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	<title>indagine Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Il politico in arresto è in carica. Zitti i tg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 16:01:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Allora, ennesima notizia di arresto di un politico del partito di Giorgia Meloni, poi passato alla Lega di Salvini e ora finito a Forza Italia. Mi riferisco ad Antonio Catalfamo, uomo dell’attuale ministro Nello Musumeci, eletto con Fratelli d’Italia all’assemblea regionale siciliana nel 2017, passato poi nel 2020 alla Lega in veste di coordinatore provinciale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/NrC1ZJGLOeI" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Allora, ennesima notizia di arresto di un politico del partito di Giorgia Meloni, poi passato alla Lega di Salvini e ora finito a Forza Italia.<br />
Mi riferisco ad Antonio Catalfamo, uomo dell’attuale ministro Nello Musumeci, eletto con Fratelli d’Italia all’assemblea regionale siciliana nel 2017, passato poi nel 2020 alla Lega in veste di coordinatore provinciale a Messina e di capogruppo in Regione Sicilia, di recente passato a Forza Italia e finito agli arresti domiciliari per concussione e corruzione.<br />
Interessato ai voti del consigliere berlusconiano Giovanni Bucalo, Catalfamo per fargli cambiare partito, gli offrì un’assunzione nella ditta delle pulizie che aveva vinto l’appalto all’ospedale Papardo di Messina.<br />
Infatti, Bucalo da Forza Italia è passato alla Lega in vista delle elezioni amministrative del giugno 2022 e delle regionali del settembre scorso.<br />
Senonché quando i vertici dell’ospedale si sono messi di traverso all’assunzione di Bucalo, Catalfamo – intercettato con il trojan inoculato nello smartphone dai finanzieri di Palermo – minacciava i dirigenti del Papardo con “pesanti ritorsioni politiche per piegarli ai suoi desiderata”, ha scritto la gip Tiziana Leanza nell’ordinanza di custodia cautelare. «Qualcuno me la deve risolvere altrimenti se loro mi creano problemi, io li comincio a caricare con un’interrogazione al giorno. E cominciamo a fare così»…<br />
E ancora «Se lui dà uno schiaffo a me, io a quattro a quattro gli rompo il culo».<br />
Ecco, alla fine Bucalo non è stato assunto perché non lo voleva nemmeno la ditta di pulizie, e Catalfamo è passato a Forza Italia.<br />
Intanto però l’inchiesta è partita e l’arresto di Catalfamo, avvenuto assieme a quello della dirigente medico Francesca Paratore,. ha posto fine a questo atteggiamento prepotente per non dire mafioso.<br />
Tenuto conto che Catalfamo dalle intercettazioni è emerso pure che avrebbe promesso un incarico anche a una consigliera comunale di Barcellona Pozzo di Gotto a patto che passasse nel suo partito..<br />
E allora sappiate che il governo Meloni col ministro Nordio, vuole vietare l’uso dei trojan, per fare in modo che questi comportamenti dei politici non vengano giudicati e anzi, arrivino all’obiettivo di corrompere i malcapitati e lasciare che vincano la prepotenza, l’illegalità e la sopraffazione.<br />
E così, nel totale silenzio delle tivù, Catalfamo – da arrestato &#8211; risulta tuttora in carica all’Ars con il lauto stipendio da 20 mila euro al mese.<br />
Ditemi voi in quale democrazia al mondo succede che nessun cittadino o quasi, sappia qualcosa di una storia di corruzione per un politico che milita in un partito di governo. Solo in Italia!</p>
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		<title>Quegli arresti taciuti nel partito di Giorgia Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 12:08:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una notizia passata sotto silenzio dai telegiornali e soprattutto dalle prime pagine, riguarda i guai giudiziari di 2 politici di Fratelli d’Italia in Sicilia. Si tratta degli ex assessori regionali Ruggero Razza, e Antonio Scavone del Mpa, sempre di area centrodestra, indagati a Catania in un’inchiesta di turbative e favori di assunzioni di figli e [&#8230;]</p>
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<p>Una notizia passata sotto silenzio dai telegiornali e soprattutto dalle prime pagine, riguarda i guai giudiziari di 2 politici di Fratelli d’Italia in Sicilia.<br />
Si tratta degli ex assessori regionali Ruggero Razza, e Antonio Scavone del Mpa, sempre di area centrodestra, indagati a Catania in un’inchiesta di turbative e favori di assunzioni di figli e famigli, che ha mandato agli arresti domiciliari 3 medici e di un ex funzionario amministrativo dell’università. </p>
