23 maggio 2023, 31esimo anniversario della strage di Capaci in cui morì il giudice Falcone, ecco nominata la nuova Commissione Antimafia del governo Meloni.
Presidente è Chiara Colosimo, sodale in una fotografia con Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna e anche per l’omicidio del magistrato Mario Amato (che indagava sui legami tra destra eversiva, Loggia P2 e apparati dello Stato, oltre che per la strage di Bologna.

La Colosimo è stata scelta nonostante il niet di tutte le associazioni dei parenti delle vittime delle stragi, oltre che dei 5 stelle e della Sinistra. Una nomina quantomeno inopportuna che però sta passando sotto silenzio sui telegiornali, o comunque laddove se ne parla, i toni sono celebrativi. Vicepresidente è Federico Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale Antimafia, ora deputato del M5S.

Ma poi fa specie che in Commissione ci siano ben 3 imputati.
Uno è Giuseppe Castiglione, deputato di Calenda, a processo per corruzione per la promessa di “assunzioni al Centro di accoglienza richiedenti asilo di Mineo” in cambio di voti. Vicenda che riguarda appalti

Poi c’è il berlusconiano Francesco Silvestro, imputato di tentata concussione quand’era presidente del consiglio comunale di Arzano, vicino Napoli, poi sciolto per infiltrazioni camorristiche. Silvestro l’ha spuntata col governo Meloni ma fu già dichiarato impresentabile alla precedente Commissione antimafia dell’epoca grillina.

Poi c’è il deputato della Lega Anastasio Carrà, vicesegretario della Carroccio in Sicilia e sindaco di Motta Sant’Anastasia, imputato per delitto colposo contro la salute pubblica nel suo comune. I magistrati di Catanila lo accusano di aver favorito l’uso di un bypass non autorizzato in cui sarebbero confluiti scarichi abusivi delle acque reflue, contenenti percentuali di elementi chimici e batterici superiori ai limiti previsti, che avrebbero compromesso il fosso acquifero e il suolo. Sempre per reati ambientali è sotto inchiesta la senatrice Dafne Musolino, eletta con Sud chiama Nord, il partito di Cateno De Luca, che risponde della mancata bonifica dell’ex discarica di Portella Arena.

Questa è la situazione paradossale e indegna di un Paese civile. Con un governo che spadroneggia come vuole, visto che l’opposizione è inerme e poco incisiva. Sono ormai lontani i tempi in cui i 5 stelle esibivano striscioni e protestavano sui tetti del Palazzo.

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