Non basta il sisma, ci vuole lo sciacallo

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Lo sciacallo in volo vigila dall’alto le case sventrate dell’Aquila e sogna l’occasione perduta di appaltare la loro ricostruzione alla sua Edilnord per chiamata diretta.
Lo sciacallo accorre là  dove stazionano microfoni e telecamere. Fa il brillante ma il suo lifting tradisce un savoir faire stantio e patetico. Le movenze dello sciacallo rivelano noia. Per nasconderla ricorre ai soliti, banali annunci da bar sport che non fanno ridere, ma nemmeno piangere perché agli aquilani non sono rimaste più nemmeno le lacrime. Gli stessi che lo sciacallo invita ad andare al mare a spese dello Stato con le loro masserizie, come fossero vu cumprà . Ma siccome non ci sono i soldi anche questa battuta si rivela una flaccida cilecca.

Il mondo si adopera per aiutare gli aquilani, ma lo sciacallo non impiega nemmeno un centesimo dei suoi milioni di euro esentasse, nascosti nei paradisi fiscali al sicuro dai processi. Lo sciacallo fa il piacione dicendo che l’Italia ha chiesto all’Europa l’accesso al fondo per le catastrofi naturali. Ma fa una figura meschina lo sciacallo, muto sulla catastrofe degli 8 miliardi di euro annui di fondi europei, finiti nelle tasche dei predatori del sottobosco della politica e della criminalità  organizzata, complice dei palazzinari romani.

Mentre le case dell’Aquila vengono giù come castelli di sabbia ad ogni tremolio della terra, lo sciacallo ripete a pappagallo che ci sono i fondi per il ponte sullo Stretto di Messina. Ma non ci sono. Esattamente come non ci sarà  l’abbattimento della villa abusiva del suo deputato tesoriere, costruita sull’area destinata al pilone della sponda sicula.

Lo sciacallo é lo spettro di sé stesso. I senza tetto sono consumatori da consumare fino all’ultimo voto. La sua scenetta da conduttore (o conducator) alla conferenza stampa é servita a scimmiottare gli studi di Chi vuol essere milionario, col dettaglio che le domande, in questo caso, lo sciacallo non le ha accettate.
Lo sciacallo presenta Bertolaso come un eroe, che rivelando un barlume di dignità , si vergogna.

Nel frattempo un altro giorno da dimenticare se ne é andato. Il terremoto é ghiotta occasione per lo sciacallo di fare propaganda e marketing al suo governo di fantocci dediti all’applauso.

L’Aquila é sfigurata, la sua più rinomata basilica é crollata assieme alla cupola e alla sua fragile economia, che poteva fare del turismo storico un tesoro. La cupola dello sciacallo, invece, regge ancora, grazie alla sceneggiata liftata che lo ha rincuorato. Le televisioni lo hanno diffuso, a quest’ora sarà  già  ad Arcore a pensare come far passare la legge porcata sulle intercettazioni. Terremoto che abbatterà  l’ultimo rimasuglio di democrazia di questa povera Italia, che grazie ai sismi (compresi i sequestratori di Abu Omar amici dello sciacallo) sta facendo la fine che si merita.

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28 Commenti a “Non basta il sisma, ci vuole lo sciacallo”

  1. ornette ha detto:

    Grandioso post, come sempre!!!!!!

  2. Andrea ha detto:

    Tutte le associazioni dicono di donare 1 € con gli sms, di donare ecc….
    Ok……..
    Noi dobbiamo donare, ma la casta non dona niente ?
    I senatori e i deputati iniziano a donare il loro voluminoso stipendo……..
    I soldi dei rimborsi elettorali li mandino in Abruzzo che servo più là  che hai partiti………
    Ma che strano come mai nessun politico non propone questo tutto questo ?

    La casta dice agli Italiani di donare ma loro lo fanno ?

