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	<title>sociologia Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>&#8220;Google e Facebook usurpatori per profitto&#8221;</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2016/01/04/google-e-facebook-usurpatori-per-profitto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=google-e-facebook-usurpatori-per-profitto</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 04:55:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Google è pronta a occuparsi della nostra salute, Facebook a pagarci la connessione (per poi offrirci solo i servizi che vuole), ma non lo fanno nel nostro interesse. Basano tutto sui nostri dati, conoscono ogni aspetto della nostra vita e non hanno competitor. Perciò questi Golia stanno cominciando a conquistare e privatizzare ogni tipo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Google è pronta a occuparsi della nostra salute, Facebook a pagarci la connessione (per poi offrirci solo i servizi che vuole), ma non lo fanno nel nostro interesse. Basano tutto sui nostri dati, conoscono ogni aspetto della nostra vita e non hanno competitor. Perciò questi Golia stanno cominciando a conquistare e privatizzare ogni tipo di servizio: educazione, salute, comunicazione. Svegliamoci, non c’è solo big energy o big pharma. C’è anche big data, aziende che fanno fortuna sui dati e sono in grado di imporre un’agenda comune. Stanno cercando di usurpare l’interesse pubblico in nome del profitto</em>». Evgeny Morozov, 31 anni, sociologo esperto di nuovi media.</p>
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		<title>Anarchia o andarsene via</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 10:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Pubblico la lettera di &#8220;Biondo&#8221; un cybernauta che si sta accingendo a lasciare l&#8217;Italia per disperazione verso altri lidi. Testo Io sto emigrando. Parto lasciandovi in un paese che é fra la bancarotta e la guerra civile. I segnali ci sono tutti. Certo é che tutti percepiamo lo Stato come ladroâ€¦e dâ€™altronde come si potrebbe non pensarlo? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/12/anarchia.jpg" alt="anarchia.jpg" /> </p>
<p>Pubblico la lettera di &#8220;Biondo&#8221; un cybernauta che si sta accingendo a lasciare l&#8217;Italia per disperazione verso altri lidi.</p>
<p><strong>Testo</strong></p>
<p>Io sto emigrando.<br />
Parto lasciandovi in un paese che é fra la bancarotta e la guerra civile. I segnali ci sono tutti. Certo é che tutti percepiamo lo Stato come ladroâ€¦e dâ€™altronde come si potrebbe non pensarlo?<br />
Che paese lascio? Che diritti ed aspettative di vita ho qui? Cosa ho in cambio delle tasse che pago?<br />
Un paese dove pago 1300â‚¬ al mese (che non guadagno) di fitto per 100mq.<br />
La vicina affianco sorda e la sua cameriera ancor più sorda non mi fanno dormire prima dellâ€™una e mezza di notte starnazzando a tutto volume come due galline stonate, come se ce le avessi dentro camera da letto.<br />
Alle 6 del giorno dopo mi devo svegliare, perché la vicina del piano di sopra, invece, cammina con gli zoccoli avanti e indietro.<br />
Voi mi direte, va bene ma é questione di educazione, che câ€™entra! In tutti i paesi ci sono gli educati e gli ineducati. Certo!<br />
Ma se io lamento, spiego e chiedo con garbo di moderare la voce (affianco) e le passeggiate allâ€™alba (sopra) mi si dice che ho ragione, si scusano con meâ€¦ma resta tutto come prima.<br />
Negli altri paesi potrei adire le vie legali ed avere giusti indennizzi e riconoscimenti del mio diritto a dormire.<br />
Il diritto qui in Italia? Quale diritto? Il diritto di fare causa a queste persone e, <strong>fra 15 anni</strong>, avere un pezzo di carta troppo ruvido per pulirmici il c..o dove sta scritto che li si diffida dal proseguire con le molestie?<br />
Io ho bisogno di dormire più di 5 ore per notte <strong>adesso non fra 15 anni</strong> quando é finita la causa!<br />
E i soldi per fare causa chi li fa anticipa? Ah Certoâ€¦mamma, perché io sono un bamboccioneâ€¦<br />
E allora <strong>il diritto sapete dove sta</strong>? Nella forza, non solo comunicativa ma fattiva.<br />
Mi sono alzato allâ€™una di notte e <strong>ho bestemmiato a squarciagola</strong> per 20 minuti. Ho preso a pugni il muro che separa la mia camera da letto dalla casa dei vicini e che soddisfazione sentire i quadri appesi in quella stanza che cadevano a terra.<br />
