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	<title>stato Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Jun 2023 19:01:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Funerali di Stato (mafia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 19:01:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata bassa per la Repubblica per il governo che patrocina con funerali di Stato la morte di Silvio Berlusconi. Finanziatore di tutti i peggiori mafiosi, gli stessi che hanno mietuto migliaia di vittime di mafia tra cui i giudici Falcone e Borsellino. Per i quali non ci fu nessun funerale di Stato.</p>
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<p>Una giornata bassa per la Repubblica per il governo che patrocina con funerali di Stato la morte di Silvio Berlusconi. Finanziatore di tutti i peggiori mafiosi, gli stessi che hanno mietuto migliaia di vittime di mafia tra cui i giudici Falcone e Borsellino. Per i quali non ci fu nessun funerale di Stato.</p>
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		<title>Attentati ferroviari, governo impotente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2014 21:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/12/alta-velocità-attentato.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13275" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/12/alta-velocità-attentato-433x325.jpg" alt="alta velocità attentato" width="433" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/12/alta-velocità-attentato-433x325.jpg 433w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/12/alta-velocità-attentato.jpg 800w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></p>
<p>Terrorismo o non terrorismo, i recenti attentati all&#8217;Alta velocità, fortunatamente di entità quasi simbolica e soprattutto senza morti e feriti, dimostrano che lo Stato italiano è un&#8217;istituzione impotente. Di recente, durante un viaggio verso Roma col Frecciarossa, mi sono preso uno spavento in una galleria nei pressi di Firenze quando ho sentito un forte botto dal suono metallico sotto il vagone su cui mi trovavo. In quel momento quasi tutti i passeggeri hanno alzato lo sguardo con tono sorpreso e preoccupato. Non so se si è trattato di un sasso o di un corpo estraneo lasciato sui binari e urtato dal treno in corsa. Fatto sta che è stato un rumore forte e anomalo che non mi era mai capitato di sentire. In quell&#8217;occasione mi sono subito reso conto come da Milano a Roma siano centinaia i chilometri di linea ferroviaria dov&#8217;è possibile sabotare, manomettere o creare problemi alla circolazione dei treni. E&#8217; una sensazione brutta viaggiare insicuri. Pessima è la sensazione che l&#8217;impotenza dello Stato di fronte agli attentati sia una condizione voluta. Un incidente ferroviario a 300 chilometri orari vorrebbe dire un&#8217;ecatombe di vite umane. Quei bastardi che nelle ultime settimane hanno preso passione ad appiccare incendi alle centraline della linea ferroviaria, ci dicono che stanno giocando al gatto col topo. Ci dicono spavaldi che siamo tutti vulnerabili. Disarmanti le dichiarazioni dei politici, che fanno a gara sui distinguo tra attentati e terrorismo. Non sono più nemmeno rassicuranti. Del resto, cosa dovremmo pretendere da una democrazia basata sulla trattativa Stato-mafia? Dobbiamo sorbirci un esecutivo di buffoni replicanti e sperare che non tocchi a noi, prima o poi.</p>
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		<title>Sopravvivere in Italia è un&#8217;impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 10:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2012 in Italia sono fallite oltre 100 mila imprese. Quest&#8217;anno ne falliranno più o meno altrettante. Soffocate dalla crisi dei consumi, dal fisco opprimente che pretende senza dare nulla in cambio, e dai crediti che migliaia di imprenditori vantano dallo Stato biscazziere. Quello Stato biscazziere che è stato gestito dai governi degli uomini. L&#8217;ultimo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11423" alt="graminacea deserto" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/graminacea-deserto-485x325.jpg" width="485" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/graminacea-deserto-485x325.jpg 485w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/graminacea-deserto.jpg 1200w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /></p>
