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	<title>opportunismo Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>M5s, supercazzola del barricadero Matteoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 05:15:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Ma quale Aventino, noi siamo un partito serio. Queste cose le lasciamo agli altri. Non saremo filorenziani, ma agli occhi degli italiani non passeremo mai come alleati dei 5 stelle». Altero Matteoli, ex ministro dei Trasporti di Forza Italia in attesa di rinvio a giudizio per finanziamenti illeciti (550.000 euro da Giovanni Mazzacurati, presidente di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Ma quale Aventino, noi siamo un partito serio. Queste cose le lasciamo agli altri. Non saremo filorenziani, ma agli occhi degli italiani non passeremo mai come alleati dei 5 stelle</em>». Altero Matteoli, ex ministro dei Trasporti di Forza Italia in attesa di rinvio a giudizio per finanziamenti illeciti (550.000 euro da Giovanni Mazzacurati, presidente di Cvn), per il Mose di Venezia. Difende così i voti di Forza Italia a sostegno del governo non eletto di Renzi.</p>
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		<title>Un chicco non fa un campo di grano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 08:56:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Sono a capo di un’azienda tecnologica, e per la prima volta siamo tornati ad assumere in Italia 30 ingegneri, perché con Renzi questo Paese è tornato a essere credibile». Forum Ambrosetti, Chicco Testa, ad di Telit, da ambientalista presidente di Lega Ambiente a presidente Enel votato al nucleare. Da deputato comunista sfegatato, oggi è renziano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Sono a capo di un’azienda tecnologica, e per la prima volta siamo tornati ad assumere in Italia 30 ingegneri, perché con Renzi questo Paese è tornato a essere credibile</em>». Forum Ambrosetti, Chicco Testa, ad di Telit, da ambientalista presidente di Lega Ambiente a presidente Enel votato al nucleare. Da deputato comunista sfegatato, oggi è renziano.</p>
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		<title>Vittadini di CL, (Culo Lecca)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 14:05:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/08/giorgio-vittadini.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-14154" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/08/giorgio-vittadini.jpg" alt="giorgio vittadini" width="400" height="314" /></a></p>
<p>Agosto 2010, governo di Silvio Berlusconi, Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle Opere e numero uno del meeting Comunione e Liberazione, da berlusconiano, dice da Rimini: «<em>Non si può continuare a vivere Berlusconi come un demonio o un demiurgo. Questo governo, non uno tecnico o istituzionale, deve andare avanti per 5 anni perché è quello uscito dalle elezioni e poi perché la priorità oggi è la crisi economica. Ha comunque controllato i conti pubblici, e sta cominciando a metter mano al federalismo, al welfare, all&#8217;università</em>».</p>
<p>Agosto 2012, con Berlusconi l&#8217;Italia fallisce, arriva il governo tecnico di Mario Monti. Giorgio Vittadini diventa tecnico-montiano e dice: «<em>Voglio vedere se c&#8217;era qualcun altro capace di fare quel che sta facendo Monti. Eravamo quasi in serie B. Ora lui sta cercando di rilanciare l&#8217;Italia</em>». E aggiunge: «<em>Il centrodestra non è riuscito né a contrastare la crisi né a fare la rivoluzione liberale. Il centrosinistra ha più volte fallito per i suoi contrasti interni e il suo vetusto statalismo spacciato per progressismo</em>».</p>
<p>Agosto 2013, governo di Enrico Letta di centrosinistra e di larghe intese. Giorgio Vittadini smette i panni del tecnico. Diventa lettiano, antiberlusconiano, di larghe vedute e dice: «<em>Letta è il premier della sussidiarietà, del rapporto pubblico privato&#8230; Se anche si riterrà danneggiato, Berlusconi deve accettare le decisioni della decadenza dal Senato. Per il bene del Paese, il bene suo. L&#8217;importante è che non si vada alla caduta di questo governo&#8230; Mi ha colpito la sintonia e l&#8217;amicizia tra i ministri Alfano, Lupi e Letta. E&#8217; l&#8217;immagine dell&#8217;alternanza in un Paese normale. Senza demonizzazioni. Per il bene comune. Non inciucio. Possibilità di costruire insieme</em>».</p>
