Per quanto poco possa contare Pupo nella vita pubblica, lasciatemi dire che la rinuncia al ruolo di giudice al festival della canzone russa a Mosca, rispecchia una forma di codardia molto diffusa in questo paese. Che è quella di pretendere di piacere a tutti e di non scomodare nessuno. Ecco, Pupo rappresenta l’emblema dell’italiano fantozziano.
Quello che in battaglia impreca “tenetemi tenetemi” per non affrontare con dignità le proprie scelte, nel timore di disturbare le opinioni.
La Russia è in guerra con l’Ucraina perché l’Ucraina fece guerra alla Russia nel 2014 nel Donbass. E’ una questione tra separati in casa che vede Putin immerso nella paranoia di essere circondato dalle basi Nato. Del resto chi ha mai visto una base russa in Canada? magari nel Quebec, che è in mira a Washington? E allora è così difficile fare due più due? I dissidenti o i ricercati dall’America li spediamo sotto protezione da Putin. Ci siamo dimenticati della Shalabayeva e della figlioletta mandate in Kazakistan mentre il ministro Alfano faceva il pesce lesso?
Ci siamo dimenticati del figlio del presidente siberiano? Quello che era ai domiciliari a Basigli, per il quale c’era una richiesta di estradizione degli Stati Uniti che il Guardasigilli Nordio ha tenuto nascosto in un cassetto del ministero della Giustizia per due mesi, salvo poi sputtanare i magistrati di Milano ai quali ha mandato gli ispettori per fare scena?
E Savoini in Salvini? 40 volte all’hotel Metropol di Mosca per trattare petrolio in cambio di 65 milioni alla Lega? E’ stato archiviato, ma i fatti restano. E’ decaduta la corruzione perché Mosca non ha risposto alla rogatoria dei pm italiani.
A Berlusconi non toccategli Putin. Insomma, davanti siamo atlantisti filoamericani ma dietro siamo culo e camicia con la Russia.
E allora cos’ha da temere uno come Pupo?? Se fosse andato a Mosca al festival canoro, avrebbe contribuito a rendere questo Paese meno arrendevole. Meno asfittico. Meno fantozziano. Avrebbe dato una lezione di autonomia alla faccia dei leoni da tastiera.
Ma invitassero me in Russia. Ci andrei subito come batterista! Non vedrei l’ora di fregarmene dei ben pensanti che inseguono il battage dei russi mostri e gli ucraini santi. Non avrei paura di difendere la mia libertà, perché non ho paura di esporre le mie idee. Che in un Paese pieno di Fantozzi sembrano pioneristiche.
Infatti, Pupo pare proprio Fantozzi.
