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	<title>dino boffo Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Ciak, Lorenzo Cesa in passerella Raiset</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 08:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[dino boffo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un condannato per diffamazione come Vittorio Feltri pagato dal presidente del consiglio per diffamare Dino Boffo o chiunque osi criticare la condotta del piduista, per Lorenzo Cesa &#8220;e tutto normale&#8220;. Feltri rispecchierebbe la cattiva situazione &#8220;dell&#8217;attuale bipolarismo&#8220;. Il segretario dell&#8217;Udc, condannato in primo grado per corruzione, assolto per incompatibilità  del gip in appello e quindi prescritto, nonché indagato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="344" data="http://www.youtube.com/v/N0-ryQDWJuI&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/N0-ryQDWJuI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Un condannato per diffamazione come Vittorio Feltri pagato dal presidente del consiglio per diffamare Dino Boffo o chiunque osi criticare la condotta del piduista, per Lorenzo Cesa &#8220;<em>e tutto normale</em>&#8220;. Feltri rispecchierebbe la cattiva situazione &#8220;<em>dell&#8217;attuale bipolarismo</em>&#8220;.</p>
<p>Il segretario dell&#8217;Udc, condannato in primo grado per <strong>corruzione</strong>, assolto per incompatibilità  del gip in appello e quindi prescritto, nonché indagato dall&#8217;ex pm De Magistris nella sepolta inchiesta &#8220;Poseidone&#8221; sulle truffe ai fondi Ue, sceglie piazza Montecitorio per farsi intervistare da una troupe Rai.</p>
<p>L&#8217;argomento é concordato &#8220;<em>Chavez ospite a Venezia</em>&#8220;. Le parole da dire sono concordate: &#8220;<em>uno scandalo gli inchini</em>&#8221; al presidente del Venezuela.<br />
La dichiarazione di Lorenzo Cesa é ingrediente ed espediente per i panini dei telegiornali minchiolini raiset. &#8220;<em>Va fatta bene</em>&#8221; perciò detta, ridetta e ripetuta. Il suggeritore é l&#8217;addetto stampa che ripete al segretario dell&#8217;Udc le parole da dire in primo piano in telecamera e al microfono, retto stancamente dall&#8217;asta in carne ed ossa: un ragazzo muto che osserva il politico con la testa lontana mille miglia.</p>
<p>Cesa é spesso &#8220;vittima&#8221; di questa mordente disinformazione italiana di nomina politica. Ecco perché le domande improvvise e <strong>fuori copione</strong> lo spiazzano. Come le mie, contro le quali Cesa ha cercato di rifugiarsi nelle frasi fatte o nelle <strong>balle</strong>. Come quella su Cuffaro, che secondo Cesa ha detto che si sarebbe dimesso da politico in caso di condanna in &#8220;<em>secondo grado</em>&#8220;. Nega che il mangiatore di cannoli siciliano, ad Annozero, aveva detto che si sarebbe dimesso in caso di condanna in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tVzaWztgaEg" target="_blank">primo grado</a>.</p>
<p>Ma a quel punto Cesa deve andare. Si é già  chiuso nell&#8217;auto blindata. Il tempo per le domande é scaduto. Ma ci sarà  ancora occasione. Le recite sulla passerella Raiset in piazza Montecitorio sono sempre di moda.</p>
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		<title>Lettera aperta a Dino Boffo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 18:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[dino boffo]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio feltri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Dino, perdonami il tu e il tono confidenziale pur non essendoci mai conosciuti. Siamo entrambi iscritti all&#8217;ordine dei giornalisti, ed entrambi appassionati di questa professione. Tu fai parte dell&#8217;elite della categoria. Sei abituato a trattare contratti milionari e articoli di risonanza televisiva col partito dei preti. Io no, sono un umile cronista che paga [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/09/04/lettera-aperta-a-dino-boffo/">Lettera aperta a Dino Boffo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2874" title="dino-boffo" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/09/dino-boffo.jpg" alt="dino-boffo" width="300" height="230" /></p>
