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	<title>siccità Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Apr 2023 10:13:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Siccità scomoda agli sponsor, tivù in sordina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 10:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il precedente video dedicato all’allarmante siccità e ai danni che sta provocando, vengo a spieare il perché il problema sembra non allarmare più di tanto giornali e televisioni, in quanto la loro sopravvivenza dipende molto anche dagli inserzionisti pubblicitari. A tal proposito il primo dato che deve far riflettere riguarda l’aumento sulle tivù di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/qOi_eC0-DGg" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dopo il precedente video dedicato all’allarmante siccità e ai danni che sta provocando, vengo a spieare il perché il problema sembra non allarmare più di tanto giornali e televisioni, in quanto la loro sopravvivenza dipende molto anche dagli inserzionisti pubblicitari.</p>
<p>A tal proposito il primo dato che deve far riflettere riguarda l’aumento sulle tivù di pubblicità di aziende che inquinano.</p>
<p>Lo dice uno studio dell’Osservatorio di Pavia, commissionato da Greenpeace Italia, secondo il quale tra settembre e dicembre 2022 la crisi climatica e il surriscaldamento globale sono stati raccontanti da 5 quotidiani (Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore, La Stampa e Avvenire) con una media di 2,5 articoli al giorno, ossia il 20% in meno rispetto al quadrimestre precedente.</p>
<p>Periodi caratterizzati dall’alluvione di Ischia e dal summit del clima Cop27 andato in scena a Sharm el Sheik.<br />
Di contro sui canali Rai Mediaset e La7 è salita a 6 spot per ogni settimana, la pubblicità dell’industria dei combustibili fossili e delle aziende dell’automotive, aeree e crocieristiche, che sono, secondo Greenpeace, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta. </p>
<p>Nei telegiornali – dice lo studio dell’Osservatorio di Pavia &#8211; la crisi climatica non ha raggiunto il 3% delle notizie. Va un po’ meglio nei programmi, dove il clima ha trovato spazio in 116 delle 450 puntate monitorate, il 26%, dato comunque in calo rispetto al passato: Giancarlo Sturloni &#8211; di Greenpeace Italia &#8211; dice che “Gli ultimi mesi del 2022 confermano l’indifferenza dei media nei confronti della più grave emergenza ambientale della storia. In Italia le aziende hanno un’enorme influenza sui media e dove un colosso come Eni può dettare le politiche energetiche del governo”.</p>
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		<title>Siccità, affare milionario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 15:21:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[dissalatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme siccità, ecco il bollettino di fine inverno, 20 marzo 2023. Benché abbia piovuto un po’in tutto il Nord Italia &#8211; e in montagna sia caduta un po’ di neve &#8211; l’allarme siccità resta altissimo e di non facile gestione in vista dell’estate che &#8211; è ormai assodato &#8211; sarà critica. I giornali hanno iniziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/zl_NZVjpbeM" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Allarme siccità, ecco il bollettino di fine inverno, 20 marzo 2023. Benché abbia piovuto un po’in tutto il Nord Italia &#8211; e in montagna sia caduta un po’ di neve &#8211; l’allarme siccità resta altissimo e di non facile gestione in vista dell’estate che &#8211; è ormai assodato &#8211; sarà critica.</p>
<p>I giornali hanno iniziato soltanto in questi giorni a dare più attenzione all’emergenza. Tra i provvedimenti degni di nota degli ultimi giorni, ci sono le autobotti d’acqua arrivate in 20 comuni piemontesi della provincia di Cuneo. Altre autobotti in Val Camonica, siamo in Lombardia, e a breve arriveranno anche in Val Sabbia, provincia di Brescia, dove anche le falde acquifere della pianura sono già quasi a secco.<br />
Per non dire in Veneto, dove il presidente Luca Zaia ha già emanato direttive per limitare il consumo di acqua e in alcuni comuni del padovano si provvede con le autobotti.<br />
E – sottolineo &#8211; siamo solo a marzo!</p>
<p>Nel video di una settimana fa, ho già accennato della carenza di invasi d’acqua montani, per i quali un cospicuo aumento in numero richiede dai 5 ai 10 anni per la realizzazione, al netto di lungaggini burocratiche e impatti ambientali.</p>
<p>La soluzione più plausibile, dati gli enormi interessi economici che ci gravitano intorno, sono i dissalatori d’acqua. Acquedotto Pugliese, il 16 marzo, ha dato il via ad una gara pubblica per il più grande impianto di desalinizzazione d’Italia, da 100 milioni di euro. Un sistema che rende potabile l’acqua del mare, già in uso in Medio Oriente che da solo produce metà dell’acqua dissalata globale. </p>
