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	<title>viaggio Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Dopo Flixbus ecco Italbus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 06:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>300 autobus Wolkswagen talvolta a 2 piani, wi-fi Tim, bagni, sedili ampi, prezzi concorrenziali e mille assunzioni di autisti che guideranno su e giù per l’Italia i grandi mezzi di trasporto su gomma attraverso stazioni e aeroporti per lunghi tratte. E’ la sfida di Italbus, concorrente di Flixbus, che partirà il 27 maggio e i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>300 autobus Wolkswagen talvolta a 2 piani, wi-fi Tim, bagni, sedili ampi, prezzi concorrenziali e mille assunzioni di autisti che guideranno su e giù per l’Italia i grandi mezzi di trasporto su gomma attraverso stazioni e aeroporti per lunghi tratte.</p>
<p>E’ la sfida di Italbus, concorrente di Flixbus, che partirà il 27 maggio e i cui biglietti sono già acquistabili <a href="https://www.italbus.it/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
<p>Soci dell’impresa da 200 milioni di euro in 4 anni finanziati da Banca Intesa sono <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/08/04/anche-montezemolo-blinda-il-pregiudicato/" target="_blank" rel="noopener">Luca Cordero di Montezemolo</a>, (già capo dei treni Italo), Flavio Cattaneo (in Ferilli), famiglia Punzo, Angelo Donati e Fabrizia Seragnoli.</p>
<p>Speriamo di non dover sentire di altri incidenti per le troppe ore di guida dei conducenti. Che sui mezzi Italbus &#8211; promettono &#8211; saranno sempre in due.</p>
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		<title>La calda estate in battaglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 22:05:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Col mese di luglio inizia un periodo caldo su tutti i fronti. In particolare per i vari appuntamenti previsti in questo mese, che per poter onorare in un tour de force continuo avrò ancora meno tempo di quello che non ho avuto finora, per poter rispondere a molti di voi che mi avete scritto chiedendomi pareri, informazioni o [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2479" title="mappamondo" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/07/mappamondo.jpg" alt="mappamondo" width="305" height="284" /></p>
<p>Col mese di luglio inizia un <strong>periodo caldo</strong> su tutti i fronti. In particolare per i vari appuntamenti previsti in questo mese, che per poter onorare in un tour de force continuo avrò ancora meno tempo di quello che non ho avuto finora, per poter rispondere a molti di voi che mi avete scritto chiedendomi pareri, informazioni o per invitarmi alle vostre serate.</p>
<p>Mentre scrivo questo post dentro l&#8217;aereo che da Napoli mi porta a Linate sto cucinando il servizio dell&#8217;ultima udienza del processo Impregilo-Bassolino.<br />
Domani e venerdì rimarrò presumibilmente a Milano, salvo possibili imprevisti, per organizzare gli spostamenti delle prossime 2 settimane a perdifiato che provo riassumere:</p>
<p>lunedì 6 mattina sarò al tribunale di Ferrara per seguire la <strong>sentenza del processo Aldrovandi</strong> e nel tardo pomeriggio allungherò il rientro a casa attraverso Padova per un&#8217;intervista.<br />
Martedì 7 mattina partirò per Roma (piazza Montecitorio) e nel pomeriggio, in camper, andrò a L&#8217;Aquila per il <strong>G8</strong> dove rimarrò fino a giovedì 9 sera, perché venerdì 10 mattina non potrò perdere l&#8217;<strong>udienza del processo Dell&#8217;Utri</strong> al tribunale di Palermo.</p>
<p>Lunedì 13 e martedì 14 luglio sarò a Nuoro, in Sardegna, per onorare un impegno preso mesi fa, quindi volerò a Napoli perché mercoledì 15 c&#8217;é l&#8217;ultima udienza estiva del <strong>processo Impregilo-Bassolino</strong>.<br />
Giovedì 16 farò tappa a Potenza per un&#8217;intervista mentre venerdì 17 sarò al tribunale di Bari per l&#8217;<strong>udienza del processo Fitto</strong>.<br />
Il tutto salvo imprevisti per fatti più importanti tali da indurre qualche cambio di programma. Dal 18 ho in programma altri servizi ancora in via di definizione con qualche piccola tregua. Poi ci sarà  agosto&#8230;</p>