<p>Caro Dino, perdonami il tu e il tono confidenziale pur non essendoci mai conosciuti. Siamo entrambi iscritti all&#8217;ordine dei giornalisti, ed entrambi appassionati di questa professione. Tu fai parte dell&#8217;elite della categoria. Sei abituato a trattare contratti milionari e articoli di risonanza televisiva col <strong>partito dei preti</strong>. Io no, sono un umile cronista che paga il mutuo e che finora non si é mai venduto a nessuno. Ho lavorato per quasi 15 anni in realtà  piccole e locali, pagato tanto al chilo e quanto un addetto alle pulizie part time (con rispetto per la categoria). La notorietà  che mi ritrovo qui in rete negli ultimi 2 anni la devo soprattutto a <strong>Beppe Grillo</strong>, che ho avuto la fortuna di conoscere, di godere della sua stima e di collaborarci in questo underground della comunicazione online. Sconosciuta ai più, soprattutto ai lettori un po&#8217; vecchiotti dell&#8217;<strong>Avvenire</strong>, il quotidiano che hai diretto fino a ieri e che ora non dirigi più perché ti hanno cacciato.</p>
<p>Insomma, avrai capito che ti ha fatto cacciare <strong>Vittorio Feltri</strong>, primatista italiano delle montature, ingaggiato con <strong>15 milioni</strong> di euro dal puttaniere a dirigere il Giornale di suo fratello Paolo Berlusconi, oltre ai <strong>3 milioni</strong> di euro annui che percepisce per screditare chi scrive o dice una sola verità  sul suo editore, che é anche presidente del consiglio dei piduisti.<br />
Ti ha fatto cacciare, dicevo, perché ha scritto a tutta pagina che nel 2002 sei stato condannato dal tribunale civile di Terni per stalking ai danni della moglie del tuo ex amante.<br />
Mi spiace che sia bastato così poco per farti fuori. Davvero! Soprattutto da colui che di stalking in redazione se ne intende!</p>
<p>Se ben ricordi quando Feltri già  dirigeva il Giornale, a metà  anni &#8217;90, incaricò il suo vice <strong>Renato Farina</strong> (alias agente Betulla) di corrompere il collega di giudiziaria <strong>Vittorio Locatelli</strong> per fargli scrivere un pezzo bugiardo e infamante ai danni di Piercamillo Davigo, il magistrato di Mani pulite che stava processando alcuni stilisti che avevano pagato tangenti alla Guardia di finanza per ammorbidire i controlli fiscali. La stessa Finanza che fu corrotta dall&#8217;attuale corruttore presidente del consiglio &#8211; nel mirino delle tue salaci critiche &#8211; lo stesso che non dormiva la notte in attesa del relativo processo alle porte.<br />
Ecco, Vittorio Locatelli <strong>si rifiutò di calunniare Davigo</strong> e per questo fu destituito dall&#8217;incarico in giudiziaria per essere destinato ad altri compiti.</p>
<p>Dimmi un po&#8217; tu che razza di iena é Feltri! Ciambellano di corte assieme al già  ricordato Renato Farina (ora anche deputato), nel calderone dei burattini che scimmiottano il giornalismo di inchiesta. Sputtanatori di brava gente, calunniatori e bugiardi che in un paese normale sarebbero a fare i <strong>lavavetri abusivi ai semafori</strong>. In un paese normale, <strong>non in Italia!</strong> dove invece, dopo aver venduto la propria dignità  e la propria credibilità  di uomini, prima che di giornalisti, sono sempre e ancora lì. Arricchiti per scrivere qualunque malignità , vera o presunta, ma sempre su commissione, per far fuori &#8220;<em>gli avversari</em>&#8220;. Termine che Feltri ha usato ancora pochi giorni fa sulla prima pagina del Giornale per motivare lo sputtanamento ai tuoi danni, dimenticandosi che il giornalista non ha avversari politici. Dovrebbe attenersi soltanto ai fatti.<br />
Beffarda ma tristemente vera la frase di <strong>Roberto Benigni</strong>, che ieri dal palco della festa del Pd di Genova ha detto che Berlusconi ha fatto l&#8217;affare dell&#8217;anno vendendo Kakà  e comprandosi Feltri.</p>