<p>Ebbene, sia Razza già ex assessore alla Sanità, che Scavone, già ex assessore al Lavoro, avrebbero favorito dei loro candidati in progetti finanziati con fondi pubblici. Ma soprattutto, nell’inchiesta c’è un arrestato: si tratta di Giuseppe Arcidiacono, 65 anni, che si era candidato a sindaco di Catania col partito di Giorgia Meloni, ma poi si era ritirato per appoggiare Enrico Trantino, sostenuto da tutto il centrodestra.</p>
<p>Ecco, questa notizia, che riguarda politici di un partito al governo di Roma per indagini dentro una Regione che ha quasi 5 milioni di abitanti, non ha avuto nessuna visibilità nazionale a differenza, ad esempio, di quando a Quarto, in Campania, cittadina di soli 40 mila abitanti, la procura indagò il consigliere comunale Giovanni De Robbio, in quanto sembrava sotto ricatto di un clan della camorra locale e che il clan lo avesse votato per il consiglio comunale.</p>
<p>La vicenda – che riguardava i 5 stelle, partito che era all’opposizione dell’allora governo Renzi – con De Robbio che fu subito espulso in via cautelare da Grillo e Casaleggio, finì su tutte le prime pagine per diversi giorni.<br />
In particolare, fu messa alla gogna la sindaca Rosa Capuozzo, nemmeno indagata e solo parte lesa, che subì addirittura una perquisizione domiciliare.</p>
<p>Il marito della sindaca in quei giorni finì indagato per abuso edilizio. Si trattava di una piccola mansarda non sanata con l’ultimo decreto Berlusconi del 2012.<br />
Insomma, la vicenda di Quarto tenne banco come se si fosse trattato dell’attentato alle Torri Gemelle.</p>
<p>Gli arresti in Sicilia di adesso di esponenti di Giorgia Meloni, che sono gli ultimi di una lunga serie, finiscono solo nelle brevissime delle pagine locali e per nulla sfiorate dai telegiornali.<br />
Questa è ancora l’Italia dell’inciucio tra l’informazione e la politica nel 2023.</p>
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		<title>Lombardia, l&#8217;indagine per Fontana taciuta da tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 09:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco una notizia che le radio e le tivù magari accennano appena, ma non la spiegano. Riguarda il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Nell’aprile 2020, in pieno lockdown, con la scusa dell’emergenza sanitaria, la centrale acquisti della Regione Lombardia, compra 80 mila camici per mezzo milione di euro dalla Dama Spa, azienda di Andrea [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/04/05/lombardia-lindagine-per-fontana-taciuta-da-tutti/">Lombardia, l&#8217;indagine per Fontana taciuta da tutti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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<p>Ecco una notizia che le radio e le tivù magari accennano appena, ma non la spiegano. Riguarda il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.<br />
Nell’aprile 2020, in pieno lockdown, con la scusa dell’emergenza sanitaria, la centrale acquisti della Regione Lombardia, compra 80 mila camici per mezzo milione di euro dalla Dama Spa, azienda di Andrea e Roberta Dini, rispettivamente cognato e moglie di Fontana.</p>
<p>Il contratto avviene per affidamento diretto da parte della Regione, senza bando pubblico, e in spregio alle norme etiche sul conflitto di interessi, laddove un politico non può dare appalti ai parenti. Una situazione talmente evidente, che a giugno di 3 anni fa la racconta Report su Rai3 e così la vicenda diviene di dominio pubblico.</p>
<p>In quei giorni, il primo lotto di camici già consegnati, vengono stornati. L’azienda del cognato restituisce i soldi in fattura alla Regione dicendo di aver fatto una donazione.<br />
Ma è evidente che si tratta di una toppa peggiore del buco. E intanto l’ultimo lotto di camici viene bloccato.</p>
<p>Fontana, per rimediare la figuraccia, paga l’azienda di suo cognato e di sua moglie con un bonifico da 250 mila euro, prelevati da un suo conto corrente in Svizzera su cui ci sono oltre 5 milioni di euro.</p>
<p>Il bonifico viene segnalato come sospetto dalla banca ed è da qui che nasce l’indagine sui conti in Svizzera di Fontana, che sarà indagato per auto riciclaggio e da cui si verrà a capire tutto il papocchio.</p>
<p>Alla fine il gup del tribunale di Milano archivia Fontana perché la Svizzera non risponde alle richieste di trasparenza, in barba alle regole di trasparenza bancaria a cui diceva di aver aderito in Europa.<br />
