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	<title>aldo grasso Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Trattativa su Report, Grasso che cola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2021 13:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[aldo grasso]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Una puntata così non può restare senza conseguenze”. Cade dal pero il critico televisivo Aldo Grasso sul Corsera dopo aver visto la puntata di Report dedicata alla Trattativa Stato-mafia. I collage trasmessi su Rai 3 durante le 2 ore di trasmissione, non so quanto abbiano convinto il telespettatore medio, abituato a gossip e a veline [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Una puntata così non può restare senza conseguenze”. Cade dal pero il critico televisivo Aldo Grasso sul Corsera dopo aver visto la puntata di Report dedicata alla Trattativa Stato-mafia.</p>
<p>I collage trasmessi su Rai 3 durante le 2 ore di trasmissione, non so quanto abbiano convinto il telespettatore medio, abituato a gossip e a veline dei tg senza approfondimento. Per afferrare i personaggi citati e i collegamenti bisognava purtroppo conoscere la storia del nostro Paese e aver letto almeno una decina di libri sul tema. Solo in quel caso sarebbe stato possibile non perdere il filo della matassa che lega i Dell’Utri con i Graviano, le stragi da Bologna a Palermo, gli attentati ai luoghi d&#8217;arte, la Loggia P2, i servizi segreti, i ruoli dei vari Cossiga, Carboni, Gladio, i testimoni scomodi eccetera.</p>
<p>Report ha citato nomi e circostanze che di certo a molti telespettatori avranno detto poco o nulla. Sarà che l&#8217;incedere televisivo ha i suoi bisogni di sintesi, sarà che l&#8217;argomento trattato da Sigfrido Ranucci meriterebbe almeno 5 puntate per raccontare tutto meglio e più approfondito&#8230; Resta che i Paolo Bellini, i Bruno Contrada da un lato e i Di Matteo, gli Scarpinato e i Genchi dall&#8217;altro ne escono con una par condicio monca di tante vicende e tanti indizi che comporrebbero più chiaramente il mosaico portato a galla dal processo sulla Trattativa ancora in corso.</p>
<p>I 5 milioni di dollari del venerabile Gelli donati alla destra eversiva per fare gli attentati di Bologna e altri. L&#8217;allora procuratore di Bologna Ugo Sisti ospite nell’albergo del papà del Nar Bellini proprio la sera dell&#8217;attentato per il quale sono ancora in cella Mambro, Fioravanti e Ciavardini&#8230;</p>
<p>Tre sole cose mi hanno sorpreso della puntata. Primo: la testimonianza rubata (a sua insaputa, pare) a Salvatore Baiardo, che ha favorito la latitanza dei fratelli Graviano, intervistato di nascosto a Omegna. Il quale ha fatto cenno col capo di aver visto più volte Berlusconi incontrare i fratelli Graviano all’isola di San Giulio nel lago d’Orta (Giulio come Andreotti). Testimonianza che potrebbe avere un certo peso processuale, visto che le frasi “rubate” in cella a Graviano sono già assai chiare sul merito degli incontri per ottenere i miliardi destinati alle opere edilizie dell&#8217;allora rampante Silvio e per la sua successiva discesa in campo con Forza Italia.</p>
<p>Secondo: l’intervista al “leghista” Ferramonti, secondo cui Gianfranco Miglio, ideologo storico della Lega Lombarda, ha fatto da “regista” ai fondatori del primo vero movimento secessionista italiano sorto nel giugno dell’89, ancora prima di Bossi: la Lega meridionale. Che con altri movimenti similari doveva costituire l’ossatura per la costituzione di uno Stato indipendente del Sud, più propriamente siciliano. Che si desse una legislazione meno punitiva nei confronti della mafia e dei suoi metodi.</p>
<p>Terzo: la descrizione del banchiere-lobbista De Chiara, una sorta di Bisignani degli anni “da bere”, che si muoveva nelle quinte dei rapporti tra la massoneria, i servizi, e le teste calde dell’estrema destra dell’epoca.</p>
