Se non ora quando? Reportage da Milano

Venerdì c’erano 4 vecchietti spellacchiati a difendere Berlusconi davanti al palazzaccio di Milano. Sabato erano in 1495 (di cui 100 tra operatori e giornalisti) a sentire le corbellerie di Giuliano Ferrara sullo sdoganamento delle puttane di palazzo.Domenica, finalmente, oltre un milione di persone nelle piazze italiane per chiedere le dimissioni di quel vecchio alleato della mafia che fa il presidente del consiglio. Io ero tra loro a Milano, in una piazza Castello gremita fino a piazza Duomo attraverso via Dante. Saremo stati in 300.000. Sul palco si sono alternati in molti: da Franca Rame a Dario Fo, da Gad Lerner e Claudia Mori a Flavia Perina, deputata finiana e direttrice del Secolo d’Italia. L’unica personalità  politica a cui é stato concesso di parlare dal palco a differenza di Vendola, Ferrero e Di Pietro. Lui sì, vero antiberlusconiano del metodo e unico a definirlo in aula stupratore che avrebbe a mio avviso meritato un invito a intervenire. La Perina, checché starnazzi oggi, é una fuoriuscita dell’ultim’ora che in questi anni di militante del Pdl ha pur sempre votato con la maggioranza le peggiori leggi che hanno ridotto l’Italia a un sultanato controllato da un puttaniere corruttore. Di cui, forse, chissà , riusciremo a liberarci presto, e poi, generazioni a venire permettendo, del suo sistema.

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