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	<title>maratona Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>La Milano (marathon) da bere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 13:15:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milano Piazza della Scala, 39esimo chilometro Nel 2001 corsi la Milano marathon in 3h07&#8217;58&#8221;. Arrivai 874esimo. Nel 2011 con quel crono, tal Nazzareno Gritti é giunto 204esimo. Così ad occhio in dieci anni la maratona meneghina ha perso i quattro quinti della qualità  dei suoi iscritti e circa la metà  dei suoi maratoneti in classifica. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6736" title="daniele maratona 2001" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001.jpg" alt="" width="336" height="334" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001.jpg 672w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001-150x150.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001-300x298.jpg 300w" sizes="(max-width: 336px) 100vw, 336px" /><br />
<strong>Milano Piazza della Scala, 39esimo chilometro</strong></p>
<p>Nel 2001 corsi la Milano marathon in 3h07&#8217;58&#8221;. Arrivai 874esimo. Nel 2011 con quel crono, tal Nazzareno Gritti é giunto 204esimo. Così ad occhio in dieci anni la maratona meneghina ha perso i quattro quinti della qualità  dei suoi iscritti e circa la metà  dei suoi maratoneti in classifica. Infatti, se nel 2001 i finisher della fresca giornata del 2 dicembre furono oltre 6000, quelli del sahariano 10 aprile 2011 sono stati 3.405. Un terzo dei classificati di Roma (che nel 2001 ebbe &#8220;solo&#8221; 9000 finisher), con tempi dei vincitori di scarso interesse internazionale a livello maschile (2h10&#8217;38&#8221;), e di nessun interesse nazionale a livello femminile (2h41&#8242;). Si dirà  il caldo, la crisi economica, la concorrenza di una grande maratona come quella di Parigi alla quale hanno partecipato un migliaio di italiani. Eccolo il segno indelebile che Milano, passata di mani in mani e di padrini in madrine, non é mai stata una metropoli a misura di maratona. Non lo era nel 2001 per il frastuono dei clacson e delle liti tra vigili e automobilisti nonostante l&#8217;uso e l&#8217;abuso di edizioni zero e di edizioni uno, nel dissennato tentativo di lanciare l&#8217;ennesimo evento del capoluogo lombardo. Non lo é stata nel 2011 se consideriamo la sciagurata idea di disputarla a metà  aprile, periodo ad alto rischio climatico confermato dai 30 gradi di ieri al traguardo.</p>
<p>A fronte del decantato &#8220;<em>percorso più veloce</em>&#8221; senza riscontri pratici, la maratona di Milano vanta certamente il primato di veleni nell&#8217;aria perennemente oltre i limiti e il primato di cambi di percorso. Farla partire da Rho per edulcorare il moribondo in culla &#8220;<em>Expo 2015</em>&#8220;, ha dato un ulteriore tocco di tristezza e vetustà  a questo evento che pare accanirsi contro se stesso. Se ci aggiungiamo pure i &#8220;<em>duecento soccorsi dalle ambulanze disseminate lungo il percorso con flebo e visite approfondite per i più gravi</em>&#8221; citati nel succinto articolino apparso nelle pagine milanesi del Corriere (non in veste di sostantivo di correre), abbiamo l&#8217;idea di come per l&#8217;ennesima volta Milano dimostri di non voler essere una città  fatta per la maratona. Non si insinui che io abbia il dente avvelenato nei confronti dell&#8217;unica maratona che ho corso ben cinque volte. Anzi, il mio é solo amore di eterno appassionato di maratona che, avendone a Milano vissuto nascita ed eterna agonia, rimane basito di fronte a comunicati del tipo &#8220;<em>Mancini oro alla Milano City marathon</em>&#8221; degni dei peggiori tempi della Milano da bere. Di cui ricorderemo il sacrificio del buon Ruggero Pertile (secondo in 2h11&#8242;) servito a dopare i commenti televisivi, a fronte di quel 2h41&#8242; come peggior crono femminile imbattuto su suolo meneghino, e quella favorita keniana seconda classificata, primatista negativa al traguardo di piazza Castello alla bella media di 5&#8217;30&#8221; per chilometro.</p>
