Yara, le tivù in cerca dei parenti

Yara Gambirasio ha 13 anni e una vita che ruota attorno alla scuola e alla palestra di ginnastica. Indossa i giubbetti di Hello kitty, non proprio da adolescente smaliziata. Scompare nel nulla e nel buio di Brembate di Sopra di venerdì sera dopo che – si dice – sia uscita dalla palestra dove si allenava regolarmente. Sono passati ormai 8 giorni e di Yara non ci sono tracce. Le indagini per ritrovarla si svolgono al buio. Vertono all’ipotesi di sequestro ben sapendo che nessun sequestratore nasconderebbe il rapito nei fondali dei fiumi. A meno che non l’abbia ucciso. Dunque se già  da domenica scorsa i sommozzatori hanno scandagliato i fondali del Brembo che corre a fianco del paese di Yara, dobbiamo ritenere che le indagini considerano seriamente l’ipotesi di omicidio.

Per le ricerche della bambina sono in campo Carabinieri, vigili del fuoco, forestali, volontari della protezione civile oltre alle unità  cinofile che hanno impiegato per la prima volta in Italia i cani molecolari, quadrupedi di un quintale simili a enormi cocker dotati di fiuto eccezionale in grado di rilevare odori all’aperto anche a distanza di giorni. Ebbene il presunto odore di Yara li ha portati nella direzione opposta rispetto a dove Yara viveva con papà , mamma, una sorella e 2 fratelli. Finora le ricerche non hanno dato risultati nonostante le indagini si siano allargate ai paesi limitrofi nell’arco di appena 5 chilometri. Troppo pochi per giustificare lo squallido mercimonio gettato ai 4 venti dalle troupe televisive nazionali appostate dietro alla fandonia del servizio pubblico, in realtà  solo in cerca di macabro spettacolo.

Il dilemma del circo mediatico Raiset non é ritrovare viva Yara, ma di trasformare Brembate di sopra in una seconda Avetrana. Ebbene fino ad oggi non ci sono riusciti perché Brembate non é Avetrana. A Bergamo e provincia siamo usi alle tivù e ai giornali di gossip che vengono stampati tutti qui. Non ci meravigliamo se sul nostro pianerottolo abita Brumotti (come nel mio caso) o se la dirimpettaia é Cristina Parodi che incroci al supermercato. La presenza di telecamere e di postazioni con le antenne paraboliche non danno alla testa di chi vive qui, salvo rari casi come Enrico Tironi che ha pagato con una denuncia di procurato allarme la sua bravata (poi smentita) di dichiarare ai telegiornali gossipari di aver visto Yara in compagnia di 2 uomini.

Qui dove il corpo del reato si cerca davvero le televisioni sono fastidio e impiccio perché tutti sanno che non rendono servizio. Alimentano soltanto il loro mercato. Astutamente i vigili hanno sbarrato la strada di casa Gambirasio e i parenti di Yara si sono chiusi in un salutare silenzio rifiutandosi di cedere allo sporco mercimonio televisivo. Gesto di grande dignità . Hanno vietato per iscritto persino le riprese delle 3 veglie di preghiera nelle chiese locali. Sono i vari Minzolini-Sposini-D’Urso e pure quel paraculo di Sottile che ancora ieri sera si augurava con la sua inviata “un contatto con la madre di Yara via sms” i veri “banditi” di questa brutta storia. Il niet di casa Gambirasio ha trasformato i pomeriggi televisivi in un’ossessiva ricerca di testimonianze che la bufala Tironi hanno trasformato in totale silenzio. Poche e succinte persino le dichiarazioni rilasciate dai volontari in quel di Bruntino agli inviati Raiset affetti da stalking. La neve bianca, vera protagonista dei quadretti bergamaschi diffusi al mondo dell’etere, fa il paio col bianco della missione macabro-televisiva dell’esercito mediatico.

Qui, a differenza di Avetrana, non ci sono code di curiosi che vanno e vengono in auto nonostante a 3 chilometri da Brembate ci sia un enorme centro commerciale. Qui a Brembate il mesto silenzio dice assai più delle parole v(i)olate ad Avetrana. Dal suo chiasso emergono soltanto poche testimonianze ed elementi che si spera possano essere utili alle indagini. Le speranze di ritrovare Yara viva sono sempre di meno. Mentre chiudo il post le ricerche per “sequestro” sono arrivate al fiume Adda, di cui il Brembo é tributario 20 chilometri a sud di Brembate. Ci si buttassero a nuoto quei maniacali mercanti catodici del nulla. Chissà  che anneghino tutti.

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