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	<title>tensione Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2009 09:11:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Con la crisi ognuno se la peschi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 08:39:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bando alle ciance. Noemi per il corruttore é un caso patologico che con la condanna di David Mills lo ha già  definitivamente sputtanato in tutto il mondo. A poco o a nulla servirà  &#8220;lo sforzo per far passare la realtà  sul piano internazionale&#8221;. Ciò che conta per la tenuta di un regime é la stabilità  [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/6TgUiZWNo24&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6TgUiZWNo24&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Bando alle ciance. Noemi per il corruttore é un caso patologico che con la condanna di David Mills lo ha già  <strong>definitivamente sputtanato</strong> in tutto il mondo. A poco o a nulla servirà  <em>&#8220;lo sforzo per far passare la realtà  sul piano internazionale&#8221;</em>.<br />
Ciò che conta per la tenuta di un regime é la <strong>stabilità  economica</strong> dei cittadini, soprattutto per quelli abituati a ritenere debba essere sempre lo Stato a dare loro un lavoro. Categoria dominante in Italia.</p>
<p>Vista la situazione economica attuale io continuo a ritenere che questo governo <strong>non arriverà  alla fine </strong>dei 5 anni di legislatura. Molla del crollo sarà  la <strong>crisi economica</strong> che merita un paio di considerazioni lucide partendo dai numeri: in Italia ci sono 5 milioni di dipendenti pubblici e 12 milioni di pensionati. In tutto <strong>17 milioni di stipendiati</strong> per i quali la crisi, fino ad oggi, non é ancora iniziata.<br />
Considerando chi tiene famiglia, l&#8217;importo di 17 milioni va ragionevolmente moltiplicato per 2. Sono perciò almeno <strong>35 milioni</strong> gli italiani che vivono grazie all&#8217;introito statale.  A questi dobbiamo sommarne altri <strong>15 milioni</strong> fra dipendenti di aziende private, precari e stranieri alle prese con le cooperative. Che in totale danno <strong>50 milioni</strong>. Per arrivare a 60 milioni di residenti in Italia rimangono circa <strong>10 milioni di imprenditori</strong>, che coi loro guadagni di impresa pagano i loro dipendenti ma anche quelli degli altri 35 milioni del settore pubblico e delle pensioni <strong>con le tasse</strong>. Una delle anomalie italiane é proprio questa sproporzione fra mantenuti (con rispetto per chi lavora) e produttori di ricchezza.</p>
<p>Veniamo ai conti pubblici. La deflazione, cioé la diminiuzione della circolazione monetaria con conseguente diminuzione dei prezzi dovuta alla crisi economica globale, non sta fermando il <strong>rallentamento dei consumi</strong>. Che di conseguenza ha già  rallentato se non bloccato le produzioni industriali e <strong>aumentato disoccupazione</strong> e cassa integrazione.<br />
Le aziende che non producono non pagano nemmeno le tasse. Infatti la forte <strong>diminuzione del gettito fiscale</strong> italiano registrata in questi primi mesi del 2009, ha provocato l&#8217;impennata del debito pubblico schizzato a <strong>1.747 miliardi</strong> di euro (a inizio anno era di 1.680) e l&#8217;aumento degli interessi che ha ormai sfondato gli 80 miliardi annui.</p>
<p>Perché questo aumento? Perché lo Stato ha cominciato a pagare gli stipendi ai 35 milioni di italiani semplicemente dando <strong>fondo al debito pubblico</strong>, senza che la casta di nababbi abbia cominciato a rinunciare a qualcosa. A cominciare dai politici passando per i rimborsi elettorali ai partiti.<br />
Tradotto in parole povere <strong>l&#8217;Argentina si avvicina</strong>. Da un giorno all&#8217;altro ci saranno pensioni e stipendi inevasi senza preavviso, le famiglie cominceranno a dare <strong>fondo ai risparmi</strong> fin che ne avranno, come sta già  accadendo per molti disoccupati e cassintegrati.</p>
<p>L&#8217;intensità  della tensione sociale, e quindi della tenuta del governo, dipenderà  soltanto dalla legge dei numeri. Quando i poveri e gli affamati avranno varcato un certo limite di numero e livello di sopportazione non sarà  più soltanto caccia al manager. Sarà  <strong>guerra civile</strong> con morti, feriti e saccheggio a quella minoranza di lavoratori in settori che non vivono la crisi. Penso a chi produce e commercia cibi, bevande e alcuni imprenditori che dalla crisi in qualche modo ci guadagnano. Già  perché il corruttore e la sua banda a quel punto saranno già  scappati su qualche atollo.</p>
