderoli con il contratto da caporedattore da sottoscrivere, quindi avrei sottoscritto un contratto che mi avrebbe permesso di vivere benissimo. Ad oggi penso che <strong>una radiografia come questa non sia mai stata fatta</strong>. Una radiografia che mette in evidenza alcune cose fondamentali: intanto il fallimento politico totale della Lega, cioé la Lega che ormai ha 26 anni <strong>non ha mai ottenuto un risultato</strong> politicamente parlando. Entra, diciamo, alla grande nel &#8217;92 in campo politico per sconquassare il paese già  in crisi. Ebbene se noi prendiamo i dati macroeconomici e microeconomici del &#8217;92, quando già  si parlava di debito pubblico insostenibile, di tasse alte, di crisi governative, di spese eccessive eccetera, e li spostiamo ad oggi dopo 18 anni, ebbene <strong>tutto é peggiorato grazie alla Lega al governo</strong>. Noi ci ricordiamo di una Lega che era contro Berlusconi? Bene oggi la Lega é quella che vota tutte le leggi di Berlusconi ma bisogna capire il perché! E questo libro spiega il perché, cioé racconta quel periodo sul finire degli anni &#8217;90, in cui <strong>la Lega era praticamente in bancarotta</strong> e qualcuno l&#8217;ha dovuta salvare. Questo libro racconta nel dettaglio tutti i fallimenti economici della Lega, e qui una prima chicca esclusiva che dico per la prima volta in pubblico: la Lega come molti partiti a volte assomiglia ad un&#8217;associazione a delinquere, ma la cosa incredibile é che <strong>i primi ad essere truffati dalla Lega sono i militanti leghisti</strong>. Il caso delle cooperative padane, una truffa di centinaia di milioni che ha coinvolto militanti leghisti. Il caso della Credieuronord, il caso di una truffa bancaria che innanzitutto ha truffato i leghisti. Il caso del villaggio in Croazia, io sono stato uno dei truffati, il caso del terreno di Pontida, altro esempio del genere, e così tutte queste cose sono passate nel dimenticatoio e non sono state approfondite. Erano 5 anni che mi chiedevano di scrivere della Lega, ho voluto farlo oggi proprio perché adesso tutti dicono che la Lega é all&#8217;apogeo, cioé che prenderà  un sacco di voti ed é probabile che li prenda prossimamente, quindi si sente forte, si sente padrona del territorio. Bene, io non ho timore della loro forza e della loro padronanza, e anzi li vorrei di fronte per confrontarmi proprio sul fronte di questo libro.</em>&#8221;</p>
<p>Blog: &#8220;<em>come ti spieghi questa continua leadership di una persona moribonda come Umberto Bossi?&#8221;</em></p>
<p>LF: &#8220;<em>perché la Lega é Bossi e Bossi é la Lega. <strong>In Lega non si é mai dibattuto</strong>. Le correnti in Lega non é vero che non sono esistite. Esistevano al suo interno gruppi che si scontravano tra di loro come lo sono oggi ad esempio il gruppo di Maroni contro quello di Reguzzoni, piuttosto che quello di un tempo di Castelli contro quello di Calderoli, lupi che si scontrano fra di loro ma solo esclusivamente per apparire migliori rispetto al capo perché sempre e solo il capo, così viene chiamato Bossi da sempre in Lega, era quello che decideva vita, morte e fortune di qualsiasi leghista. Chi più era <strong>capace a leccare il culo a Umberto Bossi</strong>, più faceva carriera. Però l&#8217;azienda é talmente familiare che lo dimostra il fatto che adesso hanno inventato il modo di far eleggere alla grande il figlio di Umberto Bossi, cioé <strong>Renzo Bossi </strong>a Brescia proprio perché ciò che conta per cercare di prendere voti é il nome Bossi. Anche se Bossi oggi effettivamente nelle condizioni in cui é ha un&#8217;autonomia limitata, penso ad un paio di ore al giorno.</em>&#8221;</p>
<p>Blog: &#8220;<em>perché la Lega continua a rimanere legata a Berlusconi?&#8221;</em></p>