<p>Insomma, una puntata abbastanza illuminante per chi sull’argomento Stato-Mafia è allenato, informato e con buona memoria nel mettere in fila cronologica gli attentati e il comportamento di alcuni politici dell’epoca. Non propriamente farina per il sacco del critico Aldo Grasso, che giudica l’argomento “spinoso” e intriso di moralismo perché la recente assoluzione di Calogero Mannino &#8220;darebbe un quadro differente da quello raffigurato da Report”.</p>
<p>Ebbene, l’assoluzione di Mannino, per citare il parere dell’ex procuratore antimafia Giancarlo Caselli, uscito dal processo col rito abbreviato, è avvenuta perché negli anni è cambiato l’orientamento giurisprudenziale del reato di concorso. Nel caso specifico, prima che la Cassazione rinviasse alla Corte d’Appello la condanna inflitta al politico, bastava provare l’esistenza di un patto tra la mafia e l’accusato. Ora per condannare il concorso serve il “ritorno” in termini incidenti (soldi, favori o simili). Che nel caso di Mannino non sarebbero emersi. Resta però accertato il patto. Che può non avere rilevanza processuale, ma la dice lunga su che rapporti ci fossero tra pezzi dello Stato e la mafia.</p>
<p>Questo basta e avanza per non dare adito ad Aldo Grasso. Che anziché spronare altre puntate sul tema, si lagna sull&#8217;opportunità di fare trasmissioni così. Insomma, fa più ridere se scrive di tivù gossipara anziché di tivù’ d&#8217;inchiesta.</p>
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		<title>Qualche argomentazione per Aldo Grasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 09:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/aldo-grasso.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13346" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/aldo-grasso-386x325.jpg" alt="aldo grasso" width="386" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/aldo-grasso-386x325.jpg 386w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/aldo-grasso.jpg 712w" sizes="(max-width: 386px) 100vw, 386px" /></a></p>
<p>Partecipare alle arene televisive non è semplice. La tivù ha sempre tempi strettissimi che non lasciano spazio ad analisi. Gli interventi che richiedono coerenza al tema, o risposta a qualcun altro, si riducono sempre a titoli e brevi slogan. Se a tutto ciò si somma la necessità (spesso inevitabile), di rispondere a chi ti parla sopra o ti contraddice per sviare il senso di quello che vuoi dire, è facile perdere il filo e trasbordare in un &#8220;quarantotto&#8221;. Il tema trattato a <strong>La Gabbia</strong> su La7, domenica sera, era quello dei candidati al Quirinale stilati dalla produzione del programma. Un elenco di personaggi, perlopiù dinosauri della politica, impossibili da ridurre a semplici titoli. Soprattutto a La Gabbia, che aldilà delle critiche, trovo un programma divertente dov&#8217;è possibile scambiare impressioni con un pubblico giovane, poco avvezzo al linguaggio forbito dei soliti predicatori televisivi che piacciono al sistema.</p>
<p>La rubrica televisiva odierna di Aldo Grasso sul Corriere parla di noi. Della puntata de La Gabbia. Il critico valorizza i servizi proposti all&#8217;interno del programma, ma stronca il livello del dibattito. Mi cita definendomi &#8220;<em>un disastro di argomentazioni</em>&#8220;, senza dare aggettivi a Giampiero Mughini. Che evidentemente non &#8220;mughineggia&#8221; più (<a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_giugno_10/grasso-fil-di-rete_2a906600-9323-11e0-aa50-3c890fd936ef.shtml" target="_blank">Aldo Grasso 10.6.2011</a>), essendo in grado soltanto insultare e presentarsi in video con cravatta e occhialini rossi affinché qualcuno lo noti. Certamente Mughini esce indenne dalle critiche di Grasso