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	<title>paolo gentiloni Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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		<title>Gentiloni, marionetta per tutte le stagioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 08:17:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/11/paolo-gentiloni.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13205" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/11/paolo-gentiloni.jpg" alt="paolo gentiloni" width="350" height="233" /></a></p>
<p>Chi si somiglia si piglia. Su questo fronte, il premier non eletto Renzi è coerenZissimo. La nomina al ministero degli Esteri del suo fan <strong>Paolo Gentiloni</strong>, consolida la linea dell&#8217;esecutivo fatto di piacionismo, fedeltà opportunista, chiacchiere e poca sostanza. Gentiloni è uno di quei personaggi morbidosi che da anni costellano il parterre politico degli oppositori di circostanza, per quel tanto che basta a dimenticare o a ribaltare tesi, frasi, massime e pareri nel volgere di un paio di telegiornali. Gentiloni è il perfetto uomo di sinistra in carriera grazie al piede e alla natica a destra. Passato dal rutellismo di Rutelli al veltronismo di Veltroni durante i loro mandati di sindaci (a debito) di Roma, salvo poi farsi folgorare dal sindaco di Firenze Matteo Renzi e perdere le primarie con Ignazio Marino, impopolare primo cittadino capitolino rinnegato dallo stesso Pd di Gentiloni, che in fatto di espulsioni è ben oltre quel &#8220;dittatore di Grillo&#8221;. Antiberlusconiano di latta, dopo un breve spot in favore dell&#8217;agenda Monti e un flirt con la Fornero, mamma degli esodati che &#8220;<em>vedrei molto bene nel Pd</em>&#8220;, oggi il neotitolare della Farnesina Gentiloni si ritrova a governare con figuri che fino a ieri rinnegava come diavoli. Uno su tutti? <strong>Angelino Alfano</strong>, titolare del Viminale, ex barboncino da lecca di Berlusconi diventato ministro del governo Renzi per demeriti nella gestione della vergognosa deportazione di mamma e figlia Shalabayeva: quel &#8220;<em>pasticcio</em>&#8221; per un &#8220;<em>compromesso evitabile e non necessario</em>&#8221; che per Gentiloni doveva indurre l&#8217;ex premier Enrico Letta del Pd a scaricare Angelino con un bel rimpasto. Sì, quel rimpasto che proprio per Gentiloni era inutile soltanto lo scorso gennaio &#8220;<em>non cambia nulla perché cambiando i ministri senza vincere le elezioni il problema non cambia</em>&#8220;. Tipo lui, insomma, esponente di &#8220;<em>questa baracca</em>&#8221; del Pd, monco dello &#8220;<em>spirito originario</em>&#8221; (16.09.2010), che dopo il siluramento di Marini e Prodi in corsa al Colle era &#8220;<em>in preda al cupio dissolvi</em>&#8221; (20.4.2013).</p>
<p>Invece toh! La politica pullula di miracoli e di risorti come il partito di Gentiloni. Allergico (a parole) dei &#8220;<em>vertici del conflitto di interessi</em>&#8221; di Berlusconi di cui Alfano è stato custode per anni e delle tivù berlusconiane usate &#8220;<em>contro i magistrati</em>&#8220;. Nemico dello &#8220;<em>schema Raiset</em>&#8221; e della struttura Delta (Debora Bergamini collega di Alfano che pomiciava con i manager Mediaset per decidere il palinseso Rai), predicatore delle &#8220;<em>frequenze bene pubblico che non può essere regalato</em>&#8221; (dov&#8217;era Gentiloni quand&#8217;era ministro delle Telecomunicazioni?), e apostolo della &#8220;<em>libertà di informazione</em>&#8221; in Rai e in Internet. Tranne quando si è in diretta streaming alla direzione nazionale del