<p>Diversi impianti negli emirati arabi sono opera della Fisia di Genova, l’azienda italiana leader del settore controllata da WeBuild, l’ex Impregilo che fa capo Pietro Salini. </p>
<p>Nel luglio scorso, in piena emergenza idrica, webuild lanciò il progetto “Water is life” da finanziare con soldi pubblici derivanti dal Pnrr.<br />
Il progetto si è arenato in autunno, con l’arrivo delle piogge, ma ora è stato riesumato dai cassetti ed è nelle mani dei lobbisti, che stanno incontrando enti locali e ministeri per riproporlo. Per inciso il ministro Pichetto Fratin ha già dato il suo assenso ai dissalatori.</p>
<p>In Italia la desalinizzazione dell’acqua è regolata dalla legge Salvamare del governo Draghi approvata nel giugno scorso.<br />
Concepita come estrema ratio, questa Legge sta diventando la soluzione strutturale al problema della prolungata e consolidata siccità che ormai colpisce l’Italia.</p>
<p>Certo, prima andrebbero fatti interventi per ridurre le perdite degli acquedotti.<br />
Ma con l’emergenza che incombe e gli appetiti del gruppo ex Impregilo, i dissalatori sembrano ormai la soluzione molto tardiva da perseguire.<br />
Pur tenendo conto che hanno due problemi: sono energivori e producono scorie. Ogni litro d’acqua potabile, ne crea uno e mezzo di rifiuti, tra i residui di sale marino, misti a metalli e microplastiche, che se ributtati in mare compromettono l’ecosistema.</p>
<p>Intanto il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha proposto di desalinizzare l’acqua del mar Ligure da inviare nell’entroterra a botte da 100 milioni di metri cubi l’anno, tramite gli oleodotti esistenti. Proposta allettante ma non fattibile, dato che gli oleodotti citati trasportano già il gas. </p>
<p>Anche Luca Zaia in Veneto propende per i dissalatori. Per ora ha solo preso provvedimenti per limitare il consumo d’acqua nella sua Regione.<br />
Ma in alcuni comuni del padovano, stanno già arrivando le autobotti.</p>
<p>I dissalatori sono comuni in diverse parti d’Europa. La Spagna ne ha 700 che producono il 56% dell’acqua potabile. In Italia ce ne sono una trentina e soddisfano solo il 4%. Col problema che nel bel Paese la rete di distribuzione è un colabrodo.<br />
Secondo Legambiente in Italia si disperdono e si buttano 270 miliardi di metri cubi d’acqua ogni anno, l’equivalente del 30% dell&#8217;acqua degli acquedotti delle città, con punte di dispersione del 70% a Trapani e Catania. </p>
<p>Nel Maghreb e in Turchia, l’assenza di pioggia ha prodotto un calo del 25% di grano e del 30% di orzo.<br />
In Algeria l’acqua è già stata frazionata in tutta la nazione.<br />
Venendo ai bollettini che circolano silenziosi nei palazzi, spicca l’ultimo rapporto di “Copernico”, del 10 marzo.<br />
Redatto da scienziati ed esperti di clima della Commissione europea, parla di rischi a causa della somma di un inverno eccezionalmente caldo e un livello di neve basso senza precedenti nelle Alpi, con la previsione di una carenza di acqua in tutto il bacino del Mediterraneo. </p>
<p>Nel rapporto si legge che “gli impatti di una siccità in arrivo, sono già visibili in Francia, Spagna e Nord Italia e pongono serie preoccupazioni su riserve idriche, agricoltura e produzione energetica”.<br />
Dunque “serve un uso più attento e controllato dell&#8217;acqua per affrontare una stagione che si annuncia critica”. </p>
<p>Nonostante tutto, i governi europei si mostrano disattenti o poco interessati All’urgenza di programmare misure per proteggere la popolazione dall&#8217;impatto dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso pronunciato pochi giorni fa all&#8217;Università di Nairobi, in Kenya, ha citato i cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo, definita come «uno dei luoghi maggiormente in pericolo».</p>
<p>L’aumento repentino della popolazione, accelera l’urbanizzazione delle città che richiedono sempre più acqua per l’utilizzo civile, industriale e commerciale. </p>
<p>Di contro, la deforestazione degli ultimi anni, in Grecia e Turchia ha portato a una maggiore erosione del suolo, una minore infiltrazione delle acque ed una ancor più ridotta disponibilità di risorse idriche.<br />
Senza contare l’impatto del turismo che in Spagna, Francia, Italia e Grecia richiede importanti quantità d&#8217;acqua per un&#8217;infinità di attività di intrattenimento. </p>
<p>Con un quadro così preoccupante, non resta che attendere, di giorno in giorno, i provvedimenti di razionamento che entro un paio di mesi colpiranno almeno il 50 per cento dei Comuni italiani.</p>
<p>La soluzione attuale, per ovviare alla prevedibile carenza di acqua minerale nell’estate come fu l’anno scorso, sarebbe quella di iniziare già da ora a fare piccole scorte a lungo termine.</p>
