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	<title>morale Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Ratzinger, Maledetto I</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 03:35:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono voluti anni di insistenze e di fastidiose perquisizioni intimidatorie a carico del tedesco Wilfried Fesselmann, prima di vedersi riconosciute da un tribunale le denunce degli abusi sessuali subiti quando aveva 11 anni nel 1980 da Don Peter H. in una chiesa di Essen. All&#8217;epoca Joseph Ratzinger era arcivescovo di quella diocesi tedesca. Sapeva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono voluti anni di insistenze e di fastidiose perquisizioni intimidatorie a carico del tedesco Wilfried Fesselmann, prima di vedersi riconosciute da un tribunale le denunce degli abusi sessuali subiti quando aveva 11 anni nel 1980 da Don Peter H. in una chiesa di Essen.<br />
All&#8217;epoca Joseph Ratzinger era arcivescovo di quella diocesi tedesca. Sapeva vita morte e miracoli di quel che combinavano i suoi preti. Oggi è la chiesa stessa nella persona del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, a costringere Benedetto XVI a scusarsi.</p>
<p>Ebbene, oggi Ratzinger è costretto a fare coming out. E&#8217; costretto ad ammettere che sapeva di quegli abusi. Dopo oltre 40 anni di bugie e una sequela di &#8220;non so&#8221;, viene fuori la sua falsità di uomo e di potente figura della Chiesa di un&#8217;epoca in cui la Chiesa era una mafia intoccabile. Si viene a capire il perché Ratzinger si dimise da Papa nel 2013. Perché in quell&#8217;anno le denunce di Wilfred Fesselman portarono una procura tedesca a dettagliare le indagini, ad appurare verità inconfessabili che avrebbero costretto di lì a poco Benedetto XVI a rispondere del suo ruolo di palo dei preti pedofili in Germania.</p>
<p>Uno schifo che purtroppo non ha riguardato solo l&#8217;innocenza infantile di Fesselman, ma di almeno altri 500 ex bimbi che pian piano sono usciti allo scoperto con le loro denunce. Uno schifo che riesce ad avere un suo lato positivo: contribuisce a depotenziare la Chiesa agli occhi dei credenti e a ridurne sempre più l&#8217;influenza e l&#8217;ingerenza nella vita pubblica. Con l&#8217;elezione di un Papa basista di pericolosi pederasti come Ratzinger, la Chiesa ha commesso il suo passo falso più fatale. Per paradosso anche il suo passo migliore per accelerarne la caduta. </p>
<p>Ratzinger, che col suo potere ha lasciato che i pedofili in tonaca potessero impunemente dare sfogo ai loro istinti malvagi sui bambini, è un criminale tanto quanto quei pedofili che ha coperto. E&#8217; quindi un essere indegno non solo della Chiesa, ma della società. Andrebbe perseguito e severamente punito. Del resto basta guardarlo in faccia per farsene un&#8217;idea. Dalle sue espressioni traspare una persona ossessa da qualche pulsione repressa. Il suo sguardo spiritato pare accecato da bieche fantasie e con quel sogghigno vagamente maniacale Ratzinger sarebbe stato un ottimo prim&#8217;attore di film horror. </p>
<p>Invece Ratzinger è riuscito a diventare Papa. Un silente e complice criminale ecclesiale che è riuscito persino a farsi chiamare Benedetto. Sia maledetto! Maledetto primo. </p>
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		<title>Auto blu, Montalbano e quel morbo del post-grillismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 10:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[auto blu]]></category>
		<category><![CDATA[casta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Va bene, la soffiata di Renzi a De Benedetti che guadagna in Borsa 600 mila euro è uno scandalo, ne siamo abituati. Fermo restando che 600 mila euro per De Benedetti, sono come 6 centesimi per noi comuni mortali. Al di là di questo, le nuove forze politiche che raggranellano voti denunciando gli sprechi e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/01/debora-montalbano-facebook.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14805" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/01/debora-montalbano-facebook-338x325.jpg" alt="" width="338" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/01/debora-montalbano-facebook-338x325.jpg 338w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/01/debora-montalbano-facebook.jpg 523w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /></a></p>