<p>Nel 2012 in Italia sono fallite oltre 100 mila imprese. Quest&#8217;anno ne falliranno più o meno altrettante. Soffocate dalla crisi dei consumi, dal fisco opprimente che pretende senza dare nulla in cambio, e dai crediti che migliaia di imprenditori vantano dallo Stato biscazziere. Quello Stato biscazziere che è stato gestito dai governi degli uomini. L&#8217;ultimo governo, quello di Berlusconi prima che venisse Monti, ha fatto finta di nulla. Con slogan all&#8217;insegna della crisi già passata e dei ristoranti pieni, si è eretto con tutto il suo peso parassitario e delinquenziale sulla pelle dei cittadini e delle imprese, lasciate morire soffocate dal cuscino dell&#8217;inefficienza del sistema reso così apposta per l&#8217;impunità dei politici, e dalla burocrazia controllata da Equitalia.</p>
<p>Di debiti della pubblica amministrazione, negli ultimi anni, non si è parlato granché. C&#8217;era stato qualche segnale e qualche forma di volontà di provvedere a pagare le imprese, ma erano rimaste lettera morta. Ci aveva provato il &#8220;<em>superministro</em>&#8221; del Tesoro <strong>Tremonti</strong>, quello che dava in nero e sottobanco 4 mila euro al mese di affitto per la casa di Marco Milanese, che ipotizzava di scontare alle aziende i contributi e le tasse. Senza farne nulla. All&#8217;epoca di questa colossale presa per i fondelli (2010) , i debiti dello Stato nei confronti delle imprese era di <strong>70 miliardi di euro. </strong>Di cui 500 milioni li chiedeva l&#8217;Ilia, l&#8217;associazione delle imprese di intercettazioni per conto delle procure, che si appellò inutilmente a Berlusconi denunciando «<em>Il ministro della Giustizia Alfano non ci paga, non possiamo più lavorare per le Procure, le indagini si fermeranno</em>». Il menestrello Alfano rispose serafico che «<em>quei soldi non glieli posso dare perché non li ho</em>». L&#8217;Ilia fece appello anche a Napolitano per chiedere un emendamento al ddl Stabilità per progammare lo stanziamento. Non risulta, a tutt&#8217;oggi, che quelle imprese siano state pagate. In quel periodo il parlamento si era riunito solo 136 volte dall&#8217;inizio dell&#8217;anno (2010) per varare lodi e lodini di impunità al nano di Arcore. Il Pd si faceva pugnette su governi di transizione, mentre l&#8217;Idv stava per servire sul piatto di Berlusconi due Razzi e Scilipoti pronti a votare contro la mozione di sfiducia del 14 dicembre successivo, giorno in cui Berlusconi si salvò comprandosi uno a uno i deputati degli schieramenti avversi.</p>
<p>Il governo Monti, per voce del ministro Passera, aveva proposto di rimpinguare le imprese con Bot e Cct al posto di denaro. Una soluzione che pareva tale giunta nel dicembre del 2011, quando i debiti dello Stato erano lievitati a <strong>80 miliardi</strong> di euro. L&#8217;Italia, coi suoi 180 giorni di attesa media per un pagamento, era già la più ritardataria d&#8217;Europa a fronte di una Germania pagatrice in 35 giorni, e una Francia in 64. In Italia, con Monti, i pagamenti non sono mai partiti. Nel giugno scorso il ministro Grilli aveva fatto approvare le dismissioni di immobili pubblici da vendere sul mercato, per produrre «<em>un&#8217;entrata di 10 miliardi in un mese</em>» che le imprese non hanno visto perché il decreto del governo non è mai stato approvato.</p>
<p>Ora che siamo nel 2013, che le imprese sono fallite, che i suicidi non fanno più notizia, che i miliardi di debiti dello Stato nei confronti delle imprese sono diventati <strong>90 (novanta) </strong>pari al 5,8% del Pil, che il numero dei disoccupati è fuori controllo&#8230; Ecco, ora che l&#8217;economia reale è scivolata nel dirupo senza appigli, arriva l&#8217;àncora corta del Parlamento, che con o senza governo Monti, pare stia procedendo con una prima tranche di pagamenti di urgenza, che però, va ricordato, <strong>gonfierà il debito pubblico</strong> dopo il vano tentativo di Monti del maggio scorso di chiedere alla Merkel la possibilità di saldare le imprese senza aggravi del debito nell&#8217;ottica della Golden rule. La Merkel rispose di procedere senza curarsi dell&#8217;aumento del debito del 4% (già allora era al 123,5% del Pil), in quanto l&#8221;Europa &#8220;<em>è la garanzia, non lo sanzionerà</em>.&#8221; A patto però che tutto venga smaltito entro il 2015, quando scatterà l&#8217;obbligo di tagliare il debito previsto dal Fiscal Compact.</p>