<p>LF: &#8220;<em>Ah&#8230; e rimarrà , come giustamente dici tu, legata al presidente del consiglio! Voi avrete notato nei giorni scorsi quest&#8217;idea di <strong>Bossi che cercava di smarcarsi da Berlusconi per andare a fare il paciere con Fini</strong>. No! la realtà  é che la moglie di Umberto Bossi che gli sta dietro perché é quella che gli tira le fila assieme a Reguzzoni perché oggi <strong>il gruppo dominante é Reguzzoni e Manuela Marrone</strong> la moglie di Bossi, non possono permettersi questo perché tra il 1998 e il 1999 Umberto Bossi in grande crisi economica per i fallimenti continui di cui abbiamo parlato prima, o dichiarava fallimento del partito oppure cercava in qualche modo di riagganciarsi a <strong>Berlusconi, che é quello che con i soldi che ha si é comprato la Lega</strong>. E io parlo infatti di un particolare che non é nuovo però ci sono tutta una serie di riscontri che é quella della cessione del simbolo della Lega a Froza Italia. Bossi é teleguidato da Berlusconi.</em>&#8221;</p>
<p>Blog: &#8220;<em>in questo libro si parla di Credieuronord che é quella banca di formazione padana di cui sappiamo i trascorsi giudiziari per altro non ancora terminati, cosa racconti nel libro che non sappiamo di questa Credieuronord?</em>&#8221;</p>
<p>LF: &#8220;<em>intanto ci sono tutti i fatti che riguardano i prodromi che facevano capire che la Lega nord nel momento in cui stava creando Credieuronord avrebbe dato vita ad un fallimento, dopo questo c&#8217;é tutta l&#8217;inchiesta legata a Fiorani che é abbastanza recente, che ha coinvolto <strong>Brancher</strong>, che guarda caso anche lì, quando si era deciso di promuovere Brancher a ministro per l&#8217;attuazione del federalismo, la Lega ha fatto finta di stupirsi: &#8216;Come? abbiamo già  noi<br />
il ministro del federalismo che é Umberto Bossi&#8230;&#8217; No! <strong>era la Lega che voleva Brancher ministro</strong> per avere il famoso decreto Alfano come protezione perché Brancher, <strong>se avesse parlato al processo come avrebbe dovuto fare, sarebbe stato un disastro</strong>. E infatti il legame é tale che quando Brancher, ovviamente dopo lo scandalo pubblico, non ha potuto fare il ministro e quindi non ha potuto usare lo scudo Alfano, ha scelto il rito abbreviato, il quale ha <strong>evitato le testimonianze di personaggi importanti come Calderoli</strong>, soprattutto, che era uno di quelli presenti con Fiorani. Calderoli si salva dicendo che lui quel giorno in cui sono state consegnate le buste era in testa alla fila uscendo dagli uffici di Fiorani, e quindi non si era voltato indietro e dunque non ha visto che cosa avevano gli altri, ma la vicenda é invece molto più complicata perché Credieuronord intanto ricorda i legami che si riallacciano fra la Lega e Berlusconi. <strong>Berlusconi ha messo i soldi in Credieuronord</strong>, questa é un&#8217;altra cosa che io testimonio nel libro, e in più legami che erano legati a chi? a personaggi Fininvest che non sono mai usciti dall&#8217;orbita gravitazionale della Lega. Vi cito un altro scoop citato nel libro: il <strong>quotidiano La Padania é stato realizzato grazie al know how che arrivava da Fininvest</strong>. Quindi signori miei, il legame fra Berlusconi e Bossi é un legame che viene veramente da lontano, forse ancor prima del famoso 1994 quando loro fecero l&#8217;accordo, perché anche qui racconto dei fatti e delle testimonianze in cui si ricorda di incontri di Umberto Bossi che frequentava certi ambienti romani legati a <strong>Maria Pia Fanfani Dell&#8217;Utri</strong>, cioé a chi? alla moglie del fratello di Dell&#8217;Utri, il famoso Dell&#8217;Utri che é uno dei bracci destri di Berlusconi. La cognata. E in più Credieuronord é una storia tutta aperta perché si lega alle famose <strong>quote latte</strong>. Sapete che c&#8217;é ancora molto da scoprire, ci sono dei processi in corso tra l&#8217;altro con 2 condanne con un ex uomo molto importante ex parlamentare della Lega <strong>Giovanni Robusti</strong>, il quale é sempre stato a capo del mondo agricolo di quello che si rivoltava contro le quote latte, lombardo, che aveva creato tutta una serie di <strong>cooperative particolari e fittizie</strong> tra il Piemonte e il Friuli ed é già  stato <strong>condannato 2 volte</strong> in primo grado sia in Piemonte sia in Friuli a Pordenone proprio per una truffa e una malversazione di fondi pubblici europei, i quali guardacaso passavano attraverso questa banca.<br />
Quando qualcuno ama un mito é difficile dissacrare quel mito, però io racconto fatti, quindi <strong>i leghisti farebbero bene a leggerlo</strong>, e dovrebberlo leggerlo anche e soprattutto chi di Bossi ha antipatia, ma non ha le ragioni solide e concrete per dimostrare che questa antipatia é qualcosa di più rispetto a una semplice idiosincrasia di pelle, ma dev&#8217;essere legata proprio al fatto che questo personaggio é un personaggio dal quale non ci si dovrebbe mai far governare.&#8221;</em></p>