<p>Agosto 2014, governo Matteo Renzi, grande assente al meeting. Giorgio Vittadini si fa renziano per l&#8217;occasione e dice: «<em>Renzi non viene al nostro raduno? Noi facciamo il tifo per il suo governo. Guardiamo con speranza alla sua azione, sarebbe una tragedia se fallisse</em>».</p>
<p>Agosto 2015, governo Renzi praticamente fallito e tenuto insieme con lo scotch, oltre che grande presente al meeting. Giorgio Vittadini, da renziano sinistroide, dice: «<em>Si può dire che Cl non è più di centrodestra. Comunque da tempo il Pd non è più un partito non votabile</em>».</p>
<p>In Italia va avanti gente così. Con la lingua sempre umida e pronta a gustare tutte le natiche. Povera Italia.</p>
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		<title>Luca Ricolfi per tutte le stagioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2013 23:41:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12295" alt="luca ricolfi ostilio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/luca-ricolfi-ostilio-217x325.jpg" width="217" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/luca-ricolfi-ostilio-217x325.jpg 217w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/luca-ricolfi-ostilio.jpg 1370w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" /></p>
<p>Osservo La Stampa in prima pagina e di spalla scovo l&#8217;editoriale: &#8220;<em>Non basta la paura</em>&#8220;. Testo: &#8220;<em>Caro presidente del Consiglio, siamo in parecchi, in Italia, a non desiderare affatto la caduta del suo governo&#8230;</em>&#8221; . Realizzo che il destinatario di quello scritto è Enrico Letta. E&#8217; firmato da <strong>Luca Ricolfi,</strong> del quale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Ricolfi" target="_blank">la pagina di Wikipedia</a> apre con la sua citazione più celebre: «<em>La sinistra perde non soltanto perché è arrogante, presuntuosa e insincera. Perde anche perché non capisce la società italiana, non è in grado di guardare il mondo senza filtri ideologici, non sa stare fra la gente, ha perso del tutto la capacità di ascoltare e la voglia di intendere.</em>». Ecco, basta questo preambolo per inquadrare il soggetto: un pensatore classico all&#8217;italiana che, stroncata la sinistra, ne supplica un suo premier alla prima occasione. Bastano un paio di click in rete per scoprire che il personaggio è un sociologo assai ossequiato a destra e asini-stra, sopra e sotto, in centro e in periferia da cronisti, analisti, giornalisti, progressisti, liberisti e opportunisti. Tra un Ostellino e un Battista, un Ilvo PD-amanti e uno Scalfari che non perde domenica per esaltarne le analisi, Luca Ostilio (nome per esteso) Ricolfi, è una sorta di numerologo che viviseziona i voti presi dai partiti per trarne profili sociali da servire nei vaniloqui televisivi.</p>
<p>Insomma, parliamo dell&#8217;ennesimo grafomane spacciatore di equidistanza, disinteresse e imparzialità rigorosamente apparenti. Ributto l&#8217;occhio più allertato su quell&#8217;epitaffio per continuare la lettura: &#8220;<em>Siamo preoccupati per le conseguenze che potrebbe avere un’ennesima campagna elettorale: blocco di provvedimenti importanti,</em> (quali! l&#8217;imu?, ndr) <em>ulteriore incertezza</em> (certezza di un governo a 5 stelle?), <em>reazioni dei mercati finanziari</em> (buona o cattiva è mistero) <em>e, non ultimo, una nuova stagione di recriminazioni, di accuse e di odio</em> (benché una campagna elettorale si dovrebbe fare solo per vincerla presentando un programma). <em>Siamo esausti, abbiamo un sacco di problemi concreti da affrontare, vorremmo un governo che governi. Per questo ci sentiamo istintivamente dalla sua parte.