per le solite esigenze di sintesi. Poco male, visto che sono contento di averlo sintetizzato io in quell&#8217;arena dopo una serie di provocazioni degne di un solenne buffone. Per il resto Aldo Grasso è un giornalista che ha le sue simpatie e le sue antipatie. Il suo limite sono le critiche ai potenti, che non fa mai. Ad esempio, in tema di Quirinale non ricordo un suo articolo critico sul discorso di fine anno di Giorgio Napolitano, format vecchio, ridicolo e superato forse più del Festival di Sanremo. Al contrario, Napolitano è sempre &#8220;<em>istituzionale</em>&#8220;, nonché &#8220;<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/02/festeggia_passato_venire_co_9_100102129.shtml" target="_blank"><em>pieno di slancio giovanile</em></a>&#8220;. Nemmeno quest&#8217;anno Napolitano è stato stroncato da Grasso. Anzi, sì, ma è stata colpa della regia, che nel montaggio ha &#8220;<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/02/festeggia_passato_venire_co_9_100102129.shtml" target="_blank"><em>snaturato i silenzi</em></a>&#8221; del presidente uscente e dimissionario. Sai che cattiveria&#8230; Marchette di convenienza a parte, per me Grasso rimane una penna formidabile. Non mi perdo mai un suo pezzo perché lo apprezzo. E lo ascolto, anche se mi stronca, proprio perché è a sua volta inviso all&#8217;ambiente mediatico. Si dice che una sua bocciatura sul Corsera equivale a sicura promozione e funzionalità al fine. Se così fosse davvero, ogni suo attacco sarebbe Grasso che cola.</p>
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		<title>Grasso e la tivù Barbara</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 08:22:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Barbara D&#8217;Urso è l&#8217;indicibile televisivo, una forza della natura votata a stendere un velo di insensatezza sui mille argomenti che affronta. È probabile che un giorno si riesca a capire il trionfo del grillismo partendo da trasmissioni simili.&#8221; Aldo Grasso, Corriere 26 marzo 2013.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Barbara D&#8217;Urso è l&#8217;indicibile televisivo, una forza della natura votata a stendere un velo di insensatezza sui mille argomenti che affronta. È probabile che un giorno si riesca a capire il trionfo del grillismo partendo da trasmissioni simili</em>.&#8221; Aldo Grasso, Corriere 26 marzo 2013.</p>
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		<title>Grasso che cola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 20:05:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Pizzarotti è un burattino nelle mani di Grillo, Grillo è un burattino nelle mani di Gianroberto Casaleggio, il guru che sta dietro il Movimento, il conte Mosca dei grillini</em>&#8220;. Aldo Grasso sulla prima del Corriere del 25 giugno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/06/24/grasso-che-cola/">Grasso che cola</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Un &#8220;Aldo&#8221; e &#8220;Grasso&#8221; ciambellano del sistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuo a considerare Aldo Grasso un giornalista capace e bravo a raccontare i personaggi e i programmi della tivù. Devo tuttavia constatare quanto Aldo Grasso sia, allo stesso tempo, coraggioso nel mettere in gioco la sua intelligenza e la sua professionalità quando si tratta di leccare il culo al padrone. Ergo: il Corriere della sera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/04/29/un-aldo-e-grasso-ciambellano-del-sistema/">Un &#8220;Aldo&#8221; e &#8220;Grasso&#8221; ciambellano del sistema</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuo a considerare Aldo Grasso un giornalista capace e bravo a raccontare i personaggi e i programmi della tivù. Devo tuttavia constatare quanto Aldo Grasso sia, allo stesso tempo, coraggioso