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	<title>disoccupazione Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Economia, il conto salatissimo del Covid-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 08:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[stefano patuanelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ad aprile la produzione è calata tra il 50 e il 55% (lo dicono le fatture elettroniche emesse), una flessione che si aggiunge a quella di marzo, quando già si era perso più del 30%. Non riusciremo mai a pareggiare il danno”. Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico in audizione alla Camera.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ad aprile la produzione è calata tra il 50 e il 55% (lo dicono le fatture elettroniche emesse), una flessione che si aggiunge a quella di marzo, quando già si era perso più del 30%. Non riusciremo mai a pareggiare il danno</em>”.</p>
<p>Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico in audizione alla Camera.</p>
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		<title>Fassina (ex Pd): Pd stupido e autolesionista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2019 18:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La reazione del mio ex Pd è stata stupida e pure autolesionistica. Sembra che non si rendano conto di quanto la disperazione sociale possa far apprezzare il reddito di cittadinanza. È una misura forse insufficiente, effimera, precaria. Insomma, ha dei limiti e dei problemi, ma è considerata importante da milioni di persone in condizione di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>La reazione del mio ex Pd è stata stupida e pure autolesionistica. Sembra che non si rendano conto di quanto la disperazione sociale possa far apprezzare il reddito di cittadinanza. È una misura forse insufficiente, effimera, precaria. Insomma, ha dei limiti e dei problemi, ma è considerata importante da milioni di persone in condizione di povertà. E anche la bandiera della Lega sulle pensioni va in quella direzione: quota 100 manderà mezzo milione di persone in pensione prima. Prima tifavano per lo spread, ora tifano contro il Pil e a favore della recessione</em>”.</p>
<p>Stefano Fassina, ex deputato Pd, confluito nella Sinistra.</p>
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		<title>Crisi economica, occasione per fottere gli oligarchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi economica sta moltiplicando focolai di crisi. In molte città  che non si contano più ci sono proteste di centinaia di lavoratori terrorizzati dal licenziamento. Le loro aziende chiudono perché non c&#8217;é più nulla da produrre. Molti manager approfittano del momento per scrollarsi di dosso dipendenti costosi, e contemporaneamente si preoccupano che il loro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/11/28/crisi-economica-occasione-per-fottere-gli-oligarchi/">Crisi economica, occasione per fottere gli oligarchi</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WNTh8iBO3No&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WNTh8iBO3No&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="495" height="340"></embed></object></p>
<p>La crisi economica sta moltiplicando focolai di crisi. In molte città  che non si contano più ci sono proteste di centinaia di lavoratori terrorizzati dal licenziamento. Le loro aziende chiudono perché non c&#8217;é più nulla da produrre. Molti manager approfittano del momento per scrollarsi di dosso dipendenti costosi, e contemporaneamente si preoccupano che il loro tesoretto all&#8217;estero sia ben occultato dietro società  fittizie e a prestanome.</p>
<p>I tumulti sociali stanno diventando normalità . Col passare delle settimane saranno sempre più numerosi, peggiori e rischiosi per l&#8217;incolumità  di chi ci capiterà  a tiro. Intere generazioni di lavoratori schiavi dei soldi e del loro valore convenzionale sono pronti a tutto. La resa dei conti é già  cominciata, i politici lo sanno. Ma i politici sono schiavi delle banche e della loro oligarchia che si é fregata le mani per secoli di generazione in generazione, dominando le masse e controllando il potere grazie alla convenzione fasulla sul valore delle banconote.</p>
