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	<title>clima Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Siccità, affare milionario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 15:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme siccità, ecco il bollettino di fine inverno, 20 marzo 2023. Benché abbia piovuto un po’in tutto il Nord Italia &#8211; e in montagna sia caduta un po’ di neve &#8211; l’allarme siccità resta altissimo e di non facile gestione in vista dell’estate che &#8211; è ormai assodato &#8211; sarà critica. I giornali hanno iniziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/zl_NZVjpbeM" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Allarme siccità, ecco il bollettino di fine inverno, 20 marzo 2023. Benché abbia piovuto un po’in tutto il Nord Italia &#8211; e in montagna sia caduta un po’ di neve &#8211; l’allarme siccità resta altissimo e di non facile gestione in vista dell’estate che &#8211; è ormai assodato &#8211; sarà critica.</p>
<p>I giornali hanno iniziato soltanto in questi giorni a dare più attenzione all’emergenza. Tra i provvedimenti degni di nota degli ultimi giorni, ci sono le autobotti d’acqua arrivate in 20 comuni piemontesi della provincia di Cuneo. Altre autobotti in Val Camonica, siamo in Lombardia, e a breve arriveranno anche in Val Sabbia, provincia di Brescia, dove anche le falde acquifere della pianura sono già quasi a secco.<br />
Per non dire in Veneto, dove il presidente Luca Zaia ha già emanato direttive per limitare il consumo di acqua e in alcuni comuni del padovano si provvede con le autobotti.<br />
E – sottolineo &#8211; siamo solo a marzo!</p>
<p>Nel video di una settimana fa, ho già accennato della carenza di invasi d’acqua montani, per i quali un cospicuo aumento in numero richiede dai 5 ai 10 anni per la realizzazione, al netto di lungaggini burocratiche e impatti ambientali.</p>
<p>La soluzione più plausibile, dati gli enormi interessi economici che ci gravitano intorno, sono i dissalatori d’acqua. Acquedotto Pugliese, il 16 marzo, ha dato il via ad una gara pubblica per il più grande impianto di desalinizzazione d’Italia, da 100 milioni di euro. Un sistema che rende potabile l’acqua del mare, già in uso in Medio Oriente che da solo produce metà dell’acqua dissalata globale. </p>
<p>Diversi impianti negli emirati arabi sono opera della Fisia di Genova, l’azienda italiana leader del settore controllata da WeBuild, l’ex Impregilo che fa capo Pietro Salini. </p>
<p>Nel luglio scorso, in piena emergenza idrica, webuild lanciò il progetto “Water is life” da finanziare con soldi pubblici derivanti dal Pnrr.<br />
Il progetto si è arenato in autunno, con l’arrivo delle piogge, ma ora è stato riesumato dai cassetti ed è nelle mani dei lobbisti, che stanno incontrando enti locali e ministeri per riproporlo. Per inciso il ministro Pichetto Fratin ha già dato il suo assenso ai dissalatori.</p>
<p>In Italia la desalinizzazione dell’acqua è regolata dalla legge Salvamare del governo Draghi approvata nel giugno scorso.<br />
Concepita come estrema ratio, questa Legge sta diventando la soluzione strutturale al problema della prolungata e consolidata siccità che ormai colpisce l’Italia.</p>
<p>Certo, prima andrebbero fatti interventi per ridurre le perdite degli acquedotti.<br />
Ma con l’emergenza che incombe e gli appetiti del gruppo ex Impregilo, i dissalatori sembrano ormai la soluzione molto tardiva da perseguire.<br />
Pur tenendo conto che hanno due problemi: sono energivori e producono scorie. Ogni litro d’acqua potabile, ne crea uno e mezzo di rifiuti, tra i residui di sale marino, misti a metalli e microplastiche, che se ributtati in mare compromettono l’ecosistema.</p>
<p>Intanto il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha proposto di desalinizzare l’acqua del mar Ligure da inviare nell’entroterra a botte da 100 milioni di metri cubi l’anno, tramite gli oleodotti esistenti. Proposta allettante ma non fattibile, dato che gli oleodotti citati trasportano già il gas. </p>
<p>Anche Luca Zaia in Veneto propende per i dissalatori. Per ora ha solo preso provvedimenti per limitare il consumo d’acqua nella sua Regione.<br />
Ma in alcuni comuni del padovano, stanno già arrivando le autobotti.</p>