Fontana si mostra alle telecamere per dirsi “commosso e felice per quei lombardi che hanno creduto alla sua onestà”.</p>
<p>Morale, adesso Attilio Fontana, uomo della Lega di Salvini nel frattempo rieletto presidente della Lombardia, si ritrova di nuovo indagato per frode in pubbliche forniture perché la Procura ha fatto ricorso in Appello. Oltre a Fontana sono indagati Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl, ex direttore generale ed ex dirigente della centrale acquisti della Regione, oltre a Pier Attilio Superti, all’epoca vicesegretario generale della Regione. Insomma, i magistrati non credono molto all’onestà di Fontana.</p>
<p>Poi, sia chiaro, un’indagine non è una condanna, ma tutta la vicenda dà l’idea della “statura” etica e istituzionale dei personaggi coinvolti. Fontana ha ingaggiato la ditta dei suoi famigli con i nostri soldi, e dopo essersi reso conto della fesseria ci ha preso per i fondelli tentando di farci credere che si fosse trattato di una donazione.<br />
Una vicenda che all’estero provocherebbe le dimissioni immediate in autotutela.<br />
Qui invece tacciono tutti e, anzi, Salvini va in tivù a parlar d’attro con tutto il governo di Roma complice del silenzio.</p>
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		<title>La ridicola indagine a Sfera Ebbasta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2019 13:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[canzone]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/12/la-ridicola-indagine-a-sfera-ebbasta/">La ridicola indagine a Sfera Ebbasta</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/sfera-ebbasta-gionata-boschetti.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15086" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/sfera-ebbasta-gionata-boschetti-343x325.jpg" alt="" width="343" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/sfera-ebbasta-gionata-boschetti-343x325.jpg 343w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/sfera-ebbasta-gionata-boschetti.jpg 558w" sizes="(max-width: 343px) 100vw, 343px" /></a></p>
<p>Il rapper Sfera Ebbasta è indagato per induzione all&#8217;uso di droghe a causa di ciò che dice nei testi dei suoi monologhi seguiti dai giovani.</p>
<p>Mai nessuno si sognò di indagare per un simile reato Vasco Rossi quando cantava &#8220;<em>coca chi non vispa più e si fa le pere</em>&#8230;&#8221;, o &#8220;<em>dieci gocce di Valium</em>&#8220;. Nessuna indagine per Eugenio Finardi che negli anni &#8217;70 scrisse &#8220;<em>Legalizzatela</em>&#8220;. Per non parlare di Neffa che nel 2001 spopolò fra i teenager con &#8220;<em>La mia signorina</em>&#8220;, che “<em>brucia sempre</em>” e che “<em>cerca sempre il sole</em>”, inno alla marijuana che fa il paio con &#8220;<em>Maria Maria</em>&#8221; degli Articolo 31.</p>
<p>Mi fermo a questa incompleta lista di esempi di canzoni che evocano abitudini sbagliate, non salutari, ma che restano una forma di apologia libera. La magistratura dovrebbe processare i reati, non le intenzioni come nel caso di Sfera Ebbasta, alias Gionata Boschetti. Una sorta di Fabrizio Corona del rap, un po&#8217; sbruffone e spavaldo perché decanta i propri guadagni facendo il rapper. Uscito indenne &#8211; e ancora spavaldo &#8211; da responsabilità dirette in occasione della strage della discoteca di Corinaldo, dove Sfera era atteso per mezzora di esibizione.</p>
<p>Ma si sa, certi magistrati vivono anche di ribalta, oppure tentano di ergersi a moralizzatori con reati ridicoli. Quindi ogni pretesto è buono per inventarsi dei reati come quello contestato al giovane di Cinisello: &#8220;<em>Istigazione all&#8217;uso di droghe</em>&#8220;.</p>
<p>PS Già che ci siete indagate pure Calcutta per la sua cliccatissima &#8220;Paracetamolo&#8221;. Potrebbe essere passibile di istigazione all&#8217;uso di Tachipirina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/12/la-ridicola-indagine-a-sfera-ebbasta/">La ridicola indagine a Sfera Ebbasta</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>&#8220;Voti del clan per Emiliano&#8221; e il Pd tace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 12:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[michele emiliano]]></category>
