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	<title>aziende Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Aug 2012 09:23:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;assessore ammette: &#8220;Siamo inutili&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Aug 2012 09:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Noi possiamo fare pochissimo». Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro, di fronte all&#8217;autunno caldo di 36 mila dipendenti che in Piemonte saranno licenziati da aziende riorganizzate, chiuse o fallite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/17/lassessore-ammette-siamo-inutili/">L&#8217;assessore ammette: &#8220;Siamo inutili&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Noi possiamo fare pochissimo</em>». Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro, di fronte all&#8217;autunno caldo di 36 mila dipendenti che in Piemonte saranno licenziati da aziende riorganizzate, chiuse o fallite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/17/lassessore-ammette-siamo-inutili/">L&#8217;assessore ammette: &#8220;Siamo inutili&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Confindustria al &#8220;modesto&#8221; Squinzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 15:06:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non ho nessuna ambizione di diventare presidente di Confindustria, ho molto da fare col mio gruppo, che l’anno scorso ha chiuso con 1,9 miliardi di fatturato e quest’anno supererà i 2 miliardi&#8220;. Parola di Giorgio Squinzi il 5 agosto 2011, allora vicepresidente di Confindustria che da oggi ne è presidente. Sostituisce Emma Marcegaglia col voto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/03/giorgio_squinzi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8691" title="giorgio_squinzi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/03/giorgio_squinzi.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Non ho nessuna ambizione di diventare presidente di Confindustria, ho molto da fare col mio gruppo, che l’anno scorso ha chiuso con 1,9 miliardi di fatturato e quest’anno supererà i 2 miliardi</em>&#8220;. Parola di <strong>Giorgio Squinzi</strong> il 5 agosto 2011, allora vicepresidente di Confindustria che da oggi ne è presidente. Sostituisce <strong>Emma Marcegaglia</strong> col voto degli industriali benché la presidente uscente avesse dichiarato che &#8220;<em>sono finiti i tempi in cui poche aziende decidono l&#8217;agenda di Confindustria</em>&#8220;.<br />
Squinzi, sgradito alla Fiat ma amico della Marcegaglia, ha ottenuto una decina di voti in più dell&#8217;altro candidato <strong>Giorgio Bombassei</strong> (gradito alla Fiat ma &#8220;nemico&#8221; della Marcegaglia). Già &#8220;<em>ministro</em>&#8221; della Marcegaglia nelle vesti di capo del comitato tecnico confindustriale per l&#8217;Europa e già presidente Federchimica, Squinzi è il fondatore e presidente della <strong>Mapei</strong> con stabilimenti in 28 Paesi di tutto il mondo. Un pezzo grosso, insomma, che si avvia a guidare questo &#8220;<em>apparato anacronistico, governato da una burocrazia resistente alle riforme, articolato su più livelli non sempre funzionali agli obiettivi</em>&#8221; (S. Rizzo), oltre che intriso di conflitti d&#8217;interessi interni. Dev&#8217;essere per questo motivo che <strong>Squinzi è gradito anche al Giornale di Sallusti</strong> che ieri, alla vigilia della votazione, titolava in prima pagina &#8220;<em>La Confindustria che aspetta Squinzi</em>&#8220;. Del resto, dichiarare &#8220;<em>non capisco come negli ultimi 20 giorni le aziende italiane valgano il 20% in meno</em>&#8221; e ostinarsi di fronte all&#8217;evidenza dicendo &#8220;<em>non ci credo che il differenziale tra i Btp e i Bund sia davvero di 400 punti</em>&#8221; senza toccare il dramma di un gioppino come Berlusconi al