Il ministro Lollobrigida paventa il pericolo della “sostituzione etnica”. Ecco l’ultima barzelletta che serve a spostare l’attenzione sulle promesse mancate che questo governo ogni giorno si ritrova a dover nascondere. Sia ben inteso. Lo può fare perché tanto l’opposizione lo segue. Elly Schlein è la perfetta utile idiota in questo giochino delle finte parti. Per non dire di Conte, che non è pervenuto. Vengo al dunque.

L’immigrazione da record verso l’Italia che si sta verificando in questi mesi, è il frutto dell’incapacità non di solo questo governo, ma anche dei precedenti, di fronteggiare problemi che vanno oltre la semplice e comoda questione razziale. Questione che in Europa non esiste visto che gli immigrati sono sempre stati accolti, e mi pare che la gran parte si sia integrata in pacifica convivenza.

Ebbene, il ministro dell’Interno della Tunisia – intervistato di recente da Repubblica – ha fatto capire che il suo governo farà qualcosa contro le partenze dei barconi se l’Italia finanzierà la Tunisia con almeno un miliardo e mezzo di euro, come è già stato fatto con i 5 o 6 miliardi in passato promessi alla Libia per costruire infrastrutture tipo le autostrade. Parliamo dei tempi di Berlusconi e di Gianni Letta.

Ma, vedete, quando parliamo di immigrazione dall’Africa, parliamo di uno sterminato continente dove la crescita della popolazione è esponenziale e continua. Parliamo di un continente sfruttato dall’Occidente che non offre prospettive alla gente locale. Vi faccio un esempio. Il governo nigeriano ha fatto ricorso in Cassazione in Italia per chiedere un risarcimento civile dopo che un giudice a Milano ha assolto i vertici di Eni e di Shell dall’accusa di corruzione, benché abbiano pagato oltre un miliardo di euro in tangenti ai politici nigeriani per avere accesso alle piattaforme petrolifere.

Tangenti pagate, per le quali il ricorso in Appello da parte della Procura non c’è stato forse perché è impossibile imputare di corruzione i politici in Nigeria. Ebbene in Nigeria vivono 230 milioni di persone gravate dalla carestia.

Lì c’è lo zampino di aziende occidentali, tra cui l’italianissima Eni che sfrutta i giacimenti dei quali la gente locale non trae nessun vantaggio. Ecco perché scappano in Europa. Scappano perché l’Africa è tutta così. E’ rimasta una colonia sfruttata dai paesi avanzati che costringe i giovani ad andarsene.

Bene, se aggiungiamo che in Europa non facciamo più figli, è normale pensare che il travaso di giovani dall’Africa sarà sempre più massiccio e inarrestabile. E allora, la polemica sulla supremazia bianca di Lollobrigida, capite che è una battuta da bar. Visto che in mancanza di giovani, l’immigrazione dà il suo apporto all’economia europea.

Il problema, semmai, è cercare di regolamentare gli ingressi e di limitarli solo perché in più si è, peggio si sta. E’ una questione di numeri. Per limitare gli ingressi bisogna rivedere i trattati europei, tra cui quello di Dublino come ha ricordato Mattarella nella sua visita in Ungheria.

Rivedere i trattati significa coinvolgere l’Europa, che come sapete, se ne sbatte dell’Italia e degli immigrati che arrivano sulle nostre coste. Quindi il governo Meloni, che ai tempi di Conte lo accusava di non controllare le coste, è l’ennesimo inutile contro questo fenomeno degli arrivi.

Le Ong hanno i loro interessi a cercare i barconi, e gli scafisti hanno i complici in Italia che fanno dell’immigrazione un pozzo di affari senza fondo.
Il problema immigrazione è talmente complesso che né Meloni né Schlein hanno la statura e la capacità di affrontare.
Preferiscono buttarla in caciara e intanto la politica italiana vive di chiacchiere.

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