  3. W. e M. ha detto:

    Regime!
    Si fa un gran parlare del regime che non ci sarà , come dicono i riformisti visionari, ma intanto questo si rafforza. Un
    regime che ha sostituito, non completamente, l’esercito dei colonnelli con televisioni, giornali e controinformazione.
    La prima spia del regime é tutta questa volontà  di negarlo, con toni affannosi o speciosi o ipocriti; una tensione non
    necessaria nelle fasi di indiscussa evidente tenuta democratica. Anche se il PiDi si affanna a dire che non c’é il
    regime perché ancora si può votare e la prossima volta vinceranno loro… Coi post-fascisti che per tutta risposta
    ridono perché controllano tutte le fonti di informazione e comunicazione con la pretesa di convincerci che la
    contesa elettorale é ad armi pari.
    – Siamo al regime per il solo fatto del conflitto d’interessi, cioé il capo del governo che soffoca il dissenso e
    l’informazione a lui aliena possedendo, o controllando, il 90 percento della comunicazione, dalle fondamentali
    televisioni all’editoria ai giornali gestiti da familiari o controllati di riflesso, con la longa manus della pubblicità  o dei
    rapporti finanziari o, circolarmente, della politica.
    – Siamo al regime se, per effetto di questo conflitto altrove inconcepibile, il 90 percento dell’informazione critica
    non il governo, ma chi critica il governo.
    – Siamo al regime se una missione di IfJ/EfJ, i giornalisti federati europei, si reca in Italia “spinta da
    preoccupazione per lo stato dell’informazione, che ci sembrava allarmante”; e se ne riparte con la convinzione che
    “l’allarme é giustificato”, ed ha per matrici “il conflitto d’interessi, la concentrazione dei media e la legge Gasparri”.
    – Siamo al regime se un primo ministro impone leggi che personalmente lo pongono al di fuori, al di sopra della
    legge per sottrarsi al naturale e generale corso della giustizia.
    – Siamo al regime se le opposizioni non trovano spazio, né rispetto, né voce in capitolo, se il Parlamento é ridotto
    a un votificio per usi privati con parlamentari che rappresentano solamente chi li ha nominati e non votati, se le più
    alte istituzioni, dalla Presidenza della Repubblica alla Magistratura, subiscono attacchi concentrici e gradualmente
    sempre più scientifici e violenti.
    – Siamo al regime se la stampa e perfino la satira vengono imbavagliate o soppresse, a volte dietro preciso invito
    pubblico, internazionale come in Bulgaria, altrimenti per lo zelo di chi é aduso a “troncare e sopire”
    automaticamente, prima ancora che il padrone ordini.
    – Siamo al regime con l’incredibile vicenda Telekom-Serbia, ovvero una operazione economica con un tiranno
    slavo, Milosevic, gestita malissimo dal governo di centrosinistra dell’epoca, trasformata nella più colossale
    montatura che si ricordi, roba che al confronto il Watergate impallidisce, con le televisioni e i giornali del presidente
    del Consiglio, o a lui legati, che per mesi amplificano le indagini di una commissione d’inchiesta d’area governativa
    dirottata da una inquietante “intelligence” di neofascisti, massoni, faccendieri, spie e avventurieri a partire da una
    morbosa figura di truffatore-facchino, per demolire la dignità  internazionale del capo della Commissione europea,
    del segretario del principale partito di opposizione, di un ex ministro degli Esteri, su per li rami fino a lambire il
    Presidente della Repubblica.
    – Ci siamo, al regime, se il presidente del Consiglio (non della Repubblica) abusa della televisione di Stato
    invadendone simultaneamente tutte le reti (lasciando le proprie a disposizione di “Striscia la notizia” e degli
    sponsor) non per fornire spiegazioni sul recente e maggior disastro energetico della storia patria, ma per
    preconizzare una futura riforma pensionistica concepita in modo autoritario, previa rottura con le parti sociali,
    prologo ad una più profonda revisione delle garanzie sociali e della stessa Costituzione, che prevede un
    potenziamento dei poteri del primo ministro a scapito del Parlamento e la definitiva eliminazione di ciò che resta
    dello Stato sociale. Quando usa gli appuntamenti istituzionali e internazionali per farci far brutta figura nel mondo,
    piangendo poi contro le notizie, e censurando il dissenso. Quando usa i drammi come la perdita del lavoro, la
    recessione o le calamità  naturali per abusare della propria immagine e “far da se”, proponendo l’improponibile,
    ridicolizzando chi non la pensa come lui.
    – Ci siamo, al regime o a qualcosa che molto lo ricorda, se il vecchio capo di una inquietante loggia massonica
    coperta, come tale incostituzionale e comunque famigerata, quella P2 in cui l’attuale primo ministro militò, si
    rallegra pubblicamente trovando specchiata nel suo antico programma politico l’azione dell’attuale governo.
    – Siamo oltre il regime quando il capo del Governo si firma da solo i decreti che gli servono a preservare il proprio
    monopolio industriale cresciuto nella latitanza della legge.
    – Siamo al regime, infine, quando la casta pensante degli intellettuali (e dei politici antagonisti) si ostina compatta
    a non vederlo, a sottovalutarlo, a considerare il Paese tutt’al più “all’anticamera”, “al limite” del regime, un limite che
    coincide con la loro personale condizione di benevoli oppositori, che si arresta sulla soglia del loro personale
    conflitto d’interessi. Scriveva Alexis de Toqueville: “La vera causa della tirannia non é necessariamente l’anarchia o
    il dispotismo. Fanno paura, certo, ma é l’apatia generata dall’occuparsi solo dai propri interessi il vero problema.
    Quando questa apatia si genera, bastano poche truppe o episodi sporadici per esercitare oppressione. Pochi
    uomini violenti possono intimidire e indurre al silenzio. Nell’apatia una forma di tirannide può espandersi perché
    nessuno si oppone: il vero nemico della democrazia non é il dispotismo palese, semmai il silenzio della solitudine e
    dell’apatia”.

