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	<title>sergio romano Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Diario del default</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 07:40:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Lo spettro della lira&#8221; è il fantasma che si aggira nelle prime pagine dei giornali di oggi. Dopo il default della Grecia è ormai un susseguirsi di fantasiose visioni da parte di autorevoli firme sullo scenario che si pone in Italia dopo un ventennio di berlusconismo che si sfalda sul governo tecnico a guida di [&#8230;]</p>
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<p><em>&#8220;Lo spettro della lira&#8221;</em> è il fantasma che si aggira nelle prime pagine dei giornali di oggi. Dopo il default della Grecia è ormai un susseguirsi di fantasiose visioni da parte di autorevoli firme sullo scenario che si pone in Italia dopo un ventennio di berlusconismo che si sfalda sul governo tecnico a guida di Mario Monti. <strong>L&#8217;euro è destinato a sgretolarsi</strong>, almeno nella concezione di moneta unica europea- La dracma in Grecia, la lira in Italia, o un euro a due velocità sono ormai l&#8217;unica soluzione per permettere alla Merkel di non perdere ulteriore popolarità tra i tedeschi, che se sì, sono crucchi, non sono certo fessi. Come dar loro torto sul diniego a contribuire a sanare conti di Paesi come l&#8217;Italia in cui governano mafia e massoneria? Ecco, dunque, i primi segnali ormai inequivocabili di una crescente disgregazione sociale italiana: il comune di Milano, senza soldi da Roma, fa cassetta con le multe e vende quote di Sea e Serravalle. A Caserta e a Napoli non ci sono i soldi per gli stipendi ai dipendenti comunali. Milano e Napoli: due piccoli esempi vita alla giornata. A Genova attendiamoci le dimissioni della sindaca Marta Vincenzi. Il peso dei morti dell&#8217;alluvione le si sta ritorcendo contro con un peso che difficilmente la prima cittadina del capoluogo ligure potrà reggere. Buona lotta a tutti.</p>
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		<title>A voi leghisti che aprite gli occhi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 21:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; sorprendente che il &#8220;patto&#8221; della Lega nord con Berlusconi abbia trasformato in ordinaria amministrazione il sabotaggio dei processi e delle indagini a carico di deputati, ministri e sottosegretari col voto contrario in aula dei padani all&#8217;autorizzazione a procedere. Nonostante questo parlamento di bombaroli abbia ormai travalicato ogni forma di civiltà palesandosi per cio che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sorprendente che il &#8220;patto&#8221; della Lega nord con Berlusconi abbia trasformato in ordinaria amministrazione il sabotaggio dei processi e delle indagini a carico di deputati, ministri e sottosegretari col voto contrario in aula dei padani all&#8217;autorizzazione a procedere. Nonostante questo parlamento di bombaroli abbia ormai travalicato ogni forma di civiltà palesandosi per cio che è, una cricca di manigoldi asserragliati nei palazzi in attesa di essere spazzati via a calci nei coglioni, mi piacerebbe chiedere a Bossi quali siano i termini di quel patto che va avanti dalla fine degli anni &#8217;90, e che di federalista ha prodotto soltanto le poltrone per i culi lombardo-verdi che scorreggiano contemporaneamente in Senato o alla Camera, in provincia, in comune, in qualche cda, nelle banche e pure sul cesso della decenza.</p>