<p>I governi, anche in questo momento di crisi epocale dalle sorti incerte, provvedono come credono di fare meglio nella probabile illusione di garantirsi il potere e il controllo delle masse. In Italia stanno per essere congelati i mutui casa per un anno per le famiglie senza lavoro. Tra un anno i mutui potranno riprendere senza che gli interessi si saranno moltiplicati, ma é molto facile che con questo andazzo dell&#8217;economia paralizzata dai beni di consumo che ce ne sono in numero sufficiente per soddisfare i bisogni della società  per molti anni, é facile intuire che i mutui rimarranno congelati assai di più di un solo anno perché i disoccupati aumenteranno e rimarranno in quella condizione per diversi anni.<br />
Questa mossa dimostra che il giochetto del debito é una forma fittizia di ricatto che determina il potere di alcuni su altri. </p>
<p>Ma l&#8217;oligarchia dei banchieri non si accontenta. Ha escogitato il congelamento dei mutui nell&#8217;attesa che in condizioni di paralisi eonomica e scarsità  di lavoro le famiglie depauperino anche tutti i risparmi. Solo allora l&#8217;oligarchia potrà  assicurarsene il controllo.<br />
La soluzione scomoda all&#8217;oligarchia dei controllori del sistema di potere é quella che indurrebbe milioni di cittadini liberi e pensanti a convincersi che le banconote non valgono nulla. </p>
<p>Quelle stesse oligarchie che controllano i mezzi di disinformazione di massa continuano a drogare le genti con annunci fasulli come quello di oggi di &#8220;Confindustria che confida in una ripresa nel 2010&#8221;, unica strategia bugiarda rimasta per tentare di sedare tumulti e rivolte di massa.</p>
<p>Questa crisi economica nell&#8217;era di internet é invece un&#8217;occasione. Questa crisi ci dice che é arrivato il momento di reinventarci nuove forme di valore e di scambio, senza continuare a farci sottomettere. Se ci convinciamo che il nostro essere schiavi si traduce con l&#8217;impiego di 20 o 30 anni di vita per impossessarci di un misero appartamento, avremo fottuto gli oligarchi. </p>
<p>E&#8217; una legge di numeri. Milioni di cittadini che si scambiano merci e servizi con primitive forme di baratto senza badare alle banche non potranno essere sfrattate tutte. Con la crisi che sta montando questo scenario non mi sembra più così utopico.<br />
Del resto il lavoro sommerso é già  più di un sintomo. E internet, a differenza di una volta, é il mezzo che ci può svegliare e indurre a ragionare da soli. Con la nostra testa. Non con quella degli oligarchi mafiosi. </p>
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		<title>Il peggio deve ancora venire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 21:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cgil scende in piazza per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sul problema della disoccupazione. Il messaggio é &#8220;il peggio deve ancora venire&#8221; in riferimento al numero dei disoccupati e agli effetti che la loro condizione in massa provocherà . Qui sul blog é da almeno due anni che ne stiamo parlando. Chi legge la rete non si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/bwn8lPzUQPQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bwn8lPzUQPQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>La Cgil scende in piazza per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sul problema della disoccupazione. Il messaggio é &#8220;<em>il peggio deve ancora venire</em>&#8221; in riferimento al numero dei disoccupati e agli effetti che la loro condizione in massa  provocherà . Qui sul blog é da almeno due anni che ne stiamo parlando. Chi legge la rete non si impressiona dell&#8217;annuncio della Cgil.</p>