<p>Del resto tu sai bene che Chiesa e Berlusconi, Berlusconi e Pdl, Pdl e Comunione e Liberazione sono un corpo unico a forma di serpente. Una sola bocca che mangia e un solo culo che evacua. Tu sai bene che i parlamentari di CL non voteranno mai contro il loro puttaniere che li paga. E&#8217; proprio grazie a questa maggioranza senza precedenti se il corruttore fa il vandalo nei confronti della chiesa mandando al patibolo piccoli servitori come te.<br />
Converrai con me che se il papa proprio ieri ha detto che &#8220;<em>Dio persegue le colpe e tuttavia <strong>protegge chi sbaglia</strong> purché costoro siano pronti a un radicale cambiamento di vita</em>&#8220;, ti é voluto venire incontro giustificando in qualche modo il fatto che Feltri, nella sua cattiveria, é protetto da Dio. Tu sai quale. Anche noi qui sul blog sappiamo quale.</p>
<p>Sei finito sull&#8217;Economist, sul New York times come &#8220;<em>ultima vittima</em>&#8221; del puttaniere e sputtanato primo ministro italiano. Lo stesso che teme di <strong>perdere consensi fra i cattolici</strong> e che ancora oggi ti mastica come oggetto da &#8220;<em>bugie sui giornali</em>&#8220;.<br />
Persino la sinistra ti sta strumentalizzando. Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, L&#8217;Unità , il Riformista, ma soprattutto <strong>Repubblica</strong> sbattono ormai da giorni in prima pagina editoriali chilometrici al sapore di finti piagnistei sul tuo caso. I D&#8217;Avanzo, i Prosperi e i Giannini fanno tutti <strong>il gioco del corruttore</strong> dipingendoti come vittima. E&#8217; incredibile come tu, caro Dino, sia oggetto di quella &#8220;<em>bassa macelleria giornalistica</em>&#8221; che denunciano proprio quei colleghi che non spendono una sola riga sul concetto di privacy.</p>
<p>Nessuno che abbia ancora contrastato le fesserie in merito del garante di &#8220;quale privacy&#8221; Rodotà , che appena ieri ha tuonato &#8220;<em>violazione della privacy</em>&#8221; nei tuoi confronti! Ma tu sai, e tutti noi giornalisti dovremmo saperlo, che non c&#8217;é stata alcuna violazione di privacy nei tuoi confronti ma soltanto sproporzione sull&#8217;entità  della condanna e la sua nulla rilevanza nella vita pubblica italiana. Che, scusa la modestia, é ben diversa da quella che può avere un malato e delirante Silvio Berlusconi e la sua incredibile sequela di reati prescritti e auto derubricati <strong>a norma di leggi incostituzionali</strong>.</p>
<p>Corriere, Repubblica e a rimorchio <strong>le televisioni di Raiset</strong>. Sono stati loro i carnefici che amplificando le porcherie di Feltri ti hanno portato sulla bocca di tutti. Persino su quella di <strong>Clemente Mastella</strong>, che alla festa dell&#8217;Udeur ha avuto il coraggio di rivederti &#8220;<em>nella sua vicenda giudiziaria</em>&#8221; (!!) Lui però é stato rinviato a giudizio assieme alla moglie per almeno 7 reati penali e, in attesa di sentenza, catapultato al parlamento europeo per lamentarsi dei 7 mila e &#8220;scarsi&#8221; euro al mese che percepisce.<br />
Ha ragione <strong>Don Sciortino</strong> dire che il tuo caso é una &#8220;<em>nuova pagina triste della democrazia</em>&#8220;. E&#8217; triste perché é finita in prima pagina al posto del lodo alfano, che di chiasso non ne ha assolutamente fatto (a parte qui in rete) nemmeno da parte del <strong>cortigiano Vittorio Feltri</strong>. E&#8217; una pagina triste della democrazia perché l&#8217;italiano medio che si sciroppa il telegiornali minchiolini non potrà  dare il giusto peso a quello che é realmente accaduto perché le televisioni hanno mistificato tutto. Non ci sono santi né miracoli che tengano caro Dino, in una videocrazia dedita all&#8217;applauso in cui un <strong>alleato della mafia</strong> fa il capo del governo!</p>
<p>Del resto potevi prevederlo. La &#8220;<em>ferocia squadrista</em>&#8221; denunciata da Massimo D&#8217;Alema é l&#8217;unica che sta facendo gioco in questo sciagurato quindicennio di sultanato berlusconiano, che contrappone potentati compromessi di scaglie marce. Come quello della <strong>chiesa</strong>, che tramite il <strong>cardinale Ruini</strong> ha commesso la svista di nominarti direttore della tivù satellitare dei vescovi e ti ha ingaggiato per dirigere il loro quotidiano, su cui moralizzare il premier in prima pagina secondo la loro parola. Quei <strong>maledetti vescovi</strong> che, denudandoti di qualunque forma di privacy sul loro &#8220;<em>Avvenire</em>&#8220;, ti hanno reso beffardo e galeotto quel nome.</p>