  4. Nino D'Errico ha detto:

    Mentre la terra trema, qualcuno sta stappando le bottiglie più pregiate della riserva, quelle delle grandi occasioni.

    Giacche e cravatte hanno già  cominciato il tam tam organizzativo.
    Stanno tessendo sotto i nostri occhi la tela dell’interesse.

    E nemmeno questa volta sarà  possibile fermarli, perché il copione é sempre lo stesso, sempre uguale.

    Sono uno dei terremotati sopravvissuti all’irpinia nel 1980.

    Le promesse all’epoca erano le stesse, e ricordo bene, che durante gli anni in cui io e la mia famiglia abbiamo vissuto tra le lamiere di un container, i leader di partito, non hanno mai mancato di farci visita.

    Erano sempre solidali con noi, avevano sempre una soluzione pronta, creavano speranze, grosse speranze.

    Poi però, loro tornavano al caldo nelle loro case, spesso abusive, spesso costruite sull’imbroglio, con pareti in muratura ed un tetto sicuro.

    Noi, passavamo i natali, 7, tra pareti di lamiera e pavimenti flottanti.

    I soldi per noi erano arrivati, ma magicamente, si perdevano tra le parole di questa gente, sporca fino nel più profondo dell’animo, rigorosamente in giacca e cravatta.

    Avrei da scrive un saggio con le mie esperienze in merito, ma mi fermerò qui.

    Vorrei che il modo di fare italiota cambiasse, che si prendesse finalmente un’altra direzione.

    In qualsiasi altra dimensione sociale, questa gente inutile non avrebbe senso di esistere.

    Quello che ha fallito da decenni, é il modo in cui l’italiano concepisce la società  in cui vive.

    Parliamoci chiaro signori, l’italiano se ti può fottere a suo vantaggio, spesso lo fa senza scrupoli, a costo di vederti morire.
    E’ vero, non si generalizza, ma quando la situazione é così generalizzata, quando il morbo é così diffuso, non si può andare a cercare l’eccezione, in questo paese dove l’eccezione é la legalità .

    Ed il brutto é non sto esagerando.
    Un terremoto, é uno di quei momenti in cui la nazione italia dovrebbe esserti più vicina che mai, sostenerti, e non solo montarti una tenda dicendoti che andrai ad abitare presto in un nuovo quartiere ghetto costruito da ligresti o caltagirone, o peggio ancora edilnord.

    Le case distrutte vanno ricostruite laddove erano prima, laddove la gente con immani sacrifici, ha edificato le sue mura ed il suo tetto.