Sono andato dalla portiera il giorno dopo e ho strillato nellâ€™androne del palazzo davanti a 10 persone che se non mi fanno dormire gli <strong>taglio la gola</strong> a loro e ai loro figli.<br />
Ecco che cosâ€™é il diritto ragazzi. <strong>Siamo in anarchia</strong>, il diritto lo fa il più forte. Sono 2 notti che dalle 10 di sera in poi non vola una mosca.<br />
Qua <strong>se non usate la violenza</strong> lo prenderete sempre in c..o. A poco altro valgono i blog, se non a unirvi tutti sotto lo stesso proposito di riforma ma, soprattutto, sotto lo stesso metodo: quello violento.<br />
Un cittadino ha diritto a difendersi dai soprusi, e visto che lo Stato é latitante, il cittadino <strong>ha il diritto di sostutuirsi allo stato ed esercitare la forza</strong>, sia contro altri cittadini che contro lo Stato stesso.</p>
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		<title>L&#8217;Europa tra utopia e realtà </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 22:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La lingua parlata é lâ€™elemento che contraddistingue le etnie, mezzo di comunicazione immediato che ci identifica, ci colloca facendoci sentire a casa anche a migliaia di chilometri di distanza. Lâ€™Italia e lâ€™Europa sono un quadro frammentato di lingue e idiomi che si trascinano da generazioni, la loro evoluzione nella sintassi e nella fonetica viaggiano a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La lingua parlata é lâ€™elemento che contraddistingue le etnie, mezzo di comunicazione immediato che ci identifica, ci colloca facendoci sentire a casa anche a migliaia di chilometri di distanza. Lâ€™Italia e lâ€™Europa sono un quadro frammentato di lingue e idiomi che si trascinano da generazioni, la loro evoluzione nella sintassi e nella fonetica viaggiano a braccetto con lâ€™ambiente, la mentalità  e le usanze locali in cui si parlano.<br />
Allargando la branca, Italiani, spagnoli, francesi portoghesi, ladini, romanci e romeni sono tutti latini, simili ma non uguali. Così come polacchi, ceki, scandinavi e russi (a parte léttoni lituani ed éstoni) sono di ceppo slavo, câ€™é lâ€™armata dei popoli germanici che parlano tedesco e inglese, a loro volta dirimpettai di popoli appartati come i fiamminghi, greci, là pponi, baschi e gli irlandesi col gaelico. Realtà  assolutamente diverse, tali da migliaia di anni, in gramparte confluite nellâ€™Unione europea, enorme realtà  di plastica nata con lâ€™obiettivo di portare allâ€™osmosi i popoli dei paesi aderenti, prima che i governi. Proviamo immaginare similitudini fra i norvegesi e i turchi o gli svedesi con gli italiani! Un obiettivo nobile per carità , ma tanto arduo e difficile da renderlo a mio avviso impossibile.<br />
Lâ€™Unione europea é formalmente composta da un consiglio di eurodeputati che mirano ad uniformare lâ€™Europa con leggi e leggine, che finora hanno fatto un poâ€™ sorridere a cominciare dagli standard imposti per le misure degli ortaggi! Tuttavia bisogna riconoscere che Lâ€™Italia ha ben poco da ridere, visto che trae solo vantaggi farne parte economicamente perché se avesse disertato lâ€™opportunità  dellâ€™Eurozona, ci saremmo già  autodistrutti con gli attacchi ai viveri, che con la lira svalutata allâ€™infinito non ci saremmo più potuti permettere. Ed é sempre grazie al consiglio europeo se il governo italiano riceve ammende per via di leggi fuorilegge come la Gasparri per le tv o per il debito pubblico.<br />
Per il resto câ€™é da chiedersi a chi conviene rimanere uniti nellâ€™Europa, a parte agli europarlamentari italiani che con 150mila euro lâ€™anno sono i più <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/07/eurodeputati.shtml">pagati</a>!<br />
Tra le molte contraddizioni di questa unione di plastica, appare più evidente la disunione europea che pone uno scoglio di 30 metri quadrati, rimasuglio di un vulcano spento che si erge a punta per 25 metri fuori dallâ€™acqua del mar del Nord, a poche miglia dalle Faer Oer: in poco tempo ci hanno piantato la bandiera norvegesi, danesi, tedeschi e svedesi perché sotto quello scoglio si nascondono cospicue riserve di metano e petrolio. Tutti ne rivendicano il possesso anche se geograficamente quella zona competerebbe più alla Danimarca, visto che sia le Faer Oer che tutta la Groenlandia ne fanno parte.<br />
