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	<title>andrea scanzi Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Scanzi, il cazzaro forrest gump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 18:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[andrea scanzi]]></category>
		<category><![CDATA[podismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi ero ripromesso di non parlare più di Andrea Scanzi, ma siccome mi sono imbattuto nelle sue eccellenti prestazioni atletiche nella corsa, (presunte), oltretutto su Correre, mensile sul quale ho scritto per anni in passato, sono costretto a chiarire due o tre cosette. Una volta, quando non esistevano i gps e nemmeno i chip del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2020/06/09/scanzi-il-cazzaro-forrest-gump/">Scanzi, il cazzaro forrest gump</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15503" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento-490x306.jpg" alt="" width="490" height="306" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento-490x306.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento-768x480.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento.jpg 800w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Mi ero ripromesso di non parlare più di Andrea Scanzi, ma siccome mi sono imbattuto nelle sue eccellenti prestazioni atletiche nella corsa, (presunte), oltretutto su <a href="https://www.correre.it/botti-di-fine-anno-andrea-scanzi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Correre</a>, mensile sul quale ho scritto per anni in passato, sono costretto a chiarire due o tre cosette.</p>
<p>Una volta, quando non esistevano i gps e nemmeno i chip del rilevamento intermedio sui percorsi di gara, il podismo era pieno di eroi che vantavano prestazioni perlopiù frutto di fantasia. La storia del podismo è piena di esempi di tagliatori di percorso, di chi durante una 100 chilometri si faceva trasportare per lunghi tratti in auto, o di chi si infilava nel percorso della maratona davanti al vincitore o tra i primi 10 classificati negli ultimi due o tre chilometri. Senza contare i dopati.</p>
<p>Per carità, ne sono capitati anche anche a me durante i lunghi anni in cui documentavo le gare su strada. L&#8217;occhio esperto scova subito il bufalaro. Ci sono mille modi per capirlo: la forma fisica, la tonicità muscolare, il tasso di sudorazione, lo stile della falcata e soprattutto il nome del classificato. Non esiste che un outsider sconosciuto ottenga prestazioni oltre un certo livello.</p>
<p>Ecco, siccome con i mezzi di oggi non è più possibile barare in gara, e infatti da almeno una quindicina d&#8217;anni gli eroi solitari dai tempi cronometrici strabilianti si sono assai rarefatti nel mondo del podismo, c&#8217;è un&#8217;ultima generazione di esaltati. Quella degli eroi solitari che dicono di ottenere prestazioni da gara, ma in perfetta solitudine, magari in allenamento. Tipo Andrea Scanzi, appunto.</p>
<p>Mi spiego: Scanzi ha scritto di aver corso in 34&#8217;22&#8221; i 10 mila in solitudine e dopo due giorni una mezza maratona in 1h20&#8217;58&#8221;. Vale a dire, una media di 3&#8217;25&#8221; per chilometro nel primo &#8220;allenamento&#8221; e dopo appena 48 ore 21 chilometri a una media sotto i 3&#8217;50&#8221;. Tempi ottenuti in pochissimo tempo da uno che ha 45 anni suonati (a meno che l&#8217;interessato non bari pure sull&#8217;età).</p>
<p>Ecco, a &#8220;scanzi&#8221; di equivoci, dico subito che solo un mitomane o un cazzaro può avere il coraggio di dichiarare pubblicamente simili scemenze. Non esiste che un novello podista di età avanzata ottenga tempi di questa levatura, così ravvicinati nel tempo, e soprattutto in solitudine. Correre in 34&#8242; i 10 mila da master M45 vorrebbe dire apparire nella top ten nazionale di categoria in compagnia di atleti che in passato sono stati come minimo maglie azzurre in qualche competizione internazionale.</p>
<p>Sia ben inteso: nella vita di tutti noi non cambia nulla se Scanzi corre o non corre. Buon per lui se si tiene allenato e in salute. Epperò va ribadito, visto che l&#8217;articolo è apparso su Correre, che di fenomenale qui non c&#8217;è la prestazione sportiva dell&#8217;interessato. C&#8217;è semmai il livello spropositato di mitomania del soggetto in questione, che forse ci crede tutti fessi. Ha un evidente bisogno di suggestionare sempre, per crearsi un&#8217;immagine eroica, tipica del frustrato senza qualità.</p>
