Attenzione perché la stagione turistica al via quest’anno, sarà all’insegna degli aumenti dei pedaggi delle autostrade. Sapete perché? Perché il governo Meloni deve accontentare le pretese dei nuovi soci privati, quelli che assieme allo Stato hanno dato 8 miliardi e 300 milioni di buonuscita ai Benetton, premiati – diciamo così – con la loro malagestio di avere sulla coscienza le 43 vittime del crollo del ponte di Genova avvenuto per la mancanza di manutenzione.

Dei dettagli scabrosi del processo in corso a Genova taciuti da tutte le tivù avrò modo di parlarne in qualche video futuro, ma oggi voglio solo parlarvi delle mosse del governo in carica per far pagare ai cittadini gli effetti degli anni di menefreghismo dei Benetton, che lo ricordo – hanno fatto utili miliardari sulla rete autostradale pubblica e portati all’estero.

I Benetton hanno lasciato gallerie, ponti e viadotti in condizioni disastrate. Perciò ora ci sono centinaia di cantieri aperti un po’ dappertutto per scongiurare altre tragedie e altri crolli. I proprietari attuali delle autostrade – o meglio concessionari per conto dello Stato – sono cassa depositi e prestiti per il 51% – con 4,3 miliardi di fondi pubblici strapagati ai Benetton – e i fondi privati Macquarie e Blackstone per il restante 49%.

Questi due privati ci hanno messo i loro 4 miliardi di euro finiti sempre ai Benetton, perché il governo Draghi gli ha promesso guadagni talmente alti e irrazionali, che siccome oggi non trovano riscontro in quanto il traffico è inferiore alle promesse, producono l’effetto che questi – come facevano i Benetton – non vogliono più spendere in manutenzione e tenersi tutti i guadagni dei pedaggi.

Parliamo di 682 milioni di utili distribuiti nel luglio del 2022 sui guadagni del 2021, e di un miliardo e 150 milioni di euro quest’anno sui guadagni dell’anno scorso, il 2022. Ebbene, è solo grazie all’insistenza dell’ad di Autostrade Roberto Tomasi se i soci privati si accontenteranno solo – diciamo così – di 924 milioni, ossia il 75% dei guadagni.

Perché il resto va impiegato nei lavori di manutenzione che devono essere costanti e puntuali almeno fintantoché non si saranno recuperati i lavori non fatti dai Benetton. Quindi, siccome per i lavori di manutenzione di qui al 2038 – quando scadranno le concessioni – servono 30 miliardi invece dei 14 promessi ai soci privati, il governo Meloni per non guastare i rapporti preferisce aumentare i pedaggi già quest’anno per colmare in parte quel che viene a mancare.

Per il resto, la Meloni sta trattando col ministro delle Infrastrutture Salvini per prolungare la concessione ai privati ben oltre il ‘38, ma sempre ben sapendo di non riuscire a colmare i costi di gestione con le pretese dei privati, che evidentemente – come i Benetton – hanno scambiato le Autostrade per un bancomat a carico degli automobilisti.

Il rischio è che i privati si riprendano i loro 4 miliardi di fondi, e il governo sia costretto a trovare qualche altro privato che subentri. Perciò nel governo pensano di quotare Autostrade per l’italia in Borsa. Pensate un po’ quanto sta costando agli italiani l’aver strapagato i Benetton a causa delle clausole garantite da Berlusconi,

il governo Meloni aumenta i pedaggi e taglia i fondi ai poveri come il reddito di cittadinanza. Il tutto proprio adesso, che con la festa dei lavoratori entra nel vivo la stagione turistica.

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