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	<title>risparmio Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Derivati, bolla mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 14:04:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«i derivati sono una bolla che mette a rischio l’intera economica mondiale». Giuseppe Vegas, presidente della Consob, in merito allo scandalo derivati Monte dei Paschi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>i derivati sono una bolla che mette a rischio l’intera economica mondiale</em>». Giuseppe Vegas, presidente della Consob, in merito allo scandalo derivati Monte dei Paschi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/02/01/derivati-bolla-mondiale/">Derivati, bolla mondiale</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Meno province uguali costi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 12:45:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dunque, varati (per ora a parole) i tagli degli assegni di accompagnamento per gli anziani, i fondi ai Comuni e poco nulla alla casta che si aumenterà  il pranzo al Senato da 2 a 4 euro, merita un&#8217;analisi semiseria il previsto taglio delle 38 province entro i 300 mila abitanti. Se saranno eliminate davvero da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, varati (per ora a parole) i tagli degli assegni di accompagnamento per gli anziani, i fondi ai Comuni e poco nulla alla casta che si aumenterà  il pranzo al Senato da 2 a 4 euro, merita un&#8217;analisi semiseria il previsto <strong>taglio delle 38 province</strong> entro i 300 mila abitanti. Se saranno eliminate davvero da 109, <strong>diventeranno 71</strong> distribuite su un territorio disomogeneo che accentuerà  le disuguaglianze anziché uniformare il Paese a una direttiva che applicata in toto comporterebbe un risparmio certo di almeno <strong>17 miliardi di euro annui</strong>. Senza province, potremmo per esempio pagare il 12,5% in meno la polizza di assicurazione auto a loro destinate. Potremmo abolire un ente scudo per scarica barile di responsabilità  di scelte politiche solitamente competenti ai comuni e alle regioni. Le province, istituite nel 1861 all&#8217;unificazione dell&#8217;Italia, erano inizialmente meno di 50 ed erano concepite col criterio che non occorresse oltre un giorno intero a cavallo per raggiungere il capoluogo. Roba che ai tempi di autoblu a trazione integrale, fa sorridere constatare l&#8217;esistenza di capoluoghi provinciali come Pescara e Chieti, Livorno e Pisa o Firenze e Prato distanti non più di 10 chilometri l&#8217;uno dall&#8217;altro.</p>
<p>Ma siccome in Italia le cose si fanno poco e male, ecco, dunque, <strong>gli effetti del taglio</strong> delle province che, volenti o nolenti, sottratte col solo criterio degli abitanti residenti, <strong>aumenteranno i disagi</strong> per coloro che si troveranno accorpati a capoluoghi lontani coi quali non c&#8217;é nessun legame col territorio ricaduto per effetto dello spostamento dei confini. L&#8217;esempio più lampante é <strong>la provincia di Sondrio</strong>: la più estesa della Lombardia, ma la meno popolata. Ipotizzando un toto-confini con la sua sottrazione, la Val Chiavenna passerebbe in provincia di Lecco con tutta la Valtellina occidentale, magari fino ad Albosaggia e Sondrio stessa, che dal capoluogo che ha dato i natali a Formigoni disterebbe 100 chilometri. Sempreché questa fetta di territorio non passerà  alla provincia di <strong>Bergamo,</strong> ancora più lontana da raggiungere ma che estenderebbe i suoi confini dalle risorgive cremasche fino ai crinali svizzeri che sovrastano Santa Caterina Valfurva. E la Valtellina orientale? non avrebbe altra scelta che essere assorbita dalla provincia di <strong>Brescia</strong>, con Livigno e Bormio distanti quasi 4 ore di auto dal capoluogo provinciale che a Sud abbracccia comuni fino a Ostiano, tra Cremona e Mantova, zone a tutto mais e zanzare. A dispetto della provincia di <strong>Monza</strong>, che a soli 10 chilometri da Milano rimarrà  l&#8217;emblema di un gioco di voti di scambio più che un ente utile al mezzo milione di abitanti del suo ridotto territorio. Nessuno stravolgimento di confini, invece, per la sottrazione della provincia <strong>Lodi</strong>, che tornerà  in toto nella fu provincia di Milano.</p>