<p>Il puttaniere é <strong>blindato a Palazzo Chigi</strong> da due giorni perché teme i contestatori di strada, definiti mitomani dalle pravde di regime. La raccomandazione di Elio Vito, che qualche settimana fa fiutava pericoli per le  uscite pubbliche del capomandamento di governo, é stata ascoltata. Le ville alle Bermuda sono sempre là , pronte ad accoglierlo dopo la fuga. Per ora, qui, protestare democraticamente un filibustiere che si é impossessato del parlamento per fini privati può tradursi in una manganellata nelle palle. Io spero che il no berlusconi day del prossimo 5 dicembre fili via senza manganelli o proiettili. Io quel giorno <strong>non ci sarò</strong>. Non per paura, ma perché ritengo ci voglia un no berlusconi year con presidi di massa no stop fuori da Montecitorio e dal Senato.</p>
<p>Intanto la crisi economica avanza, come il tumore del sistema. L&#8217;Italia é uno degli organi più colpiti dalla massa incancrenita. Entrato in emorragia incontrollabile perché ormai privo di difese. Le sue cellule che si spacciano per buone (annunci politici) sono in realtà  maligne. Dei finti anticorpi se ne stanno accorgendo piano piano anche i televisionari incalliti. Intaccati loro stessi dal male. Sono ancora in troppi milioni quelli che ritengono di sapere, quelli che i fatti li sanno a spanne, mischiati a quelli che i fatti non li sanno proprio. Sono loro quelli che guardano la tivù per non guardare la realtà  fatta di figli, nipoti e amici disoccupati, cassintegrati, sfrattati <strong>cornuti e mazziati</strong>.</p>
<p>Dipendenti pubblici e pensionati vanno avanti con la testa sotto la sabbia. La crisi non li ha ancora investiti  perché il loro stipendio arriva, nonostante sia il frutto dell&#8217;affondo al debito pubblico. Giovedì scorso alle 17 ero a Busto Arsizio, alle 18,15 sono uscito al casello di Seriate, oltre Bergamo, dopo 70 chilometri. Ho viaggiato senza mai fermarmi del tutto, con punte di 110 chilometri orari  attraverso la <strong>tangenziale nord di Milano</strong>. Il traffico a cui ero abituato fino ad un anno fa é soltanto uno spiacevole ricordo. Quando non bastavano due ore per farsi 30 chilometri da Lambrate a Trezzo.  Segno che i disoccupati ci sono davvero, assieme alle aziende chiuse o fortemente sotto dimensionate.</p>
<p>Le famiglie danno fondo ai risparmi, quando ci sono. Altrimenti si ricorre alle sponsorizzazioni  di genitori, nonni e suoceri. Prima si percepiva lo stipendio senza accantonare nulla. Ora nei bilanci familiari ci sono <strong>soltanto uscite</strong>. Nell&#8217;ultimo anno gli assegni a vuoto sono aumentati del 13%. In banca se non sei cliente non ti cambiano più nemmeno un euro.</p>
<p>E&#8217; iniziato un lento e serpeggiante coprifuoco. Senza più certezza del diritto vivere nel sistema italico é un gioco alla roulette russa. Ogni giorno cade la testa di qualcuno. Chi perde il lavoro, chi dà  in escandescenze, chi ruba, chi ricatta, chi fotte, chi si spara nelle palle, chi ammazza i familiari e chi si rassegna a tutto. Non vedo vie d&#8217;uscita se non in una riforma totale del sistema, a partire da quello <strong>monetario</strong>. Ma per ora, come dice la Cgil, <strong>il peggio deve ancora venire</strong>. Il trauma del cambiamento deve fare il suo corso. Ci vorranno lacrime e sangue in un periodo di transizione, di guerra, in cui non ci saranno regole, a parte quella della &#8220;<strong>morte tua vita mia</strong>&#8220;.</p>
<p>E&#8217; un passaggio fisiologico che giunge fra i 60 e i 70 anni dall&#8217;ultimo conflitto. E&#8217; arrivato il momento di distruggere tutto, per poi ricostruire di nuovo. Ditemi che sono impazzito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/11/14/il-peggio-deve-ancora-venire/">Il peggio deve ancora venire</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Master in giornalismo, fabbriche di disoccupati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 17:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[università ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tiziana Ferrario (Tg1) illusionista per aspiranti reporter La presidente dellâ€™Ordine dei giornalisti della Lombardia Letizia Gonzales, in una lettera diffusa agli iscritti, annuncia che il 21 settembre 2009 riparte la â€œnuovaâ€ scuola di giornalismo, ossia il Master biennale previsto nelle aule del Polo di Comunicazione di Sesto San Giovanni. 30 i posti disponibili, riservati a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/08/01/master-in-giornalismo-fabbriche-di-disoccupati/">Master in giornalismo, fabbriche di disoccupati</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/vDsQtRIczZ8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vDsQtRIczZ8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