Altra contraddizione la Turchia, ponte fra il Medioriente e lâ€™Europa per la quale farebbe carte false pur di farne parte, che ha recentemente censurato <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/turchia-heidi/turchia-heidi/turchia-heidi.html">Heidi</a>! Il regime islamico le ha allungato la gonna per oscurare i mutandoni bianchi e coperto col velo sia Clara che la Signora Rottenmeier! Dallâ€™altra parte Regno Unito e Svezia, nonostante tante belle parole, si sono tenuti rispettivamente sterlina e corona!<br />
Senza contare la Svizzera in mezzo, tutta fiera di essere extracomunitaria perché rimane la roccaforte dei traffici di dubbia liceità  di politici e industriali dellâ€™Eurozona. Lâ€™argomento Europa é stato al centro di unâ€™intervista che ho fatto a Maria Grazia Cavenaghi Smith, responsabile dellâ€™ufficio comunicazione del parlamento europeo per le regioni del nord Italia.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/thaGWiQ5nrM&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/thaGWiQ5nrM&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Sgonfiamo il pallone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 21:10:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi a Bergamo ci sono stati scontri fra tifosi e polizia alla notizia della morte di Gabriele Sandri ad Arezzo, caduto sotto un colpo dâ€™arma da fuoco sparato da un poliziotto durante una sosta allâ€™autogrill che pare stesse degenerando in scontri con altri tifosi incrociati casualmente. Un pomeriggio nato male e precipitato quasi subito allâ€™ingresso dello stadio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Bergamo ci sono stati scontri fra tifosi e polizia alla notizia della morte di Gabriele Sandri ad Arezzo, caduto sotto un colpo dâ€™arma da fuoco sparato da un poliziotto durante una sosta allâ€™autogrill che pare stesse degenerando in scontri con altri tifosi incrociati casualmente.<br />
Un pomeriggio nato male e precipitato quasi subito allâ€™ingresso dello stadio orobico, quando la partita é stata sospesa perché un gruppo di atalantini aveva sfondato una vetrata ai limiti del campo.<br />
Ebbene, quando le migliaia di giovani si sono riversati nel piazzale esterno allo stadio, si sono vissuti momenti di tensione con la polizia in assetto antisommossa che temeva di essere attaccata da entrambe le tifoserie comâ€™era successo prima della partita.<br />
Fortunatamente invece mentre gli atalantini si disperdevano senza disordini i milanisti, inneggiando in coro gli insulti ai militari, hanno formato un corteo che si é diretto alla stazione ferroviaria per far rientro a Milano col primo treno disponibile (intanto quello delle 16,35 era stato soppresso).<br />
Non auguro a nessuno di vivere da vicino quellâ€™atmosfera che conoscevo solo tramite giornali e tv, io mi trovavo lì con la videocamera per documentare ciò che domani manderò in onda ne L&#8217;Espresso.<br />
Uno spaccato di umanità  che pare impazzita e avvitata su stessa in un vortice da follia collettiva che non lascia spazio al razioncinio e al metodo.<br />
Pensare che certi giovani siano chiamati alle urne a votare o che possano rivestire il ruolo di padri di bimbi piccoli da educare mi preoccupa.<br />
Di chi sarà  la colpa? Ancora della tv omologatrice? Qual&#8217;é la soluzione? Un po&#8217; di dittatura? Io che vengo dall&#8217;atletica ho francamente un altro concetto di sport e purtroppo mi spiace constatare che il calcio non venga chiuso solo perché bisogna badare ai portafogli dei papponi che truccano i bilanci dei club, comprano i giocatori in nero o direttamente le squadre per accaparrarsi i voti.<br />
Che tristezza.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jxTOaq-oTwg&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jxTOaq-oTwg&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>L&#8217;antidoto? Una rivoluzione violenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 10:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Il sistema italiano potrà  avere una radicale trasformazione solo con una rivoluzione popolare violenta. Lo insegnano sia la storia che il presente. I popoli di qualunque etnia si adeguano alle leggi imposte dai loro governi o dittatori fin quando vengono ridotti alla fame. Sono popoli solitamente sudditi di un sistema di potere corrotto e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/11/01/lantidoto-una-rivoluzione-violenta/">L&#8217;antidoto? Una rivoluzione violenta</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://83.224.70.5/www.danielemartinelli.itt/wp-content/uploads/2007/11/rivoluzione.bmp" alt="rivoluzione.bmp" /> </p>
<p>Il sistema italiano potrà  avere una radicale trasformazione solo con una rivoluzione popolare violenta. Lo insegnano sia la storia che il presente.<br />