<p>Quanto ad <strong>Aosta</strong> e alla sua valle, senza provincia, non avrà  alcun senso ipotizzarla ancora Regione a Statuto Speciale. Ecco che il destino più logico sarà  il suo definitivo assorbimento con lungo e laborioso Decreto Legge al <strong>Piemonte</strong>, ed inglobata alla già  estesa provincia di <strong>Novara</strong>, che col taglio previsto si vedrà  &#8220;restituito&#8221; tutto il Verbano, la Val d&#8217;Ossola, assieme alla provincia di <strong>Vercelli</strong> che si dissolverà  a sua volta assieme alla giovane provincia di <strong>Biella</strong>: imbocco naturale alla Valle francofona attraverso Pont Saint Martin che di novarese non ha proprio nulla esattamente come La Thuille, Chamonix o l&#8217;altissimo Monte Bianco, vetta da cui si potrà  vedere l&#8217;altro capo del territorio provinciale di Novara soltanto con un buon telescopio puntato sulle &#8220;comuni&#8221; risaie appiccicate alla lombarda Lomellina. <strong>Asti</strong> assorbita per intero dalla provincia di Alessandria (visto che <strong>Torino</strong> coi suoi 315 comuni già  capeggia la classifica italiana) avrebbe comunque un&#8217;estensione inferiore rispetto all&#8217;attuale provincia di <strong>Cuneo</strong>, un tempo la più grande d&#8217;Italia. Curiosa la sorte delle <strong>province liguri</strong>, che dalla Spezia fino a Imperia, secondo l&#8217;assetto degli abitanti, saranno tutte assorbite da <strong>Genova</strong>. Da Ventimiglia a Marinella di Sarzana le auto saranno targate (GE) sempreché la scajolana provincia di <strong>Imperia</strong> non si lascerà  assorbire dalla seconda provincia ligure di <strong>Savona</strong>, per il modico risparmio di 40 chilometri di strada in caso ci fosse bisogno della questura, della Prefettura o dell&#8217;ente vero e proprio. (Spostare il capoluogo a Sanremo? andrebbe chiesto agli abitanti di Celle Ligure, Varazze e di Piana Crixia).</p>
<p><strong> In Veneto</strong> la perdita della provincia di Belluno con i suoi 35 mila abitanti, resa popolare dal suo illustre cittadino avvocato-deputato Paniz strenuo difensore delle leggi porcata salva-premier, si tradurrebbe in solo guadagno, giacché la parte dolomitica della sua provincia con <strong>Cortina d&#8217;Ampezzo</strong> ha già  da tempo espresso con referendum di voler passare in provincia altoatesina di <strong>Bolzano</strong>. Che col nuovo assetto del dopo-tagli contenderebbe a Sassari e a Cagliari il palmares di provincia più estesa d&#8217;Italia. Già , perché in <strong>Sardegna</strong> il dissolvimento della sterminata provincia di <strong>Nuoro</strong> assieme alla cancellazione di <strong>Oristano</strong> (istituita nel &#8217;74), oltre alle recentissime Olbia Tempio, Ogliastra, Iglesias e Medio Campidano, avremmo un&#8217;isola con i due soli capoluoghi degni di essere definiti &#8220;città &#8220;. Sempreché <strong>Olbia</strong>, forte del suo aeroporto internazionale e della sua vocazione turistica, non riesca a riorganizzarsi in terza provincia sarda accollandosi una buona fetta dell&#8217;attuale territorio nuorese fino a oltrepassare la soglia dei 300 mila abitanti. Limite minimo che oltrepassa di un soffio la provincia di <strong>Pordenone</strong> (35 mila abitanti), in un Friuli dove sopravviverà  anche la provincia <strong>Udine</strong> che allargherà  il suo già  vastissimo territorio assorbendo le minuscole province di Gorizia e di <strong>Trieste</strong> coi suoi 6 comuni. Che rimarrebbe unico capoluogo di regione italiano senza provincia.</p>