nel mettere in gioco la sua intelligenza e la sua professionalità quando si tratta di leccare il culo al padrone. Ergo: il Corriere della sera su cui scrive e dal quale percepisce lauto stipendio anche grazie ai finanziamenti pubblici all&#8217;editoria. Oggi che è domenica, nel suo spazio settimanale in prima pagina, il critico televisivo dà del <strong>buffone a Beppe Grillo</strong> col pretesto di saper fare meglio l&#8217;attore oggi sui palchi del suo tour elettorale, rispetto ai tempi in cui faceva solo il comico in Rai negli anni 80. Ecco qual è il prezzo da pagare per far parte del sistema marcio in cui siamo immersi: dover barattare la propria intelligenza con la cortigianeria assiepata sul carrozzone corrotto di un sistema che sì, ti lascia libertà d&#8217;espressione, ma quando ti impone un ordine <strong>lo devi eseguire</strong>. Anche a costo di rimetterci la faccia. E&#8217; qui che Aldo Grasso per amor di stipendio cala le brache. Tanto è efficace ed esaustivo nel raccontare lo spoil system televisivo, tanto riesce a scadere nel postribolo dei lecchini pur di mantenere la posizione che ha. Quella di critico televisivo su un quotidiano che prende più di 20 milioni di euro l&#8217;anno di finanziamenti. Ecco, è anche per questo motivo se personalmente sono contento di non far più parte di un certo ambiente. Per il resto, ecco un collage preso qua e là dai giornali (di destra e sinistra) sul conto del comico genovese, che in vista di queste amministrative <strong>sta traghettando il M5S a diventare determinante in molte città</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Com’è noto, per uno di quei paradossi che la politica spesso ci offre, la protesta degli abitanti della Val di Susa, di fatto, ha consegnato il Piemonte alla Lega, nonostante l’ideologia che anima i contestatori, incantati da Beppe Grillo</em>&#8220;. <strong>Aldo Grasso</strong> sul Corriere, 18 aprile 2010.</p>
<p>&#8220;<em>Grillo ride alla faccia (insanguinata) del Cav.</em>&#8221; Titolone di <strong>Massimo Malpica</strong> sul Giornale dopo il ferimento di Berlusconi da parte di Massimo Tartaglia. 4 gennaio 2010.</p>
<p>&#8220;<em>Grillo va in tour all’estero per sputtanare l’Italia. Show in 7 città per avvertire l’Europa: &#8220;Stiamo esportando il virus Silvio, è implacabile e vi contaminerà&#8221;. E spera nei Tartaglia &#8220;di tutto il mondo</em>&#8220;. <strong>Paola Setti</strong> sul Giornale, 20 gennaio 2010.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;ultima beffa di Grillo è regalare il Piemonte alla Lega di Cota. E questo sì che è comico. Il Movimento Cinque stelle, alla prova delle urne, mette i bastoni tra le ruote alla coalizione di centro-sinistra, racimolando un discreto numero di consensi. Col paradosso che i grillini danno &#8211; involontariamente -, una mano a pidiellini e leghisti</em>.&#8221; Il Giornale 30 marzo 2010</p>
<p>&#8220;<em>Ora a Milano Casini conta come Beppe Grillo. Le elezioni regionali si chiudono per l&#8217;Udc con una manciata di voti che non supera nemmeno quelli raccolti dai «marziani» della politica del Movimento 5 Stelle.</em>&#8221; Commento dei risultati delle elezioni regionali lombarde a firma di <strong>Giulia Guerri</strong>, sul Giornale, 30 marzo 2010.</p>
<p>&#8220;<em>Le ferie a 5 stelle del no global Grillo &#8211; Il fustigatore si gode il relax a Malindi. Accusava la Casta: &#8220;I politici italiani stanno in spiaggia a champagne e aragoste&#8221; (&#8230;) «Cooomodooo eeeh? Fustigare la casta e poi andarci in vacanza» direbbe Piero Ricca il «molestatore» dei potenti. Ma lui con Grillo non vuole più avere a che fare. Tempo fa lo accusò di averlo fatto lavorare da precario e poi licenziato. Grillo smentì, rinfacciandogli di cercare solo visibilità. Da che pulpito.</em>&#8221; <strong>Paola Setti</strong> su Il Giornale, 8 aprile 2010.</p>