<strong>Tiziana Ferrario (Tg1) illusionista per aspiranti reporter</strong></p>
<p>La presidente dellâ€™Ordine dei giornalisti della Lombardia Letizia Gonzales, in una lettera diffusa agli iscritti, annuncia che il 21 settembre 2009 riparte la â€œ<em>nuova</em>â€ scuola di giornalismo, ossia il Master biennale previsto nelle aule del Polo di Comunicazione di Sesto San Giovanni.<br />
30 i posti disponibili, riservati a laureati triennali in qualsiasi disciplina per un costo totale di <strong>13 mila euro</strong>, 6.495 dei quali necessari per <a href="http://www.unimi.it/cataloghi/master/Bando_giornalismo_09-11.pdf" target="_blank">l&#8217;iscrizione</a>.</p>
<p>Il Master che dà  accesso all&#8217;iscrizione all&#8217;Albo dei giornalisti professionisti, si svolgerà  con 1.000 ore di attività  formativa a tempo pieno e a frequenza obbligatoria.<br />
Ma attenzione perché qualche dubbio sorge legittimo. A cominciare dalla convenzione citata nel comunicato, con l&#8217;Ifg Carlo De Martino di Milano, la storica scuola di formazione al giornalismo chiusa nel 2004 in seguito al taglio dei fondi da parte della regione Lombardia.</p>
<p>Al di là  del fondamento della convenzione trovo sia doveroso avvertire i giovani aspiranti giornalisti di <strong>pensarci bene</strong> prima di buttare soldi incautamente solo per nutrire illusioni.<br />
Gli ultimi 2 bienni di quel master hanno fatto registrare un <strong>flop occupazionale</strong> senza precedenti: soltanto 15 allievi su 80 hanno trovato un posto di giornalista, in molti casi <strong>a termine</strong>.<br />
Per il resto il quadro occupazionale dei giornalisti italiani é a dir poco <strong>fosco</strong>. I nuovi disoccupati licenziati da giornali e televisioni nazionali sono attualmente <strong>2 mila</strong>, ma entro i prossimi 2 anni se ne prevedono altri 2.495 a fronte di un esercito di free lance in attività  di circa 25 mila unità .</p>
<p>In Italia vengono attivati <strong>18 master</strong> universitari di giornalismo ogni anno. <strong>Fabbriche di disoccupati</strong> senza futuro e senza prospettive. Prima di buttare migliaia di euro, a meno che non vi avanzino, pensateci. Anzi, se qualche aspirante collega volesse cimentarsi con la professione organizzi una piccola inchiestina che faccia luce sui motivi di <strong>tanto silenzio</strong> da parte dell&#8217;Ordine nazionale dei giornalisti e della Fnsi sulla bufala di questi master. Far ammettere a un loro rappresentante che per i giovani aspiranti giornalisti, per un bel po&#8217; di anni, non esistono speranze di lavoro e di guadagni sarebbe uno scoop.</p>
<p>Una volta realizzata l&#8217;inchiestina il giovane collega apra un blog e la metta in rete. Investirà  a costo quasi zero sulla sua <strong>credibilità </strong> verso i fruitori della rete. Sarà  il primo e più verosimile passo verso gli agognati guadagni di questa dura professione, che la Rete ha totalmente stravolto nella sua vecchia concezione di poltronificio a stipendio a tempo indeterminato e su raccomandazione.<br />
Altro consiglio agli aspiranti: imparate a scrivere e a parlare correttamente la lingua italiana. Poi é importante scrivere in inglese o in altre lingue. Avrete qualche possibilità  in più di aumentare il giro di collaborazioni. Inoltre portatevi sempre una fotocamera o una videocamera. Imparate le inquadrature e a montare i servizi di vostra creazione. Se ve la cantate e ve la suonate otterrette migliori risultati senza ricorrere ai master.</p>
<p>P.S. <em>In risposta all&#8217;appello di Antonio che cerca volontari per distribuire un giornale di sua creazione, fatto con fogli in formato A3 su cui sono stampati gli articoli presi da vari blog, compreso questo, da distribuire negli esercizi pubblici, rispondo che nonostante l&#8217;iniziativa sia interessante si corre il rischio di incappare nel reato di <strong>stampa clandestina</strong>, poiché la complicata e vetusta legge sulla stampa, ancora in vigore, prevede che ogni giornale sia registrato in tribunale e che in un angolo di una pagina sia riportata la gerenza con tutti i riferimenti della proprietà  editoriale, il nome del direttore e del consiglio direttivo della testata.<br />