    Non va fatta nessuna “new town”, non va mangiato altro territorio, non vanno distrutte altre montagne, altri corsi di fiumi, non vanno tagliati altri alberi, non va dissacrata ulteriormente quella terra.

    La new town soddisfa l’interesse dei pochi costruttori, che potranno divertirsi a distruggere e devastare senza rendere conto a nessuno.

    E badate bene, la costruzione e la ricostruzione, non porteranno chissà  quali benefici economici alla difficile crisi economica.
    Per un fatto ben preciso, la manodopera sarà  tutta.

    Sottocosto, sfruttamento di clandestini, extracomunitari disperati e disposti a tutto e spesso senza alcuna competenza edilizia, gente assunta il giorno in cui schiatta cadendo da un’impalcatura.

    Chi controllerà  tutto questo?

    NESSUNO.

    E tutto rimarrà  come prima, italia che si rigenera di nuovo sul binario morto.
    Costruzioni di nuovo pericolose con certificazioni acquistate a suon di mazzette.

    I soliti imprendi-clan-tori che fanno ricavi record sulla pelle della gente, che compreranno barche ancora più grandi e macchine grosse quanto i loro palazzi.
    Ma, badate bene, dichiareranno meno di 15.000 € all’anno al fisco.

    Perché io che non sono nessuno, so tutte queste cose?
    Perché le sapete anche voi?
    Perché sappiamo tanto, sappiamo come funziona, ma nulla cambia?

    Ci serve sapere?

    Io dico di si, perché nel momento in cui ci sarà  la resa dei conti, spero presto, tutto questo rappresenterà  la nostra rabbia, il nostro ideale, il nostro obiettivo.

    Quello di cambiare le cose, di distruggere il fare italiano, e di impiantare un nuovo modo di intendere la vita in questo paese.

    Speriamo che ciò accada il prima possibile, altrimenti, un mio futuro figlio, non potrà  mai perdonarmelo.

    Nino.

  5. articolo 21 ha detto:

    alex 8aprile2009 scommetto che se berlusconi fosse intervenuto con i suoi ‘miliardi esentasse’ saresti stato il primo a scrivere articoli pieni di orio e rancore come questo dicendo ‘ecco non aspettava altro lo sciacallo’…
    CERTAMENTE e confuta, se ci riesci, il pensiero di tutti noi

  6. anonimo ha detto:

    Impregilo! Si, sempre lei.
    La stessa che ha causato l’emergenza rifiuti a Napoli.
    La stessa che é riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. (Vedi: Video delle Iene)
    La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. (Leggi la notizia)
    La stessa che ha vinto l’appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
    La stessa che dovrà  costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
    La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

    E’ l’Impregilo che ha costruito l’ospedale San Salvatore dell’Aquila caduto come se fosse di cartapesta. (Link)

    Chi diavolo é questa società  dell’enorme potere che sta devastando la nostra terra?
    Anche questa volta nessuno parlerà  di lei?
    Anche questa volta la passerà  liscia?

    Rabbia. Rabbia. Rabbia

  7. smaramba ha detto:

    Ottima analisi.

    Il nostro Sire sta abilmente sfruttando l’occasione per passare come padre della patria. Come gli USA si strinsero attorno a quell’essere ignobile di Bush nel 2001, nel momento di massimo dolore, riconfermandolo poi nel 2004, così anche Mr.B. otterrà  un plebiscito alle prossime elezioni di giugno.

    Il Paese affonda, e noi con lui.

  8. kooiee ha detto:

    meno male sei tornato online.

    Nel piano casa é già  stato inserito l’articoletto antisismico.

    Come prima per la faccenda Englaro, si aspetta una tragedia per far molto a parole e niente a fatti.

  9. Marco ha detto:

    G-R-A-N-D-I-O-S-O!

    Un giornalista con i controcazzi..

  10. paulpuntina ha detto:

    BELLA DANIELE, COME SEMPRE UN’ANALISI CALZANTE E MOLTO INCISIVA CONTINUA COSI’ CIAO!