Pd, &#8220;<em>in streaming non dico nulla</em>&#8221; (15.01.2014) a proposito di Italicum uguale a Porcellum affinché &#8220;<em>così il governo dura di più</em>&#8220;. Peccato per Gentiloni che quello streaming sia stato chiaro e limpido quanto un&#8217;intercettazione, quelle che il suo collega di governo Alfano voleva abolire per decreto nel &#8220;<em>bicameralismo perfetto, quello delle ossessioni di Berlusconi</em>&#8220;, residente a palazzo Grazioli da cui &#8220;<em>come minimo è il caso di togliere il Tricolore</em>&#8221; (16.9.2009). Poco male per Gentiloni se il Tricolore è rimasto con tutto il suo pennacchio su via del Plebiscito, e Alfano ha continuato a propagandare porcherie per conto di Berlusconi, tipo la richiesta di grazia a Napolitano dopo la condanna nel processo Mediaset che per Gentiloni era &#8220;<em>una farsa vergognosa di ricatti del Pdl, così non si va avanti</em>&#8220;. Quando? Mica un secolo fa. Era agosto del 2013, a larghe intese già spianate.</p>
<p>Altro che &#8220;<em>nessun accordo col centrodestra</em>&#8221; (22.3.2013). L&#8217;indicibile maggioranza &#8220;<em>dalla ABC alla BBC che non si passa</em>&#8220;, è passata eccome. Grazie allo stesso ministro Gentiloni che oggi ne regge il moccolo. Altro che &#8220;<em>film non proiettabile</em>&#8220;. Altro che &#8220;<em>nessuno pensi a maggioranze scilipotiche e raccogliticce con i transfughi del Pdl</em>&#8221; tipo i ministri Alfano e Lupi, colleghi di Gentiloni nell&#8217;esecutivo Renzi. Ora bisogna fingere di nulla e dimenticare tutto. Anche il processo per corruzione di senatori finalizzato al sabotaggio del governo Prodi, papà dell&#8217;Ulivo politico di Gentiloni in cui Berlusconi è ancora imputato (a Napoli), e dunque &#8220;<em>questa alleanza è ormai insostenibile</em>&#8221; (24.10.2013). E pazienza se &#8220;<em>senza riforme continuare non ha senso</em>&#8220;. L&#8217;importante ora è che «<em>noi puntiamo sul voto dei delusi del Pdl. A loro può far piacere se Romano si tira fuori</em>» (10.11.2013). Gentiloni ha archviato da tempo &#8220;<em>l&#8217;editto bulgaro contro Annozero</em>&#8221; (27.9.2009) sostenuto da almeno un paio di attuali ministri de governo Renzi. Niente più rancori per Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia alleato del Pd di Gentiloni dopo una fedele e parziale militanza alla direzione del Tg1. La testata che per l&#8217;ex ministro delle Telecomunicazioni del governo Prodi &#8220;<em>Minzolini continua a scambiare per testata militante</em>&#8221; (11.12.2009). Ora che Gentiloni è ministro di questo governo non eletto, raccogliticcio e di larghe intese, niente più rammarico se &#8220;<em>Letta salva il ministro Cancellieri</em>&#8221; che si metteva a disposizione dei reclusi Ligresti, nonostante &#8220;<em>la Cancellieri si deve dimettere&#8221;</em>. Niente più memoria per l&#8217;Imu dell&#8217;ex ministra Josefa Idem e il monito di Gentiloni su Twitter affinché &#8220;<em>sul piano umano capisco, ma per un ministro gli errori non valgono come per chiunque altro</em>&#8220;. Eccolo qua &#8220;<em>il rovescio delle medaglie</em>&#8220;. Gentiloni fa spallucce e da buon paraculo si gode la sua paserella di ministro di facciata di un governo senza legittimazione popolare a braccetto di Alfano. Speranzoso che &#8220;<em>Renzi vampirizzi il movimento di Grillo portandogli via voti</em>&#8220;. #Stiasereno Gentiloni che il popolo di Grillo la memoria ce l&#8217;ha. Memoria e dignità.</p>
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		<title>Politici dipendenti nababbi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 11:39:24 +0000</pubDate>
