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	<title>coerenza Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Eccoci al governo Meloni-Draghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 15:14:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre gli stolti si soffermano sulla Meloni declinata al maschile, ci sarebbe da riempire i telegiornali sull’inversione a U che Fratelli d’Italia con la sua neo premier ha già imboccato in pochi giorni. FdI era l’unico partito all’opposizione del governo Draghi. Quindi doveva essere contro l’Europa “autarchica”, contro le armi in Ucraina e contro il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre gli stolti si soffermano sulla Meloni declinata al maschile, ci sarebbe da riempire i telegiornali sull’inversione a U che Fratelli d’Italia con la sua neo premier ha già imboccato in pochi giorni.</p>
<p>FdI era l’unico partito all’opposizione del governo Draghi. Quindi doveva essere contro l’Europa “autarchica”, contro le armi in Ucraina e contro il cieco atlantismo (Italia brache calate agli Usa). Chi non ricorda le sfuriate della Meloni in campagna elettorale &#8220;donna e cristiana&#8221; contro quella brutta Europa e quel bruttone di Draghi?</p>
<p>Bene, ora che Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi è diventata la fotocopia di Mario Draghi: cieca obbedienza a Bruxelles, a favore delle armi in Ucraina e tutta atlantismo-Usa. Manco si trattasse di un’Europa patriottica.</p>
<p>Una bella (e prevista) virata che con tutta probabilità si trasformerà in toni concilianti della Meloni anche in Vaticano.</p>
<p>Attendiamo la presidente del Consiglio dei ministri all’incontro con Papa Francesco, assai criticato. Vedremo se avrà il coraggio di ribadire a Bergoglio ciò che segue. </p>
<p>“Benché sia cattolica e non mi sia mai permessa di criticare un pontefice, ammetto che non sempre ho compreso papa Francesco. A volte mi sono sentita una pecorella smarrita, e spero un giorno di avere il privilegio di poter parlare con lui, perché sono certa che i suoi occhi grandi e le sue parole dirette riusciranno a dare un senso a quello che non comprendo. Vedo troppi atei che lo osannano e troppi fedeli confusi, e sono certa ci sia una spiegazione che io non riesco ad afferrare”. </p>
<p>Quanto alla “mancata comprensione” di Francesco associata alla difesa della vita contro l’eutanasia, Meloni diceva qualche tempo fa: “Non ho condiviso quando l’elemosiniere del Papa è andato a riattaccare l’elettricità a un centro sociale che organizza rave a Roma facendoci sopra i soldi, perché penso che avrebbe più senso aiutare un bambino attaccato a delle macchine che lo tenevano in vita contro il parere dei suoi genitori”.</p>
<p>Insomma, come partenza il governo Meloni è tale quale il governo Draghi. Nei tg non c&#8217;è memoria. Solo celebrazione.</p>
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		<title>Conte: &#8220;Mai più in Rai&#8221;, ma ci è già tornato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 04:46:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A novembre le nomine in Rai spinsero il presidente dei grillini Giuseppe Conte a dettare il diktat: &#8220;Il Movimento 5 stelle mai più in Rai&#8221;. Col nuovo anno ecco l&#8217;inversione di rotta. In Rai i 5 stelle ci tornano a cominciare proprio col suo presidente Conte. Convinto da Report, la trasmissione di Rai3 che lo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A novembre le nomine in Rai spinsero il presidente dei grillini Giuseppe Conte a dettare il diktat: &#8220;Il Movimento 5 stelle mai più in Rai&#8221;. Col nuovo anno ecco l&#8217;inversione di rotta. In Rai i 5 stelle ci tornano a cominciare proprio col suo presidente Conte. Convinto da Report, la trasmissione di Rai3 che lo ha intervistato sulle rivelazioni dell’imprenditore Giovanni Buini. Già fornitore della struttura commissariale per milioni di mascherine in Lombardia, Buini in vista di una nuova