<p>Va bene, la soffiata di Renzi a De Benedetti che guadagna in Borsa 600 mila euro è uno scandalo, ne siamo abituati. Fermo restando che 600 mila euro per De Benedetti, sono come 6 centesimi per noi comuni mortali. Al di là di questo, le nuove forze politiche che raggranellano voti denunciando gli sprechi e la casta d&#8217;altri, non possono tollerare eccezioni. La deroga cozza sempre con la serietà e la credibilità. E&#8217; un morbo che corrode la fiducia e l&#8217;aspettativa. Dunque, non si devono e non si possono tollerare eccezioni.</p>
<p>Il caso della consigliera 5 stelle Debora Montalbano che è andata a prendere la figlia a scuola in auto blu anziché usare il taxi o il carsharing, per un partito onesto e coerente, è un&#8217;azione grave tanto quanto quella di Renzi che &#8220;soffia&#8221; al suo editore di riferimento un affare finanziario. Sapete perché? Perché non è l&#8217;entità dell&#8217;importo e la grandezza del vantaggio che misura la dimensione dello scandalo. E&#8217; il gesto che scredita. Dunque, l&#8217;auto blu, simbolo del privilegio della casta contro il quale il Movimento 5 stelle ha costruito uno dei suoi pilastri di credibilità e prima voce di tagli veri o annunciati da tutti i partiti, non può tollerare eccezioni in tal senso. Non ci possono essere attenuanti o scuse. Chi giustifica o minimizza nei commenti è già corrotto e inaffidabile in partenza.</p>
<p>Debora Montalbano si è dimessa dalla presidenza della IV Commissione al Comune di Torino, ma non è ancora chiaro se le sia consentito di usare il logo a 5 stelle. Luigi Di Maio ha solo condannato l&#8217;episodio come &#8220;<em>fatto gravissimo</em>&#8220;, ma non ha buttato fuori dal Movimento la consigliera. Nemmeno ha ipotizzato un voto online. Sapete perché? Perché l&#8217;ondata dei post-grillisti iscritti al portale ed ereditati dai partiti che hanno reso i 5 stelle un partito di massa, voterebbero in maggioranza per tenerla. Cioè, i nuovi grillini sono gl&#8217;italiani medi che derogano le regole.</p>
<p>A tutti loro, gli assaltatori della diligenza degli ultimi due-tre anni, va proposto un ripasso delle dichiarazioni e dei provvedimenti presi nella storia del Movimento. Eccone alcuni, tra i più significativi che dovrebbero essere riportati a caratteri cubitali sul blog delle Stelle, (ma che per questioni di sondaggi e per totale assenza di trasparente autocritica, non pubblicheranno mai).</p>
<p>&#8220;<em>Il portavoce M5s si impegna a rinunciare ai privilegi come le auto blu</em>&#8220;. Da un post sul blog di Grillo del 19 giugno 2015.</p>
<p><em> «Non mi candido al parlamento, sto con Beppe, ho rinunciato all&#8217;auto blu e pranzo in mensa coi dipendenti</em>». Giovanni Favia, 28 marzo 2012, buttato fuori dal Movimento per aver &#8220;comprato&#8221; spazi con soldi del gruppo regionale in un&#8217;emittente locale bolognese e per essere stato intercettato a criticare il verticismo dei 5 stelle e la carenza di democrazia interna.</p>
<p>«<em>La politica è una cosa bella. Sono i partiti che non ci servono più. Mi scusi, ma è arrivata la mia auto blu&#8230;</em>».<br />
Federico Pizzarotti, 22 maggio 2012, sindaco di Parma, sale sulla Multipla grigia ammaccata di un&#8217;amica (mentre le auto blu al Comune di Parma le ha eliminate). Sindaco mobbizzato dal Movimento e rieletto senza i colori dei 5 stelle. La perdita più grave ed eclatante dei grillini.</p>
<p>Anche a Livorno il neosindaco Nogarin, tra i primi provvedimenti adottati, ha tagliato tutte le auto blu a disposizione del Comune.</p>