<p>Insomma, siamo di fronte a un solenne cazzaro che per giunta ha scritto un libro dando del cazzaro a un altro (Salvini). Chiunque mastichi un po&#8217; podismo e di agonismo, sa perfettamente che a 45 anni è assai improbabile ottenere prestazioni simili in solitudine, con poca esperienza, e soprattutto in quella successione a quel livello. Scanzi non appare in nessuna classifica ufficiale della Fidal con prestazioni da 31&#8242; o 32&#8242; sui 10 mila quand&#8217;era più giovane per dare credibilità a quel 34&#8217;22&#8221; vantato in solitudine adesso che è vecchiotto. Per non parlare della mezza maratona a quel ritmo dopo appena 48 ore!</p>
<p>Dica pur quel che vuole Scanzi, ma se prima poteva valere due punti, ora quanto a credibilità va sotto zero. Seguitevelo voi. Sperando di non dover più scrivere o parlare di questo inconsistente personaggio.</p>
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		<title>Le pippe-record del Fatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 12:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[andrea scanzi]]></category>
		<category><![CDATA[fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[talk show]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tolto che non me ne frega nulla di chi sia e di cosa faccia o non faccia Andrea Scanzi, sono costretto a dare un&#8217;altra evidenza di come questo dipendente a lingua umida sulle natiche di Travaglio, sia pompato a dismisura solo perché circoscrivibile alla sua somma mediocrità. Mediocrità perimetrata all&#8217;universalità dell&#8217;etere radio-telvisivo che &#8211; ahime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/accordi-e-disaccordi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15431" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/accordi-e-disaccordi-490x83.jpg" alt="" width="490" height="83" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/accordi-e-disaccordi-490x83.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/accordi-e-disaccordi-768x130.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/accordi-e-disaccordi.jpg 985w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Tolto che non me ne frega nulla di chi sia e di cosa faccia o non faccia Andrea Scanzi, sono costretto a dare un&#8217;altra evidenza di come questo dipendente a lingua umida sulle natiche di Travaglio, sia pompato a dismisura solo perché circoscrivibile alla sua somma mediocrità. Mediocrità perimetrata all&#8217;universalità dell&#8217;etere radio-telvisivo che &#8211; ahime &#8211; esibisce anche soggetti peggiori di lui, in tema di altezzosità e di antipatia congenita.</p>
<p>L&#8217;immagine dell&#8217;articolo postato è una riprova di quanto sia edulcorata (a discrezione del Fatto quotidiano), la realtà dei cosiddetti fatti che il Fatto rivendica a ogni piè sospinto di spiattellare. Ebbene, con un po&#8217; di buonsenso della notizia, un giornale obiettivo che auto-celebra i propri spazi televisivi a pagamento per gli &#8220;ascolti da record&#8221;, addirittura planati a 674.000 grazie ai fenomeni Sommi e Scanzi che intervistano nientepopodimenoche il sindaco di Milano Sala, non avrebbe commesso l&#8217;errore di sottolineare che poco prima di loro, Crozza di ascolti ne aveva oltre un milione e mezzo.</p>
<p>Sapete perché? Perché con un dettaglio così non da poco pubblicato addirittura a pagina 4, la notizia non è il record di ascolti. La notizia è semmai il record di abbandoni, giacché finito Crozza, una milionata di telespettatori, ossia i due terzi hanno cambiato canale. Quello sì, un &#8220;bel record&#8221;. E meno male che la &#8220;Loft produzioni&#8221; per &#8220;DiscoveryItalia&#8221;, ergo Travaglio e il gruppo di editori del Fatto, avranno fatto carte false pur di essere collocati dietro Crozza. Perché Crozza (quello sì un animale televisivo), è l&#8217;unico traino che può dare di risacca ad Accordi &amp; disaccordi ascolti appena appena accettabili in seconda serata, superati da qualunque altro talk in orari diversi e senza traini. (Mattino 5 del sottoscritto oltrepassa sempre i 700 mila alle 9,30 senza auto-celebrazioni da record).</p>
<p>Insomma, il Fatto ha ormai investito su un talk che non offre nulla di ché, condotto senza infamia e senza lode da due qualunque, uno dei quali (Scanzi), affetto da una tal paranoia di apparire, che a forza autoproclamarsi il più bravo, il più figo e il migliore non riesce nemmeno a battere il record di antipatia nell&#8217;etere televisivo generalista.</p>
<p>Detto ciò, io continuo a vivere come prima, e loro sopravviveranno finché avranno voglia di buttare soldi dietro a Scanzi e ai suoi libri (Cazzaro verde non vende granché, ahime malgrado i &#8220;soldout&#8221; teatrali da 50 posti a sedere).</p>
<p>Finitela, quindi, di bombardarmi su ciò che dice e fa Scanzi, perché io Scanzi &#8211; come un qualunque mitomane teatral-politico &#8211; non lo seguo a prescindere perché a me non trasmette e non insegna proprio nulla. Questa indifferenza non è forzata. E&#8217; naturale. Ed è a suo modo un record.</p>