<p>Ebbene, oggi che il governo Monti è come se non ci fosse, riesce miracolosamente il Parlamento in seduta comune ad approvare una prima tranche di pagamenti. <strong>Senza ministri</strong> e purtroppo, senza più imprese. Le poche rimaste che non chiudono perché non se lo possono permettere, sembrano graminacee nel deserto sopravvissute al virus letale dei partiti: responsabili di prolungata e immobile siccità assieme ai loro uomini che andrebbero eliminati dalle istituzioni. Ci vorrebbe un acquazzone di cittadini che con uno tsunami di maggioranza, lavi le incrostazioni del parassitismo, delle lobby, delle corporazioni e della contiguità con le organizzazioni criminali che hanno infettato le nostre istitituzioni. Sarà  un&#8217;impresa, mi rendo conto. Ma non ci sono alternative. Il cielo dell&#8217;economia, del resto, è plumbeo da tempo. Prima o poi pioverà abbastanza.</p>
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		<title>La frittata di Bossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 09:51:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Lo Stato ha massacrato la Lega perché la Lega ha massacrato lo Stato». Umberto Bossi all&#8217;inaugurazione della sede della Lega Nord di Brebbia (Va).</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Lo Stato ha massacrato la Lega perché la Lega ha massacrato lo Stato</em>». Umberto Bossi all&#8217;inaugurazione della sede della Lega Nord di Brebbia (Va).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/06/24/la-frittata-di-bossi/">La frittata di Bossi</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Quei 6 miliardi alla chiesa &#8211; Raffaele Carcano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 16:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si discute tanto di rimborsi ai partiti e di finanziamenti pubblici a giornali e tivù. Si è discusso molto in un recente passato sull&#8217;esenzione Ici per gli edifici della chiesa cattolica. Ma a conti fatti, quest&#8217;ultima, costa molto di più alle tasche degli italiani rispetto all&#8217;esenzione della semplice Ici. Tra altre esenzioni, riduzioni, benefit, coperture, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=9qGv0HAmXq4" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8825" title="RAFFAELE CARCANO UAAR" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/04/RAFFAELE-CARCANO-UAAR.jpg" alt="" width="480" height="268" /></a></p>
<p>Si discute tanto di rimborsi ai partiti e di finanziamenti pubblici a giornali e tivù. Si è discusso molto in un recente passato sull&#8217;esenzione Ici per gli edifici della chiesa cattolica. Ma a conti fatti, quest&#8217;ultima, costa molto di più alle tasche degli italiani rispetto all&#8217;esenzione della semplice Ici.<br />
Tra altre esenzioni, riduzioni, benefit, coperture, convenzioni, mance, fondi, sconti e contributi di Stato dei comuni, delle province e delle re(li)gioni, si scopre che alla chiesa gli italiani regalano oltre <strong>6 miliardi</strong> di euro ogni anno. Il dato sempre aggiornato pubblicato su <a href="http://www.icostidellachiesa.it/ " target="_blank">questo sito,</a> è stato l&#8217;argomento dell&#8217;intervista realizzata a <strong>Raffaele Carcano</strong>, segretario nazionale dell&#8217;<a href="http://www.uaar.it/" target="_blank">Uaar</a> (Unione atei agnostici razionalisti).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/04/18/quei-6-miliardi-alla-chiesa-raffaele-carcano/">Quei 6 miliardi alla chiesa &#8211; Raffaele Carcano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Lettera di Gianluca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:02:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Daniele mi chiamo Gianluca Daluiso, ho 17 anni, mi sono appena diplomato, faccio il giornalista free lance e sono un attivista del â€œPopolo delle agende rosseâ€. Sono nato appena 26 giorni dopo la strage di via D&#8217;Amelio che segnò uno dei momenti più terribili per lâ€™Italia intera. Adesso sono trascorsi 18 anni da quella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Daniele</p>