</em>&#8221; Parla in prima persona plurale, Ostilio. Manco fosse la reincarnazione della Santissima Trinità. Tutti lettiani, per istinto. Il dubbio, inquietante, che mi aveva assalito leggendo le prime frasi dell&#8217;editoriale, sono ormai certezza sulla parzialità dello scrivente. Una rapida rassegna di sue frasi disseminate qua e là, ne dipingono il prototipo del classico schizofrenico affetto da sindrome del pendolo. Quella che batte un po&#8217; di qua e un po&#8217; di là, come i suoi colleghi osannanti. L&#8217;Ostilio odierno prega il Letta premier di quella sinistra che se appena ieri era &#8220;<em>arrogante bugiarda e inconcludente che analizza la realtà secondo schemi obsoleti, ignorando o distorcendo i fatti e proponendo quindi ai suoi potenziali elettori una visione del mondo lontana dalla realtà e inadatta ad affrontare i problemi!</em>&#8220;, oggi, viene supplicata in modo stridente con la graniticità di chi, come Ricolfi ha teorizzato il «<em>razzismo etico</em>», inteso come disprezzo antropologico nei confronti di chi, come noi, chiama Berlusconi puttaniere o pregiudicato.</p>
<p>Eppure il Ricolfi odierno servito in prima pagina per le sbiadite e smemorate menti dei suoi quattro lettori del Lingotto, pare proprio sognare un ideale Letta abbracciato a tutti gli italiani, con un Pd salvatore del ladro di Arcore con qualche insana agibilità politica votata in aula. Quella stessa sinistra del &#8220;<em>Renzi liberale e riformista&#8221;</em> ma che è &#8220;<em>causa del declino elettorale dei partiti di tale area</em>&#8220;, già vista in gara nelle ultime elezioni a perdere col Pdl in favore del M5S. Quel Pdl raccontato ne il &#8220;<em>Tempo scaduto, il contratto con gli italiani</em>&#8221; dove Ricolfi lamentava nel preistorico 2006  &#8220;<em>i gravi fallimenti del berlusconismo concentrati sulla riduzione delle tasse, il dimezzamento della disoccupazione, l’aumento dell’assegno per i pensionati e l’abbattimento della micro-criminalità&#8221;</em>. Nessuna mente normale potrebbe dubitare che un narratore così sposi la legge bavaglio contro la pubblicazione delle intercettazioni sui giornali, teorizzando &#8220;<em>filtri tra magistratura e cronisti a rotazione periodica</em>&#8220;. Idea bollata ridicola persino da Scalfari. E come commentare quando alle elezioni del 2011 Ostilio lamentava la vittoria del &#8220;<em>partito di Santoro</em>&#8221; sullo sfondo dell&#8217;emergente Movimento di Beppe Grillo? &#8220;<em>Per questo</em>&#8220;- conclude l&#8217;odierno Ricolfi sulla Stampa rivolto a Letta &#8211; ,&#8221; <em>in pubblico e in privato, ci capita di difenderla di fronte a chi vorrebbe un nuovo scontro elettorale, poco importa se per archiviare Berlusconi o per restaurarlo, poco importa se per «salvare la democrazia» dal vulnus della sua presenza (come pretenderebbe il Pd) o dal vulnus della sua assenza (come pretenderebbe il Pdl)</em>&#8220;.</p>
<p>Al Ricolfi autore di volumi infarciti di citazioni e di numeri per i fallimenti della destra e della sinistra, pare essere rimasto soltanto il <strong>vulnus.</strong> Soprattutto su Internet, dove &#8220;<em>i contesti di discussione mancano di democrazia&#8221; q</em>uando da una votazione emergono numeri schiaccianti.  Oggi che il Movimento 5 stelle è in parlamento col 25% dei voti, l&#8221;&#8216;<em>economista liberale non certo bolscevico</em>&#8221; ritiene che chi si erudisce in rete è vittima di una informazione «<em>distratta, codarda e distorta</em>». Coerenza granitica come un budino, quella di Ricolfi, lo stesso che lo scorso settembre c&#8217;aveva visto giusto: &#8220;<em>Le prossime elezioni non saranno più una gara fra la destra e la sinistra, ma fra il vecchio e il nuovo, come nel &#8217;92&#8221;</em>. Altro che il Pd di Letta, &#8220;<em>partito sopravvissuto che non seduce al di fuori dei suoi quattro ex socialisti</em>&#8220;. Per Ricolfi &#8220;<em>La fiammata dei 5 Stelle</em>&#8221; gli è valsa uno spaghetto tale da indurlo a ricomporsi nell&#8217;ovile dei supplicanti di partito. Meglio dire oggi che il formidabile successo del M5S &#8220;<em>è sempre a rischio di sovrainterpretazione</em>&#8220;. Meglio cercare di spacciarsi per originali chiamandosi Ostilio, piuttosto che dire le cose come stanno. Perciò non ho più continuato a leggere quell&#8217;editoriale. Mi è bastata la prima pagina per dovermi chiedere se mi sono imbattuto nell&#8217;ennesimo paraculo. Bah&#8230;</p>