<p>I dissalatori sono comuni in diverse parti d’Europa. La Spagna ne ha 700 che producono il 56% dell’acqua potabile. In Italia ce ne sono una trentina e soddisfano solo il 4%. Col problema che nel bel Paese la rete di distribuzione è un colabrodo.<br />
Secondo Legambiente in Italia si disperdono e si buttano 270 miliardi di metri cubi d’acqua ogni anno, l’equivalente del 30% dell&#8217;acqua degli acquedotti delle città, con punte di dispersione del 70% a Trapani e Catania. </p>
<p>Nel Maghreb e in Turchia, l’assenza di pioggia ha prodotto un calo del 25% di grano e del 30% di orzo.<br />
In Algeria l’acqua è già stata frazionata in tutta la nazione.<br />
Venendo ai bollettini che circolano silenziosi nei palazzi, spicca l’ultimo rapporto di “Copernico”, del 10 marzo.<br />
Redatto da scienziati ed esperti di clima della Commissione europea, parla di rischi a causa della somma di un inverno eccezionalmente caldo e un livello di neve basso senza precedenti nelle Alpi, con la previsione di una carenza di acqua in tutto il bacino del Mediterraneo. </p>
<p>Nel rapporto si legge che “gli impatti di una siccità in arrivo, sono già visibili in Francia, Spagna e Nord Italia e pongono serie preoccupazioni su riserve idriche, agricoltura e produzione energetica”.<br />
Dunque “serve un uso più attento e controllato dell&#8217;acqua per affrontare una stagione che si annuncia critica”. </p>
<p>Nonostante tutto, i governi europei si mostrano disattenti o poco interessati All’urgenza di programmare misure per proteggere la popolazione dall&#8217;impatto dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso pronunciato pochi giorni fa all&#8217;Università di Nairobi, in Kenya, ha citato i cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo, definita come «uno dei luoghi maggiormente in pericolo».</p>
<p>L’aumento repentino della popolazione, accelera l’urbanizzazione delle città che richiedono sempre più acqua per l’utilizzo civile, industriale e commerciale. </p>
<p>Di contro, la deforestazione degli ultimi anni, in Grecia e Turchia ha portato a una maggiore erosione del suolo, una minore infiltrazione delle acque ed una ancor più ridotta disponibilità di risorse idriche.<br />
Senza contare l’impatto del turismo che in Spagna, Francia, Italia e Grecia richiede importanti quantità d&#8217;acqua per un&#8217;infinità di attività di intrattenimento. </p>
<p>Con un quadro così preoccupante, non resta che attendere, di giorno in giorno, i provvedimenti di razionamento che entro un paio di mesi colpiranno almeno il 50 per cento dei Comuni italiani.</p>
<p>La soluzione attuale, per ovviare alla prevedibile carenza di acqua minerale nell’estate come fu l’anno scorso, sarebbe quella di iniziare già da ora a fare piccole scorte a lungo termine.</p>
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		<title>Disastro clima, una &#8220;Liguria&#8221; di ghiaccio liquefatta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 08:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luglio 2017, dalla calotta dell&#8217;Antartide si stacca un iceberg grande come la Liguria da un trilione di tonnellate, il più grande del mondo mai registrato dall&#8217;uomo. Il surriscaldamento globale provoca il vagare a vuoto nell&#8217;Oceano pacifico dell&#8217;enorme isola di ghiaccio, in direzione Nord della Terra del Fuoco (Cile-Argentina). Dai suoi iniziali 6 mila km quadrati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Luglio 2017, dalla calotta dell&#8217;Antartide <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/green/antartide-si-e-sciolto-a68-l-iceberg-piu-grande-del-mondo_31158755-202102k.shtml" target="_blank" rel="noopener">si stacca un iceberg</a> grande come la Liguria da un trilione di tonnellate, il più grande del mondo mai registrato dall&#8217;uomo. Il surriscaldamento globale provoca il vagare a vuoto nell&#8217;Oceano pacifico dell&#8217;enorme isola di ghiaccio, in direzione Nord della Terra del Fuoco (Cile-Argentina). Dai suoi iniziali 6 mila km quadrati l&#8217;isola mobile perde consistenza di giorno in giorno. Oggi, dopo quasi 4 anni, l&#8217;iceberg è scomparso. Sciolto nelle acque marine a largo delle Isole Sandwich-Georgia.</p>