<p>Io non so se i leghisti svernati in giro per la padania a ricoprire incarichi minori, si rendono conto del rischio che corre la loro reputazione assieme a quella del loro partito roman-ladrone in vista di prossime tornate elettorali. Spero per loro abbiano sentore della probabilissima disfatta del partitello verde omertà, che in perfetto stile mafioso preferisce non vedere, non sentire e non mandare ad accertare dai magistrati se qualche suo ministro alleato di governo ha rapporti con mafiosi, o ha commesso reati per assecondare o favorire mafiosi. Parliamo pur sempre di imputazioni che hanno comportato un costo per la collettività (leghisti compresi) grazie al lavoro di indagine di una parte di magistrati rimasti servitori dello Stato.</p>
<p>Ebbene, il salvataggio di indagati, imputati e condannati per reati di tutti i tipi, da tempo divenuto per la Lega un rito padano come l&#8217;ampolla di Pian del Re, comincia a provocare qualche rigurgito di memoria tra i militonti verdi di Bergamo e di Brescia. Sono infatti sempre di più gli ormai ex leghisti che si sono accorti di come la Lega di oggi sia diventata peggio dei socialisti di Craxi degli anni di Mani Pulite. Sono sempre più numerosi gli ex leghisti che scelgono la secessione da Bossi-Reguzzoni-Calderoli-Maroni e dalla Lega romanizzata che pare l&#8217;Udeur di Mastella. Sono sempre più numerosi gli ex leghisti stufi delle chiacchiere verdi divenute più democristiane dei Gava, dei Poggiolini e dei Forlani. Sono sempre più numerosi i leghisti che diventano ex grazie all&#8217;apertura (forzata dalla crisi) degli occhi e si accorgono che hanno votato un partito colluso con Forza Italia, che ha barattato la sua mission di indipendenza e di trasparenza con una quantità imprecistata di miliardi di lire sganciati da Berlusconi. L&#8217;ubriacatura dei dané da parte di Bossi e del suo partito cricca, ha mandato in soffitta la legalità, l&#8217;etica, e anzi, al contrario ha contribuito a rendere il Pdl sicuro rifugio per delinquenti di ogni sorta.</p>
<p>Il patto d&#8217;acciaio tra Berlusconi e Bossi non scalfisce quest&#8217;ultimo di fronte allo tsunami di inchieste che investono esponenti del Pdl. Tanto per rimanere alle novità delle ultime ore, apprendiamo la notizia delle dimissioni del sindaco di Parma Vignali, in seguito all&#8217;arresto di un suo assessore (Giovanni Bernini, commmensale &#8220;inconsapevole&#8221; del re dei casalesi Pasquale Zagaria) che pur di intascare tangenti dai fornitori, se ne fregava altamente dei cibi di secondo rango somministrati ai bimbi degli asili cittadini, senza contare la decapitazione del comando di polizia locale di qualche settimana fa che ha portato gli indignados parmigiani in piazza del Comune a presidio perenne per spazzare via quella giunta in odor di malaffare. Ad Arconate (Va), dov&#8217;è sindaco il sottosegretario ai Trasporti e coordinatore Pdl Lombardia, Mario Mantovani (già tifoso di Berlusconi ai gazebo davanti al tribunale di Milano assieme alla Santanché per difendere il magnaccia di minorenni che fa il capo del governo a tempo perso), hanno arrestato 3 persone, tra cui 2 vigili per avere intascato 25 mila euro con verbali di multe taroccati. Devono rispondere di associazione per delinquere, falso e peculato. Non disperi Mantovani! Potrà sempre fare come il sindaco suo collega di partito Valla, a Bitonto (Ba), che addirittra aveva nominato capo dei vigili un imputato per truffa e peculato. Nel Pdl è normale. Nella Lega, purtroppo, pure. Forse non per quei leghisti in buonafede che aprono gli occhi togliendosi il fazzoletto verde dal naso per pulirsi finalmente il fondoschiena. Ecco, anche questo, dopo quasi un ventennio, è soprendente.</p>