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		<title>Monti avvoltoio col cardinal Martini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2012 08:06:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;desidero riconoscerlo in questo momento, hanno influenzato i miei orientamenti e le mie scelte come Carlo Maria Martini. Sull&#8217;Europa, soprattutto. Un tema che Martini ha sempre coltivato con passione, spesso in modo profetico. Sul Corriere della Sera del 1° maggio 1998, salutando la nascita dell&#8217;euro, egli esortava l&#8217;Europa a dare prova di un «supplemento di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>&#8230;desidero riconoscerlo in questo momento, hanno influenzato i miei orientamenti e le mie scelte come Carlo Maria Martini. Sull&#8217;Europa, soprattutto. Un tema che Martini ha sempre coltivato con passione, spesso in modo profetico. Sul Corriere della Sera del 1° maggio 1998, salutando la nascita dell&#8217;euro, egli esortava l&#8217;Europa a dare prova di un «supplemento di responsabilità». A cominciare da quella sfida che «consiste nel mostrare, con programmi concreti, che la moneta unica e lo stare insieme in un certo modo aumentano le prospettive di lavoro per tutti, in un quadro di autentica solidarietà</em>».&#8221; Mario Monti sulla prima del Corriere del primo settembre 2012, nel tentativo patetico di difendere l&#8217;euro e i diktat della Germania.</p>
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		<title>Il terremoto e l&#8217;opportunismo sciacallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 21:24:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo. Dopo che la catastrofe del terremoto è successa, ecco arrivare i santoni e gli incompresi della serie &#8220;l&#8217;avevo detto io&#8220;. Il  Giampaolo Giuliani della situazione che piange al telefono sul blog di Grillo, è solo un esempio di come a volte l&#8217;opportunismo superi la decenza. Per carità, rispetto le sue opinioni in tema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/05/30/il-terremoto-e-lopportunismo-sciacallo/">Il terremoto e l&#8217;opportunismo sciacallo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/terremoto-terreno-aperto.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-9117" title="terremoto, terreno aperto" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/terremoto-terreno-aperto-150x150.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/terremoto-terreno-aperto-150x150.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/terremoto-terreno-aperto-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Ci risiamo. Dopo che la catastrofe del terremoto è successa, ecco arrivare i santoni e gli incompresi della serie &#8220;<em>l&#8217;avevo detto io</em>&#8220;. Il  Giampaolo Giuliani della situazione che piange al telefono sul blog di Grillo, è solo un esempio di come a volte l&#8217;opportunismo superi la decenza. Per carità, rispetto le sue opinioni in tema di prevedibilità dei terremoti e dell&#8217;utilizzo del radon come precursore sismico, ma trovo forzato che questo signore polemizzi coi politici sulla prevenzione, in un Paese di centri storici di argilla come l&#8217;Italia in cui per decenni si è costruito male, spesso abusivamente, e col solo obiettivo del profitto supportato dalla complicità degli acquirenti. Avvertire, come dice Giuliani, la popolazione del rischio terremoti rispetto al livello (zero) di conoscenza attuale sulla loro prevedibilità, sarebbe come pretendere che qualcuno, ogni giorno, ci mobilitasse al pericolo incidenti che corriamo quando ci mettiamo in strada. Cioè, dare retta ai Giuliani di turno, significherebbe chiederci a tutti di dormire all&#8217;aria aperta lontano da costruzioni e cornicioni. Vale a dire un&#8217;utiopia.</p>