governo, (sparito lui, lo spread è sceso) significa girare la testa dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Dunque se possiamo ritenere Squinzi vicino a Berlusconi, sarà interessante seguire le sorti delle imprese di quella Confindustria governata da chi ritiene che &#8220;<em>non è l&#8217;articolo 18 il problema delle aziende estere che non investono nel Bel Paese</em>&#8220;. Chissà cosa farà Squinzi per limitare lo stillicidio di imprese in asfissia, i suicidi degli imprenditori vittime della recessione e del <strong>credit crunch</strong>. Sarà interessante valutare il suo reale impegno (parola di Squinzi) a ridurre il peso della burocrazia per le imprese. Qualche perplessità sorge legittima per un presidente che nell&#8217;aprile del 2010 prevedeva barzellette dicendo che &#8220;<em>se gli Usa ricominceranno a consumare, come sta avvenendo da qualche mese a questa parte, anche la locomotiva italiana riprenderà a correre</em>&#8220;. Gli Usa, in effetti, hanno ripreso la crescita della loro economia, ma in Italia stiamo peggio della Grecia con la Fiat che trasloca negli Usa e i giovani che emigrano all&#8217;estero.</p>
<p>Passi che gli industriali di Confindustria si siano spellati le mani a Bergamo per applaudire uno come l&#8217;amministratore delegato della Thyssen, <strong>Harald Espenhahn</strong>, condannato per l&#8217;incendio allo stabilimento di Torino che il 6 dicembre 2007 che costò la vita a 7 operai. Accettiamo le scuse che seguirono a quell&#8217;episodio increscioso. Ma ora di scuse per l&#8217;imprenditoria italiana non ce ne sono più. Le zero ambizioni di Squinzi a prendere le redini di Confindustria da oggi, meritano tanti auguri. Agli imprenditori naturalmente.</p>
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		<title>Pillole della guerra che monta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:06:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ocse e Ue avvertono l&#8217;Italia: la crisi economica provocherà  effetti peggiori del previsto perché la recessione si aggraverà . E l&#8217;Italia, col suo terzo debito pubblico più alto del mondo, si prepara a pagare un dazio maggiore rispetto alle democrazie. Il commissario Almunia non rimane più composto nelle sue frasi. Dice apertamente che i rischi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-504" title="riforme-italia" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/04/riforme-italia.jpg" alt="riforme-italia" width="220" height="263" /></p>
<p>Ocse e Ue avvertono l&#8217;Italia: la crisi economica provocherà  <strong>effetti peggiori del previsto</strong> perché la recessione si aggraverà . E l&#8217;Italia, col suo terzo debito pubblico più alto del mondo, si prepara a pagare un dazio maggiore rispetto alle democrazie.<br />
Il commissario Almunia non rimane più composto nelle sue frasi. Dice apertamente che i rischi di un deterioramento nell&#8217;Eurozona sono più elevati. Fra i tanti numeri che si rincorrono uno é certo, quello relativo al Pil italiano. Per il 2009 é assestato a meno 2,1% ma nessuno é più in grado di smentire che quel dato possa <strong>peggiorare ulteriormente</strong>. E con lui anche la tenuta del governo piduista. Non a caso la caduta di Berlusconi sarebbe, per paradosso, il lato B della medaglia che darebbe prospettive più rosee e liberatorie all&#8217;Italia.<br />
Almunia ammette per la prima volta che col quadro deprimente della crisi economica globale &#8220;<em>i Paesi di Eurolandia potrebbero andare in default&#8221;</em>. Dopo l&#8217;Islanda, la Lituania, la Lettonia ora tocca all&#8217;Irlanda e alla Grecia. Nazioni che con la loro bancarotta creerebbero un <strong>cataclisma</strong> a &#8220;go down&#8221; in tutta l&#8217;Eurozona. Figuriamoci in Italia!<br />