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		<title>L&#8217;arroganza della casta vola alto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 13:29:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[anna cinzia bonfrisco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Sergio Romano e dei suoi editoriali patacca messi sul Corriere ho già  avuto modo di parlare, tuttavia, spulciando la sua rubrica di lettere che fa pubblicare sul quotidiano, ne ho trovata una che trovo sia utile riportare qui, quantomeno per cercare di fare chiarezza. Ecco il testo che riporto Scortesie in volo Facendo il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a71GrXDz3qk&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/a71GrXDz3qk&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Di Sergio Romano e dei suoi <a href="http://www.danielemartinelli.it/2008/08/30/sergio-romano-il-brutto-show-da-cancellare/" target="_blank">editoriali patacca</a> messi sul Corriere ho già  avuto modo di parlare, tuttavia, spulciando la sua rubrica di lettere che fa  pubblicare sul quotidiano, ne ho trovata una che trovo sia utile riportare qui, quantomeno per cercare di fare chiarezza.<br />
Ecco il testo che riporto</p>
<p><strong><em>Scortesie in volo</em></strong></p>
<p><em>Facendo il pilota di aerei di linea ho imparato a conoscere le diverse tipologie di passeggeri. Tra tutte, una sola non riesce che raramente a farsi amare: quella dei politici. Sul <strong>volo per Verona</strong> di qualche giorno fa, pronti a partire in perfetto orario, ci ritroviamo a dover aspettare una passeggera che, dopo un&#8217;attesa di 10 minuti si presenta per nulla trafelata: doveva finire una telefonata prima di imbarcarsi. Intanto oltre 120 persone aspettavano. In barba all&#8217;unico bagaglio a mano permesso a bordo, la signora ne ha diversi (tutti fuori misura), e quando il Capo cabina chiede gentilmente che l&#8217;eccesso venga mandato in stiva, si rifiuta causando ulteriore ritardo.<br />
Poi il volo parte e riusciamo a recuperare arrivando a Verona puntuali. Al momento dello sbarco la gentile ed elegante signora impellicciata si catapulta nel nostro abitacolo <strong>chiedendo le generalità  del comandante</strong>.<br />
«<strong>Sono la senatrice B.</strong>, tuona, e scriverò una lettera al presidente di Alitalia».<br />
Ottenuto il biglietto da visita del comandante, la presunta senatrice si allontana definendoci «<strong>farabutti</strong>».<br />
Inutile sottolineare le espressioni dei passeggeri presenti, assai solidali con noi e disgustati dalla prova di arroganza. Ho alle spalle 18 anni nelle Forze armate, 11 di servizio in Alitalia e mi sento definire farabutto per aver fatto rispettare le leggi anche a un membro del Parlamento!</em></p>
<p><em>Roberto Ripamonti</em></p>
<p>Sergio Romano risponde sul quotidiano<em> â€œ<em>Saremo naturalmente lieti di pubblicare la risposta della senatrice che si riconoscerà  in questa lettera.</em></em></p>
<p>Non so se di risposte, in questi giorni, ne siano giunte dalla misteriosa senatrice, tuttavia, da una ricerca delle senatrici in carica che hanno il cognome che inizia con â€œBâ€ lâ€™unica che potrebbe, ripeto, <strong>potrebbe</strong> aver preso il volo per Verona é <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00022717.htm" target="_blank">Anna Cinzia Bonfrisco </a> che risulta risiedere a Peschiera del Garda (VR).<br />
Certo, se il pilota Roberto Ripamonti avesse il coraggio di un qualunque cittadino libero di <strong>chiamare senatori e senatrici col loro nome e cognome</strong>, senza omissis, sarebbe stato molto più semplice risalire a questa dipendente, che si permette di dare dei farabutti ai suoi datori di lavoro, che con le loro <strong>trattenute in busta paga</strong> le pagano il profumato stipendio. Spero che il nome non lâ€™abbia censurato Sergio Romano!<br />
Usiamo la Rete: mandiamo una mail informativa al pilota Roberto Ripamonti rintracciabile qui: roberto.ripamonti@fastwebnet.it</p>
<p>La senatrice &#8220;B&#8221; presunta, <strong>ripeto</strong>, presunta Anna Cinzia Bonfrisco é rintracciabile qui:bonfrisco_a@posta.senato.it oppure<br />
bonfrisco@forzait.org</p>
<p>Vediamo se riusciamo a capire chi é quella dipendente tanto arrogante, magari del Pdl.<br />