<p>&#8220;<em>Grillo non sa neppure cos&#8217;è l&#8217;opposizione, punta solo a parlare male di noi.</em>&#8221; <strong>Filippo Penati</strong> (Pd) 23 aprile 2010.</p>
<p>“<em>Il disegno di legge di iniziativa popolare di Grillo sarà esaminato congiuntamente agli altri disegni di legge in materia elettorale in base al programma di lavori che sarà definito</em>” <strong>Maria Fortuna Incostante</strong> (Pd), vicepresidente Commissione Affari costituzionali, 10 giugno 2009</p>
<p>&#8220;<em>Tra i vincitori anche il PARTITO di Beppe Grillo che ha visto il candidato bolzanino Alberto Filippi raccogliere quasi il 4% dei voti.</em>&#8221; <strong>Pierluigi Depentori</strong> su Repubblica 18 maggio 2010.</p>
<p>&#8220;<em>193 mila e passa euro la somma spettante alla lista Grillo per il risultato alle regionali nella sola Emilia Romagna, dove il movimento del comico ha eletto ben due consiglieri con un formidabile 7%. Ebbene, i grillini li riscuoteranno quei pubblici denari, venendo così meno all’impegno preso contro la casta (da mandare a vaffa), oppure no? La risposta è un giallo in piena regola. Anche se l’unica certezza in proposito sembra essere la richiesta ufficiale di rimborso inviata all’Ufficio di presidenza della Camera il 5 marzo 2010, protocollata dalla segreteria di Montecitorio e firmata dal neo consigliere emiliano Giovanni Favia</em>.&#8221; <strong>Paolo Bracalini</strong> su Il Giornale 27 luglio 2010.</p>
<p>&#8220;<em>Nell&#8217;indignazione generale si inserisce con mano pesante Beppe Grillo che nel suo blog chiede che ad Andreotti venga tolta la carica di senatore a vita</em>&#8220;. <strong>Carlo Brambilla</strong> su Repubblica 10 settembre 2010.</p>
<p>&#8220;<em>La battuta, «poi non lamentatevi se vi bagnerò di sudore dal palco per un&#8217;ora», è vecchia, Beppe Grillo la fa da anni mentre inonda le prime file, ma l&#8217;iniziativa è nuova. Inedita anzi, a dispetto del nome, «Woodstock», visto che lui, il guru dell&#8217;antipolitica, l&#8217;ha riadattata alla (sua) bisogna: la sfida alle urne del MoVimento 5 Stelle. E che importa se sarà Cesena a ospitarlo, luogo non proprio rock.</em>&#8221; Il Giornale 14 settembre 2010</p>
<p>&#8220;«<em>Noi non siamo a destra o a sinistra, siamo sopra, siamo oltre, noi voliamo» grida dal palco il trascinatore dell&#8217;antipolitica e agita le mani come due alucce, e giù sull&#8217;erba lo imitano già decine di mani. Volano, verso dove? Per ora vengono qui, sul grande prato verde dove nascono speranze</em>&#8220;. <strong>Michele Smargiassi</strong> su Repubblica, 26 settembre 2010.</p>
<p>&#8220;<em>Appartenere a un partito non vuol dire essere servi o dipendenti, vuol dire scegliere idee e valori. Se, per affermarlo, devo interrompere uno che dice le banalità alla Grillo, il quale per essere libero, contro i partiti, fa un partito, lo interrompo con forza.</em>&#8221; Vittorio Sgarbi sul Giornale 20 ottobre 2010.  (continua alla prossima)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/04/29/un-aldo-e-grasso-ciambellano-del-sistema/">Un &#8220;Aldo&#8221; e &#8220;Grasso&#8221; ciambellano del sistema</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Roba da giornalisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 23:14:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Una dottrina consolidata del giornalismo sensazionalistico recita così: «Only bad news is good news» (solo la cattiva notizia è buona notizia). Santoro l&#8217;ha leggermente modificata: «Only bed news is good news»&#8220;. Aldo Grasso a proposito i Patrizia D&#8217;Addario intervistata ada Annozero.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Una dottrina consolidata del giornalismo sensazionalistico recita così: «Only bad news is good news» (solo la cattiva notizia è buona notizia). Santoro l&#8217;ha leggermente modificata: «Only bed news is good news»</em>&#8220;. Aldo Grasso a proposito i Patrizia D&#8217;Addario intervistata ada Annozero.</p>
