Sapete qual è la novità degna di nota di Elly Schlein nel partito democratico? La novità è il suo silenzio e il suo immobilismo nei confronti di Monica Lucarelli, assessora al Commercio di Comune di Roma governato dal sindaco del Pd Roberto Gualtieri, indagata per corruzione.

Avrebbe ricevuto casse di vino dal clan dei Tredicine, leader indiscussi delle bancarelle nella Capitale, in cambio di impiegare gli uomini della Protezione Civile del Comune di Roma per svolgere il servizio di sicurezza in piazza Navona in occasione della festa della Befana.
Cosicché gli ambulanti hanno evitato di spendere soldi per il servizio di sicurezza privato.
L’assessora ha comunicato al sindaco Gualtieri dell’indagine a suo carico, come se nulla fosse. Certa che il sindaco e l’implicito silenzio dei giornali non avrebbe smossa dal proprio incarico. I motivi – secondo fonti interne al Partito democratico – sarebbero della lieve entità dell’oggetto corruttivo, qualche bottiglia di vino.

Ma aldilà del valore dei regali, resta il comportamento, del tutto lontano dall’etica e dalla condotta che dovrebbe tenere un politico nelle vesti di assessore, oltretutto nella Capitale d’Italia.
Perché allora cosa sarebbe disposta a fare la Lucarelli di fronte a un’offerta di tangenti molto più congrua?
Ecco perché è un momento grave per Roma, per l’Italia e per il Partito democratico. Perché di fronte a un’indagine per corruzione, sia Gualtieri che la Schlein, che nelle promesse avrebbero dovuto portare un vento nuovo nella sinistra, si stanno rivelando peggiori addirittura di Renzi.

Soprattutto per il silenzio dei giornali, che a differenza di quando c’era Virginia Raggi, finiva in prima pagina anche quando la sua assessora Paola Muraro fu indagata di abuso d’ufficio. Reato molto più leggero di una corruzione, ma che indusse Repubblica a scrivere “che non si dimette”.
Ecco, nessuna traccia di Monica Lucarelli, di quella presunta sinistra di cui Repubblica è serva.

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