commessa da 60 milioni di euro, cerca di dare un mandato di consulenza per la fornitura all’avvocato Luca Di Donna, ex collega di studio e amico di Conte, immaginando che avrebbe potuto agevolare la trattativa. Ma secondo Buini il legale, accompagnato da 2 uomini dei servizi segreti, avrebbe chiesto una tangente del 5%. Conte ha risposto «Non ho mai coltivato rapporti che creassero le premesse per una qualche, anche solo una potenziale, interferenza professionale di persone che conoscevo e l’incarico istituzionale che stavo svolgendo». Con Di Donna c’era una «conoscenza vera» ma «non l’ho ricevuto a Chigi, né ero informato sulla sua attività professionale».</p>
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		<title>Luigi Di Maio, da uomo a giullare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 06:37:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Così Mario Draghi avvelena il clima”. Luigi Di Maio 26 ottobre 2018. Giusto 3 anni fa questa frase dell’attuale ministro-giullare del governo Draghi fu pronunciata contro l’ex presidente Bce che si permise – senza tituli – di criticare la Legge di Bilancio dell’allora governo giallo-verde Conte1 retto dai due viceministri Di Maio-Salvini. In quella Legge [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Così Mario Draghi avvelena il clima”. Luigi Di Maio 26 ottobre 2018.</p>
<p>Giusto 3 anni fa questa frase dell’attuale ministro-giullare del governo Draghi fu pronunciata contro l’ex presidente Bce che si permise – senza tituli – di criticare la Legge di Bilancio dell’allora governo giallo-verde Conte1 retto dai due viceministri Di Maio-Salvini.</p>
<p>In quella Legge si pianificò il finanziamento del Reddito di cittadinanza che sarebbe arrivato nel 2019.</p>
<p>Il tutto condito da promesse di guerra ai banchieri corrotti o incapaci che hanno mandato a scatafascio Mps, Etruria, Carige e pure Antonveneta (c’era di mezzo Draghi).</p>
<p>Insomma, oggi a 3 anni da quella frase tutto è rientrato: Di Maio è un fedele giullare di Draghi al pari di Salvini e al pari di Conte. Draghi è il giullare della Von der Leyen e della Bce. Ha il compito di tenere l’Italia oppressa dai debiti e garantire la galera monetaria agli italiani dentro l’euro con la povertà. </p>
<p>Un Paese normale avrebbe stanziato miliardi agli oltre due milioni di italiani rimasti senza lavoro e senza attività dopo le restrizioni Covid. In Italia si parla invece di &#8220;rivedere&#8221; il Reddito per erogarne meno di prima.</p>
<p>Con queste condotte Draghi riesce ad ottenere un parlamento di sudditi e un&#8217;editoria in ginocchio. Il tutto grazie al Movimento 5 stelle perché che Salvini fosse un buffone lo sapevamo pure 3 anni fa.</p>
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		<title>La &#8220;leggera&#8221; incoerenza di Mattia Santori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 03:01:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il Pd è un marchio tossico, al quale nessuno si iscriverebbe” (Mattia Santori, leader della Sardine a Repubblica, 8.3). “Mi candido a Bologna nella lista del Pd per dargli la sveglia. Ma tutti vanno in giro a raccontare che a candidarsi è il leader di un movimento politico, che a scendere in campo è ‘quello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Pd è un marchio tossico, al quale nessuno si iscriverebbe” (Mattia Santori, leader della Sardine a Repubblica, 8.3). </p>