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		<title>&#8220;&#8216;Ndrangheta padana&#8221; incontro con Enzo Ciconte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 20:05:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[enzo ciconte]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho intervistato Enzo Ciconte, autore di &#8216;Ndrangheta padana edito da Rubettino. Il titolo parla da solo, checché ne potrà  dire il ministro Maroni già  inviperito con Roberto Saviano per la verità  che ha detto su questa materia davanti a milioni di telespettatori su Rai3. Blog: Enzo Ciconte autore di Ndrangheta padana, un volume che parla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8YgS7rN1UvM" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5890" title="CICONTE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/11/CICONTE.jpg" alt="" width="540" height="309" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/11/CICONTE.jpg 635w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/11/CICONTE-300x171.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p>Ho intervistato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Ciconte" target="_blank">Enzo Ciconte</a>, autore di &#8216;Ndrangheta padana edito da Rubettino. Il titolo parla da solo, checché ne potrà  dire il ministro Maroni già  inviperito con Roberto Saviano per la verità  che ha detto su questa materia davanti a milioni di telespettatori su Rai3.</p>
<p><em><strong>Blog</strong>: Enzo Ciconte autore di Ndrangheta padana, un volume che parla di commistione tra la politica e la &#8216;ndrangheta che é un fenomeno infiltrato anche in Lombardia. Perché l&#8217;idea di questo libro?</em></p>
<p><em><strong>E.C.</strong> L&#8217;idea di questo libro é quella di rispondere a un&#8217;esigenza, di far conoscere quello che sta accadendo a Milano e in Lombardia perché pochi lo conoscono, pochi sanno quello che sta succedendo. Io vorrei ricordare partendo da un dato, che nel &#8217;92, a Milano e Lombardia la magistratura aveva inquisito 2 mila &#8216;ndrenghetisti, 2 mila mafiosi, molti di questi sono stati condannati altri naturalmente assolti ma la stragrande maggioranza erano colpevoli, quindi aveva fatto un&#8217;opera di bonifica e di pulizia. A distanza di tanto tempo, da allora ad oggi, é successo che la mafia é più forte di prima, la &#8216;Ndrangheta ha occupato porzioni di territorio, é entrata in rapporti col mondo della politica. Io vorrei segnalare che ci sono 6 consiglieri regionali della Lombardia che hanno avuto rapporti con la &#8216;Ndrangheta. Non hanno commesso reati, e nemmeno atti penalmente rilevanti, ma tuttavia il contatto c&#8217;é. Di fronte a questa situazione noi abbiamo avuto un prefetto a Milano che ha detto: &#8220;La mafia a Milano non c&#8217;é&#8221; e abbiamo avuto anche un rapporto di pezzi dell&#8217;imprenditoria edile lombarda che ha non solo subito, ma é stata anche collusa, ha fatto affari con la &#8216;Ndrangheta quindi siamo di fronte ad un salto di qualità  eccezionale, enorme, il libro serve a fare chiarezza su questi aspetti e su questi punti. Il libro serve ad aiutare le forze sane e migliori della Lombardia e di Milano a comprendere quello che sta accadendo nel loro territorio. </em></p>
<p><em><strong>Blog</strong>: che strumenti hanno i cittadini e anche gli imprenditori per sottrarsi a questo tentativo di infiltrazione, cioé &#8216;ndrangheta e sistemi mafiosi che cercano di penetrare nel mercato legale?</em></p>
<p><em><strong>E.C.</strong> gli strumenti sono tanti. Intanto perché a Milano e Lombardia in passato ci sono state voci autorevoli che si sono alzate per indicare questi pericoli quindi c&#8217;é la società  civile, gli uomini politici la stragrande maggioranza dei quali sono onesti e puliti, c&#8217;é la magistrarura, le forze dell&#8217;ordine quindi la possibilità  di reaglire c&#8217;é ed é bene che questo avvenga.</em></p>
