Il costo sociale della Lega razzista


Stefano Candiani, sindaco di Tradate (VA)

Il sindaco di Ponteranica che leva la targa di Peppino Impastato dall’ingresso della sala pubblica. Il sindaco di Verona Tosi condannato per incitamento all’odio razziale. Il vice sindaco Gentilini di Treviso che si augura lo sterminio dei bimbi dei rom. Il sindaco di Coccaglio e l’operazione White christmas per un volgare censimento degli stranieri in paese. Via i bimbi figli di immigrati clandestini dagli asili di Milano rinforzati dalla Moratti secondo cui “gli stranieri normalmente delinquono“. Il sindaco di Adro che nega la mensa ai bimbi figli di genitori morosi. Il consigliere leghista di San Giovanni Bianco che appare su Facebook col saluto romano.

Che la Lega pulluli di tracotanti razzisti spesso analfabeti lo sappiamo. Una tara grave del nostro tempo che purtroppo pesa economicamente sul groppone di tutta la società : comprese le ordinanze incostituzionali e dal sapore nazista che parlamentari, presidenticchi e sindaci leghisti vari adottano nonostante tutte le leggi e i trattati sottoscritti dall’Italia col resto del mondo libero e civile.

A Tradate, nei pressi di Varese, la giunta del primo cittadino Stefano Candiani, con la delibera 55 del 2007, aveva varato il manifesto sulla razza: 495 euro di bonus bebé ma soltanto per i figli di coppie italiane. Niente bonus a figli di coppie miste e straniere “per non far morire la cultura“. Già , quella nazista figlia di un editto ereditato nel 1939 in tema di “pacchetto di leggi per la difesa della razza”.
L’iniziativa leghista di Tradate, insomma, non é l’unica. E’ solo una delle tante con le quali il Carroccio si fa pubblicità  su giornali e televisioni.

Siccome la Repubblica italiana figlia della Resistenza fonda la sua ragion d’essere nella Costituzione, una sentenza del tribunale di Milano ha dichiarato l’ordinanza del sindaco Candiani “un evidente intento di discriminazione il cui fine non é garantire sostegno a un bisogno“.
In sostanza un tribunale italiano ha riconosciuto discriminatorio un provvedimento pubblico adottato da un consiglio comunale pagato con i soldi di tutti gli italiani obbligandolo alla sospensione. La sentenza dispone che eventuali bonus vadano a tutti bimbi nati e residenti a Tradate e condanna il comune al pagamento delle spese processuali (con i soldi nostri ovviamente).

Insomma, ce n’é abbastanza per spernacchiare il sindaco di Tradate Candiani e svergognare sulla pubblica piazza tutta la sua maggioranza: ennesimo esempio di gratuito razzismo perpetrato con i soldi di tutti. Vergogna a tutta la Lega.

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