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		<title>Una domanda ad Aldo Grasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 16:07:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Miss Italia, una domanda ad Aldo Grasso &#8220;Antonella Clerici, una conduttrice che ha fatto della goffaggine la sua cifra distintiva.&#8221; E&#8217; una delle tante definizioni ad effetto che apprezzo di Aldo Grasso, il critico televisivo del Corriere i cui articoli spesso pungenti e dissacranti nei confronti della fauna televisiva sono relegati a pagina 71. Di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="512" height="308" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YZ2jVLwWSiQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="308" src="http://www.youtube.com/v/YZ2jVLwWSiQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<strong>Miss Italia, una domanda ad Aldo Grasso</strong></p>
<p>&#8220;<em>Antonella Clerici, una conduttrice che ha fatto della goffaggine la sua cifra distintiva.</em>&#8221; E&#8217; una delle tante definizioni ad effetto che apprezzo di Aldo Grasso, il critico televisivo del Corriere i cui articoli spesso pungenti e dissacranti nei confronti della fauna televisiva sono relegati a pagina 71.</p>
<p>Di Aldo Grasso apprezzo l&#8217;ironia e l&#8217;acume critico, anche se talvolta non mi trovo d&#8217;accordo con lui. Quando scrive. Ma anche quando realizza certi video sul sito del Corriere online! O meglio, talvolta non ne capisco il senso. Tipo quello che ha <a href="http://video.corriere.it/i-grandi-misteri-miss-italia/9c2508c0-c178-11df-96dc-00144f02aabe" target="_blank">realizzato di recente</a> in cui si chiede perché la Rai dedichi 3 prime serate a un programma noioso e inutile come Miss Italia condotto da un inetto con voce strascicante come Emanuele Filiberto. Figlio del piduista Savoia &#8220;<em>che evidentemente piace a qualche papavero dei piani alti</em>&#8220;. Sarà . Io mi chiedo quale sia il papavero dei piani alti del Corriere che induce a ridurre l&#8217;intelligenza di Aldo Grasso in 2 minuti di video insulsi che potrebbe valorizzare ammettendo che non soltanto Miss Italia, ma almeno il 90% dei programmi Rai é inutile e dannoso. Da quando P2 e P3 se ne sono impossessati.</p>
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		<title>Nuovo terremoto per Annozero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 20:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/xiBw9Vr34-E&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xiBw9Vr34-E&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Il massone piduista Silvio Berlusconi osserva ogni giorno come un ossesso i sondaggi che danno in costante aumento i consensi nei confronti di Italia dei valori, che gli fa orrore. Perciò incarica la ciurma di servi a libro paga del fratello Paolo per scrivere corbellerie di ogni tipo sul Giornale, con la manforte di alcune illustri firme del Corrierone, nel tentativo di fare un bel <strong>minestrone</strong> a carico di Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e Luigi De Magistris, col pretesto di <strong>attaccare Annozero</strong> di Michele Santoro.</p>
<p>Calunniatori camuffati da giornalisti come <strong>Maria Giovanna Maglie</strong>, che sulla prima pagina del Giornale dà  del calunniatore a Marco Travaglio , si appella alle direzioni Rai e vigilanza, Sergio Zavoli e Paolo Garimberti, 2 <strong>rispettabili decrepiti</strong> nominati a dirigere il canale televisivo pubblico dal padrone di Mediaset, nonché capo del governo &#8211; ergo &#8211; fratello dell&#8217;editore del giornaletto diretto da Mario Giordano, affinché chiudano Annozero dopo la puntata di giovedì sul terremoto in Abruzzo.</p>
