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	<title>animali Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Apr 2023 10:04:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Troppi cinghiali, prospettiva macellazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 10:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre si attendono gli animalisti da città che chiedano di adottare nei parchi cittadini un po’ di orsi, magari la Brambilla ha dei boschi disponibili sopra Lecco, dove vive, veniamo all’emergenza cinghiali. Resi famosi dalle televisioni in quanto sembrava che li avesse partoriti tutti Virginia Raggi quand’era sindaca di Roma. Bene, come gli orsi, anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/FzzMfe15sb4" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Mentre si attendono gli animalisti da città che chiedano di adottare nei parchi cittadini un po’ di orsi, magari la Brambilla ha dei boschi disponibili sopra Lecco, dove vive, veniamo all’emergenza cinghiali. Resi famosi dalle televisioni in quanto sembrava che li avesse partoriti tutti Virginia Raggi quand’era sindaca di Roma.</p>
<p>Bene, come gli orsi, anche i cinghiali erano quasi estinti. Poi, per accontentare i cacciatori sono stati reinnestati in tutta Italia. Col risultato che oggi, secondo Coldiretti, ne vagano almeno 2 milioni e mezzo. Tanti quanti gli abitanti di tutta Roma.</p>
<p>Proprio Coldiretti ha chiesto con urgenza al governo Meloni un decreto legge per allungare il periodo della caccia per diminuirli. Visto che essere dotati di zanne capaci di ferire a morte gli umani, i cinghiali sono causa di un incidente stradale ogni 41 ore, con 13 morti e 261 feriti gravi registrati nell’ultimo anno. Con un aumento dell’81%. Le ultime vittime della cronaca sono un ragazzo di appena 15 anni, ricoverato in condizioni gravissime dopo che in bicicletta ha urtato un cinghiale nel Cilento, e un automobilista morto contro un albero a Torre del Lago, in Toscana, per evitare un cinghiale in mezzo alla strada.</p>
<p>Questi animali sono proliferati senza nessun controllo! E la loro massiccia presenza ha già provocato milioni di euro di danni alle colture, ai terrapieni e sono un problema di sicurezza nelle città, in quanto vanno in cerca di immondizia e costituiscono un pericolo per tutti. Sempre Coldiretti denuncia che gli agricoltori, afflitti dal caro energie e dai costi delle materie prima a causa della guerra in Ucraina e dai raccolti dimezzati a causa della siccità, devono fare i conti anche con i raccolti distrutti dai cinghiali.</p>
<p>Insomma, veterinari ed esperti di animali selvatici sono tutti d’accordo: i cinghiali vanno drasticamente diminuiti e confinati in aree protette per troncare la loro umanizzazione, che li ha già spinti troppo vicini alle abitazioni e nei luoghi urbani frequentati dai bambini.<br />
E considerare la loro macellazione come accade per i maiali. Un’occasione per istituire un po’ in tutta Italia la sagra del cinghiale.</p>
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		<title>Denunciatemi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 19:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vedete le due formichine a terra? Io adesso ci vado su: ho ucciso le formichine! Adesso dopo questo delitto mi aspetto un bell&#8217;esposto, una bella denuncia dalla Lav, Wwf, da queste associazioni di animalisti da poltrona sovvenzionate con soldi pubblici, perché ho inciso sull&#8217;ecosistema. Mi aspetto le mobilitazioni delle Ornelle Muti, delle Brambille che fanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/YQSZ4PBpqXY" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Vedete le due formichine a terra? Io adesso ci vado su: ho ucciso le formichine!<br />
Adesso dopo questo delitto mi aspetto un bell&#8217;esposto, una bella denuncia dalla Lav, Wwf, da queste associazioni di animalisti da poltrona sovvenzionate con soldi pubblici, perché ho inciso sull&#8217;ecosistema.<br />
Mi aspetto le mobilitazioni delle Ornelle Muti, delle Brambille che fanno appelli alle formichine&#8230;<br />
Ma credo non arriveranno: sapete perché? Perché la stupidità umana sta anche in queste cose. Il fatto che se un animale lo vediamo nel muso, ci facciamo interpreti delle sue sensazioni, e ci facciamo anche giudici delle sue sorti, anche quando l&#8217;animale ammazza l&#8217;umano.<br />