Chiunque sia (qualora fosse Pdl) sarà  sempre più farabutto/a di un qualunque lavativo soltanto per aver votato il dolo alfano, il decreto intercettazioni, il falso in bilancio e tutte le leggi porcilaia di Silvio tessera Loggia P2 1816. </p>
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		<title>Intercettazioni, il brutto show continua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 11:25:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jv4XLoTrxT0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Jv4XLoTrxT0&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Apprendo dal sito voglioscendere che le intercettazioni pubblicate da Panorama erano <strong>coperte da segreto</strong>. E che l&#8217;autore stesso del pezzo lo rivela. Non avendo io comprato Panorama (non lo compro mai) non potevo scrivere con certezza ciò che dubitavo soltanto. Ossia che quella trasmissione delle intercettazioni da Procura a Procura fosse coperta da segreto perché non comunicata alle parti interessate. Dalle quali, peraltro, emergono dichiarazioni che dimostrano come <strong>Prodi non avesse avuto nessuna intenzione di raccomandare parenti</strong> e amici a nessuno. Quindi é tutto come previsto: Maurizio Belpietro ha permesso la pubblicazione di intercettazioni vietate, ben sapendo che <strong>pagare una penale, val bene un investimento</strong> per la causa del suo capo di governo, affinché possa attaccare le intercettazioni che lo riguardano in prima persona, perché <strong>accusato di corruzione</strong> dalla Procura di Napoli nella vicenda di Agostino Saccà , in veste di capo dell&#8217;opposizione che tenta di corrompere il direttore di una rete televisiva pubblica, peraltro teorica concorrente delle sue, a scopi personali. Oltre che far sapere di voler mettere sul piatto l&#8217;ennesima legge ad personam all&#8217;ordine del giorno del suo governo altrettanto ad personam.</p>
<p>Purtroppo, <strong>oggi, la confusione é doppia</strong>. Nessun giornale degno di tale nome ha sbattuto in prima pagina il chiarimento, a parte L&#8217;Unità . Tantomeno Sergio Romano.<br />
<strong>Mario Giordano</strong> sul suo Giornale si arrampica sugli specchi ed elogia Maurizio Belpietro &#8220;<em>straordinario giornalista sempre sul pezzo che fa (benissimo) il suo lavoro e che anche se a Veltroni e D&#8217;Avanzo può apparire strano, quando ha una notizia la pubblica</em>&#8220;. Giordano elogia anche l&#8217;autore del pezzone Gianluigi Nuzzi, &#8220;<em>anche lui della scuola del Giornale, uno dei migliori rabdomanti di scoop che ci siano in circolazione</em>&#8220;. Bene, sappiamo che dovrà  essere Nuzzi a rivelare ai magistrati chi gli ha passato illegalmente quelle intercettazioni. Ma Giordano, non contento, continua nella sua patetica pantomima, sostenendo di essere &#8220;<em>pronto a scommettere tutto quello che ho di più caro per ritenere che a Panorama hanno deciso di pubblicare quelle intercettazioni con la loro testa e che Berlusconi lo ha saputo soltanto vedendo la copertina</em>&#8220;. Infatti sappiamo che alle spalle di Berlusconi lavora una banda di scribacchini a libro paga (come Giordano), pronti a creare casi inesistenti per sostenergli le cause, anche le più illegali, senza spiegare la verità  dei fatti. Ma l&#8217;indomito Giordano se la prende con quelli della sinistra che difendono la libertà  di stampa &#8220;<em>in contrasto con la teoria secondo la quale gli editori devono censurare i direttori</em>&#8220;. Insomma, un minestrone senza contenuti che si abbarbica a stravaganti e inesistenti <em>poteri della sinistra</em>.</p>
<p>Chiedo a Giordano quali poteri della sinistra visto che in parlamento non esiste! Il quotidiano Repubblica? Che se aveva una buona occasione per chiarire la vicenda in prima pagina, ha evitato di farlo sostituendo il tutto con un concentrato di dichiarazioni storte e poco edificanti? Nessun titolo e nessuna civetta in prima pagina, solo un paio di articoli confusionari a pagina 9.<br />
