L’emergenza rifiuti di Roma diventa internazionale e approda alla Camera bassa del parlamento svizzero. Il deputato socialista Bruno Storni, ingegnere ed esperto di trasporti, ha presentato una interrogazione formale al Consiglio nazionale Svizzero denunciando che i rifiuti romani in passaggio verso Amsterdam, iniziati il primo aprile, stanno congestionando il traffico ferroviario sui binari svizzeri a spese dei contribuenti elvetici e a rischio di ritardi nel trasporto passeggeri.
Perciò Storni chiede un pedaggio speciale a carico dell’Italia, già gravata da milioni di euro di penali comminati dall’unione europea a causa della cronica inefficienza della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti di Roma, ma anche altre grandi città del Sud come Napoli e Palermo.
Quanto soltanto a Roma, il treno che ogni settimana percorre i 1.600 chilometri verso l’olanda, trasporta qualcosa come 900 tonnellate di spazzatura al costo di 200 euro a tonnellata, pari a 180 mila euro per ogni treno. I rifiuti nell’inceneritore olandese diventano energia che poi viene rivenduta ai residenti della capitale olandese.
Bene, mentre l’Italia paga milioni di euro all’Olanda che ne guadagna altrettanti sui suoi cittadini con i rifiuti di Roma, a Roma l’inceneritore di ultima generazione nei progetti del sindaco Pd Roberto Gualtieri, è l’oggetto che imbarazza il Partito Democratico di Elly Schlein, che a denti stretti è costretta a far votare il suo partito contro la mozione dei Verdi, sinistra civica ecologista e soprattutto del Movimento 5 stelle, da sempre contrari alla realizzazione. Proprio 18 aprile ieri c’è stata una manifestazione a Roma alla quale ha preso parte Giuseppe Conte per ribadire il proprio no all’inceneritore a Roma.
I motivi sono diversi. Intanto la raccolta è affidata ad un carrozzone colabrodo come Ama, la municipalizzata intrisa perlopiù di lazzaroni e furbetti.
E’ di qualche giorno fa la sospensione dal lavoro e dallo stipendio di 83 finti inidonei per finte ernie e sciatalgie certificate da medici corrotti. Senza contare chi se ne stava in ufficio senza svolgere le mansioni di sostegno e coordinamento alla raccolta dei rifiuti.
Pensate che su 4.427 operatori abilitati alle mansioni più pesanti come lo spazzamento delle strade, il sollevamento e il trasporto dei rifiuti, soltanto 1.688, ossia circa 1/3 lo fa materialmente, perché gli altri 2.800 hanno esenzioni perlopiù fasulle. Se ci aggiungiamo che Ama è sotto la lente dei magistrati per i bilanci falsi, si può capire che la situazione dei rifiuti a Roma, resterebbe ingestibile anche con un inceneritore. Sotto questo profilo i 5 stelle, i Verdi e la sinistra non hanno tutti i torti a chiedere ad Elly Schlein di votare contro il progetto del sindaco Gualtieri.
Il miglioramento della città di Roma deve trovare supporto in primis dai cittadini, che come in altre città tipo Milano, si impegnino seriamente a cambiare mentalità.
Invece di favorire i roghi abusivi di rifiuti che inquinano l’aria di diossina, devono abituarsi a fare la raccolta differenziata, ed aiutare così il Comune a costringere i dipendenti Ama a cambiare rotta. Ci aveva provato Virginia Raggi, che da sindaca era riuscita a portare la raccolta differenziata ad oltre il 30%, ma non è bastato.
L’hanno sabotata in tutti i modi. Con la polemica dei cestini brutti e persino con gli incendi dolosi dei bus nuovi, operati da alcuni dipendenti dell’azienda dei trasporti che sono ora a processo.
Ecco, la politica ha le sue colpe. Ma i cittadini ci mettono molto del loro.