<p>Quanto all<strong>&#8216;Emilia</strong>, immaginare di trasformare in pavese l&#8217;attuale porzione occidentale della provincia di Piacenza destinata al taglio, significherebbe allargare l&#8217;attuale Oltrepo&#8217; e stringere l&#8217;estensione dell&#8217;Emilia stessa. <strong>Piacenza</strong> é lombarda per aspetto, storia e contiguità  al basso lodigiano, ma se il Po continuerà  a segnare il naturale confine regionale non le rimarrà  che spartirsi qualche competenza provinciale con <strong>Parma</strong>, tornando alle vecchie dimensioni del famoso Ducato preunitario. Per paradosso, in <strong>Romagna</strong> si salva la giovane provincia di <strong>Rimini</strong> che conurbata a Riccione, Cattolica e l&#8217;entroterra del Sangiovese costituisce area metropolitana sufficiente per numero di abitanti a mantenersi autonoma dalla provincia di Forlì-Cesena. Situazione simile vale per <strong>la sesta provincia pugliese</strong> BAT (Bisceglie, Andria, Trani) che messe assieme totalizzano 200 mila abitanti come Brescia. Una provincia capriccio voluta da Milly Carlucci (sindaco di Margherita di Savoia FG) che si contrappone al taglio delle province di Isernia (20 mila ab. istituita nel &#8217;70) e Campobasso (50 mila): ossia l&#8217;intero <strong>Molise</strong> staccatosi dall&#8217;Abruzzo nel &#8217;63 sotto la cui giurisdizione, ora, dovrebbe tornare diviso tra le province di <strong>Chieti e L&#8217;Aquila</strong>. Ma qui, numeri alla mano, Campobasso può ambire a rimanere provincia con tutti i suoi 320 mila abitanti molisani (lì é eletto in consiglio Cristiano Di Pietro).</p>
<p><strong>In Umbria</strong> rimarrà  soltanto la provincia di Perugia sempreché col solito lungo iter del decreto legge per modificare i confini regionali, non si vorranno fondere in un unico territorio laziale le &#8220;tagliate&#8221; province di <strong>Terni</strong> (Umbria) e <strong>Rieti</strong> (35 mila abitanti). <strong>In Toscana</strong> la storica provincia di Pistoia potrebbe essere interamente assorbita dallla giovane provincia di <strong>Prato</strong> (160 mila ab.) che con soli 7 comuni (uno in più di Trieste) del suo minuscolo territorio oltrepassa autonomamente i 300 mila abitanti (per buona parte cinesi). A dispetto delle gigantesche province di <strong>Siena e Grosseto</strong>, destinate a fondersi in un&#8217;unica provincia grande metà  dell&#8217;intero territorio regionale dalle propagini aretine fino ad Ansedonia.</p>
<p>In <strong>Campania</strong>, con la sottrazione della provincia di Benevento scomparirà  il feudo della famiglia Mastella, e allora Ceppaloni diventerà  con tutta probabilità  provincia di Avellino. Anche l&#8217;intera <strong>Basilicata</strong> (regione creata a tavolino) rimarrà  alla sola provincia di Potenza. Contenderà  a Bolzano, Sassari e Cagliari il podio di provincia più estesa, sempreché parte dell&#8217;attuale territorio della provincia di Matera non sarà  assorbito dalla contigua provincia di Bari. Anche lì andrebbero modificati i confini regionali con &#8220;l&#8217;allargamento&#8221; della Puglia. In <strong>Sicilia</strong> le province di Enna e Caltanissetta potranno solo fondersi in un&#8217;unica realtà  se non vorranno essere assorbite rispettivamente da Catania e Agrigento. In <strong>Calabria</strong> la sottrazione delle province di Vibo Valentia e Crotone riconsegnerebbe la suddivisione provinciale storica coi soli capoluoghi a Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Con un totale di <strong>38 province tagliate</strong> (dicevamo) sulla carta. Perché a conti fatti, se dessimo retta al presidente dell&#8217;Unione province italiane (Upi) <strong>Giuseppe Castiglione</strong> (Pdl), pare che  &#8220;<em>non é questa la strada per fare cassa perché i dipendenti delle province cancellate andranno ricollocati</em>&#8220;. E allora dove sarebbe il risparmio?</p>
