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	<title>assoluzione Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Brigatisti liberi in Francia alla faccia dell&#8217;Europa unita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 21:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco una notizia che i telegiornali daranno, ma solo in modo superficiale, senza analisi e senza morale. La Corte di cassazione di Parigi ha deciso di non estradare in Italia 10 ex brigatisti condannati in via definitva per molti omicidi. 40 anni di latitanza protetta garantita dalla Francia, consente a questi «esuli», o «rifugiati» come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/wdcUrWj8rp4" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ecco una notizia che i telegiornali daranno, ma solo in modo superficiale, senza analisi e senza morale.<br />
La Corte di cassazione di Parigi ha deciso di non estradare in Italia 10 ex brigatisti condannati in via definitva per molti omicidi.<br />
40 anni di latitanza protetta garantita dalla Francia, consente a questi «esuli», o «rifugiati» come vengono definiti Oltralpe, di poter vivere da impuniti alla faccia delle sentenze di condanna definitive emesse in Italia.</p>
<p>Ecco l’elenco: Giorgio Pietrostefani, 79 anni, in Francia dal 2000, ex dirigente di Lotta continua che ha sempre agito a viso aperto, e che partecipò alla pianificazione dell’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, assassinato a Milano il 17 maggio 1972.<br />
Ci sono poi 6 brigatisti, di cui due donne condannate all’ergastolo: Marina Petrella, 68 anni, e Roberta Cappelli, 67, della cosiddetta «colonna romana». Petrella è tra le responsabili dell’omicidio del generale Enrico Galvaligi, ucciso la sera del 31 dicembre 1980, e fu coinvolta nel sequestro del giudice Giovanni D’Urso; nel 2008 fu vicinissima all’estradizione finché l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy ne bloccò la riconsegna (per le precarie condizioni di salute) su sollecitazione della cognata, l’attrice italiana Valeria Bruni Tedeschi. </p>
<p>Anche Cappelli è stata condannata per il delitto Galvaligi, a cui si aggiunge l’omicidio del poliziotto Michele Granato assassinato nel novembre ‘79. Tra i reati riconosciuti per le 2 ex brigatiste c’è il ferimento del vice-questore della Digos di Roma Nicola Simone, colpito il 6 gennaio 1982, per il quale fu ritenuto responsabile pure Giovanni Alimonti, 67 anni, che dovrebbe scontare 11 anni e mezzo. Brigatista anche Enzo Calvitti, 68 anni, condannato a 18 anni e 7 mesi per associazione sovversiva, banda armata e altri reati, e Maurizio Di Marzio, 62 anni, condannato a una pena (prescritta secondo la Francia, in vigore per l’Italia) di 5 anni e 9 mesi.</p>
<p>Sergio Tornaghi, 65 anni, militante della colonna milanese «Walter Alasia»: condannato all’ergastolo per l’omicidio di Renato Briano, direttore generale della «Ercole Marelli», assassinato la mattina del 12 novembre 1980 mentre andava al lavoro in metropolitana.<br />
A completare l’elenco ci sono terroristi di formazioni cosiddette «minori»</p>
<p>Uno è Narciso Manenti, 65 anni, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri, freddato a Bergamo il 13 marzo 1979, nella sala d’aspetto del medico dove aveva accompagnato il figlio di 10 anni, per una visita. L’attentato fu rivendicato da Guerriglia proletaria, sigla considerata vicina a Prima linea. </p>
<p>Poi c’è Luigi Bergamin, 74 anni, condannato a 17 anni per vari reati tra cui gli omicidi dell’agente della Digos milanese Andrea Campagna e del maresciallo della polizia penitenziaria Antonio Santoro; di tratta di 2 dei 4 delitti consumati dai Proletari armati per il comunismo confessati da Cesare Battisti estradato in Italia dal Brasile, catturato dopo una lunga latitanza vissuta perlopiù in Francia fino al 2004. </p>