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		<title>Siccità 2023, catastrofe mai vista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 19:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[calamità]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
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		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo a fine inverno del 2023, la politica si concentra su ridicole manifestazioni anti-fascismo, intanto la siccità avanza pericolosamente. In Europa per il secondo anno consecutivo non sta piovendo praticamente più. La neve sui monti è meno della metà di quella che c’era soltanto 5 anni fa. In Germania, le chiatte viaggiano a metà capacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/03/05/siccita-2023-catastrofe-mai-vista/">Siccità 2023, catastrofe mai vista</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Siccità 2023 catastrofe senza precedenti" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/y_1vz1CNsnY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Siamo a fine inverno del 2023, la politica si concentra su ridicole manifestazioni anti-fascismo, intanto la siccità avanza pericolosamente.</p>
<p>In Europa per il secondo anno consecutivo non sta piovendo praticamente più. La neve sui monti è meno della metà di quella che c’era soltanto 5 anni fa. </p>
<p>In Germania, le chiatte viaggiano a metà capacità nel fiume Reno perché sta avendo una portata d’acqua che è meno della metà dei periodi normali. Sulle Alpi del versante austro-svizzero, molte piste sono senza neve e si scia soltanto grazie a quella artificiale sparata dai cannoni.</p>
<p>In Spagna, il Comune di Barcellona ha emerso un’ordinanza di divieto di innaffiare i parchi pubblici, mentre il governo di Madrid ha approvato una legge per ridurne il consumo del 40% in agricoltura, del 15% nell’industria e del 10% per le abitazioni private. Parliamo di una nazione che al Sud ha zone semi desertiche ed è attrezzata meglio dell’Italia con gli invasi d’acqua piovana.</p>
<p>In Italia nel lago di Garda si raggiunge a piedi l’isola di San Biagio perché il livello delle sue acque è di 70 centimetri sotto il livello medio. Le Alpi hanno avuto 63% meno neve dell’inverno scorso, il fiume Po è del 61% sotto la norma. Nel Nord Italia, nel 2022 le precipitazioni sono state del 40% inferiori alla media.</p>
<p>Si tratta di provvedimenti solo estivi e solo di estati particolarmente secche. E invece siamo ancora in inverno. Gli esperti del meteo parlano già di «catastrofe senza precedenti». Ebbene, dopo la peggiore estate siccitosa e calda degli ultimi 50 anni che abbiamo vissuto l’anno scorso, era il 2022, i governi europei devono già affrontare una crisi ancora più grave nel 2023. </p>
<p>Siccome allo stato attuale dovrebbe piovere su tutta l’Europa per almeno 55 giorni e 55 notti di fila per riequilibrare la mancanza d’acqua, i governi europei, Italia compresa, si stanno già mobilitando in previsione dei forti disagi e dei problemi devastanti per l’agricoltura, per le fabbriche e anche per le case. </p>
<p>Se anche la primavera che inizia a breve sarà asciutta come quella passata, ci lasceremo alle spalle 2 primavere siccitose.<br />
Una situazione inedita, mai accaduta prima. </p>
<p>Le conseguenze sulle nostre vite saranno nuove e inedite. Di questo passo si arriverà anche a razionare l’acqua per la doccia.<br />
Un rapporto pubblicato 3 mesi fa dall’istituto internazionale che riunisce scienziati delle maggiori università e dei migliori centri specialistici del mondo, afferma che la siccità nell’emisfero settentrionale del nostro pianeta è diventata 20 volte più probabile per l’effetto serra, ammonendo che, col surriscaldamento della Terra, periodi di estrema carenza di acqua diventeranno sempre più frequenti. </p>
<p>Il rapporto dice chiaro che di questo passo sarà sempre più difficile ritornare ai livelli d’acqua necessari a cui eravamo abituati fino a 2 anni fa. La mappa fornita dal programma Copernico dell’Unione europea dice che l’Italia, la Spagna, la Germania e la Francia, sono i 4 paesi in maggiore difficoltà per l’approvvigionamento idrico. </p>
<p>Per la prima volta, l’anno scorso, la carenza di piogge ha costretto la Francia a importare energia.  </p>
<p>Il presidente Macron ha già detto che «Dobbiamo prepararci a risparmiare acqua», e ha aggunto che «L’età dell’abbondanza è finita».<br />
Signori, tra la politica distratta e la tivù che lparla d’altro, è dunque cominciata, per l’Europa, l’età della grande secca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/03/05/siccita-2023-catastrofe-mai-vista/">Siccità 2023, catastrofe mai vista</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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