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		<title>Acqua, prima di farci travolgere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 13:34:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Erogatori d&#8217;acqua a basso flusso per uso domestico Leggo fra i commenti molto allarme per la privatizzazione dell&#8217;acqua avviata con i sotterfugi dal governo Berlusconi. Ebbene, raccolgo il segnale con una ricerca in Rete che porta alla luce sistemi antispreco dell&#8217;acqua e salvaguardia dell&#8217;ambiente. Alcune di queste, anche se faticherete a credere, sono idee create [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8TVYtGyXBuE&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/8TVYtGyXBuE&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<strong>Erogatori d&#8217;acqua a basso flusso per uso domestico</strong></p>
<p>Leggo fra i commenti molto allarme per la <strong>privatizzazione dell&#8217;acqua</strong> avviata con i sotterfugi dal governo Berlusconi. Ebbene, raccolgo il segnale con una ricerca in Rete che porta alla luce sistemi antispreco dell&#8217;acqua e salvaguardia dell&#8217;ambiente. Alcune di queste, anche se faticherete a credere, sono <strong>idee create qui in Italia</strong>. Per oggi mi limito a segnalarne 4.</p>
<p>La <a href="http://www.formulaservizi.it/" target="_blank">Formula servizi</a> di Forlì é una cooperativa che punta sull&#8217;<a href="http://www.formulaservizi.it/le_scelte.php" target="_blank">innovazione tecnologica</a> in materia di pulizia di ambienti civili, industriali e sanitari. Negli ospedali in cui ha in appalto le pulizie, dall&#8217;anno scorso, la cooperativa forlivese utilizza un <strong>panno in microfibra</strong> invece del tradizionale &#8220;Mocio&#8221;. A differenza di quest&#8217;ultimo il panno in microfibra pulisce vaste superfici senza bisogno di risciacquarlo ad ogni passaggio. Lo si lava soltanto a pulizie ultimate, una volta al giorno, in lavatrice a 90 gradi. Col risultato che soltanto nel 2007, con questo sistema la Formula servizi ha <strong>risparmiato 32 milioni di litri</strong> d&#8217;acqua e 256 mila litri di detergente chimico che, tra l&#8217;altro, non sono finiti ad inquinare l&#8217;acqua.<br />
Nel 2007 la Formula servizi ha ricevuto il Premio impresa ambiente nella categoria &#8220;Migliore gestione per lo sviluppo sostenibile&#8221;.</p>
<p>Nel 2006 il riconoscimento andò alla <a href="http://www.daliform.com/indexhtml.html" target="_blank">Daliform di Pordenone</a> per &#8220;Sorella acqua&#8221; iniziativa che presta attenzione allo smaltimento e al <strong>riutilizzo dell&#8217;acqua piovana</strong>. Il responsabile estero della Daliform, Marco Il Grande, spiega che l&#8217;azienda ha brevettato il &#8220;<strong>Sistema Atlantis</strong>&#8221; che consiste nel realizzare sotto qualunque terreno o struttura, <a href="http://www.daliform.com/phpBB2/viewtopic.php?p=437&amp;sid=47afc744cba836fa93cb6ad2eb36b915" target="_blank">vasche</a> alte fino a 2 metri e mezzo, capaci di contenere fino a 2 mila litri di acqua per metro quadrato di acqua piovana. Riutilizzata per scopi civili, industriali oppure filtrata tramite lava o sabbia per smaltire gli inquinanti, prima di essere dispersa senza rafforzare le reti fognarie.<br />
Germania, Inghilterra, Danimarca, Olanda e Francia, più attente a questa materia, hanno <strong>normative più evolute</strong> di quelle italiane, ovviamente.</p>
<p>Infine, come sta ricordando anche Beppe Grillo nel suo tour, segnalo <a href="http://it.youtube.com/watch?v=LjWiwyIEN5U" target="_blank">Bio wash ball</a>, una palla in plastica che contiene cristalli in ceramica creata per i lavaggi in lavatrice di tutto il bucato. Bio wash ball lava i panni <strong>senza usare i detersivi</strong> che inquinano. Lo <a href="http://www.aupaniervert.ch/tea/ecoconcept-biowashball-aquatonic-shower/index.php/cPath/58" target="_blank">si acquista</a> importato dalla Svizzera con poco più di 40 euro. <strong>Dura 3 anni</strong>. Ne ho ordinati 3: uno per me, altri 2 li regalerò per Natale.</p>