<p>mi chiamo Gianluca Daluiso, ho 17 anni, mi sono appena diplomato, faccio il giornalista free lance e sono un attivista del â€œPopolo delle agende rosseâ€. Sono nato appena 26 giorni dopo la strage di via D&#8217;Amelio che segnò uno dei momenti più terribili per lâ€™Italia intera. Adesso sono trascorsi 18 anni da quella data, dalla morte di Paolo Borsellino, lâ€™amico di Giovanni Falcone, il servitore dello Stato che mori insieme agli uomini della sua scorta da martire cristiano della giustizia.Nonostante sia passato cosi tanto tempo da quella data, non si é ancora riusciti ad assicurare alla giustizia i veri assassini, i veri mandanti, quel doppio stato che tradì quegli eroi che hanno sacrificato la loro esistenza, vissuta al servizio dei più alti ideali di legalità  e delle istituzioni.</p>
<p>Ho avuto la fortuna di poter conoscere una persona straordinaria come Salvatore Borsellino, che da un poâ€™ di tempo a questa parte gira per lâ€™Italia a gridare la sua rabbia, la sua sete di giustizia, ma soprattutto a risvegliare le coscienze degli italiani, caduti purtroppo in coma farmaceutico, e lo ringrazierò sempre per questo perché ci ha riacceso la speranza perché é capace di trasmetterci quella energia necessaria che ci serve per combattere, o meglio, per resistere. Salvatore, come altri, stanno ridando speranza alla mia generazione, un barlume di futuro per noi giovani. Io chiedo, io esigo che sia fatta giustizia, che si sappia la verità  su quel terribile periodo che portò il formarsi di questa disgraziata seconda repubblica.</p>
<p>Io esigo questo, da semplice cittadino, perché sono convinto che il futuro sia nella mia terra, sia nel mio paese ed io e come tutte quelle altre persone, specialmente i giovani, dobbiamo combattere per riappropriarci del nostro stato, perché lo stato é nostro, lo stato siamo noi. Ho molta fiducia nellâ€™onestà  e nelle capacità  di quei magistrati, che da Palermo a Caltanisetta, da Firenze alla Super Procura Nazionale, stanno conducendo queste indagini, e so che noi, italiani onesti, dobbiamo stare vicino a questi magistrati, non dobbiamo farli sentire soli, abbandonati a una politica sciacalla nei loro confronti, dobbiamo far vedere che ci siamo e che vogliamo che sia rispettato un nostro diritto importantissimo, che é quello di avere giustizia.</p>
<p>Io continuerò sempre a rivendicare questo diritto, insieme a tutte quelle persone come Salvatore Borsellino, come Genchi, come tanti altri italiani onesti, perché lo dobbiamo ai nostri morti. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, a Beppe Alfano a tutte quelle persone che nonostante non ci fossero speranze hanno continuato a combattere perché credevano nello stato, quello Stato con la esse maiuscola. Come ho detto sono molto giovane e non chiedo di avere una vera classe politica. Io la pretendo, perché é un mio diritto avere dei dirigenti di cui poterne andare fieri, gente che fa politica per un ideale e non che se la sceglie come professione.</p>
<p>Io, noi, probabilmente potremo perdere pure tutte le nostre battaglie, ma avremo sempre la possibilità  di poterci guardare allo specchio e sapere di avere la coscienza pulita, e di aver fatto continuamente il nostro dovere. Quanti dei nostri politici la mattina si possono svegliare, guardarsi allo specchio e non vergognarsi di loro stessi? Hanno distrutto il nostro paese, hanno tolto ogni speranza per noi giovani, ed é tempo che tolgano il disturbo. Noi vogliamo una classe politica che non faccia trattative con la mafia, che non scenda a compromessi, che non mangi sulle spalle di noi giovani, togliendoci il futuro.</p>
<p>Allora é arrivato il momento di fare la nostra rivoluzione, che non vuol dire andare per le strade con le spranghe e con le armi. La nostra é una rivoluzione culturale e morale, che smuoverà  tutte le coscienze degli italiani. Quindi noi oggi, in questo giorno, possiamo, dobbiamo urlare che Paolo, Agostino, Emanuela, Claudio, Vincenzo e Walter non sono morti, é inutile che ogni anno politici andiate in via D&#8217;Amelio per assicurarvi che siano morti, poiché siamo noi a dirvi che loro non sono morti, non moriranno mai, perché ciascuno di loro continuerà  sempre a vivere dentro ognuno di noi, anche quando sarà  fatta giustizia.</p>
<p>Gianluca Daluiso, Riccione</p>
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		<title>Antonella Mascali e la lotta civile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 07:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[antonella mascali]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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<p>Con <strong>Antonella Mascali</strong>, autrice di Lotta civile, chiudo il ciclo di interviste realizzate al Festival del giornalismo d&#8217;inchiesta di Marsala.<br />