<p>Attualmente ci sono cassintegrati e disoccupati che rimangono silenti nelle loro case perché <strong>si vergognano</strong> di dire che sono senza lavoro. La loro condizione di minoranza li spinge ad addossarsi le colpe della perdita del lavoro. Il caso del signor Siminoli di Prato che ha messo in <strong>vendita un rene</strong> su Ebay é uno degli effetti della disperazione che posso confermare perché l&#8217;intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo gliel&#8217;ho fatta io.</p>
<p>Nella palazzina in cui abito ci sono 12 famiglie: in 5 di queste, fra gennaio e oggi, <strong>almeno un componente</strong> ha perso il lavoro o é cassintegrato, tanto che qualche famiglia ha già  smesso di pagare le spese condominiali.<br />
Questo andazzo non potrà  che alimentare liti e degenerazione dei rapporti fra dirimpettai. Il casino é vicino e prima che il sistema cambi radicalmente ci vorrà  qualche anno e qualche morto.<br />
Chi può se ne vada su qualche isola oceanica magari incappa in un incontro a 4 occhi col corruttore. Chi non può se la peschi.</p>
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		<title>Focolai di guerra a Londra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 21:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trovo non ci sia altro di cui parlare anche per oggi, se non di guerra. Guerra urbana, guerra economica, guerra dell&#8217;occupazione, guerra di sopravvivenza, guerra di libertà , guerra alla casta, guerra ai voltagabbana, guerra al sistema. Un sistema che é crollato e di cui noi, generazione attiva degli anni 2000, stiamo vivendo i primi effetti. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="295" data="http://www.youtube.com/v/htUbFZR02oM&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/htUbFZR02oM&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Trovo non ci sia altro di cui parlare anche per oggi, se non di <strong>guerra</strong>. Guerra urbana, guerra economica, guerra dell&#8217;occupazione, guerra di sopravvivenza, guerra di libertà , guerra alla casta, guerra ai voltagabbana, <strong>guerra al sistema</strong>.<br />
Un sistema che é <strong>crollato</strong> e di cui noi, generazione attiva degli anni 2000, stiamo vivendo i primi effetti.</p>
<p>Oggi <strong>Londra</strong> é stata messa <strong>a ferro e fuoco</strong> per il G20, cui é presente anche Silvio <strong>Berlusconi</strong>, unico corruttore, imputato, prescritto e autoassolto che in quel contesto <strong>non si fila nessuno</strong>. Mentre cerca disperatamente di farsi fotografare al fianco di Obama come fosse una teen-ager abbracciata al cantante, migliaia di <strong>manifestanti armati di mazze</strong> hanno assediato le banche della capitale inglese. Nel video si vedono le vetrate della <strong>Bank of England</strong> andare in frantumi.</p>
<p>Quelle scene di rivolta si svolgono a Londra, gloriosa capitale della rivoluzione industriale, gloriosa capitale di un popolo colonizzatore di terre e arcipelaghi in tutto il mondo, gloriosa capitale della sterlina perennemente altezzosa con l&#8217;euro.<br />
Oggi scopriamo che gli inglesi hanno anche gli anticorpi. Altro che i lord in frack e cappello dall&#8217;approccio discreto e glamour.<br />
La city oggi trasudava <strong>rabbia e voglia di vendetta</strong>.</p>
<p>E&#8217; sempre lei, la gloriosa city che ha fatto scuola fin dal Rinascimento. E se uno più uno fa due, l&#8217;escalation della tensione inarrestabile e dagli effetti, ahime, prevedibili, deve indurci a pensare che <strong>non ci sono più luoghi al mondo sicuri</strong>. Nemmeno le isole (Islanda docet).<br />
Con la recessione economica dovuta alla contrazione dei consumi e l&#8217;invasione degli immigrati nell&#8217;era della globalizzazione, dobbiamo pensare che il mondo intero va incontro ad un futuro inedito e assolutamente nuovo.</p>
<p>Voglio azzardare che scompariranno i soldi così come li abbiamo concepiti fino ad oggi.<br />
Voglio azzardare che gli Stati con gli attuali confini scompariranno lasciando il posto a una riorganizzazione politica dei territori su scala ridotta, al massimo di dimensioni provinciali, se non addirittura comunali stile polis greche dell&#8217;anticristo.<br />
Voglio azzardare che, dopo la tempesta che si lascerà  alle spalle tanti danni, ci sarà  un parziale riequilibrio della distribuzione delle ricchezze. Non so bene come, ma certamente ogni giorno, da qui in avanti, sarà  da raccontare e da vivere. Per chi riuscirà .<br />
Si salvi chi può.</p>
<p><object width="212" height="177" data="http://www.youtube.com/v/6G78jI9RJ8I&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6G78jI9RJ8I&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/01/focolai-di-guerra-a-londra/">Focolai di guerra a Londra</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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