		<category><![CDATA[sacra corona unita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo la Procura di Bari cinque esponenti del sanguinario clan Di Cosola avrebbero aiutato l&#8217;elezione a governatore di Michele Emiliano in Puglia. Lui, esponente di punta del Pd, risponde: «Aspettiamo la chiusura delle indagini per poter dire qualcosa a riguardo delle responsabilità personali». L&#8217;inchiesta riguarda le elezioni regionali del 2015 e il candidato Natale Mariella, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/09/23/voti-del-clan-per-emiliano-e-il-pd-tace/">&#8220;Voti del clan per Emiliano&#8221; e il Pd tace</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/michele-emiliano.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14563" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/michele-emiliano-490x299.jpg" alt="michele emiliano" width="490" height="299" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/michele-emiliano-490x299.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/michele-emiliano-768x469.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/michele-emiliano.jpg 950w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Secondo la Procura di Bari cinque esponenti del sanguinario clan Di Cosola avrebbero aiutato l&#8217;elezione a governatore di Michele Emiliano in Puglia. Lui, esponente di punta del Pd, risponde: «Aspettiamo la chiusura delle indagini per poter dire qualcosa a riguardo delle responsabilità personali». L&#8217;inchiesta riguarda le elezioni regionali del 2015 e il candidato Natale Mariella, secondo dei non eletti in una lista che appoggiava il Pd del governatore. Michele Di Cosola. collaboratore di giustizia come suo padre Antonio, ha raccontato ai carabinieri di un patto per far eleggere Mariella con i voti alla sua lista. Armando Giove, uomo di fiducia di Mariella, è indagato di scambio elettorale politico mafioso. Avrebbe accettato di pagare 70 mila euro perché il clan procacciasse preferenze per Mariella. Emiliano risponde che se così fosse «Io quei voti non li voglio», e giustifica il candidato come illibato ex rampollo di una famiglia di antiche tradizioni democristiane.<br />
Anche a Quarto Luigi Di Maio da responsabile Enti Locali dei 5 stelle disse &#8220;<em>Noi quei voti non li vogliamo</em>&#8220;. Nel dubbio che un consigliere pentastellato fosse stato eletto con le preferenze della camorra, la sindaca Capuozzo fu invitata a dimettersi ed espulsa, mentre il Pd strillava a destra e a manca di etica e onestà.<br />
Il Pd di oggi tace omertoso e non sospende Emiliano. L&#8217;ex magistrato-governatore preferisce tenersi i dubbi. Attendiamo fiduciosi a Bari gli strilli di Orfini (legalità), un accorato picchetto-strip della Picierno e il camper di Renzi a chiedere trasparenza ed etica con un bel poster che recita l&#8217;anagramma di Emiliano &#8220;elimina&#8221;. Solo così il Pd potrà eventualmente aver diritto di parola sulle questioni degli altri. Altimenti taccia del tutto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/09/23/voti-del-clan-per-emiliano-e-il-pd-tace/">&#8220;Voti del clan per Emiliano&#8221; e il Pd tace</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Beppe e l&#8217;amico Gino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 23:51:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/gino-paoli-beppe-grillo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13464" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/gino-paoli-beppe-grillo.jpg" alt="Grillo, giustizia fa il suo corso ma quanto costa?" width="457" height="304" /></a></p>
<p>Che cosa accade se un magistrato sente un cittadino che al telefono dice al suo commercialista &#8220;<em>Quei 2 milioni in Svizzera? Erano anche pagamenti in nero ricevuti per concerti alle Feste dell’Unità</em>&#8220;? Come minimo, essendo obbligato all&#8217;azione penale, non appena sente puzza di reato, indaga. E&#8217;, infatti, quello che sta facendo il pm genovese Nicola Piacente nei confronti di <strong>Gino Paoli</strong>. L&#8217;intercettazione rientra nel calderone di colloqui agli atti dell&#8217;inchiesta sulla Carige, la banca in perdita per centinaia di milioni, per la quale si trova già da tempo ai domiciliari l&#8217;ex presidente dell&#8217;istituto Giovanni Berneschi. Detto questo, Gino Paoli, oltre che illustre cantautore, è anche presidente della Siae. Carrozzone antiquato da sempre impegnato a rastrellare più soldi possibile da garantire agli artisti gelosi dei loro cosiddetti diritti di casta. Pardon, d&#8217;autore. Il buon Gino, in questi due anni di presidenza dell&#8217;ente (inutile e dannoso), ha dedicato molto tempo al pressing sul ministro Dario Franceschini affinché varasse una tassa da 9 euro su smartphone e pen drive