<p>Chiude la lista Raffaele Ventura, 73 anni, già militante delle Formazioni comuniste combattenti, condannato a 24 anni e 4 mesi per l’omicidio del brigadiere di polizia Antonio Custra ucciso a Milano il 14 maggio 1977, durante i furiosi scontri di piazza in cui fu scattata la famosa foto del giovane incappucciato, armato di pistola, con le gambe piegate mentre prende la mira ad altezza d’uomo. Un’icona degli «anni di piombo», prolungati fino a oggi con l’operazione «Ombre rosse».</p>
<p>Ecco tutti questi personaggi potranno vivere tranquilli in Francia la loro vecchiaia perché i giudici italiani da Parigi non vengono considerati. Dicono che l’Italia vìola gli articoli 6 e 8 della Carta europea dei diritti fondamentali dell’uomo. Che sanciscono il diritto di ogni cittadino europeo ad avere un giusto processo e a veder rispettata la propria vita privata e familiare. </p>
<p>Ma sono princìpi che non c’entrano con i casi dei brigatisti, che in Italia sono stati processati e condannati  senza procedure contrarie allo Stato di diritto. Al contrario, la Francia garantisce l’impunità cercata e ottenuta a condannati in via definitiva. Alla faccia degli standard della giustizia delle democrazie. Oltre che uno schiaffo ai parenti delle vittime.</p>
<p>C’è quindi da chiedersi davvero che senso convivere tra Stati in Europa, visto che anche gli immigrati stipati sotto i ponti di Ventimiglia vengono bloccati da anni dalla gendarmeria francese. Costituendo di fatto una nuova frontiera che non dovrebbe esserci.</p>
<p>Siamo di fronte all’ennesima ipocrisia e all’ennesima dimostrazione di massimo nazionalismo identitario dentro l’Europa.<br />
Fino ad oggi non c’è altra spiegazione da dare a questa unione forzata dell’Europa, se non perché deve accontentare un gruppo ristretto di banchieri azionisti della Banca centrale europea, che ha deciso di impoverire i Paesi mediterranei introducendo l’euro.</p>
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		<title>Corruzione Bonfrisco, assolto in Appello Gaetano Zoccatelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 18:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[cinzia bonfrisco]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Assolto perché il fatto non sussiste». Questa la sentenza emessa dalla Corte d&#8217;Appello di Venezia a carico di Gaetano Zoccatelli, l&#8217;imprenditore veronese che in primo grado fu condannato a 3 anni con l&#8217;accusa di aver corrotto l&#8217;europarlamentare della Lega Cinzia Bonfrisco tra il 2014 e il 2015 al fine di far ottenere appalti al Cev, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Assolto perché il fatto non sussiste». Questa la sentenza emessa dalla Corte d&#8217;Appello di Venezia a carico di Gaetano Zoccatelli, l&#8217;imprenditore veronese che in primo grado fu <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/04/24/corruzione-bonfrisco-risposta-al-suo-avvocato/" target="_blank" rel="noopener">condannato a 3 anni</a> con l&#8217;accusa di aver corrotto l&#8217;europarlamentare della Lega Cinzia Bonfrisco tra il 2014 e il 2015 al fine di far ottenere appalti al Cev, il Consorzio energia veneto.</p>
<p>Salvo un eventuale ricorso in Cassazione da parte del procuratore generale Maria Stella Cerasa, il processo potrebbe chiudersi qui.</p>
<p>Nell&#8217;attesa di conoscere le motivazioni dell&#8217;assoluzione &#8211; si legge sul quotidiano online &#8220;<a href="https://www.larena.it/territori/villafranchese/zoccatelli-assolto-in-appello-non-ha-corrotto-bonfrisco-1.9340595" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;Arena</a>&#8221; &#8211; sul verdetto avrebbero inciso le argomentazioni della difesa &#8220;ruotate sul consolidato e lungo rapporto d’amicizia e politico tra Zoccatelli e Bonfrisco&#8221;. Per la quale il Senato nel 2021 <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/12/20/lega-pd-negano-il-processo-a-bonfrisco-lega/" target="_blank" rel="noopener">negò l&#8217;autorizzazione a procedere</a>.</p>