<p>A fare da eco alle stronzate della Maglie, sulla stessa pagina, anche il complice dei delinquenti <strong>Enzo Carra</strong>, che dà  a Santoro del cannibale. Sì, lo stesso Carra che durante Tangentopoli é stato condannato in Cassazione a un anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pm nell&#8217;intento di assicurare impunità  a corrotti, bancarottieri, e tangentari.<br />
<strong>Gianfranco Fi(li)ni</strong> sul corrierone definisce Santoro un &#8220;<em>indecente speculatore</em>&#8221; mentre Berlusconi, a reti unificate, pontifica sulla <em>&#8220;Rai che non può comportarsi così</em>.&#8221; Come dargli torto? Non a caso, in Rai, Santoro é una mosca bianca.</p>
<p>Ho apprezzato diversi corsivi taglienti del critico televisivo <strong>Aldo Grasso</strong>, ma con le ultime 2 uscite non ha esitato barattare la sua intelligenza con la causa dei capibastone mafiocratici che controllano il quotidiano.<br />
Ieri nella sua rubrichetta a carico degli italiani &#8220;A fil di rete&#8221; <strong>bocciava Santoro</strong>, reo di &#8220;<em>aver allestito una trasmissione allâ€™insegna del più frusto slogan politico &#8216;piove, governo ladro&#8217; con la manforte di Luigi De Magistris (che acquisto per la politica!)</em>&#8220;. Qualunque senso abbia voluto dare alla candidatura dell&#8217;ex magistrato di Why Not, <strong>che importa a Grasso </strong>della politica? Così il critico televisivo venduto diventa <strong>critico di &#8216;sti cazzi</strong> comprato, quando chiude il suo triste epitaffio equiparando &#8220;<em>le denuncie sugli abusi edilizi con gli abusi di libertà </em>.<br />
Se sommiamo il corsivo di oggi, in cui sempre Aldo Grasso promuove Vespa per il &#8220;<em>reportage molto coinvolgente sul terremoto che gli ha fatto dimenticare i plastici di Cogne</em>&#8220;, sono davvero <strong>le marchette a impallidire,</strong> con buona pace per la sua reputazione.<br />
Di bulgaro, qui, c&#8217;é ancora un editto. Altro che le beghe da cortile di Filippo Facci sulla società  bulgara di Di Pietro!</p>
<p>Insomma, la realtà  sotto i nostri occhi ci dice che é la canonizzazione televisiva controllata dalla <strong>P2 evoluta a speculare sul terremoto</strong> in Abruzzo come uno sciacallo. L&#8217;ossessivo loop comunista che non deve solleticare il pensiero degli italiani, tantomeno scomodare il pluralismo, deve attenersi ai soliti microfoni passivi sugli <strong>sputi di Berlusconi</strong> e accoliti massoni, primi piani sulle lacrime di 4 disperati costretti loro malgrado a gettarsi in pasto a Raiset, in un groviglio di immagini sempre uguali, narrate da voci che non rivangano le responsabilità  dei costruttori collusi con la politica locale, rei di aver <strong>chiuso 2 occhi</strong> di fronte al cemento allungato con l&#8217;acqua (o L&#8217;Aquila).</p>
<p>L&#8217;ossessiva e <strong>sciacalla disinformazione</strong> perpetrata all&#8217;unisono da Raiset (la stessa Rai che ha fatto ricorso contro la sentenza di riammissione al ruolo di giornalista di Santoro) é un <strong>terremoto costante</strong> per la ormai defunta democrazia italiana. Consiglio ancora (e vivamente) di mandare al macero i giornali e spegnere i televisori. Bisogna spargere voce. Ricostruiamo una società  critica. Diffondiamo la Rete.</p>
<p><object width="212" height="177" data="http://www.youtube.com/v/yaE2Keq5uHo&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/yaE2Keq5uHo&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/12/nuovo-terremoto-per-annozero/">Nuovo terremoto per Annozero</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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