I popoli di qualunque etnia si adeguano alle leggi imposte dai loro governi o dittatori <strong>fin quando vengono ridotti alla fame</strong>. Sono popoli solitamente sudditi di un sistema di potere corrotto e autoreferenziale che vende fumo negli occhi per controllare le opinioni, ma allo stesso tempo popoli consapevoli della lontananza dai loro governanti, coscienti di essere incastrati in un grande ingranaggio che li vessa e li tiene schiacciati nella povertà . Nella realtà  quotidiana i poveri manifestano i loro disagi additando le cause dei loro mali ai governanti, per i quali <strong>maturano odio e voglia di vendetta</strong>.<br />
In questo quadro ai popoli non rimane altro che lottare alla sopravvivenza fin quando ridotti alla fame, si procureranno il cibo con le cattive: ed é proprio allora che arrivano le rivoluzioni forti, dolorose e cruente perché partorite dal basso, da quei ceti poveri e vessati che non hanno più nulla da perdere, famiglie stufe di grattare il fondo del barile.<br />
Quando i poveri diventano molti di più della casta ricca e privilegiata, arrabbiati e accomunati dagli stessi problemi e quindi stimolati alla rivolta, posseggono lâ€™unica possibile arma per colpire al cuore il sistema che li controlla.<br />
In Italia <strong>sono convinto che questo stadio lo stiamo avvicinando</strong>, stiamo seguendo un copione già  visto: con lâ€™esercito dei 1000 euro al mese (e anche meno, senza distinzioni, come in un regime comunista) la casta corrotta sta annientanto definitivamente il ceto medio per affossarlo alla povertà  più assoluta.<br />
Eâ€™ un processo lento ed inesorabile ma già  a buon punto perché alimentato dalla precarietà , dal fatto che sempre più famiglie attingono dai risparmi per far fronte a spese e spesucce spesso frutto di un tenore di vita troppo alto, da un numero sempre maggiore di italiani in coda alle Caritas per un pasto caldo, dalle famiglie sfrattate perché non riescono a pagare il mutuo e dagli stranieri ancora più poveri, che arrivano in Italia ad assaltare le ville, rapinare le banche, borseggiare i cittadini e violentare le donne.<br />
Sono <strong>segnali papabili in tutti gli angoli del nostro tessuto sociale</strong>, cosciente di avere a che fare con un sistema corrotto e autoreferenziale come quello italiano per il quale non câ€™é cura democratica o etica che tenga.<br />
La casta dei ricchissimi governanti italiani si é barricata nei luoghi di potere a tempo indeterminato guardinga e con le antenne alzate, moltissimi sono i deputati che quando escono da Camera e Senato si camuffano sperando di non essere riconosciuti perché intimoriti dalle spernacchiate o da aggressioni fisiche.<br />
Questa distanza ha innescato <strong>un processo senza ritorno</strong> col quale dobbiamo fare i conti ma con un problema in più rispetto ai potenti dei secoli passati: oggi il potente é tale perché possiede capitali e valuta. Lâ€™unico modo per togliersi di mezzo i Berlusconi e i berluschini é <strong>permettere alla giustizia di agire nei loro confronti</strong> perché se pagassero tanto quanto hanno rubato diventerebbero cittadini meno dannosi per tutta la società .<br />
Ma per arrivare a ciò la storia insegna che <strong>ci vuole una rivoluzione violenta</strong> per poter ripartire da capo, applicando i codici della Costituzione e riportare in auge i valori del senso etico per il bene del vivere comune. Se lâ€™Italia é ridotta così é anche grazie a quella maggioranza di <strong>cittadini che finora ha badato solo al proprio orticello</strong> e ai propri affari tralasciando i valori della responsabilità  collettiva che, scoraggiando la logica delle tangenti e dei favori, avrebbe creato un sistema più meritocratico e allâ€™altezza di un paese che si definisce civile.<br />
Lâ€™italiano medio causa del suo male, lo si vede anche dalle piccole cose: <strong>gettare la carta dal finestrino dellâ€™auto</strong> é già  segno di menefreghismo e mancanza di rispetto verso gli altri.<br />
Se lâ€™Italia non é la Svezia o la Germania mi chiedo che ci stiamo a fare in Europa! Ci dobbiamo proprio far cacciare da Strasburgo?<br />
Per ora non ci rimane altro che salvaguardare il nostro orticello fin che non ci verrà  fame. E&#8217; solo questione di tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/11/01/lantidoto-una-rivoluzione-violenta/">L&#8217;antidoto? Una rivoluzione violenta</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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