<p>&#8220;<em>Il Comune spendeva 25 mila euro l&#8217;anno per auto blu. Noi abbiamo fatto contratti da 20 mila euro (che potrebbero scendere a 10)</em>. Federico Pizzarotti, 30 agosto 2012.</p>
<p><em> «La gente è disperata, non ce la fa più, e quelle facce da culo vanno in giro con le auto blu</em>». Beppe Grillo al comizio di Mantova, 11 febbraio 2013.</p>
<p><em> «Siamo pronti per governare. Basta auto blu</em>».Davide Barillari rivolto alla piazza di Roma, candidato pentastellato alla Regione Lazio, 22 febbraio 2013.</p>
<p>«<em>Andrò in autobus, in treno e in metro. L&#8217;auto blu per me è il male assoluto, se mi vedete a bordo linciatemi»</em>.<br />
Luigi Di Maio, 21 marzo 2013, appena nominato vicepresidente della Camera.</p>
<p>«<em>Voi sapete quante sono le auto blu? Sono 7.000. Ma non sono l&#8217;unico costo da tagliare</em>». Il vero spreco si annida «<em>nelle 59 mila auto grigie. Chi sa che cosa sono le auto grigie? Le auto grigie sono quelle senza autista. Un costo che si può eliminare. Si risparmiano così 800 milioni. Dal calcolo abbiamo tolto le auto delle forze dell&#8217;ordine</em>».<br />
Gianroberto Casaleggio rivolto agli industriali di Torino, 15 aprile 2013.</p>
<p>&#8220;<em>Per noi sono rimasti due commessi, per una spesa di 150 euro. Ossia, il costo di un giro in auto blu della Boldrini</em>&#8220;.<br />
Manlio Di Stefano, 7 settembre 2013, dopo la discesa dal tetto di Montecitorio per la protesta dei 5 stelle.</p>
<p>Il 6 novembre 2013 il gruppo dei 5 stelle presenta un ordine del giorno in cui chiede a tutti i parlamentari di utilizzare il car sharing per sostituire le auto blu a disposizione di Montecitorio. Respinto.</p>
<p>&#8220;<em>Dimezzeremo stipendi di consiglieri e giunta, taglieremo vitalizi, auto blu&#8230;</em>&#8221; Valeria Ciarambino, candidata alla Regione Campania, 14 marzo 2015.</p>
<p>«<em>Al mio primo giro tra gli uffici amministrativi mi hanno chiesto se volevo l&#8217;auto blu e ho risposto di no</em>». Cettina Di Pietro, neosindaca 5 stelle di Augusta (Siracusa), 16 giugno 2015.</p>
<p>«<em>Gestiremo la vittoria dei ballottaggi nel migliore dei modi possibili, rispettando le promesse fatte (&#8230;) rinunciando alle auto blu</em>». Davide Casaleggio, 20 giugno 2016.</p>
<p>«<em>Impossibilitato partire da Monza, troveremo il modo di raggiungere Bergamo. Mai con l&#8217;auto blu</em>». Tweet di Alessandro Di Battista, 12 novembre 2016, bloccato a Milano Centrale durante il &#8220;Iodicono treno tour&#8221;. Di Battista si è defilato dal Movimento non ricandidandosi al Parlamento nonostante la rielezione sicura.</p>
<p>«<em>Siamo un&#8217;idea, un movimento con le mani libere che va a scontrarsi con le auto blu e la collusione</em> &#8230;». Luca Pirondini, candidato 5 stelle a Genova, 26 aprile 2017.</p>
<p><em> &#8220;Noi vogliamo liberare la Sicilia da questo Medio Evo politico (&#8230;) la regione è la prima in Italia per numero di auto blu, usate a sbafo e a spese dei siciliani</em>”. Giancarlo Cancelleri candidato 5 stelle alla presidenza della Regione Sicilia, 9 luglio 2017. Dopo il comizio, Grillo davanti l&#8217;albergo non risponde ai cronisti e picchiando la mano sul cofano della sua vettura ripete come un mantra: &#8220;<em>auto blu, auto blu</em>”.</p>
<p>«<em>Privilegio da casta del governatore De Luca</em>», denuncia il gruppo campano 5 stelle nei confronti del governatore Vincenzo De Luca del Pd. E&#8217; il 29 dicembre 2017, pochi giorni fa.</p>
<p>Dunque, chi ha ancora il coraggio di giustificare la Montalbano sia cacciato a pedate nel culo. Come ai vecchi tempi.</p>
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		<title>Chiesa, una schifosa piaga sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2015 14:02:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/05/prete-pedofilo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13787" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/05/prete-pedofilo.jpg" alt="prete pedofilo" width="225" height="225" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/05/prete-pedofilo.jpg 225w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/05/prete-pedofilo-150x150.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/05/prete-pedofilo-120x120.jpg 120w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>