<p>Dunque, la vacanza pagata all&#8217;europarlamentare in Sardegna e il contributo versato per la sua campagna elettorale da Zoccatelli, non costituiscono «un accordo corruttivo», bensì rientrano nella «liceità» in quanto «sono assolutamente tracciabili nel rispetto rigoroso delle leggi vigenti».</p>
<p>A carico di Gaetano Zoccatelli resta la condanna definitiva a 2 anni e 11 mesi per alcune turbative d&#8217;asta risalenti al 2016.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2022/07/03/corruzione-bonfrisco-assolto-in-appello-gaetano-zoccatelli/">Corruzione Bonfrisco, assolto in Appello Gaetano Zoccatelli</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Ruby, Berlusconi ringrazi la Severino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 03:12:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha confermato l&#8217;assoluzione in Appello per Silvio Berlusconi dal reato di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby. Mentre ora giornali e tivù grideranno vendetta per &#8220;i costi del processo&#8221; e per la &#8220;gogna mediatica&#8220;, siamo certi che non sentiremo nessun berlusconiano tacciare di incostituzionalità la Legge Severino da loro stessi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/silvio-berlusconi-ruby.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13510" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/silvio-berlusconi-ruby-488x325.jpg" alt="silvio berlusconi ruby" width="488" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/silvio-berlusconi-ruby-488x325.jpg 488w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/silvio-berlusconi-ruby.jpg 990w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></a></p>
<p>La Corte di Cassazione ha confermato l&#8217;assoluzione in Appello per Silvio Berlusconi dal reato di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby. Mentre ora giornali e tivù grideranno vendetta per &#8220;<em>i costi del processo</em>&#8221; e per la &#8220;<em>gogna mediatica</em>&#8220;, siamo certi che non sentiremo nessun berlusconiano tacciare di incostituzionalità la Legge Severino da loro stessi votata, come invece fecero tutti in coro quando si trattò di espellere il capo di Forza Italia dal Senato per la condanna definitiva in frode fiscale nel processo Mediaset. Ora, la Severino, a Berlusconi e ai berlusconiani, fa comodo ma non ce lo diranno. Perché? Perché tra le altre cose, <strong>la Severino spacchetta il reato di concussione per induzione e per costrizione</strong>, a differenza di prima, cioè ai tempi della sentenza di primo grado che vide Berlusconi condannato a 6 anni per concussione e a uno per prostituzione minorile. La Severino, in sintesi, dice che per condannare un imputato di concussione, deve sussistere l&#8217;induzione se l&#8217;indotto ha tratto vantaggi o benefici. Deve sussistere la costrizione se viene dimostrata una minaccia esplicita da parte del concussore. Nel caso di Berlusconi che telefona in questura all&#8217;agente Pietro Ostuni, c&#8217;è certamente la concussione, visto che Ostuni contravviene ai propri doveri di obbedire alle disposizioni della pm minorile Anna Maria Fiorillo, consegnando la 17enne Ruby alla consigliera lombarda Nicole Minetti che la porterà a casa della prostituta Conceicao su richiesta dell&#8217;allora premier di Arcore. Ma non c&#8217;è prova che l&#8217;agente Ostuni abbia tratto vantaggi diretti dall&#8217;induzione di Berlusconi. Inoltre non sono state rilevate minacce esplicite da parte di Berlusconi nei confronti dell&#8217;agente della questura di Milano, durante la telefonata che l&#8217;ex premier fece da Parigi per cercare di liberare la ragazza presenza fissa ai bunga bunga di villa San Martino. Ecco perché i giudici della Cassazione non hanno potuto far altro che confermare la sentenza d&#8217;Appello. Perché hanno dovuto attenersi ai dettami della legge Severino. Approvata nel 2012 dal governo Monti dopo la sentenza di condanna in primo grado nei confronti di Silvio Berlusconi, col nome dell&#8217;allora Guardasigilli Paola Severino. Sarà ovviamente interessante leggere tutte le motivazioni di questa sentenza che assolve definitivamente Berlusconi dai reati di concussione e prostituzione minorile. Sarà interessante sapere se è credibile che Berlusconi non poteva sapere della minore età di Ruby e se davvero, come l&#8217;intervento farsa in aula dell&#8217;ex deputato Maurizio Paniz, Ruby era davvero considerata la nipote di Mubarak. Non dovrebbe invece subire intoppi il processo Ruby-ter, che riguarda la presunta corruzione delle testimoni al processo Ruby.</p>