Il primo, a tutta larghezza, recita &#8220;Giustizia, l&#8217;allarme di Grasso sulle barricate per difendere i pm&#8221; in cui il procuratore difende, come previsto, l&#8217;indipendenza dei magistrati riferendosi alla figura di Giovanni Falcone, e solo 2 righe dedicate al caso Prodi, dal quale ne ricava il timore che già  abbiamo tutti, ossia che questa storia serve proprio ai pirati della libertà  per accelerare l&#8217;ennesima legge vergogna.</p>
<p>A mezza pagina in un&#8217;intervistina all&#8217;ex guardasigilli <strong>Roberto Castelli</strong> titolata &#8220;Le intercettazioni sono uno scandalo ma Romano ha fatto una bella mossa&#8221;. si legge che <em>il problema intercettazioni esiste perché c&#8217;é anche una questione di fuga di notizie</em>. Infatti chi ha passato quelle intercettazioni al dipendente di Berlusconi non poteva farlo. E&#8217; già  vietato. Ma Castelli tira diritto sostenendo che &#8220;<em>in Italia ci sono troppe intercettazioni</em>&#8220;, senza porsi il problema che in Italia ci sono anche troppe mafie. Ritiene che &#8220;<em>i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario devono stare in equilibrio. Se uno schiaccia l&#8217;altro é in pericolo la democrazia</em>&#8220;. Peccato che con la legge sulle intercettazioni la Democrazia riceverà  il colpo di grazia proprio dall&#8217;esecutivo. Ecco allora che secondo Castelli &#8220;<em>servono paletti per evitare derive patologiche</em>&#8221; (quelle di cui é già  vittima Berlusconi). Castelli aggiunge che &#8220;<em>Prodi fa bella figura a buon mercato e incassa risonanza mediatica perché la storia succulenta che emerge dai colloqui pubblicati dimostra che l&#8217;autorizzazione non vale nulla</em>&#8220;. Infatti di succulento c&#8217;é che Prodi, a differenza di Berlusconi, non ha raccomandato e tentato di corrompere nessuno.<br />
Secondo il fido Castelli &#8220;<em>le intercettazioni sono utili se perseguono l&#8217;accertamento dei reati, ma se tutti siamo spiati no</em>&#8220;. Infatti nessun magistrato si sognerebbe di spiare per il solo piacere di farlo, se non per accertare l&#8217;esistenza di reati. Quindi Castelli dice panzane e rilancia sostenendo che se &#8220;<em>le intercettazioni sono strumento di lotta politica per spiare gli avversari &#8211;</em> alludendo alle solite toghe rosse &#8211; <em>é ragione ancora più urgente per limitarle</em>. Toh.</p>
<p>In fin dei conti il problema vero di questa vicenda é che l&#8217;editoriale del Giornale e l&#8217;intervistina di Repubblica vengono prese a modello da tutti i tg, dal primo al sesto canale, mentre la versione vera dei fatti riportata anche da Marco Travaglio rimarrà  sull&#8217;Unità  e su voglioscendere per pochi intimi.<br />
Questa é la differenza fra il potere delle panzane urlate in una dittatura, dalla verità  dei fatti diffusi in una democrazia libera.</p>
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		<title>Sergio Romano: il brutto show da cancellare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 16:53:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Corriere della sera di oggi getta merda sulla verità  e crea confusione. Il tutto grazie a Sergio Romano, pennivenduto al centrodestra, pagato con i soldi degli italiani per scrivere puttanate in prima pagina. Lâ€™editoriale â€œIl brutto show da cancellareâ€ é azzeccato per ciò che si legge nel testo, in cui Romano discetta considerazioni sulla vicenda delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/08/30/sergio-romano-il-brutto-show-da-cancellare/">Sergio Romano: il brutto show da cancellare</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="Nessuna"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-716" title="sergio-romano" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/08/sergio-romano-199x300.jpg" alt="" width="163" height="227" /></a></p>