<p>Se dodici edizioni di impegno consecutivo producono una maratona in diretta televisiva di questo spessore nella metropoli traino economico dell&#8217;Italia, non ci potranno essere deejay, attori e politici da strapazzo che tengano. Tantomeno i numeri artefatti del solito Corriere, che gonfiandoli  con &#8220;<em>diecimila partenti</em>&#8220;, bolla spudoratamente &#8220;<em>splendida</em>&#8221; la vittoria della solita Mancini (non me ne voglia) che quell&#8217;ingombrante 2h41&#8242; trasforma in vittima sacrificata a esigenze di immagine sostitute dal peso dei fatti che ogni giorno sfigurano questa città .<br />
E&#8217; alle vittime come lei e alla Milano reale che va la mia solidarietà  per la parabola discendente che la maratona le sta facendo vivere assieme alla crisi globale. Il mito della maratona di Milano &#8220;<em>come New York</em>&#8220;, trasformata in modesta vetrina raccatta-voti per la Moratti che decanta il &#8220;<em>raddoppio degli iscritti</em>&#8220;, é un set comico su cui si sono scomodati pure attori come Aldo Giovanni e Giacomo nel tentativo di recitare una maratona ideale che Milano non ha. E&#8217; la Milano che non si beve più nonostante il numero e la <a href="http://www.notizie.milano.it/ilgiornale-it/2011/in-staffetta-formigoni-scherza-%C2%ABsuperate-le-3-ore-puniro-il-colpevole%C2%BB/" target="_blank">qualità  degli di staffettisti</a>, tranne che ai ristori presi d&#8217;assalto per la calura. Bei tempi il 2001.</p>
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		<title>Maratona di New York: onorevoli auguri a chi le regole&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 21:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[maurizio lupi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto e il ministro Alfano fanno parte della spedizione dei 15 parlamentari del &#8220;Montecitorio running club&#8220;, volato a New York per correre la maratona. Siccome la politica é anche immagine gli alleati del piduista hanno fiutato l&#8217;importanza del fenomeno maratona. Si sono iscritti e si sono fatti &#8220;allenare&#8221; &#8211; si fa per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/10/31/maratona-di-new-york-onorevoli-auguri-a-chi-le-regole/">Maratona di New York: onorevoli auguri a chi le regole&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="433" height="333" data="http://www.c6.tv/mediaplayer/player.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="flashvars" value="author=C6 Tv&amp;streamer=rtmp://www.c6-flash.fabbricadigitale.it/vod&amp;file=montecitorio_running_club.flv&amp;logo=http://www.c6.tv/images/logo_tv.png" /><param name="src" value="http://www.c6.tv/mediaplayer/player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto e il ministro Alfano fanno parte della spedizione dei 15 parlamentari del <em>&#8220;Montecitorio running club</em>&#8220;, volato a New York per correre la maratona.<br />
Siccome la politica é anche immagine gli alleati del piduista hanno fiutato l&#8217;importanza del fenomeno maratona. Si sono iscritti e si sono fatti &#8220;allenare&#8221; &#8211; si fa per dire &#8211; da Gabriele Rosa, il primo  coach di atleti del Kenya fin dagli anni &#8217;90.<br />
La maratona é lunga 42 chilometri e 195 metri. Alfano prevede di finirla entro le sei ore, Lupi entro le cinque ore e Cicchitto non é dato a sapere. Forse si accontenterà  di finirla.<br />
I giornali del piduista sono solidali con Lupi, mattatore e trascinatore dei parlamentari alla maratona. Gli articoli zuccherosi lo dipingono <a href="http://www.ilgiornale.it/sport/maratona_new_york_lupi_tira_volata_50_parlamentari/attualita-maratona-atletica/04-04-2009/articolo-id=341468-page=0-comments=1" target="_blank">come un campione</a> ancora prima che sia partito e che abbia terminato la lunga camminata.</p>
<p>Tre anni fa Romano Prodi, quando era premier, corse la stessa distanza della maratona a Reggio Emilia. Tagliò il traguardo in quattro ore e 21 minuti. Una prestazione considerevole per un ultra sessantenne che fa della corsa una piacevole passione. La prestazione é  stata regolare perché i passaggi intermedi registrati col chip lungo il percorso lo testimoniano.<br />