Se invece si tratta di insetti, di cui non vediamo nulla, ci infastidiscono, possiamo ammazzarli col ddt, sterminarli, e nessuno fa niente.<br />
Ecco, anche questa è stupidità degli animalisti, oppure è malafede. Decidete: esistono animali di serie A e animali di serie B, o sono tutti uguali?<br />
Allora, se sono tutti uguali mi aspetto una bella denuncia e una bella condanna. Non vedo l&#8217;ora.</p>
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		<title>Trento, l&#8217;orsa jj4 va abbattuta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 12:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[orso]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ surreale la vicenda dell’orsa JJ4 catturata sui monti trentini dopo la morte di Andrea Papi. E’ surreale lo stillicidio di chi vive negli appartamenti della città, che giudica la montagna “la casa dell’orso”, senza conoscere le esigenze di chi vive un territorio dove la montagna stessa è parte di casa. E’ surreale tutta la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/LfZjZ1fbOQI" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E’ surreale la vicenda dell’orsa JJ4 catturata sui monti trentini dopo la morte di Andrea Papi.<br />
E’ surreale lo stillicidio di chi vive negli appartamenti della città, che giudica la montagna “la casa dell’orso”, senza conoscere le esigenze di chi vive un territorio dove la montagna stessa è parte di casa.</p>
<p>E’ surreale tutta la pantomima di chi si immola per la causa dell’orso condannato a morte. Che viene ucciso per vendetta.<br />
No, qui la vendetta non c’entra. Qui ci sono troppi orsi a causa dell’abitudine malata degli uomini di umanizzare gli animali e soprattutto di fare lo scaricabarile tra provincia e governo.<br />
A forza di dar retta agli animalisti da poltrona cresciuti col mito dell’orso Yoghi, siamo arrivati a un punto di non ritorno, dove l’orso ha preso il sopravvento sulla popolazione. </p>
<p>I Tar sappiamo essere un’istituzione fatta per bloccare qualunque decisione. Ma quei giudici bloccano più per ragioni di prudenza che non di somma giustizia.<br />
Sospendono in attesa del ricorso ai colleghi del Consiglio di Stato, che spesso e volentieri ribaltano i verdetti in favore delle decisioni originarie. </p>
<p>La decisione originaria della Provincia autonoma di Trento, che in quanto istituzione governativa del territorio ha sulla coscienza la vita di Andrea Papi, ha il potere di regolamentare gli equilibri faunistici del territorio.<br />
La Provincia deve intervenire per sfoltire gli orsi, che anche a causa della siccità sempre più grave, si ritrovano a scendere in valle per cercare di abbeverarsi.</p>
<p>Ed è logico che 150 o 200 orsi concentrati in un paio di valli debbano fare i conti con la disponibilità di cibo.<br />
Ed è altrettanto logico che gli orsi debbano vivere in aree dove l’uomo non accede.<br />
Luoghi come l’Alaska possono ospitare gli orsi perché ci sono migliaia di chilometri quadrati disabitati.<br />
Non a Trento!</p>
<p>E allora, la cattura di JJ4 porterà all’unica soluzione possibile: sopprimerla per evitare che ammazzi altra gente, visto che sarebbe più economico che non portarla in Alaska. E con lei gli altri 50 o 70 che saranno, come provvedimento tampone a una pratica – quella della soppressione – che dovrà diventare normalità come si fa in tutto il mondo.</p>
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		<title>Orso assassino, il Trentino corre ai (tardivi) ripari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2023 08:20:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della provincia Trento Maurizio Fugatti ha finalmente deciso: vanno eliminati almeno 50 orsi perché sono troppi, e soprattutto perché non ci sono altre zone disposte ad ospitarli. Del resto l’abbattimento selettivo è normale in tutte le aree in cui vivono i plantigradi. A cominciare proprio dalla Slovenia, da dove nel ‘96 arrivarono i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/3Z08H_Z5qSs" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il presidente della provincia Trento Maurizio Fugatti ha finalmente deciso: vanno eliminati almeno 50 orsi perché sono troppi, e soprattutto perché non ci sono altre zone disposte ad ospitarli.<br />
Del resto l’abbattimento selettivo è normale in tutte le aree in cui vivono i plantigradi. A cominciare proprio dalla Slovenia, da dove nel ‘96 arrivarono i 10 esemplari introdotti in Trentino col progetto life ursus, e per il quale – ricordiamolo &#8211; la provincia autonoma di Trento ha preso molti soldi per gestire la presenza dei bestioni.</p>