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		<title>Periplo del Polo Nord, allarme planetario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 16:36:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La geografia sta cambiando a velocità  stratosferica. I ghiacci polari che si sono sciolti hanno aperto i passaggi in tutto il Circolo polare artico. Si può navigare attorno al Polo Nord come non era mai accaduto nella storia dell&#8217;uomo, mentre anche la danese Groenlandia riduce a vista d&#8217;occhio le sue dimensioni. Il preoccupante &#8220;traguardo&#8221; é stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="Nessuna"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-728" title="ghiaccio-sciolto" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/09/ghiaccio-sciolto.jpg" alt="" width="287" height="220" /></a><a href="Nessuna"></a></p>
<p>La geografia sta cambiando a velocità  stratosferica. I ghiacci polari che si sono sciolti hanno aperto i passaggi in <strong>tutto il Circolo polare artico</strong>. Si può navigare attorno al Polo Nord come non era mai accaduto nella storia dell&#8217;uomo, mentre anche la danese Groenlandia riduce a vista d&#8217;occhio le sue dimensioni.<br />
Il preoccupante &#8220;traguardo&#8221; é stato raggiunto con almeno una <strong>ventina d&#8217;anni di anticipo</strong> rispetto alle previsioni. Il che non é affatto divertente. Gli orsi polari traghettati da un&#8217;isola di ghiaccio che si é staccata dalla calotta artica, sono soltanto uno degli aspetti drammatici di ciò che sta accadendo.<br />
I dati di questo processo inesorabile e velocissimo, dicono che soltanto negli ultimi 4 anni sono andati persi <strong>un milione di chilometri quadrati</strong> di ghiacci.</p>
<p>Intanto gli analisti dei soldi stanno già  brindando ai loro affari. Alcune compagnie di navigazione tedesche ed olandesi si stanno organizzando per creare crociere inedite attorno alla calotta artica. Inoltre, il varco a Nord dimezza la lunghezza del tragitto per le imbarcazioni che dal nord Europa si dirigono verso il Giappone. Ora possono oltrepassare la Lapponia, costeggiare tutta la Siberia, attraversare lo Stretto di Bering e passare dall&#8217;Oceano Atlantico all&#8217;Oceano Pacifico in una manciata di ore. Pacificamente e senza preoccupazioni. A parte quelle degli ambientalisti e degli scienziati, <strong>allarmati dalla velocità  del fenomeno</strong>. I dati sono chiari: ogni anno i ghiacci si <a target="_blank" href="http://www.circolopolare.com/ita/polonord_temporeale_i.htm">assottigliano</a> sempre più velocemente durante i mesi estivi, con punte del 50% e tornano nella stagione fredda a ricompattarsi su superfici sempre più piccole. Secondo le previsioni di 15 anni fa, il Polo Nord sarebbe rimasto senza ghiacci nel 2070. Di questo passo il &#8220;traguardo&#8221; sarà  raggiunto entro il 2015.</p>
<p>Non solo: anche i veleni emessi dalle città  industrializzate hanno raggiunto il paradiso bianco. Nell&#8217;aria della Groenlandia ci sono tracce di diossina, mentre il <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale">riscaldamento globale</a> sta sconvolgendo i climi di tutto il mondo.<br />
Lo scioglimento dei ghiacci non aumenterà  il livello dei mari, perché il conseguente aumento delle temperature nelle zone temperate e tropicali della Terra provocherà  maggiore evaporazione dell&#8217;acqua marina. Col risultato che si alzeranno le latitudini in cui si manifesteranno gli uragani disastrosi.<br />
A tal proposito l&#8217;acqua del Mediterraneo, che é un bacino chiuso, aumenta in continuazione. I 28 gradi medi sufficienti per creare le condizioni favorevoli alla formazione dei cicloni, sono già  stati raggiunti in molti punti dell&#8217;Adriatico, del Golfo di Genova, oltre che nel Tirreno.<br />
I cambiamenti climatici violenti e dagli effetti imprevedibili, saranno accompagnati dal vertiginoso aumento della popolazione. Se non ci saranno epidemie o ecatombi naturali che uccideranno milioni di persone, nel 2025 la popolazione mondiale avrà  varcato la soglia degli <a target="_blank" href="http://it.encarta.msn.com/media_121634003/Crescita_della_popolazione_mondiale.html">8 miliardi</a> di persone. Col rischio che se il riscaldamento globale avrà  aumentato le zone desertificate, ci si dovrà  porre il problema delle risorse disponibili, a cominciare proprio dall&#8217;acqua. Senza dimenticare che i progressivo innalzamento delle temperature porta al risveglio di molte varietà  di virus pericolose per la vita umana. Si salvi chi può.</p>
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