Studio aperto, col solito Claudio Brachino, fece un servizio avvelenato insinuando che Prodi aveva tagliato il percorso. E i giornali del piduista lo seguirono a ruota infilando nero su bianco una <a href="http://www.ilgiornale.it/ricerca/risultati.pic1?domains=www.ilgiornale.it&amp;q=prodi+maratona+&amp;sa=Cerca&amp;sitesearch=www.ilgiornale.it&amp;client=pub-5900703667713678&amp;forid=1&amp;ie=ISO-8859-1&amp;oe=ISO-8859-1&amp;safe=active&amp;flav=0000&amp;sig=JSiHLPpk_Vmtk3Bf&amp;cof=GALT%3A%23008000%3BGL%3A1%3BDIV%3A%23FFFFFF%3BVLC%3A663399%3BAH%3Acenter%3BBGC%3AFFFFFF%3BLBGC%3AFFFFFF%3BALC%3A0000FF%3BLC%3A0000FF%3BT%3A000000%3BGFNT%3A0000FF%3BGIMP%3A0000FF%3BLH%3A50%3BLW%3A414%3BL%3Ahttp%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fimg%2FilGiornale.it_414x50.gif%3BS%3Ahttp%3A%2F%2F%3BFORID%3A11&amp;hl=it" target="_blank">serie di falsità </a>. Compresa <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/la_maratona_sospetti_un_chip_contro_professore/21-01-2006/articolo-id=58747-page=0-comments=1" target="_blank">questa</a>.<br />
Servizi e articoli che finirono in nulla perché Prodi aveva corso tutta la distanza in maniera regolare. Tra l&#8217;altro é anche un assiduo ciclista.</p>
<p>Morale: siccome la politica si affaccia allo sport, trovo sia coerente che anche nello sport si tratti la politica.<br />
A tal proposito sono curiose le reazioni che hanno suscitato i miei articoli su <a target="_blank">Podisti net</a>, uno dei siti più cliccati dagli amanti delle maratone.</p>
<p>Un paio di settimane fa avevo scritto  ciò che avevo vissuto alla maratona di Marengo di Alessandria in veste di speaker. Avevo <a href="http://www.podisti.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3423:maratona-di-marengo-intergrazione-a-remengo&amp;catid=13:commenti-e-opinioni&amp;Itemid=95" target="_blank">criticato</a> la norma federale che esclude dalla classifica gli atleti stranieri tesserati in società  fuori regione. Mi sembrava una carognata razzista che contraddice lo statuto stesso della federazione che parla di &#8220;uguaglianza&#8221;.<br />
I lettori del sito, fra cui anche atleti di livello, mi avevano attaccato invocando il &#8220;<em>rispetto delle regole da criticare nelle sedi opportune</em>&#8220;. Io avevo replicato sul concetto di regole invitando i lettori a non fissarsi sul dito piuttosto che sulla luna. Articolo che la redazione di podisti net ha cancellato dal sito dopo pochi giorni. Niente. I commentatori podisti hanno continuato ad attaccare il dito.</p>
<p>Oggi, infine ho scritto qualche riga sulla presenza dei parlamentari alla maratona di New York dedicato ai lettori &#8220;<em>che le regole si rispettano e basta</em>&#8220;. Ho ricordato che grazie ai Lupi e agli Alfano del pacchetto intercettazioni, fra un po&#8217; aggredire e stuprare le podiste in allenamento sarà  più facile e sicuro. Ma i lettori di podisti net <a href="http://www.podisti.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3545:new-york-un-onorevole-augurio-a-quelli-che-le-regole&amp;catid=13:commenti-e-opinioni&amp;Itemid=95" target="_blank">sono ostinati</a>. Dicono che le mie <em>&#8220;opinioni</em>&#8221; devono star fuori dal sito. Se la prendono con me che racconto i fatti invece che con i Lupi e gli Alfano che quei fatti li provocano. Lettori che guardano ancora il dito anziché la luna. Non capiscono, o forse fingono di non capire ciò che intendo. E io che credevo che in rete ci fosse solo gente capace di leggere e capire. Mi devo ricredere e ritenere che ci sia ancora molto da correre per alfabetizzare il popolo ai propri diritti che sono i diritti di tutti. Che delusione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/10/31/maratona-di-new-york-onorevoli-auguri-a-chi-le-regole/">Maratona di New York: onorevoli auguri a chi le regole&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Maratona di Marengo, integrazione a remengo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 20:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Foto di Roberto Mandelli Non per amor di polemica. Solo per rigor di logica. Vorrei capire a che punto é degenerato il sistema Italia nella sua variante sportiva. Vorrei capire se