da devolvere alla Siae col pretesto che &#8220;<em>chi ha una chiavetta scarica musica eludendo i diritti d&#8217;autore</em>&#8220;, dimenticando che spesso le canzoni si sentono in streaming. Poco male, si dirà. Ognuno tutela i propri interessi, e Paoli cura quelli dei cantanti. Gino Paoli ha alle spalle una mezza legislatura da deputato comunista, per la quale percepisce 3.000 euro lordi al mese di vitalizio, come Cicciolina e altre insigni personalità della politica italiana sui generis. Paoli, ora che è indagato di evasione fiscale per i due milioni citati incautamente nella telefonata agli atti col suo commercialista (Andrea Vallebuona già arrestato l&#8217;estate scorsa sempre per l&#8217;inchiesta Carige), si è auto-sospeso dalla presidenza della Siae. Meglio sarebbero state le dimissioni. Giusto e saggio è stato l&#8217;invito ufficiale alle dimissioni dei parlamentari del Movimento 5 stelle. Incuranti, giustamente, del fatto che Gino Paoli sia, oltre che apprezzato cantautore, concittadino e dirimpettaio di <strong>Beppe Grillo</strong> a Genova, col quale lo lega un&#8217;amicizia quarantennale. Grillo e Paoli sono vicini di casa anche in Kenya, hanno lo stesso dentista, e il buen ritiro acquistato a Marina di Bibbona dal comico, è stato frutto di un consiglio proprio del cantautore genovese che ha una villa a San Vincenzo, poco distante. I due amici, in qualche sporadica occasione degli anni d&#8217;oro, sono stati anche partner alle famigerate feste de l&#8217;Unità. Delle quali Grillo ha onestamente esibito una fattura di pagamento per smentire le stupide chiacchiere di un sindacalista sprovveduto che accusava il comico di farsi pagare in nero. <strong>Nero</strong> che, invece, proprio l&#8217;amico Gino cita senza giri di parole al suo contabile. Preoccupato di come usare quei soldi non scudati grazie all&#8217;apposito decreto dell&#8217;epoca Berlusconi-Tremonti.</p>
<p>Insomma, ce n&#8217;è abbastanza quantomeno per indagare e accertare che Paoli sia in regola col fisco italiano. Ce n&#8217;è abbastanza per pensare che in Italia abbiamo una magistratura ancora efficiente nel perseguire i reati fiscali, che nel mondo musicale non riguardano soltanto Paoli. Sotto indagine ci sono, o sono stati in passato, Gianna Nannini, Renato Zero, Vasco Rossi e altri. Nessuno di loro è da considerare mostro in prima pagina. Sono solo personaggi pubblici più fortunati e agiati di altri che, giustamente, vengono controllati. Non si capisce dunque, quale meraviglia garantista ci debba essere da parte di Grillo nei confronti dell&#8217;amico Gino per l&#8217;indagine che lo riguarda. Non si devono indagare gli ottuagenari? Gino non è mica l&#8217;unico, e nemmeno il più vecchio. Napolitano è stato chiamato a testimoniare al processo sulla trattativa a 90 anni. Berlusconi si avvia all&#8217;ottantina e ha tre processi pesanti per i quali rischia una quindicina d&#8217;anni di carcere. Se giustizia dev&#8217;essere, giustizia sia per tutti, senza distinzioni. Se Paoli è un contribuente onesto, siamo certi, lo dimostrerà. Che poi i giornali scrivano che Grillo si sia servito del suo blog per &#8220;<em>difendere l&#8217;amico Gino</em>&#8220;, questo io non sono riuscito ad assodarlo. Sul blog di Grillo non ho trovato traccia di difese nei confronti di Paoli. Mi limito a rilevare con meraviglia le dichiarazioni di Grillo virgolettate sui giornali, che sono sostanzialmente assolutorie e che ricordano i vari Salvini-Bossi, Ghedini-Berlusconi, Boschi-Renzi e compagnia bella. Grillo rimane il capo politico del secondo partito italiano, quello più nuovo e più garantista al contrario, nel senso buono e onesto del termine. Quello che non tollera i sospetti e che ha un rispetto preventivo per i magistrati. Se davvero Grillo si fosse servito del blog per &#8220;<em>difendere</em>&#8221; Paoli, avrebbe usato comunque l&#8217;organo ufficiale del partito. Smentito, per fortuna, dai deputati a 5 stelle. Che, con prudente silenzio, proseguono la loro mission politica con la schiena diritta. Ecco, se Grillo avesse mai intenzione di difendere un cittadino indagato per evasione fiscale, spero lo faccia, per prudenza, con quattro amici al bar, come ricorda un indimenticabile successo di Paoli. Non sul blog. Auguri al cantautore.</p>