<p>Intanto sto seriamente pensando di fare un presidio settimanale per buona parte dell&#8217;estate fra Camera e Senato, per interviste volanti ai malcapitati della casta da proporre al popolo della rete in tutta la loro natura artificiale e artificiosa. Di domande e argomenti vergognosi ce n&#8217;é tanti da impallidire. Pure sotto il solleone.<br />
Vi terrò informati con sufficiente anticipo, in modo che se qualcuno di voi vorrà  venire a farmi compagnia per reggere la videocamera o per porre domande  faremo tutto ancora meglio.</p>
<p>Per ora vi ringrazio tutti. Siete davvero diventati <strong>tanti</strong>, stimolanti e anche molto guardinghi.<br />
Un grazie anche a coloro che in questi mesi hanno fatto piccole donazioni in denaro. Da inizio 2009 ho raccolto poco meno di 1.000 euro, parte dei quali li ho già  spesi per potenziare la stabilità  e la funzionalità  del blog.<br />
Il grazie va anche a quelli che si incavolano leggendo i banner &#8220;<em>Sei di Forza Italia?</em>&#8220;. Chiarisco una volta per tutte che quelle scritte non dipendono dalla mia scelta, ma dai tag che si sceglie non so come Google adsense per la pubblicità  dei suoi inserzionisti. Li lascio perché servono ad arrotondare qualche decina di euro mensili. </p>
<p>Per quelli che mi chiedono la traduzione dei post ricordo che in alto a destra (sotto il banner della donazione) c&#8217;é il Google translater che traduce abbastanza bene i post in tutte le lingue del mondo. Forse corruttore, cainano o puttaniere in <em>ceko</em> o in <em>suomi</em> non avranno lo stesso significato come per gli italiani. <strong>I più importanti a dover capire</strong>. <br />
Il grazie é doveroso perché le vostre migliaia di visite quotidiane mi fanno sentire attorniato da un battaglione sempre più grande di cittadini informati. <strong>Teniamo duro e partecipiamo</strong>. Oltre che diffondere la rete.</p>
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		<title>Spicchi dalla risalita dell&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 11:03:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono ormai alla fine del lungo viaggio in giro per lâ€™Italia che ricorderò per sempre. In 3 settimane ho percorso 3 mila chilometri (esclusa la nave da Genova a Palermo) e ho speso circa 1.495 euro. Chi insinua che alle mie spalle ci siano stati sponsor si sbaglia. Mi sono pagato tutto io. Ero partito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gCWrRYO9W5U&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/gCWrRYO9W5U&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Sono ormai alla fine del lungo viaggio in giro per lâ€™Italia che ricorderò per sempre. In 3 settimane ho percorso 3 mila chilometri (esclusa la nave da Genova a Palermo) e ho speso circa 1.495 euro. Chi insinua che alle mie spalle ci siano stati sponsor si sbaglia. Mi sono pagato tutto io. Ero partito con lâ€™intento di distrarmi, pure dal blog, poi i servizi e i video che ho realizzato sono venuti di conseguenza, come l&#8217;appetito. Eâ€™ stato più forte di me, non potevo lasciarmi alle spalle ciò che ho documentato. Ho fatto il minimo indispensabile perché la tentazione era di fare molto di più. Ma non potevo fare tutto da solo e a spese mie, mi sarebbe servito almeno un anno e un conto corrente da campare di rendita. Stare in giro bivaccando fra alberghi, benzina e spuntini ci sono voluti mediamente 80 euro al giorno. Ho preferito appoggiarmi agli alberghi perché nei bed &amp; breakfast, troppo spesso, i gentilissimi gestori scadono quando cominciano a fare domande sulla vita privata. Diventano antipatici, forse più di quanto lo sono io mentre chiedo interviste per strada. Eâ€™ stato così nelle prime 3 notti siciliane a Palermo, Sciacca e Pozzallo. Da allora solo alberghi.</p>
<p>Risalendo lâ€™Italia ho percorso a ritroso la <strong>statale 17</strong>, da Foggia a Rieti, sotto un sole che non cadeva mai a picco (come racconta una vecchia nenia di Francesco Guccini). Quella strada ha il pregio di condurre lungo la dorsale appenninica, lâ€™unica via per tuffarsi nella natura, evitare il traffico e il caldo insopportabile della riviera, oltre che scoprire luoghi che non avevo mai visto. Dirigendosi verso Campobasso si passa <strong>Lucera</strong>, che al centro svetta la sua cupola attorniata da tanti anonimi palazzoni, spesso senza intonaco, immersa in unâ€™area disabitata, arida e rocciosa. Quel tratto é decisamente selvaggio, molto simile alla Tunisia interna. Poi cominciano le colline, la vegetazione fiorisce qua e là , si entra in Molise e la temperatura comincia a mitigarsi. Prima di raggiungere il capoluogo regionale ho fatto tappa al <strong>lago Occhito</strong>, per metà  pugliese e per metà  molisano. Una laga abbandonata, tendente al prosciugamento e per nulla rivalutata. Se ci fossero piste ciclabili e punti di ristoro credo potrebbe diventare la miniera dâ€™oro per lâ€™economia dei radi paesi che la circondano.</p>