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		<title>Assolto il giornalista Pino Maniaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 21:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[partinico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giudice Giacomo Barbarino del tribunale di Partinico &#8220;assolve Maniaci Giuseppe dal reato di esercizio abusivo della professione giornalistica perché il fatto non sussiste&#8220;. Si chiude così uno dei processi italiani più stravaganti, con protagonista il conduttore dell&#8217;emittente siciliana Tele Jato, noto per il suo essere &#8220;in prima linea nel diffondere la cultura della legalità  [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/DAv9Q_41vyk" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DAv9Q_41vyk" /></object></p>
<p>Il giudice Giacomo Barbarino del tribunale di Partinico &#8220;<em><strong>assolve Maniaci Giuseppe</strong> dal reato di esercizio abusivo della professione giornalistica perché il fatto non sussiste</em>&#8220;.</p>
<p>Si chiude così uno dei processi italiani più <strong>stravaganti</strong>, con protagonista il conduttore dell&#8217;emittente siciliana <a target="_blank" href="http://www.telejato.it/">Tele Jato</a>, noto per il suo essere &#8220;<em>in prima linea nel diffondere la cultura della legalità  e dello Stato, in una regione come la Sicilia densamente mafiosa ed impregnata di sotto cultura mafiosa</em>&#8221; si legge nelle motivazioni della sentenza.</p>
<p>L&#8217;inchiesta della Pm Paoletta Caltabellotta era partita dopo una denuncia anonima, in cui si accusava Maniaci di svolgere abusivamentre il ruolo di giornalista perché <strong>sprovvisto del tesserino</strong> professionale e di conseguenza dell&#8217;iscrizione all&#8217;Albo dei giornalisti.<br />
Maniaci é uno dei pochi personaggi televisivi che durante le sue dirette snocciola nomi e cognomi, fatti e antefatti di Partinico e di tutto il bacino di comuni fra Palermo e Trapani, ad alta infiltrazione mafiosa. Zone coperte da Tele Jato.</p>
<p>Le sue denunce senza sconti gli sono costate numerose querele, intimidazioni, minacce, atti vandalici alla sua auto, e in un caso anche un <strong>aggressione fisica</strong> vera e propria, da parte di esponenti di famiglie coinvolte in indagini e inchieste di mafia.<br />
Per questi motivi da ormai molti mesi Pino Maniaci é <strong>scortato da due carabinieri</strong> che presidiano l&#8217;ingresso all&#8217;emittente da quando entra fin quando esce.</p>
<p>Nonostante il processo si sia risolto con rito abbreviato in sole 3 udienze, Maniaci non ha <strong>mai interrotto</strong> le sue trasmissioni. Anzi, anche oggi, dopo la sentenza, non ha atteso tempo per annunciare in diretta la sua assoluzione da ogni accusa di giornalista abusivo.</p>
<p>Il giudice scrive che &#8220;<em>l&#8217;attività  di Tele Jato si é caratterizzata per le sue campagne contro Cosa Nostra e per la sua opera di informazione in settori come l&#8217;ambiente, le speculazioni sul territorio</em>&#8221; e scagiona da ogni accusa Maniaci &#8220;<em>in virtù di una sentenza della Corte costituzionale del 23 marzo 1968, che chiariva che l&#8217;appartenenza all&#8217;Ordine dei giornalisti non é condizione necessaria per svolgere l&#8217;attività  giornalistica</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/06/26/assolto-il-giornalista-pino-maniaci/">Assolto il giornalista Pino