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		<title>Bazoli e le ombre su Ubi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 21:04:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/giovanni-bazoli.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13427" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/giovanni-bazoli-488x325.jpg" alt="Tavola rotonda su beni culturali, identita' e crescita, promossa da Intesa San Paolo" width="488" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/giovanni-bazoli-488x325.jpg 488w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/giovanni-bazoli.jpg 1536w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></a><br />
<strong>Giovanni Bazoli</strong></p>
<p>Il festival di Sanremo sovrasta e distrae da tutta la cronaca che conta. Comprese le indagini che in un Paese normale dovrebbero far rizzare i capelli. Quantomeno a migliaia di piccoli risparmiatori. Il festival di Sanremo, ma siamo certi che sarebbe bastata anche una sagra della polenta, ha fatto passare sottotraccia la nuova perquisizione avvenuta negli <strong>uffici Ubi di Bergamo</strong> presieduta da <strong>Giovanni Bazoli</strong>, ras della finanza cattolico-integralista, già presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa, ineffabile predicatore di &#8220;<em>richiamo all&#8217;etica</em>&#8221; assieme a Mariotto Draghi dei tempi in cui era governatore di Bankitalia. E&#8217; da quasi un anno che Bazoli è indagato a Bergamo per ostacolo alle autorità di vigilanza, accusato di aver stretto un patto tenuto nascosto a Bankitalia e Consob per ricoprire la carica di presidente incompatibile per l&#8217;incarico già ricoperto in Banca Intesa, e che ha escluso dalla gestione le associazioni esterne. Più in largo sono quattro le procure che indagano sui vertici Ubi: oltre a Bergamo, anche Brescia, Milano e Cuneo. i reati ipotizzati sono frode fiscale, appropriazione indebita, falso ideologico, truffa, riciclaggio, violazione delle norme sul conflitto di interessi. Con Bazoli tra gli altri, è indagato anche <strong>Emilio Zanetti</strong>, ex trentennale presidente passato dalla Popolare di Bergamo, Bpu e poi Ubi. Fa sorridere pensare che un banchiere di rango come Bazoli sia ingenuo al punto di sborsare dalle casse della banca un prestito di un milione di euro alla cardiologa di cielle Maria Lucia Eufrasia Vicario, che si è presentata da Bazoli munita di tre lettere di raccomandazione farlocche, millantando di essere la nipote di Giorgio Napolitano. Episodio per il quale Bazoli non ha querelato e non ha denunciato, anche quando venne a sapere del raggiro. Ma si sa. Quando si è cattolici si è buoni, riservati e soprattutto pieni di santi nei paradisi, Fiscali. Basta dare un&#8217;occhiata alle visure camerali di Ubi e incrociarne i dati dei bilanci per scoprire l&#8217;incredibile ragnatela di partecipate off-shore che l&#8217;Ubi detiene in tutto il mondo, soprattutto negli atolli.</p>
<p><strong>In Lussemburgo</strong> Ubi detiene il 100% di Ubi Trustee SA, Webstar SA, Iw Lux Sarl formerly Investnet Italia Sarl, Corporation Financiere europeene SA, Lombardia Company management SA, Ubi Management Company SA, Bpu Banca international, Investnet International SA, Ubi sicav, Ubi bene SA, Ubis SA, Ubines s.a.r.l., Laganas securities s.ar.l., Banco di Brescia Spa. 91% di Ubi banca international, il 19% delle quote di Medinvest international SCA. <strong>A Singapore</strong> è socia al 100% di Ubi Capital Singapore Pte Ltd, Ubi Trustee Sa, e Bdg Singapore Pte Ltd. <strong>In Cina</strong> detiene il 35% in Zhong ou asset Management, 49% di Lombarda China found con sede a Shanghai. <strong>A Delaware (Usa)</strong> il gruppo Ubi detiene il 100% di Bpb Funding llc, Bpb capital trust, Banca Lombarda preferred securities trust, Banca Lombarda Capital Company llc, Banca Popolare Commercio e Industria Capital trust, Banca Popolare Commercio e Industria funding llc. <strong>In Svizzera</strong> Ubi è socio unico di Banque de deports et de gestion SA con sede a Losanna, Corporation financiere euroenne di Ginevra, Gestione lombarda de Suisse di Lugano, oltre al 30% delle quote di Sofipo SA (Lugano). Società pure nel <strong>Baliato di Jersey</strong>, paradiso fiscale nella manica tra Francia e Gran Bretagna su un&#8217;isoletta piccola come Sant&#8217;Antioco. Più a nord, <strong>a Dublino in Irlanda</strong>, Ubi detiene il 100% di tre società denominate Orio Finance NR 2 PLC, NR3 PLC, e 1 PLC. <strong>A Bruxelles</strong> giace la Barberini SA, detenuta in toto da Ubi. <strong>A Madrid</strong> troviamo la Financiera veneta SA, detenuta al 100% da Ubi. Anche l&#8217;Ubi Factor con sede a Cracovia, in <strong>Polonia</strong>, è interamente dell&#8217;Ubi. Senza contare la sfilza di società detenute in <strong>Olanda</strong>. Con quote variabili tra il 10 e il 90% troviamo appartenenti al gruppo Ubi, Ubifinance, Ubilease, Lombarda lease finance 1, 2, 3, 4, Lombarda mortage finance, Albenza srl, Ubi spv bbs, Ubi spv bpci 2012 srl, Ubi spv bpa 2012 srl, Sintonia finance srl.</p>