  11. caterina ha detto:

    Buonasera blog. Era tutto il giorno che non riuscivo ad aprirlo ed ero un po’ in ansia…
    Davvero bello il post di Federico, anche se dopo ci vuole il valium – o il rastrello, ma pare non sia ancora ora.
    Volendo inc******i anche di più, questo articolo del Corriere.it dice che il mitico ospedale dell’Aquila é costato NOVE VOLTE il preventivo
    http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_08/anni_sperchi_ospedale_caccia_f8680f78-23ff-11de-a75a-00144f02aabc.shtml
    Che schifo.

  12. freeman ha detto:

    é proprio il mafionano infame che si dovrebbe vergognare, non certo daniele…

  13. Emiliano ha detto:

    Potente e affilato come sempre !!!

    Sei un grande !

  14. Giordano Bruno ha detto:

    L’umorismo becero di berlusconi:
    “Italy earthquake victims should view experience as camping weekend”.
    “Per le vittime del terremoto sarà  come passare il fine settimana al campeggio”.
    Come si fa a non farlo più parlare?
    Fonte: http://ow.ly/2ndu

  15. alex ha detto:

    scommetto che se berlusconi fosse intervenuto con i suoi ‘miliardi esentasse’ saresti stato il primo a scrivere articoli pieni di orio e rancore come questo dicendo ‘ecco non aspettava altro lo sciacallo’.
    Vergognati.

  16. freeman ha detto:

    non ha fatto nulla per evitare l’enorme tragedia e ora fa pure lo sciacallo… del resto é un grande criminale, si sa da molto tempo…

  17. Colaiuta ha detto:

    federico, bel post sul tuo blog…

    poi, non so piຠcosa dire…..

  18. Federico Elmetti ha detto:

    I disastri e le emergenze servono solamente per far arrivare vagonate di finanziamenti che, una volta arrivati, si inabissano nelle sabbie mobili delle mafie e della massoneria locali. E soprattutto per fare nuove leggi, sempre più rigorose e inflessibili di quelle precedenti. A ben vedere, non si sono fatti molti passi avanti dalle grida manzoniane. Ogni volta che c’é stato un terremoto devastante in Italia, si é fatta subito una legge per stabilire norme che non avrebbero più permesso il ripetersi della tragedia. E’ stato così dal 1996 in poi, passando per il terremoto in Molise del 2003 e via di seguito. Oggi, di norme sull’edilizia antisismi­ca, l’Italia ne ha quattro, dicansi quattro, tutte contemporaneamente in vigore.

    http://verraungiorno.blogspot.com

  19. Marco B. ha detto:

    Porka boia Daniele che bel post, hai sintetizzato la situazione odierna italiana come NESSUNO altro aveva MAI fatto!! Certo ti deve essere costata non poco una analisi così .. ma sono contento che tu l’abbia fatta e pubblicata .. sei davvero un GIORNALISTA coi controcoglioni!! BRAVO .. e grazie.

  20. alina ha detto:

    Il “sovrano” é attento,caro Daniele,furbo.L’animo pieno di fede degli Italiani é sempre lì a ricevere le sue elargizioni,senza criticare.Parli dell’ultimo barlume di democrazia ma ,ti risulta che ci sia mai stata una democrazia in Italia? Analizzando la storia da almeno 20,25 anni a questa parte,cosa ha a che fare la parola DEMOS con la struttura che si é creata nel nostro paese?Plutocrazia mafiocratica,ecco,questo é sempre stato il nostro paese.I “signori” hanno gettato via via delle briciole dal tavolo e noi abbiamo vissuto di quelle ,perdendo di vista ,nella brama di raccoglierle,i veri valori,la vera morale,la verità  stessa.Per la gente che ha perso tutto:affetti,casa,lavoro, dignità  potrà  essere sufficiente tutto questo o vorrà  essere lei stessa la protagonista del suo risorgere?E se sì, come potrà  fare ,intrappolata in questa macchina ad ingranaggi così ben oleati?
    Grande solidarietà  alle famiglie abruzzesi.

  21. Roberto G. ha detto:

    Sentito Gasparri stamattina: “certo che le case nelle zone sismiche andrebbero messe in sicurezza, ma non ci sono i soldi per farlo”.