<p><strong>Campobasso</strong> é orgogliosa di ospitare la scuola degli allievi Carabinieri. Lo si intuisce dalle indicazioni disseminate dappertutto. Lungo i continui e arzigogolati saliscendi si raggiunge il centro storico con le immancabili cattedrali, attorniate da aree ombreggiate e panche invitanti. I ritmi della vita urbana sono lâ€™opposto di quelli lombardi, lâ€™aria che si respira é vagamente montana, i vicini monti del Matese ospitano impianti di risalita invernali. Si potrebbe stare in vacanza a Campobasso, unica vera città  del Molise, poiché <strong>Isernia</strong>, lâ€™altro capoluogo provinciale che con i suoi 20 mila abitanti é il meno popolato d&#8217;Italia, é di fatto un paese. Ci ho sostato un paio dâ€™ore dopo essere passato dalla triste e dimessa Bojano, scoprendo che anche qui ci sono potenzialità  turistiche, ma purtroppo la ricettività  é limitata. La ferrovia fa tenerezza, a binario unico sembra quella del Far West. Il nucleo storico, con le sue viuzze dove il tempo si é fermato, si trova nella parte bassa della cittadina. Da qui si domina unâ€™ampia vallata ricca di vegetazione montana. Ho scoperto che a Isernia esiste una piccola università , collocata davanti ad un&#8217;area verde nella quale mi ci sono ficcato per connettermi ad Internet con la connect card, ma é stato impossibile. Evidentemente qui non é ancora arrivata lâ€™adsl.</p>
<p>Sono ripartito verso nord e ho raggiunto lâ€™Abruzzo a cominciare da <strong>Roccaraso</strong>, paradiso montano per molti romani in vacanza che sembra di stare a Madonna di Campiglio. Qui ho dovuto indossare la giacca a vento perché a 1.200 metri di quota la temperatura precipita. Prima che facesse buio ho imboccato la via dellâ€™altopiano delle 5 miglia e ho iniziato a scendere verso <strong>Sulmona</strong>, tornata alla ribalta per il locale carcere che ha ospitato Ottaviano Del Turco e il viavai di suoi amici onorevoli in preghiera.</p>
<p>Passando per <strong>Bussi</strong> avrei voluto approfondire la vicenda dellâ€™inchiesta dellâ€™acqua inquinata, ma il tempo tiranno mi ha consigliato di tirare diritto per <strong>Lâ€™Aquila</strong>. Diritto si fa per dire, perché passata <strong>Popoli</strong>, la strada che sale sul gruppo del massiccio del Gran Sasso si fa a tornanti. In questo tratto un <strong>incendio di proporzioni impressionanti</strong> ha cambiato il paesaggio di interi monti. Per un tratto di 20 chilometri la foresta é ridotta a cumuli di cenere. Ho realizzato qualche immagine che metterò presto online. Col resto del viaggio a partire da Lâ€™Aquila, di cui già  avete saputo per via delle interviste su sanitopoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/08/28/spicchi-dalla-risalita-dellitalia/">Spicchi dalla risalita dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Spicchi e spaccati di vita italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 17:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sto per lasciarmi alle spalle il Gargano con Vieste, Rodi e la grande foresta umbra (il nome deriva da ombra). Un polmone verde che é un paradiso, a tratti deturpato dai rifiuti, souvenir lasciati dalle famiglie venute per il pic nic. Tra le morbide tinte dell&#8217;immensa pineta fioriscono sacchetti di plastica gonfi di posate sporche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/g9aS1MVEt20"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/g9aS1MVEt20" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></p>
