Grillo-Farage, due cose sull’Ukipp

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Nigel Farage dell’Ukipp incontra Beppe Grillo a Bruxelles per valutare linee comuni politiche in Europa, non prima di decidere se sancire eventuali alleanze col voto popolare in rete. Va detto che Grillo adocchiò Farage già un anno fa, quando il leader britannico dell’Ukipp rispose all’endorsement del comico con un incoraggiante “è fantastico“. L’Ukipp è il partito euro-scettico e nazionalista inglese che da 13 deputati, con la nuova legislatura comunitaria ne ha rieletti a Bruxelles 24, diventando col 30% il primo partito britannico. In Italia Farage viene definito razzista e xenofobo ma non bisogna dimenticare la dura posizione che l’Ukipp prese nei confronti del leghista Mario Borghezio con una lettera inviata all’allora presidente Schulz, quando diede del “bonga bonga” all’ex ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge.

L’Ukipp non è un partito di facili alleanze. E’ una forza indipendente che evidentemente è piaciuta agli inglesi nel corso degli ultimi cinque anni, visto che ha sorpassato i partiti di politici di levatura come quello di Cameron. Apparentemente insicuro in tivù durante i confronti con altri candidati, Farage ha un piglio bello aggressivo, ma mai volgare e nemmeno razzista. Parla a mitraglia. Accusa l’establishment politico britannico di avere completamente aperto le porte del Regno Unito a 450 milioni di europei. Non pare molto favorevole ai diritti civili per le coppie gay, benché accusi l’Europa di “sangue sulle mani” per avere illuso gli ucraini sull’adesione all’Unione. Denuncia che Bruxelles fa “il 75% delle leggi britanniche” benché, dati alla mano, le leggi europee che coinvolgono la Gran Bretagna siano soltanto il 7%. In campagna elettorale Farage ha promesso che l’Inghilterra uscirà dalla Ue per diventare come la Svizzera.

Rimarcando che “l’Islanda ha firmato un accordo di libero commercio con la Cina: la Ue non ne ha uno“, vorrebbe un’Europa che torni alle frontiere nazionali e si tiene alla larga da Marine Le Pen in quanto il suo partito ha “idee vicine all’ansisemitismo“. Farage si definisce “un seguace del liberalismo thatcheriano, mentre conservatori, laburisti e liberaldemocratici sono tutti socialdemocratici uguali, usciti dalla stesse scuole, con lo stesso accento, sposati con le reciproche sorelle“. In aprile Farage dichiara al Corriere che “Grillo è interessante“. ribadendo la non alleanza con partiti di ispirazione nazista magiari o eurofobici della Grecia. Insomma, visto così Farage e l’Ukipp paiono fatti apposta per Grillo e il M5s. Poi, diciamola tutta: se un vacuo pennivendolo come Beppe Severgnini definisce Nigel Farage “folcloristico“, significa che l’Ukipp è un partito tosto. Quantomeno da valutare in vista del quinquennio europeo dei 17 deputati a 5 stelle. Chapeau.

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