<p>E adesso, come purtroppo accade sempre in Italia, in mancanza di un piano di contenimento a causa dell’incompetenza, ma soprattutto del menefreghismo generale dei politici – sia ben inteso, di tutti i colori, visto che a Trento hanno governato negli anni sia il dem Lorenzo Dellai che l’attuale leghista Maurizio Fugatti &#8211; ci si ritrova a tamponare gli effetti di una tragedia.</p>
<p>Ora che sappiamo essere stato l’orso ad aggredire ed uccidere Andrea Papi, la politica si sveglia: c’è di mezzo la sicurezza pubblica e quindi si adottano le misure tutte insieme, che se fossero state rispettate nell’arco dei 25 anni di vita del progetto, con l’abbattimento medio di circa 2 orsi l’anno, probabilmente tutto sarebbe filato liscio.</p>
<p>E&#8217; stato l’uomo a voler scongiurare l’estinzione di un predatore Alfa in una Regione abitata dagli esseri umani? Ebbene, all’uomo spetta la responsabilità di riequilibrare in sicurezza la presenza di questi animali, che per lo standard umano, ricordiamolo, restano delle pericolose belve.</p>
<p>E la famiglia di Papi ha il sacrosanto diritto di ricorrere alle vie legali contro la provincia e contro lo Stato, come farebbe chiunque quando la vittima è una persona cara.</p>
<p>Il resto delle polemiche animaliste, lette tra i commenti, anche di chi adombra assurdità come quella che l&#8217;uomo invade lo spazio degli orsi in zone dove oltretutto l&#8217;uomo è arrivato prima, sono chiacchiere da salotto che servono solo alla causa della propria pubblicità.</p>
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		<title>Uomo sbranato dall&#8217;orso: ringraziamo gli animalisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 08:25:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla morte del 26enne Andrea Papi, sbranato da un orso bruno mentre si allenava nei boschi della Val di Sole, in Trentino, ci sono alcune considerazioni da fare. La prima è che gli orsi non si possono abbattere a causa di una Legge del 1940 che ne vieta l’uccisione. Con la conseguenza che le istituzioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/pkuAk3aC60g" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sulla morte del 26enne Andrea Papi, sbranato da un orso bruno mentre si allenava nei boschi della Val di Sole, in Trentino, ci sono alcune considerazioni da fare.<br />
La prima è che gli orsi non si possono abbattere a causa di una Legge del 1940 che ne vieta l’uccisione. Con la conseguenza che le istituzioni – in questo caso la provincia di Trento – possono disporre di abbattere solo gli esemplari pericolosi.<br />
Come in questo caso, che il presidente provinciale Fugatti ha emesso un’ordinanza di abbattimento non appena i 3 periti nominati dalla procura di Trento avranno tracciato il profilo genetico dell’aninale responsabile dell’aggressione mortale.<br />
Il provvedimento preso a tragedia avvenuta è ovviamente tardivo e oltretutto non cambia il quadro del pericolo perché secondo questa logica, bisogna aspettare la vittima umana per provvedere.</p>
<p>Quel che purtroppo nessuno prende in carico è il problema che gli orsi bruni in Trentino sono diventati troppi.<br />
Ne furono innestati 10 dalla Slovenia nel 1996 col progetto “Life Ursus” finanziato dall’Unione europea, ma senza stabilire un tetto massimo di esemplari.<br />
Col risultato che oggi non si sa esattamente quanti siano – stime dell’Osservatorio grandi carnivori dicono tra i 150 e 200 –<br />
di cui almeno 100 nel solo Trentino, divenuto ormai un luogo troppo piccolo per questi plantigradi che si avvicinano ai centri abitati e dove si sono già resi protagonisti di uccisioni di capre e cervi.<br />
Oltre che di diverse aggressioni fortunatamente non letali all’uomo.<br />
Si perché l’incontro con un orso per un uomo non è mai indolore.<br />
Dunque il pericolo di incontri non riguardano solo il Trentino. Ci sono orsi sparsi dal cadore alle montagne tra brescia e bergamo, oltre che fino in val’dossola, in Piemonte.</p>
<p>Insomma, il progetto life ursus ha scongiurato l’estinzione dell’orso bruno sulle Alpi, ma dall’altro lato la loro presenza è diventata un problema di ordine pubblico senza che nessuno lo dica.<br />