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<p>Tra stipendi, pensioni, rimborsi, aumenti, assegni integrativi e altre voci, il governo costa alle tasche di noi italiani 2 milioni di euro al mese.<br />
Facendo i conti in tasca agli oltre 100 dipendenti tra ministri e sottosegretari scopro da una fonte autorevole come quella dellâ€™Espresso le seguenti cifre:</p>
<p>Romano Prodi guadagna più di tutti: 26.850 euro al mese di cui 11.703 da deputato, 4.208 per lâ€™incarico di premier, 840 di assegno integrativo e 10.041 fra diarie e rimborsi esentasse.</p>
<p>Seguono nellâ€™ordine i ministri Giulio Santagata, Barbara Pollastrini, Emma Bonino, Vannino Chiti, Rosy Bindi, Giuliano Amato, Pierluigi Bersani, Cesare Damiano, Fabio Mussi, Arturo Parisi, Paolo De Castro, Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Di Pietro, con 25.000 e rotti euro mensili, cui si aggiungono i sottosegretari agli esteri Famiano Crucianelli e ai beni culturali Elena Montecchi.</p>
<p>Con oltre 24.000 euro si assestano i ministri Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri, Giuseppe Fioroni, Francesco Rutelli, Paolo Gentiloni, Massimo Dâ€™Alema (24.922), il suo vice Ugo Intini, il viceministro dellâ€™interno Marco Minniti, quello alle infrastrutture Angelo Capodicasa, lâ€™omologo allâ€™economia Roberto Pinza (24.922), i sottosegretari Enrico Letta, lâ€™imbavagliatore dei blog Franco Ricardo Levi che si cucca 24.745 euro al mese, seguono Sergio Dâ€™Antoni, Giovanni Lorenzo Forcieri, Stefano Boco, Giovanni Mongiello e Cesare De Piccoli.</p>
<p>Seguono con cifre che oltrepassano i 22.000 euro una sfilza di sottosegretari tra cui Beatrice Magnolfi, Mauro Agostini, Elidio De Paoli, Franco Danieli, Alfonso Gianni, Nando Dalla Chiesa, la ministra Livia Turco e quello dellâ€™ingiustizia mafiosa Clemente Mastella con 22.934 senza contare gli introiti del Campanile, il quotidiano della sua setta dellâ€™Udeur dal quale guadagna altri 4.000 euro mensili, su cui addebita le scarrozzate in giro per il mondo sue e dei suoi familiari, a cominciare dal figlio Pellegrino che ci fa pagare 4.000 euro al mese di sola benzina per la sua Porsche Cayenne.</p>
<p>Nel club dei 20 &#8211; 21.000 e rotti euro mensili ci sono i sottosegretari Giampaolo Dâ€™Andrea, Enrico Micheli, Chiara Acciarini, Luigi Manconi e Mario Lettieri, Antonio Montagnino e Gianni Piatti.</p>
<p>Chiudiamo la parata con i â€œpoverelliâ€ fermi a cifre oscillanti fra i 15 e i 20.000 euro al mese che si cuccano i ministri Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi, il viceministro Vincenzo Visco, i sottosegretari Fabio Gobbo, Pietro Colonnella, Piero Scanu, Donatella Linguiti, Milos Budin, Paolo Naccarato, Giovanni Lolli, Patrizia Sentinelli, Donato Di Santo, Gianni Vernetti, Bobo Craxi, Marcella Lucidi, Ettore Rosato, Alessandro Pajno, Franco Bonato, Daniela Melchiorre, Luigi Scotti, Luigi Li Gotti, Massimo Tononi, Antonangelo Casula, Nicola Sartor, Filippo Bubbico, Marco Stradiotto, Rosa Rinaldi, Luciano Modica, Maria Letizia De Torre, Mariangela Bastico, Gaetano Pascarella, Franca Donaggio, Cristina De Luca, Emidio Casula, Marco Verzaschi, Guido Tampieri, Bruno Dettori, Laura Marchetti, Luigi Meduri, Tommaso Casillo, Andrea Annunziata, Raffaele Gentile, Serafino Zucchelli, Antonio Gaglione, Giampaolo Patta, Andrea Marcucci, Danielle Mazzonis, Luigi Vimercati, Giorgio Calò.</p>
<p>Senza contare la politica locale&#8230;</p>