<p>Ora che sei a spasso con qualche milioncino sul conto corrente fattene una ragione! Evidentemente <strong>stavi sulle scatole</strong> a qualcuno dentro lo stesso Vaticano. D&#8217;ora in avanti se ti innamorerai ancora senza essere ricambiato, evita il ruolo di pretendente eroe che tormenta il partner della fiamma. Sii prudente perché purtroppo tu non ti chiami Vittorio Feltri, e nemmeno Silvio Berlusconi detto il puttaniere. Ti chiami <strong>Dino Boffo</strong>, colui del quale i vescovi, una volta usato, si sono fatti un baffo. Col culo del serpente.</p>
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		<title>Corrompere Ratzinger, la exit strategy del puttaniere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 10:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[dino boffo]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2851" title="berlusconi-ratzinger" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi-ratzinger.jpg" alt="berlusconi-ratzinger" width="309" height="350" /></p>
<p>Nella porcilaia politica Vittorio Feltri ha fucilato il molestatore Dino Boffo, colpevole di aver sferrato l&#8217;insistenza del giornalista alla moglie del suo ex amante. Tempo qualche settimana e l&#8217;Avvenire avrà  un nuovo direttore, mentre i giornalisti dei vari potentati che <strong>fanno domande</strong> sono avvisati.<br />
Infatti, Gian Maria Vian, direttore de l&#8217;Osservatore romano, nel timore di perire con altre badilate di merda da parte di Feltri, rivendica con orgoglio in un&#8217;intervista al Corriere di &#8220;<em>non essersi mai invischiato nelle faccende&#8221; </em>puttane del corruttore. Anzi, precisa che il corruttore é in &#8220;<em>ottimi rapporti col Vaticano</em>&#8220;. Non é dato a sapere quanto siano intimi, ma in queste ore la promiscuità  sessuale nel Pdl ha trasformato gli alleati di maggioranza in una Gomorra sfrenata. Talmente sfrenata che l&#8217;eurodeputato leghista <strong>Matteo Salvini</strong> dice a Repubblica che la Lega nord si <strong>apre ai gay</strong>. Basta froci e culattoni alla Gentilini! Ce ne sono troppi anche in Vaticano, quindi meglio farseli amici. Vladimir Luxuria potrà  far parlare di sé semplicemente slinguando Borghezio, senza operarsi come ha annunciato in questi giorni.</p>
<p>Intanto il corruttore é impegnato a festeggiare i 40 anni del <strong>golpe libico</strong> assieme a Gheddafi e al criminale super ricercato <strong>Omar Hassan el Bashir</strong>, presidente del Sudan. Tutti seduti allo stesso tavolo. Nemmeno il mandante degli omicidi dei giornalisti russi e amicone del puttaniere <strong>Vladimir Putin</strong> ha avuto il coraggio di presentarsi all&#8217;appuntamento libico, dove invece le frecce tricolori italiane hanno scorreggiato nell&#8217;aria di Tripoli fumo grigio come l&#8217;aria della Padania. Colore che Gheddafi non ha gradito. Avrebbe preferito il <strong>verde Lega</strong> ma a Roma si sono affrettati a negare la richiesta. Pazienza. Il corruttore posa la prima pietra dell&#8217;autostrada libica che dovrebbe pagare l&#8217;Italia con 5 miliardi di euro. In realtà  quella pietra é <strong>messa sopra</strong> al progetto. Come a quello della Brebemi padana. Del resto il governo non ha tempo di occuparsi di imprese che falliscono, aziende che chiudono e di operai disoccupati che quando si incazzano sterminano le loro famiglie. Il governo si preoccupa dei propri lerci affari, a partire da quelli del corruttore.</p>
<p>La prima spina nel fianco dell&#8217;esecutivo é la <strong>Svizzera</strong>, che con l&#8217;Italia non ha rapporti incestuosi quanto col Vaticano, bordello pecatorum di mafiosi e corrotti e brufolo sul culo della giustizia di tutte le democrazie. Svizzera assieme a Lussemburgo, Montecarlo e San Marino intavolano accordi extragiudiziali con Usa e Francia per rendere pubblici i conti correnti dei loro evasori fiscali, mentre il Vaticano se li tiene celati dietro i famosi 9 metri di muraglia che blindano lo Ior. <strong>Giulio Andreotti</strong> coi suoi 60 miliardi nascosti proprio lì é uno di quegli evasori che si frega ancora le mani oggi.<br />