<p>Non sta passando giorno in cui non ci sia qualche prete arrestato per abuso sessuale di minori. Dopo le centinaia di denunce emerse da tutto il mondo per gli abusi commessi anche 30-40 o cinquant&#8217;anni fa durante il pontificato di Benedetto XVI, sembra ormai che pure a questo schifo ci abbiamo fatto il callo. Siamo diventati consapevoli del marcio presente nella chiesa, ma allo stesso tempo ci riteniamo immuni e sempre a distanza di sicurezza dalle mani morte di certi preti senza scrupoli. Noi e i nostri figli. Continuiamo quindi a frequentare la chiesa, a farci somministrare l&#8217;ostia da mani sospette per non dire luride, e ascoltiamo i sermoni di una categoria, quella dei preti, che rivendica indefessa la propria patente moralista, ma che nei fatti si rivela una morale a parole, visto che nessuno crede alla vita casta di questi soggetti. Chi per le donne, chi per gli uomini, chi per i ragazzini, il seminario si rivela sempre più simile a un rifugio per repressi e deviati gentili in cerca di una vita di apparenze, di parallelismi inconfessabili dietro un&#8217;immagine farlocca. E&#8217; un peccato che a rimetterci in credibilità siano anche quei preti che hanno preso i voti per vera vocazione. Ma siccome non passa giorno in cui altri preti si rendono responsabili di storie di abusi e di sopraffazione, non possiamo che dare discredito a tutta la categoria. Siamo costretti a fare di tutta l&#8217;erba un fascio perché purtroppo, allo schifo quotidiano che ci raccontano le cronache con protagonisti i soliti individui clericali, non corrisponde una ribellione chiara e plateale della parte buona della categoria che ha scelto i voti. Non vediamo abiti talari stracciati, non assistiamo a scioperi delle messe, se non qualche scomunica in solitudine del buon Papa Bergoglio. Eppure dovremmo aver compreso la gravità del fenomeno. Dovremmo aver capito che i vizi sessuali dei preti sui minorenni, sono possibili soltanto su giovanissimi che vivono in condizioni di disagio, e dunque sono un&#8217;orribile piaga che un Paese civile dovrebbe condannare. Come? Con un distacco di massa da tutta la chiesa. Del resto, se quei minori vivessero in condizioni normali, non si farebbero fotografare nudi e tantomeno farebbero sesso con un adulto o con un vecchio. E&#8217; proprio questa enorme ipocrisia che abbraccia l&#8217;intero mondo clericale ad essere odiosa. Come odiosa è l&#8217;ipocrisia di quell&#8217;esercito di capre che continua ad andare in chiesa, e a messa nonostante quello accade ormai ogni giorno. Dopo quello che le cronache ci hanno raccontato sulle perversioni nascoste di certi preti, dovremmo aver smesso da un pezzo di ascoltare sermoni e prediche dei preti. Categoria che in tema di discredito, hanno ormai raggiunto, se non superato, i politici. Questa chiesa non fa soltanto schifo. E&#8217; una piaga sociale che continua a danneggiare i nostri figli. Basta ipocrisia!</p>
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		<title>Quel vescovo che sdogana l&#8217;eutanasia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 14:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[lbia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Decapitatemi pure&#8221; invoca il vescovo di Tripoli Giovanni Innocenzo Martinelli nei giorni tormentati della Libia assediata dall&#8217;Is. &#8220;Da qui io non me ne vado&#8220;, promette il prelato. &#8220;Atto eroico&#8220;, sussurrano i benpensanti dall&#8217;Italia. &#8220;Martirio&#8221; scrivono alcune lingue umide alla bisogna. Eppure dovremmo chiederci dove sia finita la coerenza della chiesa sull&#8217;importanza della vita come valore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/giovanni-innocenzo-martinelli-2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13461" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/giovanni-innocenzo-martinelli-2.jpg" alt="giovanni