le parole hanno ancora un significato prima di interpretarle e applicarle nei regolamenti delle attività  sociali e aggregative, quali la corsa. Una a caso: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/10/21/maratona-di-marengo-integrazione-a-remengo/">Maratona di Marengo, integrazione a remengo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3132" title="daniele-martinelli" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/10/daniele-martinelli.jpg" alt="daniele-martinelli" width="268" height="400" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/10/daniele-martinelli.jpg 268w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/10/daniele-martinelli-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" /><br />
<strong>Foto di Roberto Mandelli</strong></p>
<p>Non per amor di polemica. Solo per rigor di logica. Vorrei capire a che punto é degenerato il sistema Italia nella sua variante sportiva. Vorrei capire se le parole hanno ancora un significato prima di interpretarle e applicarle nei regolamenti delle attività  sociali e aggregative, quali la corsa. Una a caso: Marengo marathon, periferia di Alessandria. Ci vado invitato in qualità  di speaker della manifestazione. Le gare previste sono due, mezza maratona e maratona intera a partenza unica. Il migliaio di podisti corre sulle stesse strade di un percorso che a un certo punto si divide in due tracciati: uno che porta al traguardo dei 21 chilometri, un altro al traguardo dei 42. Due gare, due distanze, due classifiche, un solo traguardo.</p>
<p>Facile a dirsi, meno a farsi se c&#8217;é chi si impegna a rendere complicato ciò che di più semplice esiste nell&#8217;immediatezza di una classifica generale che incolonna nell&#8217;ordine gli atleti arrivati. Alla Marengo marathon le complicazioni si avvertono già  prima che arrivi il vincitore della mezza maratona, tal Khalid Ghallab. Mentre inizio a scaldare di annunci il traguardo per attirare il pubblico, il giudice fiduciario della Fidal Piemonte mi sussurra che quell&#8217;atleta nordafricano in testa alla mezza maratona non sarà  inserito in classifica. Quindi non avrà  diritto al premio del vincitore. Gli chiedo il motivo. Il giudice mi risponde che alla Marengo marathon, in quanto gara provinciale piemontese, non possono gareggiare atleti stranieri tesserati in società  non piemontesi.</p>
<p>Ghallab risulta infatti tesserato in una società  di Genova, che non é in Piemonte. Ma il tesserato, appunto, <strong>é straniero</strong>. Fosse stato italiano non ci sarebbero stati problemi. Infatti Giorgia Robaudo, pure lei tesserata a Genova, per la Fidal risulta prima donna e anche vincitrice della mezza maratona. La regolina, palesemente discriminatoria e dal sapore razzista, appare in un comma sepolto fra le paginette del regolamento Fidal che spunta da una tasca del giaccone del giudice. Un colpo d&#8217;occhio allo Statuto della Fidal ed ecco la contraddizione. La regolina contrasta col contenuto del primo articolo: &#8220;<em>Un&#8217;associazione senza fini di lucro che si ispira al principio di democrazia e di partecipazione di chiunque in condizioni d&#8217;<strong>uguaglianza</strong> e di pari opportunità  della pratica dell&#8217;atletica leggera</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;articolo parla appunto di democrazia (popolo sovrano) e non di burocrazia, ma soprattutto di uguaglianza, termine limpido che non dà  adito ad interpretazioni. A cominciare dalla nazionalità  o dal colore della pelle di chi corre. Tornando alla gara, pur senza comprendere, devo dare atto al giudice Fidal nel suo ruolo di garante del regolamento federale nazionale. Gli chiedo quale sia il criterio di spartizione fra gara provinciale, regionale, nazionale o internazionale. Il giudice mi risponde che é una questione di tariffe. Più l&#8217;organizzatore paga, più la federazione rilascia. Una pratica che sembra in totale contraddizione sempre con quel famigerato primo articolo dello Statuto della Fidal che recita &#8220;<em>associazione senza scopo di lucro</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto Khalid Ghallab taglia il traguardo della mezza maratona a braccia alzate