<p>L&#8217;elenco esposto, sebbene sia parziale, pone almeno una domanda. Che bisogno c&#8217;è per una banca che professa i valori cattolici detenere una ragnatela così fitta di partecipate all&#8217;estero dove esiste un fisco super agevolato? Cosa c&#8217;è di etico in tutto ciò? Al momento non è dato a sapere. Lo scopriremo, forse, con le indagini in corso. Speriamo non nei giorni di qualche sagra della polenta.</p>
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		<title>La &#8220;puttanata&#8221; dell&#8217;altro Mattarella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 08:01:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[antonino mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non ne voglio parlare più, gli ho creato già abbastanza problemi a Sergio con queste buttanate». Antonino Mattarella, fratello di Sergio, sui suoi rapporti finanziari con Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana, oggetto di in un&#8217;indagine poi archiviata.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non ne voglio parlare più, gli ho creato già abbastanza problemi a Sergio con queste buttanate</em>». Antonino Mattarella, fratello di Sergio, sui suoi rapporti finanziari con Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana, oggetto di in un&#8217;indagine poi archiviata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/02/03/la-puttanata-dellaltro-mattarella/">La &#8220;puttanata&#8221; dell&#8217;altro Mattarella</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Romano Prodi teste al processo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 05:54:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo indignati per mesi nei confronti di Giorgio Napolitano, l&#8217;ex presidente della Repubblica convocato come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Ne abbiamo preteso le dimissioni e lo abbiamo criticato, rischiando spesso di incappare nel reato di vilipendio. Ora i giornali annunciano che alle Quirinarie indette sul blog di Grillo, tra i quattro i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/romano-prodi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13384" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/romano-prodi-490x293.jpg" alt="romano prodi" width="490" height="293" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/romano-prodi-490x293.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/romano-prodi.jpg 638w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Ci siamo indignati per mesi nei confronti di Giorgio Napolitano, l&#8217;ex presidente della Repubblica convocato come testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Ne abbiamo preteso le dimissioni e lo abbiamo criticato, rischiando spesso di incappare nel reato di vilipendio. Ora i giornali annunciano che alle Quirinarie indette sul blog di Grillo, tra i quattro i nomi candidabili ci sarà anche quello di <strong>Romano Prodi</strong>, l&#8217;ex premier fondatore dell&#8217;Ulivo e uomo dell&#8217;euro. Passi che alle precedenti consultazioni del 2013 per il Quirinale il Movimento 5 stelle puntò tutto su Rodotà («<em>Chiedo al Pd con umiltà di votare Stefano Rodotà, un uomo della loro area di riferimento, onesto, colto e concentrato sui beni comuni e le nuove tecnologie. Non sarebbe in alcun modo il presidente del Movimento 5 stelle, o una nostra vittoria. Sarebbe il presidente di tutti</em>» Alessandro Di Battista all&#8217;aula, 19 aprile 2013). Il punto è che Romano Prodi è stato convocato in aula al Tribunale di Trani dal pm Michele Ruggiero, in qualità di testimone nell&#8217;inchiesta sulle agenzie di rating S&amp;P E Fitch per il declassamento dell&#8217;Italia dal rating &#8220;A&#8221; a &#8220;BBB+&#8221; disposto dalle stesse agenzie tra il 2011 e il 2012. I testimoni convocati sono in tutto 17. Tra di loro, oltre al papabile per il Quirinale Prodi, ci sono Mario Draghi, Mario Monti, e l&#8217;attuale ministro dell&#8217;Economia Pier Carlo Padoan. Tutti nomi citati nelle ultime settimane come possibili da mandare al Quirinale. Nel processo che inizierà il 4 febbraio, e nel quale ci sono 8 imputati, tutti