Ebbene mentre l&#8217;Italia punta sullo <strong>scudo fiscale</strong> per favorire il rientro dei capitali della malavita mafiosa, il Vaticano mantiene il suo <strong>scudo totale</strong>. L&#8217;Italia ha burocratizzato la trasparenza dei conti correnti con la legge sulle rogatorie, utile al corruttore nei processi sui fondi neri Mediaset. Piazza San Pietro continua a rimanere zona franca in cui si possono stuprare impunemente tutte le <strong>norme anti riciclaggio</strong>.<br />
L&#8217;Italia non tratta i nominativi in Svizzera come stanno facendo Francia e Usa perché il presidente del consiglio, nella nazione elvetica, ha un <strong>ossario di scheletri</strong> tanto grande che il sacrario di Redipuglia impallidirebbe. Ecco allora che la finestra dello scudo &#8211; aperta soltanto da metà  settembre a metà  apri­le &#8211; darà  modo modo al ministro Tremorti  di dire &#8220;<em>chi é fuori é fuori, chi é dentro e dentro</em>&#8220;. Un invito a farla franca.<br />
Nessun telegiornale spiega in un minuto che gli stati Ue aderiscono alla <strong>convenzione dellâ€™Ocse</strong>, che in poche settimane ha portato alla stipula di 12 trattati internazionali all&#8217;insegna della trasparenza. In Italia i telegiornali sono solo megafoni del puttaniere.</p>
<p>Lo stesso che, per dirla alla Bagnasco, sta assumendo un atteggiamento grave e disgustoso! Per amoreggiarsi di nuovo il Vaticano senza vivere da separati in casa, il cavaLLiere va dal papa a <strong>dargli garanzie</strong> sull&#8217;Ici degli immobili vaticani in territorio italiano, lo rassicura sui temi etici e bioetici dopo il caso Englaro e  gli promette che Tremorti non farà  scherzi sulla vagonata di milioni destinati alle scuole cattoliche private. Insomma Berlusconi tenta la via della <strong>sacra corruzione del papa</strong>, alla faccia delle famiglie che non pagano il mutuo <strong>pur di rimanere</strong> dov&#8217;é. Altro che incomprensioni! E&#8217; tutto chiarissimo, di una torbida limpidezza. Tanto che il circuito mediatico dei telegiornali é già  pronto alla centrifuga della coppia Ratzinger-Berlusconi, che sbianchetterà  nel volgere di pochi giorni le badilate di merda sparate dall&#8217;escort Vittorio Feltri.</p>
<p>Intanto il direttore Vian continua le sue rassicurazioni al Corriere: niente vagine berlusconiane sul quotidiano del papa che &#8220;<em>non é solito entrare negli scontri politici interni dei diversi Sta­ti, a cominciare dallâ€™Italia</em>&#8220;. <strong>Balle!</strong> visto che le ingerenze vaticane riportate dall&#8217;Osservatore romano e amplificate da Repubblica e Corriere sono l&#8217;agenda politica del parlamento ciellino che legifera sulle pieghe degli umori d&#8217;oltre Tevere, in <strong>dispregio di qualunque laicità </strong>.<br />
Insomma, fra una visita vaticana di Bossi e un lamento per &#8220;<em>la caccia al prelato</em>&#8221; ventilata dal buon Vian, la porcilaia politica cerca di attutire il suo fetore con gli annunci e le &#8220;udienze particolari&#8221;. Al governo tiene banco il fumo. Chissà  se riuscirà  ancora una volta a mitigare la <strong>puzza di marcio</strong>. Un invito agli italiani: basta turarsi il naso!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/09/01/corrompere-ratzinger-la-exit-strategy-del-puttaniere/">Corrompere Ratzinger, la exit strategy del puttaniere</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Feltri Boffo Berlusconi: quale privacy?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 06:18:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/08/31/feltri-boffo-berlusconi-quale-privacy/">Feltri Boffo Berlusconi: quale privacy?</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bk4qzLtr0zs&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bk4qzLtr0zs&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="495" height="340"></embed></object></p>
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