in 1h06&#8217;34&#8221;. Sorride nonostante sia visibilmente stanco. E&#8217; stato il più veloce di tutti. Infatti si piazza al primo posto ma non per i giudici Fidal, che registrano il tempo dell&#8217;atleta nordafricano considerandolo <strong>fuori classifica</strong>. In quanto straniero. Io in seduta stante continuo ad annunciarlo come vincitore e penso che eventuali squalifiche si comunicheranno al momento delle premiazioni. Nel frattempo piomba sul traguardo il secondo atleta, a distanza di 25 secondi: si chiama Tito Tiberti (Cover Mapei) società  piemontese, felice e contento. Una ragazza che si qualifica sua compagna di lì a poco si avvicina per chiedermi conferma del tempo cronometrico ottenuto. Io glielo comunico ufficiosamente mentre lei sorride divertita perché &#8220;<em>Tito si aggiudica i 350 euro in palio per il vincitore visto che il marocchino non é in regola</em>&#8221; (é straniero).</p>
<p>La frittata é pronta. E&#8217; l&#8217;amaro antipasto di una sequela di discussioni e di liti che faranno da passerella ai piedi del palco delle premiazioni più tardi. Davanti a quei bambini che la Fidal ha particolarmente a cuore nell&#8217;articolo 2 del suo Statuto, secondo il quale &#8220;<em>promuove, organizza, disciplina e diffonde la pratica dellâ€™atletica leggera in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi</em>&#8221; di una serie di comitati prima di dare spazio, nell&#8217;articolo 3, alla settorializzazione dei praticanti, e giù giù fino all&#8217;impervio bazar di regole e regoline che fanno a pugni con i fondamenti del suo Statuto. Talmente di <strong>stampo nazista</strong> quella sull&#8217;esclusione dalla classifica degli atleti stranieri tesserati fuori regione, che a Marengo, dopo l&#8217;epica battaglia napoleonica, anche la maratona edizione 2009 riserva un ulteriore botto. Fra gli uomini si impone in 2h25&#8242; Abdelhafid El Haclimi, marocchino che corre per l&#8217;atletica Imola, Emilia Romagna. E&#8217; uno straniero tesserato fuori dal Piemonte. I giudici Fidal, a mo&#8217; di fotocopia, convalidano la prestazione cronometrica dell&#8217;atleta nordafricano senza inserirlo in classifica. <strong>Non é italiano</strong>.</p>
<p>Il clima al traguardo si fa rovente e si impregna di imbarazzo, come quello di Albert Richter, il campione di ciclismo del periodo nazista che si era rifiutato di rompere il rapporto col suo allenatore ebreo Berliner. Gli sguardi sconcertati fra i presenti, me compreso, si incrociano come frecciate. Uno dei giudici, fra i più attempati, fiutando la mal parata ci bisbiglia che siccome il montepremi lo mette in palio l&#8217;organizzatore, spetta a quest&#8217;ultimo decidere chi premiare. A mente lucida l&#8217;escamotage assume i contorni della classica soluzione all&#8217;italiana che contravviene la regolina della Fidal. Che a sua volta contraddice i fondamenti del suo Statuto.</p>
<p>Quindi se la doppia negazione afferma l&#8217;organizzatore della Marengo marathon, Gianni Lonardo, può sorridere tranquillo e dire al giudice di &#8220;non preoccuparsi&#8221; che per le premiazioni si atterrà  alla classifica degli arrivati infischiandosene della classifica nazi-buro-federale: primo Khalid Ghallab, secondo Tito Tiberti, terzo Valerio Brignone. Il giudice si infervora e alle premiazioni scoppia la lite. Il poetico (per non dire patetico) Tito Tiberti, da buon esemplare di energumeno per i bimbi presenti, <strong>perde le staffe</strong>: sposta il podio dal palco e lo prende a calci. Rifiuta di ritirare i 200 euro riservati al secondo classificato mentre volano imprecazioni e accuse &#8220;<em>all&#8217;organizzazione di sinistra</em>&#8220;. La butta in politica ma commette gaffes a ripetizione il vincitore Fidal Tito Tiberti. Dimostra di non conoscere le quantità  industriali di responsabilità  leghiste e forziste nelle leggi fumo sull&#8217;immigrazione approvate dai governi berlusconiani in vigore quasi ininterrottamente da 15 anni (la destra é un&#8217;altra cosa).</p>