<p><em><strong>Blog:</strong> Saviano, come saprà , ha detto in tivù che la Lega interloquisce con la &#8216;Ndrangheta, Maroni se l&#8217;é presa. Secondo lei é vero che Maroni é un ministro che fa qualcosa contro la mafia?</em></p>
<p><em><strong>E.C.</strong> Maroni é un ministro al quale va dato atto che qualcosa contro la mafia l&#8217;ha fatto, però da qui a dire che Maroni é il migliore ministro della Repubblica che ha combattutto la mafia e che altri non hanno fatto é sbagliato. Io vorrei sommessamente ricordare a Maroni e agli altri, che ci sono stati periodi della vita italiana in cui c&#8217;erano centinaia e centinaia  di morti ammazzati ogni giorno, decine e decine di sequestri di persona l&#8217;anno, che ci sono state le guerre di mafia che sono state risolte. Allora ministro non era Maroni e la Lega non era nemmeno nella vita pubblica italiana, quindi non é vero che solo Maroni ha risolto i problemi. Ha risolto alcuni problemi. La questione vera però,  oggi, é che Maroni é in debito nei confronti della sua terra e della sua Lombardia perché con tutte le amministrazioni comunali che hanno visto consiglieri comunali implicati in fatti di &#8216;Ndrangheta, lui, non ha avuto non so se la forza, il coraggio, l&#8217;opportunità  e la decisione di inviare una commissione d&#8217;accesso. Io mi sarei aspettato che almeno questo sarebbe stato fatto. Mi sarei aspettato che col coinvolgimento di tanti uomini politici, nel mondo politico lombardo scattasse un meccanismo di orgoglio di difendere la propria terra e quindi le proprie istituzioni dal consiglio comunale e un consiglio regionale da un&#8217;infiltrazione mafiosa. Questo non é avvenuto, ho visto che c&#8217;é stata una reazione del mondo politico non adeguata alla penetrazione della &#8216;Ndrangheta nelle istituzioni.</em></p>
<p><em><strong>Blog:</strong> le leggi fatte in questi anni dai governi Berlusconi? scudo fiscale, falso in bilancio, legge Cirami poi bocciata, secondo lei la mafia con queste leggi ha fatto affari o é stata contrastata?</em></p>
<p><em><strong>E.C.</strong> uesto bisognerebbe chiederlo al ministro Maroni perché la Lega ha votato tutte queste leggi insieme al popolo della libertà  o Forza Italia quando si chiamava così. Quindi vuol dire che le carte completamente in regola la Lega non le ha, purtroppo dico perché la Lega era nata su altri presupposti mi ricordo le battaglie che erano state fatte per la legalità  e so che molti cittadini leghisti e molti sindaci leghisti fanno delle battaglie, ma il dato complessivo é che noi abbiamo una parte della Lega che é una zavorra per la stessa Lega ed é la parte finanziaria, ed é la parte legata a interessi finanziari e anche molto oscuri e molto torbidi é questa pesantezza che sta oscurando una battaglia positiva. </em></p>
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		<title>Il prontuario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 13:14:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>â€œSe li conosci li evitiâ€, di Peter Gomez e Marco Travaglio é un libro â€œpronto soccorsoâ€ di quasi 600 pagine in cui si trovano le dettagliate radiografie di centinaia di collusi, riciclati, imputati, impuniti e condannati elencati nelle liste di candidati delle imminenti elezioni. Dedicato â€œa chi sogna una politica pulita. Cioé una Politicaâ€ il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/03/27/il-prontuario/">Il prontuario</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/03/se-li-conosci-li-eviti.jpg" alt="se-li-conosci-li-eviti.jpg" /></p>
<p>â€œSe li conosci li evitiâ€, di Peter Gomez e Marco Travaglio é un libro â€œpronto soccorsoâ€ di quasi 600 pagine in cui si trovano le <strong>dettagliate radiografie</strong> di centinaia di collusi, riciclati, imputati, impuniti e condannati elencati nelle <strong>liste di candidati</strong> delle imminenti elezioni.<br />
Dedicato â€œa chi sogna una politica pulita. Cioé una Politicaâ€ il volume contiene unâ€™interminabile ed incredibile lista di â€œcattiviâ€ ma anche un ristretto elenco di â€œbuoniâ€ politici, stilata in rigoroso ordine alfabetico per coalizioni e partiti di appartenenza, sulla base dei fatti accaduti nei 20 mesi del governo Prodi, messi a confronto con le dichiarazioni e le promesse fatte in campagna elettorale.<br />