Del resto, parliamo di un animale che pesa tra i 250 e i 500 kg, carnivoro, che assale i cervi, non teme i branchi di lupi e contende all&#8217;orso polare il titolo di carnivoro terrestre più grande del mondo.<br />
Ecco, orsi così pericolosi vivono ormai a ridosso dei centri abitati in Trentino. Andrea Papi stava correndo su una strada sopra l’abitato di Caldes, a non più di un chilometro in linea d’aria.<br />
E’ stato trovato morto, sventrato e con molti graffi su tutto il corpo. Si ritiene che prima di morire il giovane abbia usato un bastone – ritrovato sporco di sangue – e sia stato trascinato dall’orso per almeno 70 metri.<br />
Una fine orribile, frutto del disinteresse delle istituzioni che oggi sono costrette ad ammettere, per voce del referente trentino di Life Ursus Federico Angeli, che la situazione degli orsi è sfuggita di mano.</p>
<p>Eppure, benché i segnali di pericolo siano ormai di lunga data, negli anni sono subentrati i rimpalli di competenze tra la Provincia autonoma di Trento e il governo sul loro controllo e abbattimento.<br />
Oltre all’ingerenza del fondamentalismo degli animalisti, che tengono alla vita dell’esemplare singolo anziché alla specie.<br />
Col risultato che oggi gli orsi sono lasciati al loro destino, e condizionano in negativo la vita di intere comunità montane. Che li percepiscono come pericolo reale e più nessuno azzarda una passeggiata o una battuta di funghi fuori dai centri abitati.<br />
Non è un mistero che ci siano comitati di contadini altoatesini che esigono un territorio libero da lupi e orsi e che istituzioni – per voce del senatore di centrosinistra Luigi Spagnolli &#8211;  non è possibile in quanto sono vincolati da obblighi internazionali per la loro conservazione.</p>
<p>Gli esperti degli orsi dicono che siano diventati aggressivi con l’uomo perché in montagna si sono diffusi gli sport veloci come le corse podistiche e le mountan bilke che li spaventano e li inducono a reagire. E ciò sembra confermato dal fatto che un tempo c’erano gli alpini che col loro passo cadenzato davano tempo all’animale di rendersi conto e di spostarsi.</p>
<p>Tuttavia ormai la convivenza tra l’orso e l’uomo è diventata una questione di numeri. Con tanti esemplari, la possibilità di incontri ravvicinati è maggiore e la linea di confine tra i rispettivi territori è scomparsa.<br />
Per dire, in America, Scandinavia e Svizzera si è riusciti a istituire grandi parchi naturali dove l’uomo non entra. In Italia può capitare di imbattersi in fotografi che s’avventurano in alta montagna per un selfie ravvicinato ai plantigradi mettendo in gioco la loro vita.</p>
<p>Insomma, la morte di Andrea Papi ci dice che la questione ha raggiunto un punto di non ritorno.<br />
Se non si provvede all’abbattimento e al controllo del numero degli orsi che vivono in un territorio piccolo, si rischia un’escalation di aggressioni dall’esito imprevedibile.<br />
Una soluzione tampone potrebbe essere quella che le istituzioni insegnino all’uomo quali comportamenti tenere per non disturbare gli animali predatori con momenti di formazione negli alberghi.<br />
Ma per ora – mentre in Canada si può usare lo spray al peperoncino come mezzo di difesa &#8211; sembra che la provincia di Trento sia orientata a vietare le battute di funghi </p>
<p>A forza di dar troppa retta alle associazioni animaliste, sono state partorite regole rigide che talvolta portano a situazioni di esasperazione.<br />
Dimenticandoci che bisogna stabilire chi va tutelato prima: l’uomo o la fauna?<br />
Insomma, dopo questa aggressione meglio guardarsi bene dall’avventurarsi da soli in passeggiate montane. Si rischia di diventare vittime sacrificali di un sistema che non cambia.</p>
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		<title>Il Tar sentenzia: &#8220;Torturate pure i macachi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 09:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[lav]]></category>
		<category><![CDATA[MEDICINA]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono di certo io un animalista di quelli che umanizzano ogni smorfia del cane o del gatto. Anzi, sono un convinto e felice onnivoro, guai a togliermi la bistecca o l&#8217;uovo. Mi lascia tuttavia perplesso la decisione del Tar, che consente agli scienziati della vivisezione la sperimentazione sugli animali a fini terapeutici sull&#8217;uomo. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15475" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco-488x325.jpg" alt="" width="488" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco-488x325.jpg 488w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco.jpg 740w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></a></p>