Maniaci</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Sentenza: &#8220;insano mentale&#8221; non é diffamatorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 20:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[querela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Galeotta fu una mail inviata ad una quarantina di persone in cui R. I. iscritto ad un&#8217;associazione culturale no profit, contestava la rinuncia di un altro membro. Che secondo quest&#8217;ultimo era stata scritta in maniera diffamatoria perché tra le righe si leggeva di &#8220;persona affetta da insanità  mentale&#8220;, bisognosa di &#8220;aiuto e compassione&#8221; attribuendogli un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/03/24/sentenza-insano-mentale-non-e-diffamatorio/">Sentenza: &#8220;insano mentale&#8221; non é diffamatorio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1736" title="chiocciola-email" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/03/chiocciola-email.jpg" alt="chiocciola-email" width="273" height="194" /></p>
<p>Galeotta fu una mail inviata ad una quarantina di persone in cui R. I. iscritto ad un&#8217;associazione culturale no profit, contestava la rinuncia di un altro membro. Che secondo quest&#8217;ultimo era stata scritta in maniera diffamatoria perché tra le righe si leggeva di &#8220;<em>persona affetta da insanità  mentale</em>&#8220;, bisognosa di &#8220;<em>aiuto e compassione</em>&#8221; attribuendogli un &#8220;<em>furto di idee</em>&#8220;.<br />
La vicenda, sfociata in una querela per diffamazione é <strong>finita in nulla</strong>. Il pm non ha ravvisato estremi del reato e il gip Vincenzo Alabiso ha accolto la richiesta di archiviazione.  &#8220;<em>Trattasi</em> â€“ scrive Alabiso â€“ <em>di forzature espressive che in una comunità  intellettualmente evoluta, come quella degli iscritti all&#8217;associazione, sono prive di valenza diffamatoria dal momento che i destinatari potevano comprendere senza difficoltà  il carattere iperbolico delle espressioni, qualificando perlopiù i limiti espressivi della fonte piuttosto che la personalità  del querelante</em>&#8220;.</p>
<p>Al querelante e a diversi componenti dell&#8217;associazione la <strong>sentenza é andata di traverso</strong>. Dicono che per offendere qualcuno e passarla liscia basta far parte di una &#8220;<em>comunità  intellettualmente evoluta</em>&#8220;. Via libera dunque, paventano, alle diffamazioni come se le persone prese di mira nei circoli fossero mentalmente più progredite e, dunque, più capaci di &#8220;<em>comprendere senza difficoltà </em>&#8221; affermazioni enfatizzate e non diffamanti.</p>
<p>Secondo il gip Vincenzo Alabiso, &#8220;<em>ci sono modi di esprimersi che rientrano nel diritto di critica, costituzionalmente garantito, e non comportano offesa alla reputazione. Una persona di buon livello culturale é perfettamente in grado di distinguerli e di cogliere il senso figurato di una frase</em>&#8220;.</p>
<p>Oggi a Roma ho incrociato Pierferdinando Casini e Luca Barbareschi. Il primo mi ha detto di essere un martire per aver portato in Senato il condannato Totò Cuffaro &#8220;<em>votato dagli italiani</em>&#8221; mentre l&#8217;attore, alla mia domanda se é vero che vuole querelare Youtube, mi ha riconosciuto dicendomi &#8220;<em>ah lei é quello che mi ha dato dell&#8217;imbecille</em>&#8220;. Ma si sbaglia.</p>
<p>Sotto, il video che gli dedicai la scorsa estate senza mai dire imbecille.<br />
Presto il video dei 2 incontri.</p>
<p><object width="212" height="177"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AzmiqD6RH1Q&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AzmiqD6RH1Q&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="212" height="177"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/03/24/sentenza-insano-mentale-non-e-diffamatorio/">Sentenza: &#8220;insano mentale&#8221; non é diffamatorio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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