Oltre alle generalità  e ai â€œsegni particolariâ€ le ricche biografie scorrono con la solita, maniacale precisione â€œtravagomezianaâ€ <strong>i curricula</strong> sentimentalgiudiziari dei protagonisti, oltre che le frasi più significative e puntualmente contraddette dei diretti protagonisti.<br />
Gli inediti â€œ<strong>raccomandati, ignoranti, voltagabbana e fannulloni</strong>â€ rendono â€œSe li conosci li evitiâ€ un volume talmente stravolgente da meritarsi le aperture di tutti i tg di una qualunque democrazia!<br />
E invece, tra la censura generale, é purtroppo soltanto lâ€™Italia che può permettersi un libro così, visto che il regresso di dittature corrotte come il Rwanda o il Banghladesh non sono ancora arrivate a tanto nei loro governi.<br />
Edito da â€œ<strong>Chiarelettere</strong>â€ il volume sarà  presentato dagli stessi autori il <strong>3 aprile</strong>, ahime troppo sotto le elezioni per fare in modo che i profani di internet ne possano venire a conoscenza in massa prima di recarsi alle urne.<br />
Io lâ€™ho già  presentato in anteprima ieri sera in trasmissione, Peter Gomez verrà  in studio a parlarne entro metà  mese.<br />
Nel ringraziare <strong>Giulia Civiletti</strong> dellâ€™ufficio stampa della casa editrice, sempre premurosa nel fornirmi le novità  di casa in libreria, riporto qualche frase che ho letto dopo una sommaria occhiata:</p>
<p><em>Questo libro é un pronto soccorso per aiutare i cittadini prima a orientarsi tra le liste elettorali e poi a conoscere i nuovi parlamentari.<br />
Nella prima parte abbiamo compilato le nostre listeâ€¦<br />
Nella seconda parte unâ€™antologia di tutto il peggio delle loro liste, partito per partitoâ€¦<br />
Nella terza parte il confronto tra i 2 ultimi governi: leggi vergogna affiancati ai programmi elettorali dei partiti maggiori: popolo della libertà  e partito democratico, perché ciascuno possa decidere chi mente di più.</em></p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C_sGOxvTKEw&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/C_sGOxvTKEw&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Sante ragioni</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2007/12/22/sante-ragioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sante-ragioni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 03:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[concordato]]></category>
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		<category><![CDATA[laicità ]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  In questi giorni natalizi spero si rifletta su tutte le metastasi maligne che anche quest&#8217;anno la chiesa cattolica ha perpetrato dentro la vita sociale degli italiani. Spero si rifletta sulla sua ingerenza da partito politico non rappresentato, esattamente come il migliaio di deputati che decide le nostre vite, e sugli effetti esercitati dal suo boss Benedetto XVI, il &#8220;pastore tedesco&#8221; con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/12/ratzinger.jpg" alt="ratzinger.jpg" /> </p>
<p>In questi giorni natalizi spero si rifletta su tutte le metastasi maligne che anche quest&#8217;anno la chiesa cattolica ha perpetrato dentro la vita sociale degli italiani.<br />
Spero si rifletta sulla sua ingerenza da partito politico non rappresentato, esattamente come il migliaio di deputati che decide le nostre vite, e sugli effetti esercitati dal suo boss <strong>Benedetto XVI</strong>, il &#8220;pastore tedesco&#8221; con lo sguardo da maniaco spiritato che trova spazio su giornali e tv a canone obbligatorio per dettare l&#8217;agenda politica a base di prediche intrise di morbose e deliranti idiozie, discriminazioni, gratuiti attacchi verso chi non si omologa ai dogmi di quell&#8217;ambiente laido, responsabile delle peggiori deviazioni psicotiche di una bella fetta di suoi rapprestentanti.</p>
<p>Spero si rifletta affinché il nostro buonsenso, anche nel nuovo anno, ci tappi occhi e orecchi difronte alle bestialità  che sputano personaggi come Bagnasco che associa i gay ai pedofili, il suo collega Sgreccia che li ritiene malati mentali e Ratzinger che bolla gli atei responsabili dei più gravi crimini contro l&#8217;umanità .</p>