<p>“Mi candido a Bologna nella lista del Pd per dargli la sveglia. Ma tutti vanno in giro a raccontare che a candidarsi è il leader di un movimento politico, che a scendere in campo è ‘quello delle sardine’. Invece devo deludervi, perché a candidarsi sono io” (Mattia Santori, 24.8).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/08/30/la-leggera-incoerenza-di-mattia-santori/">La &#8220;leggera&#8221; incoerenza di Mattia Santori</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Altra grillina via dai 5s alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 06:57:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Perché ho lasciato il M5S alla Camera? L’ho fatto per Taranto. Sull’ex Ilva il Movimento 5 Stelle ha tradito le mie aspettative e quelle dei miei concittadini”. Rosalba De Giorgi, deputata alla Camera ed ex giornalista, confluita nel Gruppo Misto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Perché ho lasciato il M5S alla Camera? L’ho fatto per Taranto. Sull’ex Ilva il Movimento 5 Stelle ha tradito le mie aspettative e quelle dei miei concittadini</em>”.</p>
<p>Rosalba De Giorgi, deputata alla Camera ed ex giornalista, confluita nel Gruppo Misto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2020/05/07/altra-grillina-via-dai-5s-alla-camera/">Altra grillina via dai 5s alla Camera</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Fico: &#8220;Spieghiamo la nostra incoerenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 04:45:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Rispetto a Tap e Terzo Valico in campagna elettorale abbiamo fatto promesse che non possono essere mantenute per 1001 motivi? Allora si chiede scusa e si va sui territori a spiegare il perché». Roberto Fico (5 stelle), presidente della Camera al Tg3.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/12/17/fico-spieghiamo-la-nostra-incoerenza/">Fico: &#8220;Spieghiamo la nostra incoerenza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Rispetto a Tap e Terzo Valico in campagna elettorale abbiamo fatto promesse che non possono essere mantenute per 1001 motivi? Allora si chiede scusa e si va sui territori a spiegare il perché</em>».<br />
Roberto Fico (5 stelle), presidente della Camera al Tg3.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/12/17/fico-spieghiamo-la-nostra-incoerenza/">Fico: &#8220;Spieghiamo la nostra incoerenza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Virginia Raggi nomina un troll in Campidoglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 04:54:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Virginia Raggi mi pare eccezionalmente determinata e pulita&#8230; ma resta il salto nel buio del dare fiducia a un M5S che ha aspetti preoccupanti o repellenti (un certo sceriffismo, una certa inclinazione a non rifiutare rottami destrorsi)». Paolo Bellino su Rotafixa.it, sostenitore della campagna elettorale di Stefano Fassina, neo-delegato alla ciclabilità al Comune di Roma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/10/22/virginia-raggi-nomina-un-troll-in-campidoglio/">Virginia Raggi nomina un troll in Campidoglio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Virginia Raggi mi pare eccezionalmente determinata e pulita&#8230; ma resta il salto nel buio del dare fiducia a un M5S che ha aspetti preoccupanti o repellenti (un certo sceriffismo, una certa inclinazione a non rifiutare rottami destrorsi)</em>».<br />
Paolo Bellino su Rotafixa.it, sostenitore della campagna elettorale di Stefano Fassina, neo-delegato alla ciclabilità al Comune di Roma su nomina diretta della sindaca a 55 mila euro l&#8217;anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/10/22/virginia-raggi-nomina-un-troll-in-campidoglio/">Virginia Raggi nomina un troll in Campidoglio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>La coerenza del rottam&#8217;attore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2013 23:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non ho proposto l’abolizione del finanziamento pubblico per caso. Mica possiamo stare qui ad aspettare che Grillo ci prenda per il sedere. A me non va che sia lui a dirci cosa dobbiamo fare. Non mi faccio dettare l’agenda da lui». Inizia da qui la coerenza del sindaco rottam&#8217;attore Matteo Renzi, che come Berlusconi, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/matteo-renzi-rottamatore.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12538" alt="matteo renzi rottamatore" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/matteo-renzi-rottamatore-481x325.jpg" width="481" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/matteo-renzi-rottamatore-481x325.jpg 481w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/matteo-renzi-rottamatore.jpg 800w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /></a></p>