<p>Non sono di certo io un animalista di quelli che umanizzano ogni smorfia del cane o del gatto. Anzi, sono un convinto e felice onnivoro, guai a togliermi la bistecca o l&#8217;uovo. Mi lascia tuttavia perplesso la decisione del Tar, che consente agli scienziati della vivisezione la sperimentazione sugli animali a fini terapeutici sull&#8217;uomo.</p>
<p>In particolare a Torino e Parma, è consentito su parere del Consiglio europeo delle ricerche, continuare a lesionare gli occhi dei macachi per curare le persone parzialmente cieche a causa di lesioni cerebrali. Il Tar sposa la tesi “scientifica” secondo cui gli animali sono indispensabili, in particolare i macachi che hanno uno sviluppo neurologico pari a quello umano.</p>
<p>La Lav, promotrice del ricorso che a gennaio aveva ottenuto dal giudice la chiusura dei laboratori col conseguente stop degli esperimenti, promette di ricorrere al Consiglio di Stato.</p>
<p>Ora, un conto è uccidersi tra viventi per nutrirsi, come accade nei macelli dove l&#8217;eventuale sofferenza del maiale o del vitello è breve e limitata a uno sparo in testa. Assai meno di quando si muore di stenti sotto le fauci di qualche predatore, come del resto accade da sempre in natura, tra specie carnivore (il leone o il varano che sbranano l&#8217;uomo non sono fantascienza).</p>
<p>Diverso è il concetto di permettere la tortura e la sofferenza su un essere vivente solo per scopi di &#8220;supremazia&#8221; (tutta da dimostrare) della specie umana. Nessun animale sceglierebbe di farsi martirizzare per salvare un&#8217;altra specie. A differenza di un paziente umano, libero di scegliere se sottoporsi a una cura invasiva come la chemioterapia aldilà della sua utilità per il trattamento dei carcinomi.</p>
<p>Sappiamo benissimo che gli interessi economici delle case farmaceutiche prevalgono di gran lunga su quelli umanitari. Per legittimare gli esperimenti sugli animali, bisognerebbe spiattellarli davanti agli occhi di tutti ogni giorno, tipo nei monitor della metropolitana. Per vedere se tra la coscienza collettiva prevale il &#8220;callo&#8221;, o se invece prevalgono indignazione e pietà nei confronti di esseri viventi che a noi, certe cose, non farebbero mai.</p>
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		<title>Vita da cani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2013 09:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12249" alt="BARACK OBAMA CANE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/BARACK-OBAMA-CANE.jpg" width="464" height="291" /></p>
<p>Le cronache estive, come al solito scarne di notizie politiche, per riempire le proprie pagine adulano qualche malsana abitudine dei personaggi pubblici. In queste settimane continuano ad apparire i coniugi Obama col loro cane, Sunny, un cucciolo di barbone nano adottato e portato dentro la Casa bianca. L&#8217;immagine del presidente americano che si sollazza col suo amato quadrupede, è indubbiamente un formidabile spot per il business del mercato degli animali cosiddetti domestici. Che si tratti del pappagallino, del criceto, della tartaruga, del gatto o del cane, quando è il personaggio pubblico a sancire la &#8220;normalità&#8221; della convivenza tra uomo e animale tra le mura domestiche, diventa più difficile educare il genere umano al rispetto degli animali. Del resto, noi umani, abbiamo sempre avuto il dannato vizio di ritenerci superiori a tutta la fauna che ci circonda. Ci riteniamo giudici e affidabili interpreti degli umori di tutte le forme viventi che ci circondano. Se ammazziamo una mosca che ronza attorno alla tavola imbandita veniamo ringraziati dal resto dei commensali. Se invece diamo un calcio al cane che piscia alla panchina su cui ci stiamo rilassando, rischiamo una denuncia penale.</p>