<p>Spero si rifletta sugli effetti mediatici che ancora riescono ad avere frasi vomitate dal pulpito capezzale di un ambiente falso, ipocrita, infernale cattivo, retrogrado, acido, perverso, ottuso, corrotto fino al midollo e potente, perché &#8211; ahimé &#8211; foraggiato con un miliardo di euro in cash ogni anno dal governo italiano che regala al Vaticano il 90% della quota dell&#8217;8 per mille di <strong>tutti gli italiani indistintamente</strong>, donatori coscienti e non. Ci sono proprio tutti: atei, buddisti, testimoni di Geova, calvinisti, anglicani, uniati ortodossi e persino gli islamici!</p>
<p>Spero si rifletta sui danni procurati all&#8217;umanità  indifesa da quei preti <strong>pedofili</strong> e/o pederasti <strong>ricercati e invisi a qualunque genitore</strong> che la chiesa cattolica romana protegge sul suolo dell&#8217;Urbe, a cominciare da padre <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/esteri/papa16/scandalaw/scandalaw.html"><strong>Bernard Law</strong></a>, ex arcivescovo di Boston, protettore di decine di abusatori di ragazzini in tonaca fuggito dalle forche caudine della giustizia americana per essere promosso a dirigere la basilica di Santa Maria Maggiore in Roma.<br />
Che la nostra umile coscienza ci faccia alzare la testa affinché personaggi così vengano esposti, pubblicamente sbugiardati e consegnati alla giustizia visto che finora le iene, i tapiri e le vite in diretta televisive si sono ben guardati dal parlarne.</p>
<p>Spero si rifletta su quei 20mila e passa euro che ogni mese finiscono sul conto corrente di una deputata come <a target="_blank" href="http://www.paolabinetti.it/"><strong>Paola Inetti</strong></a> (Binetti per i suoi amici teodem a pari costo) che grazie alle sue crisi mistiche le coppie di fatto italiane &#8211; etero e gay &#8211; continueranno a rimpinguarle le tasche da perfette discriminate, e tutti noi italiani, continuiamo a pagare l&#8217;ignavia pletora di politici incapaci di parificare i diritti di minoranze che non tolgono nulla alle maggioranze, rallentando così l&#8217;attività  politica su questioni vitali per il futuro della nostra democrazia.<br />
Dalle leggi sui conflitti d&#8217;interesse alle liberalizzazioni che aprono la concorrenza, per non parlare dei danni perpetrati dal sommerso della mafia, prima azienda italiana e le conseguenze fiscali che comporta: paralisi dell&#8217;economia, dello sviluppo e del futuro dei giovani.</p>
<p>Spero si rifletta sulla quota procapite che ognuno di noi sborsa di Ici ogni anno anche per il Vaticano, sui viaggi del papa, sul ruolo civetta dell&#8217;Osservatore romano e su tutto ciò che la stampa nasconde per esaltare quella casta di criminali con la tonaca che nella storia ha appoggiato l&#8217;Olocausto, Hitler, Mussolini &#8220;uomo mandato dal signore&#8221;, e Giulio Andreotti dipinto come un dio in doppiopetto.</p>
<p>Spero si rifletta su quelle migliaia di bimbi mai nati grazie alle leggi &#8220;vaticaitaliote&#8221; che, vietando il trattamento delle staminali, scoraggiano molte donne a diventare mamme e inducono i migliori ricercatori ad andare a farsi apprezzare all&#8217;estero.</p>
<p>Spero si rifletta su quei cittadini esautorati dal diritto di quiete perché rintronati dal frastuono di chiassose campane che con la loro prepotenza diurna-notturna-mattutina svegliano tutti (credenti e non) in qualche caso anche ad ogni quarto d&#8217;ora, alla faccia di quegli ambulanti che se osassero farsi sentire nel quartiere rischiano 1000 euro di multa dai vigili urbani per inquinamento acustico.</p>
<p>Spero si rifletta sulla quantità  di quei moralisti sposati che setacciano le rette vie della prostituzione maschile, femminile e minorile, che poi obbligano mogli e figli ad andare alla messa la domenica, &#8220;perché così si fa&#8221;.</p>
<p>Spero si rifletta, infine, su quella sparuta minoranza di persone (preti compresi) silenti che si rendono utili verso chi é in difficoltà , coscienti di vivere una realtà  andata ormai oltre la satira, e che possano trovare in &#8220;Sante ragioni&#8221; di Telmo Pievani, un libro sobrio, alternativo, ricco di sana filosofia utile a infrangere le barriere religiose con la logica della ragione condita da un pizzico di buonsenso.<br />