<p>«<em>Non ho proposto l’abolizione del finanziamento pubblico per caso. Mica possiamo stare qui ad aspettare che Grillo ci prenda per il sedere. A me non va che sia lui a dirci cosa dobbiamo fare. Non mi faccio dettare l’agenda da lui</em>». Inizia da qui la coerenza del sindaco rottam&#8217;attore Matteo Renzi, che come Berlusconi, è già uso e usurato a ribaltare la realtà. E&#8217; lui che insegue Grillo e il Movimento 5 stelle. A parole, naturalmente. Soprattutto ora che capisce di avere vita corta in politica. A soli 38 anni, Renzi, sa bene quant&#8217;è importante la reputazione in rete. La grande piazza condivisa che non dimentica. Soprattutto le cazzate e le incoerenze. E Renzi, lo sappiamo, di cazzate ne ha già dette e ridette da fare invidia a un Antonio Razzi o a un Clemente Mastella qualunque. Quando ancora il sindaco rottam&#8217;attore non poteva prevedere l&#8217;exploit del M5S alle ultime elezioni politiche, faceva il ganzo sui giornali. Nel luglio del 2011, con i primi sondaggi che davano in crescita il comico, dichiarava a proposito della manifestazione anti-Tav: «<em>Un tempo Grillo faceva ridere, oggi fa schifo. È desolante che un uomo come lui totalmente inserito nel sistema di questi 30 anni di Italia si permetta di utilizzare parole assurde. I suoi post fanno più danni dei sassi. Credo, e spero, che cresca la consapevolezza &#8211; anche dentro il &#8220;Movimento 5 stelle&#8221; &#8211; che una cosa è denunciare i limiti della politica, altra intervenire su vicende in cui ci sono 100 feriti con linguaggio da teppista. Io sono favorevole ad alcune proposte di Grillo, ad esempio dimezzare i parlamentari, togliere i vitalizi, mandare a casa i parlamentari dopo tot legislature</em>».</p>
<p>Siccome chi si informa in rete non dimentica, sa già di che razza di sindaco rosso è Renzi. La sua visita di stampo massonico fatta a Berlusconi ad Arcore nel 2010, lo aveva già colorato: un sindaco rosso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indaco" target="_blank">indaco</a>, tonalità azzurreggiante che ricorda le tinte di Forza Italia. Postribolo di ex democristiani che, esaurita la mission del puttaniere-corruttore, hanno bisogno di qualcuno che dia una qualche parvenza di quid. Il sindaco rottam&#8217;attore Renzi, la sua porca figura sul palco dei teatranti la fa. Calca gli schermi di Fazio, di Ballarò e va pure dalla De Filippi <a href="http://video.repubblica.it/politica/il-discorso-di-matteo-renzi-ad-amici/124590/123078" target="_blank">vestito col chiodo</a>. Piace alla sinistra penni-Vendola, quella dei Curzio Malintese, degli Ezio Vauro, degli Eugenio Scafandri, delle Maria Novella Oppio e delle Concitate De Gregorio. Ha dalla sua l&#8217;età anagrafica. Solo quella, perché nel gerontocomio del leaderismo italico, il politico Renzi appare giovane, con faccia paciosa dai tratti nostranotti, accento toshano e figlio di <a href="http://www.danielemartinelli.it/2011/10/31/renzi-figlio-darte-massonica/" target="_blank">papà massone</a>. S&#8217;incastra bene con dinosauri bipartisan tipo Violante e Alfano, ma pure con De Luca, il sindaco indagato di Salerno che, come Bossi, cerca di <a href="http://www.lettera43.it/politica/de-luca-il-figlio-indagato-e-candidato-per-il-pd_43675114819.htm" target="_blank">sistemare il suo &#8220;Trota&#8221;</a> in politica.</p>