innocenzo martinelli 2" width="365" height="250" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Decapitatemi pure</em>&#8221; invoca il vescovo di Tripoli Giovanni Innocenzo Martinelli nei giorni tormentati della Libia assediata dall&#8217;Is. &#8220;<em>Da qui io non me ne vado</em>&#8220;, promette il prelato. &#8220;<em>Atto eroico</em>&#8220;, sussurrano i benpensanti dall&#8217;Italia. &#8220;<em>Martirio</em>&#8221; scrivono alcune lingue umide alla bisogna. Eppure dovremmo chiederci dove sia finita la coerenza della chiesa sull&#8217;importanza della vita come valore non negoziabile al quale ci ha abituato. Quale valore dà alla propria vita il cristiano don Martinelli, se sceglie di rimanere in Libia rivendicando a suo modo il diritto all&#8217;eutanasia? Per eutanasia, tanto per dirla alla Rocco Buttiglione, s&#8217;intende tutto «<em>ciò che pone alla vita un termine artificiale, che fa morire una persona prima che la vita sia giunta al suo termine naturale</em>». Dunque, se per un cristiano la vita è un valore non negoziabile, con quale pretesto si ammanta di &#8220;<em>martirio</em>&#8221; la volontà di un prelato di morire per cocciutaggine, rispetto al &#8220;<em>bene indisponibile</em>&#8221; se la vita in questione è quella sofferente di un cittadino comune che non ha scelto i voti? Strano che nessuno parli di vescovo blasfemo, contrario ai princìpi inviolabili della vita. Perché altrimenti non si capisce il motivo della totale mancanza di pietà nei confronti di Eluana Englaro, costretta a &#8220;vivere&#8221; da vegetale attaccata alle cannette per 17 anni nonostante la strtenua battaglia in tribubale del padre Beppino. Come non si capisce la beatificazione preventiva riservata alla buonanima del cardinal Carlo Maria Martini, affetto dal morbo di Parkinson e passato a miglior vita perché &#8220;<em>ha potuto rifiutare l&#8217;accanimento terapeutico, se n&#8217;è andato sereno</em>&#8220;. In Italia sopravvive senza mai morire questa insopportabile ipocrisia.</p>
<p>Del resto, la classe politica italiana, appecoronata ai luoghi comuni del cattolicesimo più becero e dannoso, non ha mai regolamentato e nemmeno legalizzato l&#8217;eutanasia. Tutto quello che il legislatore ha finora partorito (siamo nel 2015!), è stato un testamento biologico, che in tema di scelta di fine vita non permette nessuna forma di morte volontaria. Nemmeno quando il soggetto in coma irreversibile viene tenuto in vita con le cannette. Il tutto per compiacere le gerarchie cattoliche del Vaticano, le sole in possesso di una tacita patene di moralità che la politica riconosce senza metterci becco. Eppure in Europa l&#8217;eutanasia esiste: basta andare in Germania, in Francia o anche in Svizzera, Paese che proprio il libico Gheddafi voleva distruggere per questo motivo. Senza contare il Belgio, dove il governo sta addirittura tentando di regolamentare l&#8217;eutanasia per i bambini incurabili.</p>
<p>Insomma, in Italia continuiamo a portarci dietro il fardello di un legislatore e di un&#8217;autorità religiosa usi ai due pesi e alle due misure. Per il cittadino laico la vita continua a rimanere indisponibile, mentre per il prete è eroico martirio. Non si odono strilli sconci dei vari Buttiglione-Pollastrini-Roccella-Casini-Allam-Giovanardi-Sacconi e Binetti, tutti indignati per la partecipazione di Mina Welby e Beppino Englaro a &#8220;Vieni via con me&#8221; in una puntata sull&#8217;eutanasia. Fortunatamente per noi, loro sono già stati tutti avviati all&#8217;eutanasia politica. Per il resto, trascorsi ormai due giorni dalla dichiarazione di don Martinelli, non vola mosca. Niente richiami o condanne ufficiali da parte del Vaticano per quella scelta di mettere in gioco la propria vita. Vescovi cardinali e papi non condannano. Nemmeno papa Francesco, sempre così solerte con la striglia sul rispetto delle regole dei suoi pastori. Pare