<p>Alzi la mano chi non ha almeno un vicino di casa che tutti i santi giorni e le sante notti porta il cane a pisciare o cacare nell&#8217;aiuola sotto casa o, peggio, lungo il marciapiede. Il cane in macchina, in spiaggia, in negozio, al party e pure al cesso con noi per far sì che non scappi. Proviamo pensare di che portata è quell&#8217;eterna condanna per entrambi: per l&#8217;essere umano e per l&#8217;animale. Pensiamo che mostruosità sociale è la generale accettazione che un animale, il cane per eccellenza, viva in un condominio assieme agli umani mentre lascia tracce di pelo lungo le scale o in ascensore. Pensiamo che mostruosità innaturale sono il guinzaglio, la museruola o la gabbia dei canarini. Pensiamo a quanto è mostruoso ritenere l&#8217;ergastolo dell&#8217;animale la soluzione ai mali della nostra solitudine. Prima di adottare un animale nel nostro salotto, chiediamoci se il nostro prezioso tempo non sarebbe più utile impiegarlo per noi e per quelle altre bestie di esseri umani come noi. Magari facendo volontariato in qualche associazione, oppure, perché no, adoperandoci per migliorare lo standard sociale e culturale generale con attività utili ai giovani. So che è brutto dirlo, ma quando ci sentiamo soli, spesso non ammettiamo a noi stessi che siamo anche inutili per causa nostra. Giustifichiamo la convivenza col cane perché &#8220;migliore dell&#8217;uomo&#8221;, dimenticandoci di ammettere a noi stessi di essere sostanzialmente inutili.</p>
<p>Quando siamo giovani attraiamo il resto del mondo per la nostra fisicità. Quando siamo vecchi ci salviamo soltanto se sappiamo renderci utili ai posteri. Cultura, saggezza e umiltà sono un bagaglio- per non dire un investimento sul futuro &#8211; che avremo soltanto se li avremo costruiti lungo tutta la vita con impegno, attenzione e osservazione. Ritengo che ogni minuto sottratto al piscio del cane sotto casa in favore del nostro sapere e del nostro agire per gli altri, servirà in futuro ad essere più utili, e magari ad evitare di essere compatiti dai nostri figli che ci reputano ignoranti e sorpassati. Quando a un certo punto della nostra vita non abbiamo altro da dire se non del tempo atmosferico, ecco, siamo il prototipo ideale per condannarci a condannare un animale appresso. E quando &#8211; ahime &#8211; il cane da accudire diventa il bimbo di casa, l&#8217;essere umano si imbuca suo malgrado nel vicolo cieco dell&#8217;esistenza frustrata e inutile. Oltre che dannosa, se penso a quella mamma di Varese che un mese fa ha investito e ucciso il proprio figlioletto di un anno mentre usciva dal garage con l&#8217;auto su cui aveva già fatto salire il cane.</p>
<p>Sia ben inteso, ognuno è libero di fare le scelte che reputa migliori per sé. Guai a chi pensa che io odio gli animali. Al contrario, li rispetto lasciandoli al loro destino senza portarmeli in casa. Rimango tuttavia dell&#8217;idea che quando vedo un essere umano legato al guinzaglio del suo cane, mi mette tristezza come quando vedo due esseri viventi condannati a un&#8217;infausta esistenza. Che poi, anche i coniugi Obama si sentano inutili al punto di dover tenere un barbone nano alla Casa Bianca per sopperire alle figlie grandi ormai indipendenti, non è una novità. E&#8217; purtroppo una condizione che accomuna molti personaggi ricchi e famosi. Non sempre, per questo, ricchi di contagiosa umanità.</p>
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		<title>Come ti conservo il gatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 20:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[società ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una casa sfitta da diversi anni nel centro di una rinomata località turistica: Bordighera. Il proprietario che dentro ci trova 33 scatole di polistirolo ben sigillate con dentro 40 carcasse di gatti morti tra il 1998 e il 2004. Anni in cui l&#8217;affittuaria che ha abitato la casa (si teme) abbia volutamente fatto questa insolita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una casa sfitta da diversi anni nel centro di una rinomata località turistica: Bordighera. Il proprietario che dentro ci trova 33 scatole di polistirolo ben sigillate con dentro 40 carcasse di gatti morti tra il 1998 e il 2004. Anni in cui l&#8217;affittuaria che ha abitato la casa (si teme) abbia volutamente fatto questa insolita e macabra collezione. Non si spiegherebbero altrimenti le scritte a pennarello su ogni scatola con incisi i nomi delle bestiole, i nomi dei genitori e la data della loro morte. Il padrone della casa-cimitero ha ovviamente avvertito il servizio veterinario dell&#8217;Asl locale. Dell&#8217;affittuaria nessuna traccia. Le carcasse saranno incenerite. Mistero sul motivo dei decessi. E&#8217; passato troppo tempo per stabilirlo. </p>
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