<p>Renzi non ha chanche in rete. Gli conviene dare addosso a Grillo sui giornali e sulle tivù ripetendo a pappagallo i punti del programma del M5S. L&#8217;11 maggio 2012, al Corriere Renzi dichiara che «<em>Grillo dovrebbe fare un monumento ai partiti politici. Lui è il campione delle contraddizioni: ha sempre affermato tesi che ha poi smentito. Mi riferisco al testimonial e poi fustigatore degli spot&#8230;»</em>. 12 giorni dopo, il 23 maggio, quando il M5s ha già un considerevole numero di eletti nelle istituzioni, e Bersani è un conclamato Gargamella, Renzi appiccica una pezza peggiore del buco ammettendo che «<em>Grillo deve tutto il suo successo alle incertezze dei dirigenti dei partiti tradizionali che non hanno colto la richiesta di cambiamento profondo che viene dalla gente. O si ha il coraggio di una radicale rivoluzione delle forme della politica e dei volti dei politici, oppure ci troviamo Grillo al 20%</em>». Presagio in difetto, per il rottam&#8217;attore, almeno alle politiche dello storico 25%, precedute dalle elezioni regionali in Sicilia, per le quali Renzi si è speso in un comizio a Niscemi cominciato dopo oltre 3 ore di ritardo, giustificato così: «<em>Colpa dell’aereo&#8230; La prossima volta invece di volare con Alitalia in Sicilia ci vengo a nuoto come ha fatto qualcun altro. Tra l’altro sembra che porti pure fortuna</em>». Il 14 febbraio 2013, alla vigilia delle elezioni politiche, dopo l&#8217;inatteso risultato ottenuto dal M5s in Sicilia, Renzi sente che il Movimento scuoterà il bipolarismo destra-sinistra anche a Roma. Eccolo più accomodante al comizio di Orzinuovi, in sostegno di Umberto Ambrosoli, candidato (perdente) del Pd alle regionali lombarde: «<em>Ha ragione da vendere Grillo quando dice che la politica ha bisogno di moralità, ma lui ne fa solo protesta, noi possiamo dare una speranza concreta: la politica è una cosa troppo bella per lasciarla fare ai soliti noti</em>».</p>
<p>Il 20 febbraio, mentre Grillo riempie le piazze, Renzi vede la malparata della possibile ondata di voti. E ribalta il suo giudizio sul Movimento: «<em>È sempre meglio avere 100 grillini in Parlamento che 100 leghisti. Il Pd faccia propri i temi dei costi della politica e dell’innovazione digitale e ambientale</em>». Il 23 febbraio, ultimo giorno di campagna elettorale, Renzi tenta di esorcizzare gli elettori intenzionati a votare il Movimento: «<em>Grillo non vuole governare, vuole suscitare scandalo, ma qui c’è un Paese da rimettere a posto e il voto a Bersani serve a questo</em>». Il 6 marzo le elezioni hanno già dato il loro verdetto. Il M5S è al 25%, e Renzi s&#8217;ingrilla: «<em>Noi non dobbiamo inseguire Grillo, dobbiamo sfidarlo sul suo terreno, quello dell’innovazione. In tutta la campagna elettorale ci siamo fatti dettare l’agenda da Berlusconi. Ora, con la campagna finita, non possiamo farcela imporre da Grillo. Propongo una ricetta di riforme pesanti in 4 step. Primo, abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Secondo, cancellare i vitalizi ai parlamentari. Terzo, trasformare il Senato in Camera delle autonomie, i cui componenti verrebbero designati e dunque retribuiti dagli stessi enti locali, comuni e regioni. Quarto, l’abolizione delle Province</em>». Il 10 marzo, con Grillo che ha già dimostrato di mantenere la promessa di non allearsi coi partiti, Renzi va ospite da Fabio Fazio e assicura: «<em>Non credo ci sia la possibilità di un esecutivo Pd-Pdl, almeno politico</em>». Detto, fatto. Il 4 aprile, dopo lo streaming di alleanze fallite da parte di Bersani col Movimento, il rottam&#8217;attore si ribalta. Ad Aldo Cazzullo dichiara: «<em>Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito; oppure Berlusconi è un interlocutore perché ha preso 10 milioni di voti&#8230; Io non voglio Berlusconi in galera, lo voglio in pensione&#8230; Se il Pd ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri&#8230; Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare dalla capogruppo dei 5 Stelle, che ha dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti&#8230; sono andato ospite dalla De Filippi indossando il chiodo perché rivendico il diritto e il dovere di parlare ai ragazzi che seguono Amici, che non sono meno italiani dei radical chic che mi criticano</em>&#8230;&#8221;.</p>