<p>Sull&#8217;argomento preferisco non dilungarmi per non sottovalutare la fermezza di Gianni Lonardo, capace di andare oltre il parapiglia che si é sprigionato alla premiazione della sua gara. Premia ugualmente il vincitore Ghallab e Valerio Brignone (terzo classificato) con l&#8217;intento dichiarato di &#8220;<em>ciò che in federazione si prega di cambiare lo si cominci a fare sui campi</em>&#8220;. Come dargli torto? Infatti anche nella premiazione della maratona le regole discriminatorie della Fidal non vengono considerate. La piccola cerimonia fila liscia senza polemiche e senza obiezioni. Anche per Ivana Iozzia, la maratoneta italiana campionessa di specialità  che alla Marengo marathon ha corso tutta sola in 2h39&#8217;51&#8221; giungendo terza assoluta.</p>
<p>Anche lei, come i due atleti marocchini, non appare in classifica perché l&#8217;ufficio complicazioni cose semplici della Fidal stabilisce che gli atleti di interesse nazionale, autori di almeno una prestazione stagionale fra le prime 10 nelle graduatorie federali di qualunque specialità  (anche il lancio del peso), possono gareggiare soltanto dietro autorizzazione della federazione a mezzo fax. Ivana rientra in quel parametro ma ha sbagliato permettersi il lusso di sceglere in libertà  di correre una maratona.</p>
<p>Di questi episodi frutto di regole farraginose e fuori dal tempo la Fidal nazionale del presidente e imprenditore Asics <strong>Franco Arese</strong> ha serie responsabilità . Anzi, approfitto per chiedergli se un atleta straniero tesserato a Torino può comprarsi un paio di scarpe superleggere Asics a Milano o un completino sempre rigorosamente Asics a Bologna piuttosto che a Napoli. Magari con la possibilità  di non pagarlo.</p>
<p>Purtroppo in Italia prima di correre con le gambe bisogna correre contro la burocrazia nel rispetto della discriminazione. Il miglior viatico per promuovere l&#8217;allontanamento dall&#8217;atletica, la regina degli sport. Uno dei motivi per i quali tutta l&#8217;Europa ci deride.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/10/21/maratona-di-marengo-integrazione-a-remengo/">Maratona di Marengo, integrazione a remengo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Travisare é anche uno sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 00:56:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[atletica]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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		<category><![CDATA[maratona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Tanto per fare chiarezza anche lâ€™informazione sportiva dovendo rispondere a precise leggi di mercato travisa la verità . Il calcio televisivo é gettonato perché dà  visibilità  a cani e porci: tuttologi alla Mughini, vallette alla Zanicchi, stilisti alla Platinette, transessuali, pregiudicati, indagati, analfabeti e corrotti fanno parte del campionario degli ospiti che riempiono gli assonnati pomeriggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/11/05/travisare-e-anche-uno-sport/">Travisare é anche uno sport</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/11/ryan-shay.bmp" alt="ryan-shay.bmp" /> </p>
<p>Tanto per fare chiarezza anche lâ€™informazione sportiva dovendo rispondere a precise leggi di mercato travisa la verità .<br />
<strong>Il calcio televisivo é gettonato perché dà  visibilità  a cani e porci</strong>: tuttologi alla Mughini, vallette alla Zanicchi, stilisti alla Platinette, transessuali, pregiudicati, indagati, analfabeti e corrotti fanno parte del campionario degli ospiti che riempiono gli assonnati pomeriggi televisivi con frasi e considerazioni lontane anni luce da ciò che il calcio inteso come disciplina sportiva di squadra potrebbe trasmettere.<br />
<strong>Alla legge del mercato</strong> del parlar d&#8217;altro non si sottrae nemmeno il calcio perché ben si presta al ruolo di argomento da quinta elementare, diverso dalle altre discipline individuali dove la prestazione frutto di programmi tecnici e di calcoli scientifici non lascia spazio a castronerie da bar sport.<br />
Infatti non a caso il sistema al rovescio chiama questi sport &#8220;<strong>sport minori</strong>&#8221; proprio perché il calcio popolarizzato é divenuto terreno per minorati resi tali dal martellante tam tam mediatico degli ultimi decenni che non ha lasciato spazio ad altro.<br />