Il barista potrebbe rifiutarsi di mettere sui tavoli del proprio locale un giornale di questo tipo proprio per non incorrere in multe o sanzioni. A mio avviso un buon modo per diffondere queste stampe rimane la distribuzione a mano nei mercati rionali.<br />
Antonio ha lasciato il suo indirizzo mail per tutti gli interessati a iniziative di questo tipo:</em> antonio.scuola@alice.it</p>
<p><strong>Aspiranti reporter mettono a frutto la teoria</strong><br />
<object width="213" height="177" data="http://www.youtube.com/v/SRFrjEIicTA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SRFrjEIicTA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Italia scossa, barcollano i fantocci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[bugie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2B-ki-yLKLk&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2B-ki-yLKLk&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Il G8, i 22 morti alla stazione di Viareggio, i disoccupati in fila alle Caritas, il deficit fuori controllo, 2 giudici della Consulta moralmente corrotti, i mafiosi in parlamento, i loro boss che nascondono i denari in Vaticano, i ministri sotto processo, le discariche abusive, Forza Italia stretta a Bernardo Provenzano, la Lega nord che fa il pesce in barile e Napolitano che dice al menestrello angelino alfano che non firmerà  il pacchetto intercettazioni.</p>
<p>I telegiornali cosa fanno? Sbattono nei titoli l&#8217;incendio in un palazzo di Londra, gli italiani in coda in autostrada per andare a fanculo, consigliano quali creme usare in spiaggia e &#8211; tanto per giustificare le ronde &#8211; celebrano lo stupro a Roma ai danni di una ragazza che stava uscendo dal proprio garage.</p>
<p>Ricapitolando: al G8 Obama e Merkel siccome non hanno intenzione di rischiare la pelle sotto i calcinacci della caserma di Coppito nella nazione del corruttore, faranno i loro incontri a Roma e forse a sorpresa alla Maddalena.<br />
Ai funerali di Viareggio le salme non saranno solo 22. Ci saranno anche quelle del presidente Napolitano e di una schiera di parlamentari attesi da uno stuolo di <strong>italiani incazzati</strong>, che dopo il lavoro non hanno più nulla da perdere.<br />
Intanto il corruttore si prepara alle sue solite figuracce infami che potrebbero segnare la sua debacle ufficiale in tutto il mondo.</p>
<p>Insomma, la settimana che va ad aprirsi sarà  focale e rischiosa per la tenuta dei fantocci al governo. Io che <strong>rinnovo l&#8217;invito</strong> a tutti quelli che vorranno esserci a Roma martedì mattina alle 10 in piazza Montecitorio per interviste lampo agli elementi della casta, mi riposo in attesa del lungo tour settimanale che si concluderà  venerdì a Palermo con l&#8217;udienza Dell&#8217;Utri. E per qualche minuto mi distraggo, senza pensare&#8230;</p>
<p><object width="280" height="170"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FHcWOrkr8fs&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/FHcWOrkr8fs&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="280" height="170"></embed></object></p>
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		<title>Tanti giornali in agonia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 19:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/pYm-VY6_ru8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pYm-VY6_ru8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Dall&#8217;inizio del 2009 sono 516 i giornalisti prepensionabili, 1.950 quelli che hanno 59 anni di età  e 35 anni di contributi. Perciò i conti dellâ€™Inpgi (L&#8217;Inps dei giornalisti) sono a rischio assieme agli editori, che con tutta probabilità  si vedranno aumentare di almeno 6 punti percentuali il gettito previdenziale per i loro dipendenti.</p>