    Se poi li troveranno per fare il ponte sullo stretto allora avremo la prova inconfutabile che siamo nelle mani di delinquenti senza scrupoli.

  22. Maximilien Robespierre ha detto:

    ..eccolo di nuovo a parlare delle sue new-town.
    Non resiste, é più forte di lui. L’essenza dello sciacallo, cemento a posto di idee. Cinico pezzo di merda. VECCHIO.

  23. Filomena ha detto:

    Questo sisma, per Mister B. é come manna dal cielo!
    1- Distrae l’opinione pubblica da un’altra emergenza sociale ed economica.
    2- Accresce la possibilità  di fare propaganda politica, gratuitamente, facilmente e FREQUENTEMENTE!
    3- Moltiplica, grazie allo sciacallaggio mediatico, gli AFFARI economici di giornali, tv, radio ecc…
    4- Sviluppa e estende AFFARI post terremoto di lobby care, carissime a Mister B. & C..

    Cosa voleva di più dalla vita? …….

  24. Alba Kan ha detto:

    Trovo vergognoso il modo in cui Berlusconi sta sfruttando il terremoto e la sofferenza di queste persone, per la solita propaganda di regime. Sappiamo che é il N.1 in televendite promozionali…però stavolta poteva anche evitare!

  25. CHICCA ha detto:

    buongiorno daniele buongiorno blog
    per pudore e rispetto di chi in questi giorni sta vivendo una tragedia annunciata (nn tanto per la prevedibilità  dell’evento sismico che NON é prevedibile nella misura e nel luogo, ma per l’incompetenza e la negligenza con cui sono state costruite strutture medio-moderne) non entro nel merito della questione
    ma una cosa devo dirla perché mi pesa sullo stomaco come una peperonata nn digerita: niente come questo evento poteva essere più ghiotto argomento da “spolpare” fino all’osso per la campagna elettorale che il premier sta conducendo in modo così mellifluo e immorale
    sono irritata dal modo in cui tutte le tv stanno strumentalizzando l’evento per portare a casa l’ascolto più alto e mi si stringe il cuore al pensiero, che, neanche se lo avesse evocato, berlusconi poteva trovare terreno più fertile per tessere le lodi di se stesso cavalcando la tigre del dolore di tanta gente
    daniele ti voglio bene perché ti sento vicino alla mia razionalità  ma anche al mio cuore

  26. Vota Antonio ha detto:

    http://www.corriere.it/politica/09_aprile_07/berlusconi_sfollati_mare_bd679a6c-2385-11de-aefc-00144f02aabc.shtml

    […]

    Il premier Silvio Berlusconi ha visitato nel pomeriggio di martedì la tendopoli di San Demetrio, un piccolo centro vicino L’Aquila dove sono presenti diverse centinaia di sfollati a causa del sisma. Il Cavaliere ha più volte rivolto un invito alla popolazione: «Noi stiamo facendo l’inventario delle case, voi intanto prendetevi un periodo, é quasi Pasqua ed é la bella stagione, andate sulla costa, al mare: paghiamo tutto noi». «Una volta che lo Stato é vicino – ha esortato Berlusconi – fate così, andate al mare, sarete serviti e riveriti fidatevi: avete l’assistenza di tutti gli italiani». Berlusconi ha dunque insistito a non restare nelle tende, ma a spostarsi «sulla costa, é a un’ora di autobus, facciamo tutto noi». A dei bambini che lo salutavano, Berlusconi ha detto: «Fate i bravi, voi, dite alle mamme di portarvi al mare che ci sono degli alberghi che vi aspettano». Poi, rivolgendosi a una signora sulla quale erano visibili i segni di una lunga permanenza al sole, il Cavaliere ha detto: «Mi raccomando, mettete la crema solare».?

  27. Colaiuta ha detto:

    E purtroppo molti sciacalli si sono riuniti in un grande branco !!!!
    Andiamo a caccia !!!!!

  28. caterina ha detto:

    Hai ragione fin nelle virgole, Daniele. Purtroppo.

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