<p>Le due scosse di terremoto della provincia di Modena, di poco inferiori al sesto grado della scala Ritcher, hanno distrutto o danneggiato principalmente case vecchie e palazzi storici in piedi da secoli. Le costruzioni recenti, a cominciare dalle abitazioni, sono sostanzialmente rimaste su, in qualche caso con danni seri ma non tali da compromtterne la stabilità. Insomma, le case recenti di quella zona dell&#8217;Emilia, più o meno degli ultimi vent&#8217;anni, sono state costruite con buoni criteri antisismici al contrario dell&#8217;Aquila, dove oltre al centro storico e a quel dormitorio semiabusivo in cui rimasero seppelliti dalle macerie 8 studenti nel terremoto dell&#8217;aprile 2009, ci furono danni irreparabili anche a molti palazzi nuovi e seminuovi, ospedale compreso. Quanto a quei capannoni dell&#8217;Emilia caduti addosso agli operai, è evidente che non erano stati costruiti con gli stessi criteri di antisismicità delle case abitate. Del resto si sa che tutte le zone artigianali dei paesi del nord Italia cresciute come funghi a cavallo tra gli anni 80 e 90, sono state costruite col compromesso qualità-prezzo. Si è preferito investire più sulle metrature piuttosto che sulla qualità delle strutture.</p>
<p>Purtroppo va detto che i terremoti, benché le scuole di sismologia e di geologia si sforzino di fare passi avanti, rimangono eventi totalmente imprevedibili perché il livello attuale di conoscenza dei movimenti del sottosuolo è praticamente nullo. Niente si sa dei movimenti sotterranei. L&#8217;unica scusa che va bene a tutte le ore è dire che i terremoti che scuotono l&#8217;Italia sono provocati dalla placca africana che spinge sulle Alpi. Niente più. Se aggiungiamo che l&#8217;unico criterio considerato per assegnare il grado di rischio di sismicità di un luogo è la sua storia sismica, possiamo smettere di dormire sonni tranquilli. Del resto fa quasi tenerezza sentire i cosiddetti esperti dire che dopo queste scosse del modenese devono essere aggiornate le mappe di rischio sismicità in pianura padana. Con uscite come queste, gli studiosi in questione dimostrano di navigare a vista di naso e di non essere in grado di dare indicazioni più precise e attendibili di quelle che si sforzano di dare. Fanno i capaci come in realtà lo siamo tutti, di fare considerazioni a disastri avvenuti.</p>
<p>Bisognerebbe invece dire che i terremoti, come gli tsunami e gli uragani, sono fenomeni più grandi di noi ma coi quali dobbiamo conviverci perché fanno parte del nostro ambiente naturale. Spiace certamente perdere sotto i colpi dei terremoti campanili e chiese medievali o rinascimentali, piuttosto che vedere sbriciolarsi porzioni di castelli come quello estense di Ferrara. Ma dobbiamo mettere in conto che quei monumenti storici, per quanto unici, non potranno essere eterni. Prima o poi andranno giù perché sono troppo vecchi e perché gli interventi di restauro, potranno soltanto allungare la loro vecchiezza. Gli edifici storici non potranno mai essere a prova di sisma giapponese. Per salvarli abbiamo solo un modo: quello di fotografarli, filmarli e mapparli in tutti i loro angoli da conservare in rete per i posteri. La rete è l&#8217;unico luogo in cui l&#8217;architettura storica potrà sopravvivere finché ci sarà mondo. La tecnologia è la nostra vera fortuna e l&#8217;unico veicolo che ci consente di storicizzare il nostro tempo con le sue testimonianze.</p>
<p>Pensare di prevedere i terremoti sempre, con esattezza e ritenere che un Paese come l&#8217;Italia sia tutto antisismico come il Giappone, è un&#8217;utopia da opportunisti che va lasciata ai Giuliani di turno che dicono di aver avvertito anomalie lontane dai loro apparecchi, senza tuttavia spiaccicare uno straccio di previsione attendibile e precisa. La realtà ci dice che il terremoto, esattamente come un qualunque altro fenomeno naturale, è un evento legato al fato contro il quale non si può nulla. Si può solo sperare che non ci coinvolga nel suo manifestarsi. Il resto avanza.</p>
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