ieri quando nei primi giorni di pontificato promise testualmente &#8220;<em>Basta interventismo sulla politica</em>&#8220;. Amen, se poi ha invitato i medici a fare obiezione contro l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia senza &#8220;<em>falsa compassione</em>&#8220;. Tutta questa ipocrisia ci fa quasi rimpiangere l&#8217;ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in tema di eutanasia, ancora l&#8217;estate scorsa, lamentava il &#8220;<em>troppo silenzio in parlamento</em>&#8220;. Alla fine chissà che il &#8220;gesto eroico&#8221; in Libia di Martinelli serva a smuovere qualcosa sul tema dell&#8217;eutanasia. Speriamo senza che si arrivi a decapitarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/02/18/quel-vescovo-che-sdogana-leutanasia/">Quel vescovo che sdogana l&#8217;eutanasia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Bausciata a &#8220;san Puttano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 05:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[cristianità]]></category>
		<category><![CDATA[gianni baget bozzo]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ho sempre creduto nello Spirito Santo e considero Berlusconi come un evento spirituale&#8230;&#8221;. Don Gianni Baget Bozzo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ho sempre creduto nello Spirito Santo e considero Berlusconi come un evento spirituale&#8230;&#8221;. Don Gianni Baget Bozzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/09/18/il-puttaniere-santo/">Bausciata a &#8220;san Puttano&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>L&#8217;adolesente gay, sai che trauma&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Stavo pensando proprio a te e guardavo la nostra foto scolastica&#8230; Mi manchi anche tu. Ora ti devo lasciare, che arriva papà &#8220; Nel paese dei preti pederasti coperti dal Vaticano trattato con timorato rispetto e titolato santa sede con le esse maiuscole. Nel paese dei gay dichiarati e degli intellettualoidi cartaceo-televisivi che si sforzano di tracciarne improbabili linee di demarcazione dagli &#8220;assolutamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/06/03/ladolesente-gay-sai-che-trauma/">L&#8217;adolesente gay, sai che trauma&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4RtUnzC4Q8c" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4804" title="spot gay" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/spot-gay-300x169.jpg" alt="" width="495" height="269" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Stavo pensando proprio a te e guardavo la nostra foto scolastica&#8230; Mi manchi anche tu. Ora ti devo lasciare, che arriva papà &#8220;</em></p>
<p>Nel paese dei preti pederasti coperti dal Vaticano trattato con timorato rispetto e titolato santa sede con le esse maiuscole. Nel paese dei gay dichiarati e degli intellettualoidi cartaceo-televisivi che si sforzano di tracciarne improbabili linee di demarcazione dagli &#8220;assolutamente etero&#8221;, si discute di uno <strong>spot televisivo di Mc Donald&#8217;s</strong> di rara e sottile ironia che in Italia diffonderebbe soltanto salutare educazione sessuale a partire dagli adulti (quella alimentare un po&#8217; meno).</p>
<p>In un paese normale una persona é ciò che é senza che nessuno gli chieda chi si porta a letto. Ma siccome l&#8217;Italia é un paese anormale (altro che i gay) c&#8217;é chi come Aldo Grasso (Corriere di oggi) disserta sul messaggio dello spot col &#8220;<em>rischio che lâ€™eccesso (che nel caso coinvolge uno sbarbato) svilisca ogni passione e, alla fine, tutto si riduca a gossip, a polpetta avvelenata</em>.&#8221;</p>
<p>La morale é che lo spot in Francia viene trasmesso in tivù, in Italia, dopo il monito di Grasso, c&#8217;é da scommettere che nessuno mai oserà  trasmetterlo. Si dirà  che é destabilizzante per i giovani. Sia mai, invece, che destabilizzi gli ormoni di qualche prelato o parroco di campagna&#8230;</p>
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