<p>La crisi dei giornali é sempre più grave. Il quotidiano Il Messaggero, per esempio, da oggi é uscito <strong>senza le firme</strong> dei suoi redattori che protestano per la rottura delle trattative sul piano di crisi imposta dall&#8217;azienda. Nel quotidiano del suocero di Casini sono <strong>a rischio 48 posti</strong> di lavoro, la chiusura di 2 redazioni e pesanti sacrifici economici per l&#8217;intera redazione.<br />
Quanto a Repubblica e Corriere Carlo De Benedetti  ha annunciato che &#8220;<em>dai primi di luglio partirà  una riduzione del personale</em>&#8220;.</p>
<p>Le entrate pubblicitarie calano senza spiragli di ripresa. Si vendono meno giornali, quindi gli editori sono costretti a diminuire i costi con meno pagine e meno giornalisti.<br />
A Bari il presidente dell&#8217;associazione italiana stampatori di giornali <strong>Paolo Paloschi</strong>, nella giornata di apertura della 12esima conferenza internazionale per l&#8217;industria editoriale e della stampa italiana, ha detto che gli articoli sui giornali dovranno essere per forza più incisivi e sintetici, scritti da pochi collaboratori in redazioni snelle, in un contesto di distribuzione razionalizzata e con costi di agenzie per le foto ridotti al lumicino.</p>
<p>Intanto il governo, per voce del capo del Dipartimento per l&#8217;informazione e l&#8217;editoria della presidenza del Consiglio <strong>Elisa Grande</strong>, consapevole della necessità  di assicurare al mondo dellâ€™editoria &#8220;<em>una riforma strutturale di sistema condivisa</em>â€ ha detto che â€œ<em>la presidenza del Consiglio sta facendo i salti mortali per trovare i fondi necessari per assicurare il pagamento dei contributi diretti per il 2009&#8243;</em>. Proprio nelle ore in cui a Montecitorio é stato approvato il reintegro di <strong>70 milioni</strong> per il fondo per lâ€™editoria per il 2009 e altri 70 per il 2010.</p>
<p>Con la scusa che la crisi sia &#8220;<em>occasione per riflettere sul complesso di inferiorità  che la stampa vive rispetto a Internet e alla tivù</em>&#8220;, si é ormai preso atto che é cambiata la tempistica delle notizie e anche le modalità . Il ruolo di <strong>Twitter</strong> nelle vicende dellâ€™Iran é soltanto l&#8217;ultimo esempio.</p>
<p>Intanto, di seguito, l&#8217;elenco degli esuberi (in leggero difetto) in alcune redazioni italiane:</p>
<p>Corriere della Sera 91<br />
Periodici Rcs 90<br />
Mondadori 90<br />
Repubblica 60<br />
La Stampa 60 (34 prepensionati)<br />
Il Messaggero 48<br />
Poligrafici 34<br />
Il Sole 24 Ore blocco del turnover per 30 posizioni.<br />
Il Mattino 33<br />
Apcom 30<br />
Agi 21<br />
Tuttosport 19<br />
Gazzettino 17<br />
L&#8217;Unità  17<br />
Liberazione 19<br />
L&#8217;Arena e Giornale di vicenza 12<br />
Telereporter 12 redattori su 23 in cassa integrazione<br />
Conti Editore 12<br />
L&#8217;Eco di Bergamo 9<br />
Provincia di Como 9<br />
La Prealpina 6<br />
La Cuba editori 10 contratti di solidarietà <br />
Olympia 4<br />
Agr 6</p>
<p><object width="213" height="177" data="http://www.youtube.com/v/Um6fiItDj0U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Um6fiItDj0U&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Un disoccupato minaccia di buttarsi nel vuoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 20:47:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo stufi delle bugie e delle cazzate che scrivono i giornali&#8221;. Sono alcune delle frasi che urla un ragazzo straniero, vestito con pantaloni a pois, dalla cima di uno stabile cantierizzato nel centro di Brescia. Il giovane lancia strali contro il sistema politico italiano e minaccia di buttarsi nel vuoto. Ma per fortuna non lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SZD47LOQlQ8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/SZD47LOQlQ8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><em>&#8220;Siamo stufi delle bugie e delle cazzate che scrivono i giornali&#8221;</em>.<br />
Sono alcune delle frasi che urla un ragazzo straniero, vestito con pantaloni a pois, dalla cima di uno stabile cantierizzato nel centro di Brescia.<br />
Il giovane lancia strali contro il sistema politico italiano e minaccia di buttarsi nel vuoto. Ma per fortuna non lo fa.<br />