La giornalista, che nel suo volume edito da Chiarelettere ha raccolto una serie di testimonianze dei familiari delle <strong>vittime di mafia</strong>, dice che l&#8217;unico filo che lega i cari delle persone uccise é la voglia di riscatto con l&#8217;<strong>impegno civile</strong>. Va da sé che in uno Stato in cui le istituzioni sono impregnate di uomini <strong>collusi con la criminalità  mafiosa</strong>, non é facile per i cittadini far valere i propri diritti.</p>
<p>L&#8217;esempio di <strong>Emilio Fede</strong> dotato di scorta pagata da noi e <strong>Pino Masciari</strong> senza (e per questo motivo in sciopero della fame a Roma) é soltanto uno dei più lampanti. Emilio Fede é lo stalliere che cerca di tenere nel recinto dell&#8217;ignoranza le massaie che votano Berlusconi, Pino Masciari é un imprenditore calabrese che ha dovuto abbandonare la sua terra e la sua attività  perché non ha ceduto ai ricatti della &#8216;ndragheta.<br />
<strong>Lo Stato non lo ha aiutato</strong> perché questo Stato tutela gli amici di Berlusconi e non i cittadini liberi ed onesti. Perché lo Stato italiano é <strong>alleato della mafia</strong>.</p>
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		<title>98 miliardi allo Stato? Un azzardo da decidere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 14:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[legalità ]]></category>
		<category><![CDATA[monopoli]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
		<category><![CDATA[società ]]></category>
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<p>Ieri ero a Roma nell&#8217;aula giurisdizionale della Corte dei conti, la magistratura contabile, per assistere all&#8217;udienza sul processo allo scandalo delle <strong>slot machine</strong>, in cui sono imputati i responsabili di 10 concessionarie (fra cui Lottomatica e Snai) molte delle quali, per almeno <strong>2 anni e mezzo</strong>, sarebbero rimaste <strong>staccate dalla rete dei Monopòli</strong> di Stato su cui si registrano tutti i movimenti di denaro.<br />
L&#8217;inchiesta avviata dal <strong>pm Marco Smiroldo</strong> ha stimato un danno erariale che al gennaio scorso ammontava a <strong>98 miliardi di euro</strong>.<br />
Ieri i giudici avrebbero dovuto riquantificare il danno economico che le società  imputate (assieme a 4 funzionari del Monopòlio di Stato) avrebbero dovuto risarcire allo Stato. Invece l&#8217;udienza ha avuto un <strong>finale all&#8217;italiana</strong>: i giudici della Corte dei conti, in accoglimento della richiesta espressa all&#8217;unanimità  da tutti i difensori, hanno rimandato alla Cassazione (presieduta da Corrado Carnevale) che a sezioni unite dovrà  decidere a chi far decidere l&#8217;entità  del danno. Corte dei conti, Tar, o giustizia ordinaria? <strong>Un terno al lotto</strong>.<br />
I difensori delle concessionarie imputate sperano sarà  il <strong>Tar del Lazio</strong>, lo stesso che lo scorso aprile, a fronte di un ricorso di gruppo in seguito allo spavento dei 98 miliardi contestati, aveva emesso una sentenza abbastanza sorprendente, in cui si diceva che il danno dev&#8217;essere <strong>proporzionalmente concordato</strong> con le concessionarie, quindi <strong>di entità  assai più bassa</strong> di quei 98 miliardi (che oggi sarebbero un centinaio tondi tondi) pari a 3 manovre finanziarie del governo, se si pensa che l&#8217;ultima manovra da 35 miliardi pianifica i prossimi 3 anni!<br />
Intanto potrebbe <strong>passare qualche anno</strong> prima di attendere la decisione della Cassazione e, quindi, la decisione del danno arrecato.<br />
Spero di non andare in pensione prima di potervi raccontare che, almeno qualche spicciolo, le concessionarie saranno costrette a risarcire. Magari ancora da inviato di <a target="_blank" href="http://www.beppegrillo.it/2008/12/98_miliardi.html#comments">Beppe Grillo</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/12/05/98-miliardi-allo-stato-un-azzardo-da-decidere/">98 miliardi allo Stato? Un azzardo da decidere</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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