<p>Sto per lasciarmi alle spalle il Gargano con Vieste, Rodi e la grande foresta umbra (il nome deriva da ombra). Un polmone verde che é un paradiso, a tratti deturpato dai rifiuti, souvenir lasciati dalle famiglie venute per il pic nic. Tra le morbide tinte dell&#8217;immensa pineta fioriscono sacchetti di plastica gonfi di posate sporche di sugo, piattini, ossi di pollo, tovaglioli sgualciti, resti di lasagne, cartacce, sedie da giardino spezzate e bottiglie in plastica, che talvolta si mimetizzano col fondo erboso. Uno scempio che mi ricorda una zona boschiva in cui mi ero imbattutto l&#8217;anno scorso in riva al Po, in Piemonte, nei pressi di Trino Vercellese, ahime senza videocamera. Segni di inciviltà  che si ripercuotono come boomerang sulla salute di tutti. In una terra dove senza raccolta differenziata si buttano i <strong>pannolini assieme alle bucce di banana</strong>, senza pensare, affiora il lato più triste di questa Italia del Sud, abitata da troppa ignoranza, arroganza, supponenza, indifferenza e da troppi luoghi comuni. Un po&#8217; come il Nord di 40 anni fa.<br />
Negli ultimi 10 anni, durante i quali, per brevi periodi, ho vissuto il Sud Italia per motivi di lavoro, é cambiato poco nulla. Qui si continua a vivere alla giornata, si lavora a nero col miraggio del posto fisso che possa mandare a quel paese tutto e tutti (che si ottiene solo per raccomandazione politica) si tace e si gira la testa dall&#8217;altra parte, si agisce con superstizione, si soccombe alle usanze, si mangia come maiali per non offendere chi ti ha invitato, si frequentano le processioni, si venerano le statue religiose, si ostenta il lusso con la bigiotteria, ci si indebita per i vestiti, per la bella macchina e si foraggiano i preti per salvare l&#8217;anima del congiunto passato a miglior vita. Il trigesimo, la messa dedicata al trentesimo giorno dalla morte che poi si protrarrà  negli anniversari, fa rivoltare nella tomba Martin Lutero e tutti i cristiani protestanti, allergici alle prezzolate indulgenze di suffragio. So che al Nord si usa assai poco, e solo per gli anniversari.</p>
<p>Qui nel Sud Italia l&#8217;apparenza e la frase fatta da spiattellare per risultare omologati la fanno ancora da padroni. Qui la libertà  delle donne é ancora paragonabile a quella delle musulmane in burqa. Si finisce sulla graticola dei pettegolezzi se ci si siede in un bar per un caffé, si diventa &#8220;poco di buono&#8221; se si scelgono lavori tipicamente maschili come il geometra, niente bicicletta e spesso niente patente per le rappresentanti del gentil sesso. Le ragazze sveglie ed emancipate vengono bollate <strong>zoccole</strong>, le più audaci e allergiche ai ricatti della mentalità  retrograda ancora dilagante emigrano. Sono spesso belle e formose, molto più attraenti di certe anoressiche che circolano a zonzo per Milano armate di pianta stradale e book fotografico. Più genuine e con meno puzza sotto il naso, qui con le ragazze si può socializzare senza traumi a patto che si rimanga impassibili di fronte ai contenuti di certi discorsi a proposito di televisione, grande fratello e lezioni di vita.<br />
Correre sul lungomare può succedere di essere derisi e sfottuti da ragazzi obesi intenti a ingurgitare chili di focaccia oleosa, sdraiati sui cofani delle auto parcheggiate di sbieco o sui muretti. Ma anche da ragazze brille come quelle che a Torre a mare, vedendomi affannato su un ritmo sotto i 4 minuti per chilometro, mi hanno urlato &#8220;sfaccim de uagnon&#8221;. Non ho capito cosa intendessero, ma il tono usato non mi ha di certo rincuorato. Nella Puglia che ho visitato ho visto <strong>una sola pista ciclabile</strong> a Mola di Bari. Talmente bella, nuova e moderna da stridere con tutto il resto. Persino col bel mare che vomita sul bagnasciuga plastica, vetro e rottami.</p>
<p>Dormire la notte da queste parti é un terno al lotto. Dipende dalle intenzioni di chi starnazza per strada. Non é raro, infatti, imbattersi in gruppi di adolescenti randagi che scorrazzano sotto casa con gli scooter smarmittati dopo la mezzanotte. Possono urlare, sbraitare e lanciarsi sacchetti dell&#8217;immondizia fra l&#8217;indifferenza generale. Certi che il baccano amplificato che entra prepotente fin dentro i mobili di casa, non provoca reazioni sdegnate dai balconi. Tantomeno <strong>nessuno osa chiamare la Polizia</strong>. Il casco in moto non lo usa proprio nessuno qui, nemmeno le zucche pelate che non si possono spettinare.<br />