Complice di questa disfatta anche lo sponsor, miracolosa entità  finanziatrice che dai primi anni &#8217;80 ha dato il là  decisivo ad innescare il vorticoso ciclone di dibattiti televisivi, ormai talmente permeati da ignorare approfondimenti seri sui cadaveri degli scandali dei bilanci falsi delle società , dei calciatori comprati in nero, dei Moggi che hanno taroccato le partite e dei loro Tony Damascelli scribacchini che fornivano in anteprima stampa i contenuti degli articoli scomodi dei loro colleghi di redazione, per questo motivo espulsi dallâ€™Ordine dei giornalisti per diversi mesi, e nonostante ciò sempre accanitamente invitati nel piccolo schermo per raccontare fesserie come se nulla fosse!<br />
All&#8217;Italia calciolfila dell&#8217;etica morta e sepolta dà  il suo contributo anche l&#8217;immancabile Silvio Berlusconi che comprandosi il Milan con i voti dei suoi tifosi al traino ha mutuato il linguaggio da partita come metafora nelle vicende squisitamente politiche di suo squisito interesse personale per le scalate ai governi.<br />
Mentre nell&#8217;Italia dell&#8217;etica morta e sepolta nessun conduttore spiega che gli spalti vuoti sono il frutto del disinteresse e della sfiducia verso un calcio saturo di se stesso, ciò che mâ€™interessa chiarire é il fatto che <strong>il bisogno di vendere la notizia impone di tralasciare aspetti squisitamente tecnici</strong> che valorizzano gli specialisti della tal disciplina in favore di eventi del tutto fortuiti ed eccezionali. <strong>Nella formula uno</strong>, a parte i miliardi di euro che circolano, lo scoop che riempie ore di trasmissioni e pagine di giornali é il Schumacher di turno che brucia nellâ€™abitacolo schiantato a 300 allâ€™ora contro un muro durante il grampremio.<br />
<strong>Nel ciclismo</strong> é una chicca il guasto ai freni di una bici in discesa che proietta nel dirupo a tutta birra il povero ciclista o vedere in moviola fino alla nausea il risotto di rovinose cadute a 50 metri dal traguardo.<br />
Una specialità  elitaria e desueta come la scherma balza agli onori della cronaca se qualche atleta viene infilzato nel bel mezzo dellâ€™incontro.<br />
Ebbene anche <strong>nellâ€™atletica</strong> si parla di maratona solo se qualcuno stramazza a terra per un infarto comâ€™é successo a New York per Ryan Shay. Questa disgrazia ha reso qualche spicciolo ad almeno 4 giornalisti diversi che ne hanno parlato sulla Gazzetta dello sport, ivi compreso quel Mauro Covacich che qualche tempo fa aveva addirittura scritto in prima pagina che sarebbe opportuno legalizzare il doping perché ormai tutti ne fanno uso!<br />
La corsa intesa come regina degli sport, se non é in periodo di olimpiadi, viene confinata nelle brevissime o totalmente ignorata dai tg, esattamente come decine di altri sport molto più faticosi difficili ed affascinanti di una partita di calcio truccata.<br />
<strong>La maratona a Milano</strong> fà  notizia non come evento sportivo che porta un messaggio di salute ma perché â€œanche quest&#8217;anno sono stati migliaia i milanesi fermi in coda in auto irritati dal blocco delle strade per il passaggio dei podistiâ€.<br />
Il golden gala di Roma questâ€™anno si é guadagnato tutte le copertine perché un giavellotto si é infilzato nella schiena di un saltatore in lungo! Delle prestazioni uscite quella sera da oltre 20 gare non c&#8217;é stato nessun cenno. Questo per dire che <strong>il mondo delle notizie é perverso e diseducativo anche nello sport</strong>, soprattutto nellâ€™atletica e nella maratona, specialità  spesso nelle mani di colleghi giornalisti fumatori accaniti di 100 chili di peso che non sanno cosa significhi correre un solo chilometro.<br />
E poi ci allarmiamo se i due terzi dei bimbi italiani sono sovrappeso. Chissà  quante mamme sono intimorite da un po&#8217; di salutare corsa!</p>
<p>Nella foto il grande Ryan Shay, 28 anni, campione statunitense di mezza maratona crollato per un infarto al nono chilometro di corsa durante la maratona dei trials di New York. Lascia nel dolore i familiari e la compagna Alicia.</p>
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