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		<title>Ai giornalisti da pollaio: parlo a nome mio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2014 16:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[andrea scanzi]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[davide ferrario]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/05/31/ai-giornalisti-da-pollaio-parlo-a-nome-mio/">Ai giornalisti da pollaio: parlo a nome mio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="476" height="269" src="//www.youtube.com/embed/pq_2e-d0kzs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Finché si tratta di quattro commentatori che riversano le loro frustrazioni sulla tastiera del computer, si può sorvolare. Ma se a scrivere cazzate sono i cosiddetti giornalisti blasonati in quanto ritenuti liberi, allora conviene fare qualche precisazione. Soprattutto quando certi blasoni, si trasformano a loro volta in zitelle acide con commenti fuori dai gangheri. Mi riferisco ad alcune considerazioni che leggo sul mio conto in questi giorni sui quotidiani che parlano del bilancio deludente delle elezioni europee del Movimento 5 stelle.</p>
<p>Testo del video</p>
<p>Le discussioni politiche di questi giorni di commentatori blasonati della rete ritenuti attendibili, bravi, professionali, distaccati, saccenti, eroi, scopatori, purtroppo si rivelano scribacchini da pollaio dove per questioni personali di frustrazione, di cattiveria, di indivia ma anche di vanteria, associano i nomi di persone e criticano in maniera sprezzante sconfinando anche nel falso pur di mettere in cattiva luce e mettere in risalto la loro opinione affinché di loro si parli. Ecco, mi rifierisco a questi pseudogiornalisti da pollaio, che questi giorni di polemiche e di analisi sulla batosta del Movimento fanno anche il mio nome. Mi definiscono un ex responsabile della comunicazione impresentabile, piuttosto che un salottiere che va nei talk e che allontana il consenso del movimento e una serie di carinerie che lasciano il tempo che trovano, e che rientrano nel perimetro della critica anche legittima nei confronti di una persona che può non essere simpatica o antipatica. L&#8217;importante è che capiate ancora una volta, cari pennivendoli, che io non vado in televisione perché ho interesse a procurare voti al movimento o allontanare elettori dal movimento. Non è questo il mio ruolo. Io vengo chiamato come opinionista politico in quanto ho avuto un ruolo nel Movimento, nell&#8217;ufficio comunicazione ma soprattutto ho avuto un ruolo ben prima di tanti milioni di grillini improvvisati o di tanti pensatori o scrittori che pontificano su Grillo, il Movimento e tutto l&#8217;andazzo. Vengo chiamato evidentemente perché il mio parere può dare uno spunto di discussione, può interessare e finisce lì. Rispondo a nome mio di quello che dico, non del movimento. Però, sapete, finché si tratta di quattro commentatori su Facebook, di gente frustrata nel mondo che riversa le proprie cattiverie sulla tastiera si trova sempre. Ma quando invece queste posizioni le assumono i cosiddetti giornalisti dei giornaloni reputati indipendenti è un po&#8217; diverso. E allora sono costretto a sottolineare ciò che credevo e speravo di non dover più dire: ossia che il sottoscritto parla a nome del sottoscritto, dice ciò che gli pare, quanto gli pare e se ne assume le responsabilità. E soprattutto si documenta! Ecco, quindi questo per dire che voi potrete continuare a criticarmi, a dirmi che sono una merda, l&#8217;importante è che vi assumiate le vostre responsabilità. Perché poi se la vostra vacuità di frustrati travalica nella diffamazione e nell&#8217;insulto, poi a quel punto vi trascino in tribunale e vi spacco il culo. E sapete che quando parlo poi le cose le mantengo. Insomma, continuate pure a criticare, ma lasciatemi dire che mi spiace constatare come l&#8217;ambientaccio della critica politica sia un verminaio di cattiverie che non si capisce dove voglia portare, mentre invece l&#8217;intelligenza di chi scrive su questi giornali potrebbe essere impiegata non per riversare la bile sulle persone che ti stanno antipatiche, ma per dare un contributo utile alla causa, magari per creare qualche spunto di discussione per cercare di migliorare tutti visto che tutti siamo in difficoltà. Visto che siamo in un Paese finito e siamo in una realtà che non sappiamo dove ci porta. Siamo in un salto nel buio. Insomma, mi auguro che finiate di dire che io parlo a nome del movimento, perché se lo continuate a fare significa che siete in malafede.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/05/31/ai-giornalisti-da-pollaio-parlo-a-nome-mio/">Ai giornalisti da pollaio: parlo a nome mio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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