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	<title>furto Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Malerba, il grillino ladro a sua insaputa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 17:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il mio assistito è molto stressato in questo periodo per alcune vicende personali, non è lucido e non ricorda bene l’accaduto. Di certo, però, quegli armadietti si possono forzare facilmente, a mano, e lui non esclude di aver aperto per errore quello di un altro. Anche perché in passato era accaduto il contrario: aveva trovato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Il mio assistito è molto stressato in questo periodo per alcune vicende personali, non è lucido e non ricorda bene l’accaduto. Di certo, però, quegli armadietti si possono forzare facilmente, a mano, e lui non esclude di aver aperto per errore quello di un altro. Anche perché in passato era accaduto il contrario: aveva trovato nel proprio armadietto il portafogli di un altro e lo aveva subito consegnato alla direzione</em>».<br />
Massimo Martinelli, difensore di Angelo Malerba, l&#8217;ormai ex capogruppo 5 stelle ad Alessandria arrestato per furto di 100 euro in una palestra.</p>
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		<title>Vallanzasca ladro di mutande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2014 08:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, Esselunga di viale Umbria, un cliente anzianotto rompe confezioni di boxer nella corsia dell’intimo, e giunto alle casse cerca di dribblare l’addetto antitaccheggio accortosi del tentato furto. Il cliente si rifiuta di mostrare il contenuto della sua borsa. Chiamati i Carabinieri per la perquisizione, oltre alle mutande vengono fuori anche cesoie e concime. I [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, Esselunga di viale Umbria, un cliente anzianotto rompe confezioni di boxer nella corsia dell’intimo, e giunto alle casse cerca di dribblare l’addetto antitaccheggio accortosi del tentato furto. Il cliente si rifiuta di mostrare il contenuto della sua borsa. Chiamati i Carabinieri per la perquisizione, oltre alle mutande vengono fuori anche cesoie e concime. I militari fanno entrare in Gazzella il ladruncolo. Si tratta del pluriergastolano Renato Vallanzasca, per il quale il giudice in direttissima e il tribunale di sorveglianza decidono di convalidare l&#8217;arresto e sospendere all&#8217;ex bandito milanese il regime di semilibertà. Vallanzasca non si chiama Orsoni. E tantomeno Greganti. Non patteggia, non fa il sindaco e non ha amici nelle cricche di Expo o del Mose. E&#8217; tornato al carcere di Bollate. Sepolto in cella. Senza più nemmeno le mutande.</p>
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		<title>In azienda si sa? Rubate pure&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 13:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Neri lavori pubblici Srl é un&#8217;azienda di Livorno che svolge servizi portuali dove tutti i dipendenti rubano gasolio e benzina, e dove probabilmente potranno continuare a farlo senza rischiare il posto di lavoro. A nulla é servito per una pattuglia di finanzieri cogliere in flagranza i dipendenti Alessandro Galli e Angelo Mattera caricare 8 litri di benzina in auto. Tantomeno ai loro dirigenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2567" title="ladro" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/07/ladro.gif" alt="ladro" width="259" height="290" /></p>
<p>La Neri lavori pubblici Srl é un&#8217;azienda di Livorno che svolge servizi portuali dove <strong>tutti i dipendenti rubano</strong> gasolio e benzina, e dove probabilmente potranno continuare a farlo senza rischiare il posto di lavoro.<br />
A nulla é servito per una pattuglia di finanzieri cogliere in flagranza i dipendenti Alessandro Galli e Angelo Mattera caricare <strong>8 litri di benzina</strong> in auto. Tantomeno ai loro dirigenti  perché un giudice del lavoro li ha <strong>reintegrati in azienda</strong> l&#8217;altro ieri.</p>
<p>&#8220;<em>Comportamento tollerato, fatto da tutti e tacitamente ammesso fin dagli anni &#8217;60</em>&#8221; dice in aula tal Rosato. Mentre tal Baffigi riferisce al giudice che &#8220;<em>lo sapevano tutti ed era pure ammesso portarsi via il carburante. <strong>Lâ€™ho fatto anchâ€™io</strong></em>!&#8221;. Infatti lâ€™azienda aveva già  licenziato pure lui e ne aveva querelati altri 3. </p>
<p>15 i dipendenti testi che sono sfilati in aula ad ammettere le ruberie di carburante dentro l&#8217;azienda.<br />
Ciò nonostante il giudice ha <strong>sospeso l&#8217;efficacia del licenziamento</strong> perché se in azienda tutti sapevano, compreso i titolari, &#8220;<em>non si può risolvere il problema applicando il provvedimento più drastico soltanto a 2 dipendenti</em>&#8220;. Anche se colti in flagrante.<br />
Prima d&#8217;ora La Neri s.r.l. non aveva mai preso provvedimenti disciplinari perché mai nessuno era stato colto in flagrante a rubare benzina e gasolio. Era stato perciò impossibile avviare processi per un sospetto.</p>
<p>Eppure, il giudice <strong>Jacqueline Monica Magi</strong> ha spiegato nellâ€™ordinanza di aver svolto unâ€™indagine accurata prima di sentenziare il reintegro di Galli e Mattera. I parecchi testi sentiti &#8220;<em>hanno reagito in modi diversi</em>&#8220;. E molti, come il Taccini e il Camiciotti &#8220;<em>hanno ammesso che le voci di queste appropriazioni câ€™erano, arrivando a dichiarare che lâ€™azienda sapeva ma non é mai intervenuta con sanzioni</em>&#8220;.</p>
<p>In fin dei conti tutti i testi hanno detto che <strong>lâ€™azienda sapeva</strong>. Alcuni di loro, oltre a sapere, tacitamente acconsentivano. Eâ€™ finita col già  ricordato licenziamento del Baffigi, la querela di 3 dipendenti, una presunta schiarita di idee a suon di cazzotti e un&#8217;incazzatura da parte della dirigenza aziendale. La stessa che ha dovuto riassumere Angelo Mattera e Alessandro Galli senza tuttavia permettergli di entrare.<strong> Li pagano e basta</strong>. <em>&#8220;Nessuna arrabbiatura</em>&#8221; dice l&#8217;avvocato Pasquinucci. &#8220;<em>Eâ€™ una sentenza costituzionale: se prima hai sempre detto sì, non puoi far capire allâ€™improvviso che la musica é cambiata con il provvedimento più duro</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma questo caso insegna che se un dipendente volesse rubare nell&#8217;azienda in cui lavora, potrebbe farla franca invitando quanti più colleghi possibile ad imitarlo perché se un giorno <strong>tutti ruberanno consapevolmente</strong>, fra le pieghe contorte di certo diritto, tutto ciò potrebbe trasformarsi alla stregua del lecito, impedendo ai datori di lavoro di prendere provvedimenti. Nemmeno quello più naturale di <strong>licenziare dei ladri</strong>.<br />
Se questa é giustizia&#8230;</p>
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