Le immagini, girate da un ragazzo del meetup di Brescia, rappresentano uno spaccato degenerato della crisi economica. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/04/un-disoccupato-minaccia-di-buttarsi-nel-vuoto/">Un disoccupato minaccia di buttarsi nel vuoto</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Focolai di guerra a Londra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 21:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[g8]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trovo non ci sia altro di cui parlare anche per oggi, se non di guerra. Guerra urbana, guerra economica, guerra dell&#8217;occupazione, guerra di sopravvivenza, guerra di libertà , guerra alla casta, guerra ai voltagabbana, guerra al sistema. Un sistema che é crollato e di cui noi, generazione attiva degli anni 2000, stiamo vivendo i primi effetti. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="295" data="http://www.youtube.com/v/htUbFZR02oM&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/htUbFZR02oM&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Trovo non ci sia altro di cui parlare anche per oggi, se non di <strong>guerra</strong>. Guerra urbana, guerra economica, guerra dell&#8217;occupazione, guerra di sopravvivenza, guerra di libertà , guerra alla casta, guerra ai voltagabbana, <strong>guerra al sistema</strong>.<br />
Un sistema che é <strong>crollato</strong> e di cui noi, generazione attiva degli anni 2000, stiamo vivendo i primi effetti.</p>
<p>Oggi <strong>Londra</strong> é stata messa <strong>a ferro e fuoco</strong> per il G20, cui é presente anche Silvio <strong>Berlusconi</strong>, unico corruttore, imputato, prescritto e autoassolto che in quel contesto <strong>non si fila nessuno</strong>. Mentre cerca disperatamente di farsi fotografare al fianco di Obama come fosse una teen-ager abbracciata al cantante, migliaia di <strong>manifestanti armati di mazze</strong> hanno assediato le banche della capitale inglese. Nel video si vedono le vetrate della <strong>Bank of England</strong> andare in frantumi.</p>
<p>Quelle scene di rivolta si svolgono a Londra, gloriosa capitale della rivoluzione industriale, gloriosa capitale di un popolo colonizzatore di terre e arcipelaghi in tutto il mondo, gloriosa capitale della sterlina perennemente altezzosa con l&#8217;euro.<br />
Oggi scopriamo che gli inglesi hanno anche gli anticorpi. Altro che i lord in frack e cappello dall&#8217;approccio discreto e glamour.<br />
La city oggi trasudava <strong>rabbia e voglia di vendetta</strong>.</p>
<p>E&#8217; sempre lei, la gloriosa city che ha fatto scuola fin dal Rinascimento. E se uno più uno fa due, l&#8217;escalation della tensione inarrestabile e dagli effetti, ahime, prevedibili, deve indurci a pensare che <strong>non ci sono più luoghi al mondo sicuri</strong>. Nemmeno le isole (Islanda docet).<br />
Con la recessione economica dovuta alla contrazione dei consumi e l&#8217;invasione degli immigrati nell&#8217;era della globalizzazione, dobbiamo pensare che il mondo intero va incontro ad un futuro inedito e assolutamente nuovo.</p>
<p>Voglio azzardare che scompariranno i soldi così come li abbiamo concepiti fino ad oggi.<br />
Voglio azzardare che gli Stati con gli attuali confini scompariranno lasciando il posto a una riorganizzazione politica dei territori su scala ridotta, al massimo di dimensioni provinciali, se non addirittura comunali stile polis greche dell&#8217;anticristo.<br />
Voglio azzardare che, dopo la tempesta che si lascerà  alle spalle tanti danni, ci sarà  un parziale riequilibrio della distribuzione delle ricchezze. Non so bene come, ma certamente ogni giorno, da qui in avanti, sarà  da raccontare e da vivere. Per chi riuscirà .<br />
Si salvi chi può.</p>
<p><object width="212" height="177" data="http://www.youtube.com/v/6G78jI9RJ8I&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6G78jI9RJ8I&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/01/focolai-di-guerra-a-londra/">Focolai di guerra a Londra</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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