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		<title>Decreto gentilone solo col biscione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 13:33:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/09/biscione.bmp" title="biscione.bmp"><img decoding="async" src="http://83.224.70.3/www.danielemartinelli.itt/wp-content/uploads/2007/09/biscione.bmp" alt="biscione.bmp" /></a><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/09/gentiloni.bmp" title="gentiloni.bmp"><img decoding="async" src="http://83.224.70.5/www.danielemartinelli.itt/wp-content/uploads/2007/09/gentiloni.bmp" alt="gentiloni.bmp" /></a></p>
<p>Mentre la rete impazza di libera informazione democratica gli antropomorfi dellâ€™antipolitica stanno ancora a discutere del decreto Gentiloni.<br />
Un provvedimento vecchio già  sul nascere, creato per far credere che smantellerà  la posizione dominante illegale di Silvio Berlusconi, che con le sue reti piduiste detiene oltre la metà  del mercato pubblicitario televisivo, cartaceo e radiofonico.<br />
Il deâ€cretinoâ€ farsa fissa la quota massima pubblicitaria al 45 per cento, ossia solo leggermente ritoccata rispetto allâ€™attuale e comunque insufficiente per aprire il mercato alle altre centinaia di editori più onesti del caimano, che finora si son dovuti accontentare dei rimasugli delle briciole della sua torta rubata allâ€™etere italiano.<br />
Una cosa é chiara: il decreto capestro é gentilone solo col biscione e non tocca lâ€™incredibile questione di Europa7 che già  dal 1999 avrebbe dovuto trasmettere al posto di Rete 4, salvata in extremis dal fascista Gasparri con un altro decretino paraculo fatto firmare da Ciampi alla vigilia di Natale del 2003, ossia 7 giorni prima della scadenza dellâ€™ultimatum per mandare Emilio Fede sul satellite!<br />
700 dipendenti e una struttura pronta a trasmettere sono ancora laâ€™ che aspettano che il governo di turno riconosca ad Europa 7 ciò che le spetta.<br />
Ma il â€™99 é già  preistoria! Rai e Mediaset sono preistoria! Esattamente come gli antropomorfi dellâ€™antipolitica che non conoscono le regole di una democrazia.<br />
Chi sta mettendo mano al portafogli per acquistare ripetitori e frequenze analogiche sta sperperando un tesoro. Non serve più a nulla. Ormai câ€™é internet che garantisce libero accesso a notizie e informazioni senza censura. Connettersi costerà  sempre meno e sarà  sempre più facile trovare ciò che serve senza orari e ridicole censure.<br />
I mafiosi non potranno imporre pornografia come i Costanzo i Frizzi i Trecca o i Gervaso nei salotti delle famiglie perché con internet non si bara!<br />
Internet premierà  il peggio e il meglio: Giornalisti, comici, fotografi, web designer conduttori, politici commercianti, tuttologi inventori e chi più ne ha più ne metta. La censura sarà  solo uno sbiadito ricordo medievale, scomparirà  dallâ€™immaginario collettivo e internet sarà  veicolo globale di comunicazione vera, mezzo che non paracula paraculi. Spariranno i Berlusconi e tutti i mafiosi come lui che non potranno più emanare editti da criminali!<br />
Visione ancora futuristica ma non troppo, visto il gustoso antipasto a base di Beppe Grillo che ci stiamo assaporando in questi giorni.<br />
Il dado é tratto, il prossimo obiettivo é quello di impedire agli antropomorfi di buttare altri soldi!<br />
Dobbiamo mobilitarci e raccogliere firme anche per non finanziare con un solo centesimo il digitale terrestre, trapassato come il trapianto e il belletto del caimano Silvio.<br />
Silvio: Annegherai nel tuo cerume, oppure crocifisso su uno dei tuoi ripetitori. Tu, i Gasparri, il gentilone e tutti gli antropomorfi dei palazzi!</p>
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