analisti e manager delle suddette agenzie, l&#8217;accusa denuncia la manipolazione del mercato. Insomma, ci siamo indignati per mesi nei confronti di un presidente testimone in un processo di mafia, e ci prepariamo a candidarne un altro che dovrà comparire davanti ai giudici per dare la sua versione dei fatti nel complicato groviglio che ha portato l&#8217;Italia alla rovina dopo il suo ingresso nell&#8217;euro? Meditiamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/01/28/romano-prodi-teste-al-processo/">Romano Prodi teste al processo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Mara Mucci e il garantismo a 5 stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2014 09:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[andrea defranceschi]]></category>
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		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[mara mucci]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Finora anche in Parlamento abbiamo fatto diversi atti in cui abbiamo messo come paletto il non essere condannati in primo grado. Io dico che le regole devono essere le stesse per tutti e soprattutto devono essere verificabili. E non è verificabile se una persona è indagata o meno: lo sa la persona e a volte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/09/14/mara-mucci-e-il-garantismo-a-5-stelle/">Mara Mucci e il garantismo a 5 stelle</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Finora anche in Parlamento abbiamo fatto diversi atti in cui abbiamo messo come paletto il non essere condannati in primo grado. Io dico che le regole devono essere le stesse per tutti e soprattutto devono essere verificabili. E non è verificabile se una persona è indagata o meno: lo sa la persona e a volte neanche lei. Così è un po’ pericolosa come regola</em>”. Mara Mucci, deputata a 5 stelle, sulla nuova candidatura in regione da parte del capogruppo 5 stelle in Regione Emilia Romagna Andrea Defranceschi, appena scagionato dalla Corte dei conti e riabilitato nel Movimento dopo l&#8217;archiviazione dell&#8217;indagine per peculato nell&#8217;inchiesta sulla rimborsopoli regionale. Defranceschi era già finito alla graticola per aver lanciato un appello in difesa dei dipendenti de l&#8217;Unità, e di recente è stato smentito da Casaleggio su un presunto accordo di &#8220;scuola di politica&#8221;.</p>
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		<title>Giustizia, Sel come Forza Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 08:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[massimo mezzetti]]></category>
		<category><![CDATA[matteo richetti]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Facciamo così, la procura ci dica chi vuole come presidente della Regione». Massimo Mezzetti, Sel, assessore regionale emiliano alla Cultura, dopo la notizia di indagine per peculato a carico dei candidati renziani alla presidenza della regione Richetti e Bonaccini.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Facciamo così, la procura ci dica chi vuole come presidente della Regione</em>». Massimo Mezzetti, Sel, assessore regionale emiliano alla Cultura, dopo la notizia di indagine per peculato a carico dei candidati renziani alla presidenza della regione Richetti e Bonaccini.</p>
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		<title>Un&#8217;altra Idv indagata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 14:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[abuso d'ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[marilyn fusco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non intendo rispondere a questa domanda». Marilyn Fusco (Idv) ai giornalisti che le chiedevano conferma dell&#8217;indagine di abuso d&#8217;ufficio che la rigurada da parte della procura di Sanremo per l&#8217;appalto del porticciolo ligure di Ospedaletti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/10/19/unaltra-idv-indagata/">Un&#8217;altra Idv indagata</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non intendo rispondere a questa domanda</em>». Marilyn Fusco (Idv) ai giornalisti che le chiedevano conferma dell&#8217;indagine di abuso d&#8217;ufficio che la rigurada da parte della procura di Sanremo per l&#8217;appalto del porticciolo ligure di Ospedaletti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/10/19/unaltra-idv-indagata/">Un&#8217;altra Idv indagata</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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