Almunia si rende conto e va in cerca della sua proverbiale &#8220;misura&#8221;. Deve almeno fingere di avere sotto controllo la situazione. Quindi aggiunge che &#8220;<em>siamo pronti a intervenire perché siamo equipaggiati intellettualmente&#8221;</em>. Ma non bisogna essere economisti per capire che quella frase é una <strong>mera stronzata</strong>.</p>
<p>Intanto oggi i giornali raccontano la balla della pensione per le donne a 65 anni. Sapete cos&#8217;é? E&#8217; l&#8217;antipasto al taglio delle pensioni che fra un po&#8217; riguarderà  i mini nababbi che se la passano 3 mesi l&#8217;anno a Loano. Ex operai e dipendenti pubblici sulla settantina, abituati a percepire 1.495-2.495 mensili, fra un po&#8217; saranno costretti ad accontentarsi di molto meno e forse a <strong>rinunciarci del tutto</strong>. Oppure a concorrere al milionario del loro idolo Gerry Scotti.<br />
La disoccupazione che incalza sta provocando un minor gettito fiscale. Ci sono industriali che stanno facendo personalmente il porta a porta dalle aziende loro creditrici per riscuotere il dovuto, stufi di telefonare alle impiegate per sentirsi inventare qualunque scusa che ha il solo obiettivo di non passare il capo debitore.</p>
<p>Intanto la casta degli Andreotti é già  pronta alla fuga. Berlusconi ha le <strong>ville alle Bermuda</strong>, i Geronzi, i De Benedetti, i Cragnotti e l&#8217;oligarchia della loro specie hanno basi consolidate nei paradisi fiscali. Ecco perché la casta é l&#8217;ultima che provvederà  a ridursi i ricchi benefici e gli scandalosi privilegi. Schifani che alza i prezzi alla Bouvette del Senato dopo la polemica sull&#8217;euro e mezzo di costo del pasto, é solo fumo negli occhi. Questo ex socio inconsapevole di mafiosi e accoliti al seguito dovrebbero ridursi lo stipendio a <strong>1.000 euro al mese</strong> come i cassintegrati e smettere di servire i massoni dei titoli tossici. Ma sappiamo che é utopia.</p>
<p>Intanto l&#8217;Italia dei reality sta per essere travolta. Ogni giorno é un <strong>bollettino di guerra</strong>. Mentre i telegiornali si preoccupano dell&#8217;aids fra gli scambisti romani dimenticandosi le migliaia di transessuali che infettano ogni giorno mariti di tutta Italia, le aziende che licenziano e che chiudono o che si trasferiscono in Tunisia, Romania e Bulgaria non si contano più. La crisi globale tocca anche settori che fino a 6 mesi fa si pensava fossero blindati. Come <strong>l&#8217;hi tech</strong>.<br />
A Belluno sono a riposo forzato i dipendenti della Luxottica, ad Agrate Stmicroeletronics e Numonys annunciano 3 mila esuberi, i dipendenti Fiat di Pomigliano e le 20 mila famiglie del suo indotto paiono destinate a cercarsi qualcos&#8217;altro. Mentre il fisco ha scoperto che da Dolce e Gabbana va di moda il &#8220;nero&#8221;, gli interessati lamentano un calo di compratori dei loro prodotti nell&#8217;ordine del 20%.</p>
<p>Anche l&#8217;editoria va di male in peggio: <strong>l&#8217;Unità </strong> di Renato Soru potrebbe chiudere i battenti da un&#8217;ora all&#8217;altra, mentre ieri pomeriggio, per 2 ore, l&#8217;Agr ha sospeso il dispaccio delle brevissime per un assemblea dei giornalisti. Oggi Repubblica a pagina 28 annuncia con parole dolcificate una riforma del giornale all&#8217;insegna della chiarezza. E&#8217; in realtà  un necrologio da cui si capisce che diminuiranno le pagine del quotidiano cartaceo assieme alle vendite che sono in continuo calo.</p>
<p>Di contro é soltanto la Rete che pare vivere numeri meno drammatici. Le aziende che investono lo fanno proprio in Internet dove impazzano blog e social network. Fra i siti di maggior successo c&#8217;é il <strong>www.tripadvisor.com</strong> specializzato nel recensire i peggiori alberghi per i turisti. Effetto povertà  che induce un numero sempre maggiore di naviganti a cercarsi posti in economia in tutto e per tutto. Anch&#8217;io, nel mio piccolo non mi sono mai sentito così teoricamente ricco. Secondo il <a href="http://www.business-opportunities.biz/projects/how-much-is-your-blog-worth/" target="_blank">Business opportunities</a> questo blog vale 100 mila dollari! Peccato che finora non ne abbia ancora visto uno.</p>