<p>Il Corriere della sera di oggi getta merda sulla verità  e crea confusione. Il tutto grazie a <strong>Sergio Romano</strong>, pennivenduto al centrodestra, pagato con i soldi degli italiani per scrivere puttanate in prima pagina.<br />
Lâ€™editoriale â€œIl brutto show da cancellareâ€ é azzeccato per ciò che si legge nel testo, in cui Romano discetta considerazioni sulla vicenda delle intercettazioni che riguardano lâ€™ex presidente del consiglio Romano Prodi pubblicate da Panorama (gruppo Berlusconi) in relazione all&#8217;urgenza di una legge bavaglio.<br />
Sergio Romano, riferendosi a Romano (Prodi) parte volutamente male definendo &#8220;<em>la commedia delle intercettazioni il più popolare reality show della politica italiana&#8221;</em>. In sintesi le intercettazioni riguardano uno stretto collaboratore di Prodi nellâ€™ambito di unâ€™indagine avviata dalla procura di Bolzano sulla vendita di unâ€™azienda collegata allâ€™Iri, risalente al 1993. Siccome fra le dichiarazioni pare vengano citati finanziamenti pubblici per un progetto scientifico che riguarda unâ€™azienda farmaceutica, i magistrati altoatesini hanno trasmesso tutto alla Procura di Roma, affinché si possano accertare motivi per altre indagini.</p>
<p>Quando gli atti di indagine vengono trasmessi al legale che difende lâ€™indagato o lâ€™imputato, tali atti diventano <strong>pubblici</strong>. I giornalisti li possono pubblicare, soprattutto se riguardano <strong>politici o ex tali</strong>. Altrimenti no.<br />
Io non so se la trasmissione dalla procura di Bolzano a quella di Roma fosse stata comunicata allâ€™interessato. Non so se quelle intercettazioni fossero pubblicabili. Fatto sta che il settimanale Panorama, house organ di Berlusconi, lo ha fatto. Il direttore Maurizio Belpietro, ciambellano della corte Berlusconi, ha messo sul piatto lâ€™esca al suo editore capo del governo per dargli modo di esprimere solidarietà  allâ€™ex premier, visto che la legge sulle intercettazioni che abolirà  la cronaca giudiziaria e sbatterà  in <strong>galera giornalisti e magistrati</strong>, é fra le priorità  allâ€™ordine del giorno di questo governo di golpisti.<br />
Ma Prodi non é caduto nel tranello. Anzi, in tutta risposta alla solidarietà  del piduista, si é detto indifferente pure se tutte le sue telefonate fossero pubblicate. Ergo: <strong>non ha niente da nascondere</strong>. Non solo. Prodi, checché non sappia parlare, fa sapere che la Legge sulle intercettazioni non andrebbe cambiata. Questi i fatti.</p>
<p>Sergio Romano invece, sulla prima pagina del Corrierone che prende oltre <strong>20 milioni di euro</strong> di finanziamenti pubblici annui, rivolta la frittata attaccando i magistrati &#8220;<em>impegnati in vicende del secolo scorso che dovrebbero indurre un politico di buon senso a chiedersi come funziona lâ€™ordinamento giudiziario(??)</em> &#8211; i magistrati rispondono solo alla Legge non al governo e ai politici &#8211; <em>e tal politico dovrebbe concludere che la pubblicazione di intercettazioni segrete é diventata una patologia italiana, un virus che, come quello di un computer, annebbia lo schermo e ingarbuglia, persino a renderlo incomprensibile, il discorso della politica nazionale</em>.<br />
Quale discorso politico, a parte quello ad personam, non si capisce cosa intenda Sergio Romano! Panorama poteva pubblicare quelle intercettazioni? Ha fatto bene Belpietro ad autorizzarle.<br />
