Quel prete così affettuoso…

«Non vi era alcuna oggettiva e plausibile ragione per invitare nella notte un ragazzino di 12 anni a letto sotto le coperte per manifestare affetto nei suoi confronti. Il ragazzo infatti non stava male, non era triste, non era preoccupato, non aveva paura, non doveva essere consolato. Anzi, era stato chiamato dalla propria camerata proprio perché, entusiasta di essere in montagna con gli amici della parrocchia stava facendo un po’ di “cagnara”. Si trovava in uno stato di euforia che non poteva giustificare un intervento consolatorio del prete». Giudice Cristiano Trevisan del Tribunale di Torino, nelle motivazioni di condanna per don Ilario Rolle, “prete anti-pedofilia” a 3 anni e 8 mesi.

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