<p>Prima di chiuderli i blog, i deputati alla Cassinelli e alla Levi diano un&#8217;occhiata alle idee pubblicate e promuovano a colpi di maggioranza come fanno per le porcate Alfano, normative in materia di tutela e salvaguardia dell&#8217;acqua. Prima che ci travolga.</p>
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		<title>Calisto colpisce la nonna risarcisce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 14:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I libretti postali su cui non si registrano movimenti di danaro da almeno 10 anni sono oltre un milione in tutta Italia. La somma dei soldi contenuti in ognuno di quei libretti costituisce un tesoretto su cui una delibera inserita nella finanziaria del governo Prodi ci metterà  le mani. I titolari di quei libretti che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/08/06/calisto-colpisce-la-nonna-risarcisce/">Calisto colpisce la nonna risarcisce</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-686" title="libretto-postale" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/08/libretto-postale-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/08/libretto-postale-300x221.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/08/libretto-postale.jpg 465w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>I libretti postali su cui non si registrano movimenti di danaro da almeno 10 anni sono oltre un milione in tutta Italia. La somma dei soldi contenuti in ognuno di quei libretti costituisce <strong>un tesoretto</strong> su cui una delibera inserita nella finanziaria del governo Prodi ci metterà  le mani.<br />
I titolari di quei libretti che hanno avuto 6 mesi di tempo per farsi vivi, per salvare i loro soldi dovranno registrare almeno un movimento sul conto <strong>entro e non oltre il 25 agosto prossimo</strong>. Dal giorno successivo i correntisti &#8220;dormienti&#8221; perderanno ogni diritto su quei soldi perché ne diverrà  proprietario lo Stato, che secondo le intenzioni di Prodi andranno per buona parte nelle tasche delle vittime dei crac finanziari.<br />
Ma c&#8217;é un ma! La direzione delle poste, non essendo stata obbligata per legge ad avvisare i correntisti di quel provvedimento, si é limitata a pubblicare gli avvisi sul sito e ad inviare i comunicati stampa per le pagine economiche sui giornali. Ebbene, siccome la maggior parte dei proprietari di quei libretti postali sono anziani che non navigano in Internet e non leggono le pagine economiche dei giornali, é successo che in questi 6 mesi sono stati <strong>pochissimi</strong> i correntisti che si sono fatti vivi. Mentre l&#8217;attivazione dei conti postali nelle città  prosegue con successo, in comuni come San Giovanni in Fiore (CS) o Villarosa (EN) che assieme totalizzano oltre 1.000 libretti su un totale di meno di 30 mila abitanti, ci sono i direttori degli uffici postali pronti ad autorizzare il rastrellamento del tesoretto.<br />
Nessun guaio invece per <strong>Calisto Tanzi e la sua banda di pirati speculatori</strong>. Per salvare la montagna di milioni nascosti alle Isole Cayman basterà  patteggiare e cavarsela con una condanna minima al di sotto dei 3 anni ai servizi sociali. Un affare alla faccia dei soliti fottuti condannati a risarcire il maltolto con una TANZUM: erario e gli italiani.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qJwJ1ka942o&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/qJwJ1ka942o&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/08/06/calisto-colpisce-la-nonna-risarcisce/">Calisto colpisce la nonna risarcisce</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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