Un signore che ho conosciuto a Santo Spirito mi ha detto che la gente, qui é sfiduciata perché chiamare le forze dell&#8217;ordine può non servire se i vigili sono parenti, amici o vicini di casa dei trasgressori. Quel signore ama passeggiare con la moglie nella vicina <strong>Giovinazzo</strong> perché lì, a differenza di altre parti, i vigili sono onnipresenti. Contrastano i parcheggi pirata e i vandali a suon di verbali. Col risultato che a Giovinazzo é meno pericoloso camminare per strada e meno probabile inciampare fra le cartacce e le cacche dei cani sui marciapiedi. La cittadina disseminata di tanti localini accoglienti lungo i suggestivi budelli del centro storico in pietra bianca, é una chicca che val la pena visitare.</p>
<p>Per il resto il ritornello non cambia: &#8220;Tu sei del nord? Abiti vicino a Milano? Io ho il cognato che sta a Trezzano, il fratello che lavora a Dalmine, la cugina che convive a Brescia&#8230;&#8221; e via di questo andazzo. Il tormentone é sempre il solito:&#8221;Aah voi al Nord si che state bene, tuttavia voi avete il lavoro, noi il mare!&#8221;. &#8220;Qui al Sud c&#8217;é gente che sporca, siamo fessi perché non diciamo niente, abbiamo i delinquenti perché non c&#8217;é lavoro&#8221;. Chiaramente sono sempre gli altri che sporcano e delinquono.<br />
Da queste parti tutto é normale, se qualcosa non lo é si finge che lo sia. Non c&#8217;é stimolo, non c&#8217;é voglia di riscatto, non c&#8217;é coraggio, non c&#8217;é consapevolezza, non c&#8217;é abbastanza senso di <strong>responsabilità  collettiva</strong>. Forse non ci sono nemmeno i presupposti per crearla. Si vive molto di invidie, di piccole cose, spesso di espedienti e di vendette. Incendi, attentati e atti intimidatori sono all&#8217;ordine del giorno qui, tanto da non fare nemmeno più notizia sui giornali. L&#8217;Italia del Sud, Puglia compresa, é ancora disseminata di botteghe che al Nord sono scomparse da almeno 20 anni. Luoghi solitamente bui e mal tenuti, spenti come i loro gestori, spesso piegati sui banchi intenti ai cruci puzzle. Talmente demotivati da non riuscire a celare insofferenza verso il cliente che acquista. Difficile sentire un saluto o vedere una faccia sorridente al posto del broncio. Sarà  un caso che In dialetto barese il verbo lavorare si traduce con fadgà ?</p>
<p>Il Sud, mi spiace per chi non merita, é afflitto da overdose televisiva e da falsi miti. Molto più del Nord. Perciò Berlusconi continua a governare! Nonostante l&#8217;impegno di qualcuno, per ora, quest&#8217;area italiana rimane la palla al piede di quell&#8217;Italia attiva che lavora, che produce, che paga le tasse e che non ha sul suo territorio decine di caserme popolate da centinaia, migliaia di<strong> militari inutilizzati</strong>. Che potrebbero essere impiegati in borghese nelle campagne a controllare quella minoranza di incivili che lascia per strada di tutto.<br />
Ieri, in un&#8217;edicola di Bari Palese, mentre acquistavo Repubblica, il Giornale e L&#8217;Unità , il giornalaio, che avrà  avuto si e no mia età , <strong>mi voleva dissuadere dall&#8217;acquistare il quotidiano</strong> fondato da Antonio Gramsci. Non potevo credere ai miei orecchi! Gli ho chiesto se conoscesse Concita De Gregorio, il nuovo direttore succeduto ad Antonio Padellaro, e Marco Travaglio. Lui mi ha risposto: &#8220;No&#8230; bé abbiamo idee diverse, io preferisco Vittorio Feltri&#8221;. Gli ho chiesto se ricordasse qualche suo celebre articolo calunnioso e diffamatorio nei confronti di Antonio Di Pietro, e se sapesse della radiazione dall&#8217;albo dei giornalisti per aver, una volta tanto, pubblicato qualcosa di vero (una foto pedofila). Mi ha fatto segno con la mano che non era disposto a continuare la conversazione, congedandomi con un laconico &#8220;..forse lei ne saprà  più di me, legga ciò che vuole&#8221;.</p>
<p>Che volete che vi dica? Tanto é valso lasciar perdere e tuffarmi alla prima sagra del pesce fritto che ho incontrato risalendo la costa. Un&#8217;altra buona occasione per ingurgitare alici, polipetti e gustosissime cozze alla faccia di un santo di cui non ricordo il nome. Senza dimenticare di lasciarvi una cartolina che documenta cosa si può trovare tra i tanto decantati olivi di Bitonto. In cima al post. In onore alla verità . Uguale a quella che trovai <a href="http://it.youtube.com/watch?v=2-zDjOGdgqo" target="_blank">un anno fa</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/08/23/spicchi-e-spaccati-di-vita-italiana/">Spicchi e spaccati di vita italiana</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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