<p>Il 14 marzo, quando finalmente anche Renzi realizza che il Pd di Bersani non potrà mai allearsi col M5s, sogna il ritorno alle urne con lui candidato premier: «<em>Prendo atto della strategia di Bersani di aprire a Grillo. Gli ho detto: in bocca al lupo, faccio il tifo per te. Ma mi sembra improbabile che ci riesca. O Grillo cambia idea o noi cambiamo strategia</em>». Abbiam visto che esito ha dato la strategia del Pd: è stata quella di fare finalmente coming out e di <strong>allearsi col Pdl</strong>. Che Renzi, il 7 aprile, ingoia così: «<em>Le elezioni mi sa che non le vogliono in tanti&#8230; Noi dobbiamo abituarci alla serenità, alla serietà e alla coerenza. Io non so se la situazione di un governo Pd-Pdl sia quella che davvero i dirigenti romani sceglieranno.</em>..». Roba da fare invidia a Scilipoti! Tanto che il 16 aprile, il rottam&#8217;attore accetta l&#8217;invito di Barilla a Parma per la festa del centenario del capostipite Pietro. Poco prima del convivio, battono le agenzie &#8220;<em>Renzi e Berlusconi s’incontrano al Teatro Regio. E prima di sedersi a un paio di metri l’uno dall’altro in platea, Berlusconi in cima alla quarta fila alla destra del palco, Renzi in quinta dalla parte sinistra, si chiudono per 15 minuti in una saletta del teatro.</em>..&#8221;. Intanto per l&#8217;elezione del capo dello Stato al Quirinale vengono sacrificate le candidature di Stefano Rodotà e di Romano Prodi, grazie a 101 franchi tiratori del Pd. Giorgio Napolitano viene eletto per la seconda volta presidente della Repubblica. Grillo urla al golpe. Reazione di Renzi: «<em>Parlare di golpe è ridicolo. Adesso il Pd ha l’occasione di cambiare davvero, senza paura. Ci proveremo</em>». In che modo, dopo aver silurato Prodi, il rottam&#8217;attore non lo dice.</p>
<p>Il 22 aprile Renzi, non ricorda nemmeno più di essere un sindaco in contumacia: «<em>La mia ambizione è cambiare l’Italia e cambiare un partito che riflette sul suo ombelico. Non so come, non so quando candidarmi alle primarie del Pd, ma io ci sono. Non sono in cerca di una seggiola. La linea di Bersani è stata sconfitta. Il partito vuole proteggere solo la sua classe dirigente? Non ci sono. Vuole cambiare l’Italia? Allora cambiamo il partito per cambiare l’Italia e io ci sono. Rifondiamolo con un riformismo che scalda i cuori, con un’anima. Dobbiamo essere capaci di esprimere un nuovo racconto</em>». Ora che il Pd ha eletto segretario Matteo Renzi, il Pd non ha ancora rinunciato ai finanziamenti. La classe dirigente, a parte aver silurato (per finta) la Bindi dalla presidenza rimpiazzata qualche faccia giovane ex ripetente, non è cambiata. E di nuovi racconti, oltre che di prospettive rivoluzionarie, non se ne sentono e non se ne vedono. Insomma, Renzi con le sue recite da saltimbanco ha certamente rottamato la sua credibilità, mentre il Pd è un costoso rottame fermo ai box della partitocrazia. Una nuova tornata elettorale lo seppellirà.</p>
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		<title>La coerenza di De Magistris</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 00:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[luigi de magistris]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il rifiuto della candidatura in Campania mi è stato dettato dalla mia coscienza di uomo e dalla convinzione politica della necessità della coerenza e del rispetto per gli elettori. La coerenza è alla base della credibilità politica. Il mio posto è dove mezzo milione di persone hanno voluto che andassi per condurre battaglie sulle mafie, sui fondi pubblici, sul riciclaggio. Sarebbe stato davvero squallido rinunciarvi dopo 6 mesi per candidarmi a Governatore ed io con lo squallore non so rapportarmi</em>&#8220;. Luigi De Magistris da deputato europeo Idv, 9 febbraio 2010, prima di diventare sindaco di Napoli e aver lasciato anzitempo lo scranno a Bruxelles.</p>
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