Oppure quelle intercettazioni erano segrete e non potevano essere pubblicate? Ne risponderà  Panorama nelle sedi opportune, poiché la pubblicazione di atti dâ€™indagine non ancora consegnati allâ€™avvocato che difende lâ€™imputato o lâ€™indagato <strong>sono già  vietati</strong>. Ergo: non câ€™é bisogno di una nuova Legge sulle intercettazioni. E in tal caso la dimostrazione di aver voluto creare un caso inesistente per dar motivo al piduista di giustificare l&#8217;urgenza di una legge bavaglio sarebbe lampante.<br />
Che cazzo scrive quindi, Sergio Romano sulla prima pagina del Corriere da dare in pasto a 600 mila lettori del quotidiano?</p>
<p>Romano si preoccupa di sapere se &#8220;<em>sia giusto tollerare che uno strumento dâ€™indagine destinato a favorire la ricerca della verità  venga usato per seminare dubbi, alimentare chiacchiere e attizzare polemiche&#8221;</em>.<br />
In realità , Sergio Romano omette di ricordare che se i magistrati devono rispondere alla Legge, é opportuno che i politici rendano il loro lavoro agevole, in modo che le indagini possano essere svolte velocemente per fare chiarezza in fretta e scagionare gli innocenti in tempi ragionevoli. Ma purtroppo, Sergio Romano dimentica di ricordare che se i magistrati impiegano troppo tempo a muoversi, é grazie alla guerra che i vari governi Berlusconi che lui difende, hanno dichiarato alla giustizia con mille gabelle che hanno burocratizzato, ingolfato e lievitato i tempi processuali. <strong>Il taglio dei fondi alla giustizia</strong> di un ulteriore 40% operato questâ€™anno, é soltanto lâ€™ultimo attacco sferrato da un gruppo di mafiosi della maggioranza barricati dentro il Parlamento, cui <strong>Sergio Romano lecca le natiche</strong>. Non solo le lecca. Le lustra pure scrivendo che siccome &#8220;<em>lâ€™opposizione rifiuta la solidarietà  per colpire in modo strumentale lâ€™avversario politico (Berlusconi), é bene che la politica ci pensi da sola con una legge che in linea di principio, non é difficile immaginare e scrivere&#8221;</em>.</p>
<p>Infatti lâ€™imminente legge bavaglio abolirà  del tutto il rimasuglio di democrazia ancora esistente in Italia. Per salvare Berlusconi dai 2 processi per corruzione nei confronti di Agostino Saccà , oltre che altre decine di procedimenti in corso che riguardano omuncoli del suo partito amico della mafia, a cominciare dal ministro per gli affari regionali <strong>Raffaele Fitto</strong>, <strong>imputato di corruzione</strong> per aver preso 495 mila euro dalla famiglia Angelucci in cambio della gestione di 11 cliniche in Puglia.</p>
<p>Ma Sergio Romano non ci sente. Delira sulla prima pagina del Corriere aggiungendo che â€œ<em>Prodi, dicendosi indifferente alla pubblicazione delle intercettazioni, ha dato la sensazione di voler svalutare i sentimenti di solidarietà  offerti da Berlusconi. Ma questo &#8211; </em>secondo lâ€™encomiabile Sergio Romano &#8211; <em>é un problema nazionale che occorre affrontare con serietà  e senza secondi fini. Lâ€™opposizione troverà  altri temi su cui dissentire dal governo e fare le proprie battaglie. Sul problema delle intercettazioni ha il dovere di lavorare in Parlamento per una legge che spenga le luci accese su questo brutto reality showâ€</em>.</p>
<p>La saggezza che dovrebbe avere un uomo dellâ€™età  di Sergio Romano, dovrebbe indurlo ad osservare, una ad una, le banconote rubate alle tasche degli italiani per aver scritto queste puttanate e chiedersi che uso farne. 1.000, 2.000 o 3.000 euro che saranno, sempre che sia saggio, dovrebbe devolverle in beneficienza per la causa di coloro che aspettandosi giustizia, non l&#8217;avranno perché la legge bavaglio si unirà  a quella sul patteggiamento allargato, che metterà  fuori di galera tutti i criminali condannabili fino a 7 anni e mezzo di carcere. Tucco ciò, probabilmente, ancora prima che Sergio Romano smetterà  di scrivere puttanate alle spalle nostre per rinchiudersi in qualche ospizio.</p>
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