<p>Un po&#8217; come Mediaset, che ha tentato inutilmente di farsi risarcire dal Corriere, reo di aver pubblicato stralci di video delle sue trasmissioni sul sito Internet. La sentenza, <strong>storica in Italia</strong>, ha negato diritti di risarcimento al biscione. Il Corriere dovrà  rimuovere soltanto 4 video del Grande fratello e potrà  continuare a pubblicare il resto per &#8220;diritto di cronaca&#8221;. Un diritto riconosciuto ai giornalisti ma che in Rete va riconosciuto a tutti. Ne riparlerò.</p>
<p><object width="240" height="148" data="http://www.youtube.com/v/UUTHA55NY1I&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UUTHA55NY1I&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>La neve congela la crisi. Evviva!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 11:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la grande quantità  di neve caduta sulla pianura padana nel ponte della Befana, il rientro post natalizio al lavoro per migliaia di dipendenti é stato &#8220;congelato&#8221;. Giornali e telegiornali parlano dell&#8217;ovvio. Della neve che cade nella sua stagione e di come il popolo si adegua alla sua presenza: scambi di binari che ghiacciano, auto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/G4aZEeXLwn8&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/G4aZEeXLwn8&amp;hl=en&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Con la grande quantità  di neve caduta sulla pianura padana nel ponte della Befana, il rientro post natalizio al lavoro per migliaia di dipendenti é stato &#8220;congelato&#8221;.<br />
Giornali e telegiornali parlano dell&#8217;ovvio. Della neve che cade nella sua stagione e di come il popolo si adegua alla sua presenza: scambi di binari che ghiacciano, auto in panne, bimbi allegri ad erigere i pupazzi bianchi e i loro papà  intenti a spalare il corsello di casa.<br />
La neve ha sommerso tutto, anche le <strong>migliaia di auto invendute</strong> rimaste parcheggiate sui piazzali della Fiat. Spalarla potrebbe essere il nuovo, <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_07/lettori_disagi_commenti_neve_maltempo_292f1b30-dca0-11dd-8a8f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">temporaneo affare</a> alla crisi per diverse migliaia di operai che credono di rientrare in azienda lunedì prossimo. Dopo un mese di ferie forzate.<br />
Gli ospedali non hanno più posti letto. Alcuni degenti sono ricoverati per <a href="http://www.agi.it/cronaca/notizie/200901051118-cro-rt11053-art.html" target="_blank">poter mangiare</a> perché la loro pensione non basta più nemmeno per bere.<br />
Il carrozzone della crisi Usa traina anche tutta la Cina, in cui sono già  670 mila le aziende che hanno chiuso i battenti negli ultimi mesi, mentre saranno 10 milioni i nuovi disoccupati assieme ai 7 milioni di diplomati che con tutta probabilità  rimarranno a casa durante questo 2009. Nel paese giallo si temono rivolte, incidenti e tumulti. Lo ha scritto senza mezzi termini Huang Huo sul settimanale Outlook, uno dei giornalisti di regime più autorevoli che teme metteranno a rischio la tenuta del governo comunista.<br />
<strong>Folla inferocita</strong> negli uffici pubblici di Gansu in novembre, <strong>taxi in sciopero</strong>, e nella megalopoli industriale di Chongqing agli adolescenti é vietato circolare da soli di notte in seguito all&#8217;escalation di episodi di violenza.<br />
L&#8217;8% di crescita psicologica minima che si é posta il governo di Pechino non é detto che basti a scongiurare focolai di tensione.<br />
Per oggi, almeno qui in Lombardia, spaliamo la neve che ci distraiamo.</p>
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