<a target="_blank" href="http://it.youtube.com/watch?v=IUvt__MkilU">Qui</a> l&#8217;intervista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/12/22/sante-ragioni/">Sante ragioni</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Anche Walter Veltroni &#8220;intimo&#8221; di Consorte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 09:38:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[clementina forleo]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni consorte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novità  inedite arrivano da colui che sulla nuova politica ha fatto una campagna bugiarda, ossia Walter Veltroni. Il leader del Partito democratico, il nuovo che CI avanza, assicura i suoi personali appoggi in qualità  di sindaco di Roma a Bnl, a condizione che arrivino &#8220;comunicazioni di un certo tipo&#8221;. Lo dice in una mattina del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Novità  inedite arrivano da colui che sulla nuova politica ha fatto una campagna bugiarda, ossia <strong>Walter Veltroni</strong>.<br />
Il leader del <strong>Partito democratico</strong>, il nuovo che CI avanza, assicura i suoi personali appoggi in qualità  di sindaco di Roma a Bnl, a condizione che arrivino &#8220;comunicazioni di un certo tipo&#8221;.<br />
Lo dice in una mattina del luglio del 2005 al presidente delle cooperative Giuliano Poletti da riferire a <strong>Giovanni Consorte</strong>, capo della Unipol, col quale Walter Veltroni tesse rapporti anche tramite il suo braccio destro, <strong>Walter Verini</strong>.<br />
Infatti, é proprio quest&#8217;ultimo che in una telefonata intercettata dai militari, dice a Giovanni Consorte che il primo cittadino della capitale <strong>non ha gradito una frase</strong> rilasciata nella sua intervista pubblicata su L&#8217;Unità .<br />
Consorte si dice subito disposto a smentire quanto detto e a &#8220;<strong>correggere il tiro</strong>&#8220;.<br />
Queste poche frasi inedite che samscherano un <strong>clamoroso inciucio</strong> anche nel Partito Democratico, sono contenute negli appunti di <strong>Mario Gerevini</strong>, uno degli autori di &#8220;Capitalismo di rapina&#8221; edito da Chiarelettere, mio gradito ospite in trasmissione.<br />
Il collega del Corriere rivela che sempre in quel periodo del 2005, il senatore diessino <strong>Nicola Latorre</strong>, alter ego del prescritto per tangenti <strong>Massimo Dâ€™Alema</strong>, mandò sul cellulare di Consorte un sms per informarlo che stava per rilasciare unâ€™intervista a Sky sulle vicende di Fazio, dellâ€™Opa e di Unipol, e a tal proposito gli scrisse di stare tranquillo perché aveva già  avuto precise indicazioni sulle risposte da fornire proprio dal suo vice, <strong>Ivano Sacchetti</strong> (ex numero uno a sua volta di Unipol).<br />
Anche in questo caso non c&#8217;é bisogno dei Ris di Parma per capire che il politico di turno, Latorre, che dovrebbe avere autonomia di giudizio, rassicura il banchiere sotto indagine di recitare una parte, dimostrando così l&#8217;ennesimo clamoroso inciucio all&#8217;italiana.<br />
Il politico, anziché occuparsi di difendere la causa dei propri elettori e gli ideali del partito che rappresenta, travisa il suo compito soffermandosi su ciò che ruota attorno ad una banca e agli interessi economici ed affaristici che ne compongono l&#8217;attività .<br />
Chiedo a Walter Cialtroni dove sia il nuovo che avanza perché fin qui, a parte un po&#8217; di femmine sulle poltrone, in termini di intercettazioni e di inciuci c&#8217;é molto di fritto.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/B2KcRGgiRz4&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/B2KcRGgiRz4&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Mani sporche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 15:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[gianni barbacetto]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Se lâ€™Italia fosse una democrazia normale i libri di Marco Travaglio, Peter Gomez e Gianni Barbacetto non esisterebbero perché non servirebbero, visto che in un paese normale lâ€™informazione funziona un poâ€™ meglio di come non la si fa funzionare in Italia. Politica, finanza e giornalisti italiani sono diventati rispettivamente il ladro, il sacco e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/12/12/mani-sporche/">Mani sporche</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> <img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/12/manisporche1.gif" alt="manisporche1.gif" /></p>
<p>Se lâ€™Italia fosse una democrazia normale i libri di <strong>Marco Travaglio</strong>, <strong>Peter Gomez</strong> e <strong>Gianni Barbacetto</strong> non esisterebbero perché non servirebbero, visto che in un paese normale lâ€™informazione funziona un poâ€™ meglio di come non la si fa funzionare in Italia.<br />
Politica, finanza e giornalisti italiani sono diventati rispettivamente il ladro, il sacco e il palo.<br />
Una responsabilità  collettiva e a â€œlarghe inteseâ€ che ha prodotto un popolo di sudditi spremuti e presi per i fondelli giorno e notte dalla propria classe dirigente da ribaltare, opera continuamente a rendere inefficiente la macchina della giustizia perché se quest&#8217;ultima funzionasse come in un paese normale, provocherebbe una rivoluzione destabilizzante nellâ€™arco di pochi giorni (che io reputo una buona terapia dâ€™urto).<br />
â€œMani sporcheâ€ edito da <a target="_blank" href="http://www.chiarelettere.it/">Chiarelettere</a>, é un volumone di 900 pagine che ripercorre la storia delle vicende italiane degli ultimi 6 anni.<br />
Quello che ha più lâ€™aspetto di un dizionario di storia dellâ€™illegalità  italiana ricco di sinonimi e contrari raccontati confusamente da giornali e tv per sostituire la chiarezza delle singole vicende, contiene tutti i retroscena degli inciuci e dei conflitti che fluttuano costanti dal midollo della classe dirigente di questo povero paese.<br />
Basta leggere le prime poche righe per sentire le scariche di adrenalina, perché i fatti raccontati a nudo con la solita morbosa precisione degli autori, hanno un effetto dopante sul sistema nervoso. Fà  venir voglia di alzarsi e reagire!<br />
Nell&#8217;ordine il <a target="_blank" href="http://it.youtube.com/watch?v=w2PcKOweAcg">primo</a> e il <a target="_blank" href="http://it.youtube.com/watch?v=jtqq4wj1DSk">secondo</a> video con gli interventi di Gomez e Travaglio alla serata di presentazione svoltasi alla camera del lavoro di Milano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/12/12/mani-sporche/">Mani sporche</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Bruno Tinti &#8211; Toghe rotte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 12:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[bruno tinti]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[legalità ]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[studio1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Bruno Tinti, procuratore aggiunto a Torino ha scritto &#8220;Toghe rotte&#8221; un compendio che narra la vita di un magistrato nella difficilissima situazione della giustizia italiana che non funziona per via di una legislazione inadeguata creata da una politica che vuole sottrarsi al controllo della legalità . L&#8217;arma usata é quella di stringere la morsa con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/09/26/bruno-tinti-toghe-rotte/">Bruno Tinti &#8211; Toghe rotte</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/09/catene.jpg" title="catene.jpg"><img decoding="async" src="http://83.224.70.5/www.danielemartinelli.itt/wp-content/uploads/2007/09/catene.jpg" alt="catene.jpg" /></a> </p>
<p>Bruno Tinti, procuratore aggiunto a Torino ha scritto &#8220;Toghe rotte&#8221; un compendio che narra la vita di un magistrato nella difficilissima situazione della giustizia italiana che non funziona per via di una legislazione inadeguata creata da una politica che vuole sottrarsi al controllo della legalità .<br />
L&#8217;arma usata é quella di stringere la morsa con leggi e leggine che impediscono alla giustizia italiana di funzionare come dovrebbe essere in un paese libero.<br />
Nell&#8217;intervista telefonica qualche considerazione e un cenno ai contenuti</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=Zu1qB_h02hc">Ecco l&#8217;intervista</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/09/26/bruno-tinti-toghe-rotte/">Bruno Tinti &#8211; Toghe rotte</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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