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	<title>sesto san giovanni Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Berlino, che ci fa a Sesto il terrorista in piena notte?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2016 11:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa ci faceva l&#8217;attentatore di Berlino a Sesto San Giovanni? Per giunta alle 3 di notte? E come ci è arrivato a quell&#8217;ora in quella piazza della stazione? L&#8217;ultimo treno che ferma lì arriva poco prima dell&#8217;una. E&#8217; un regionale che va verso Monza. Poi, dall&#8217;una alle 3, al momento del conflitto a fuoco con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/12/sesto-san-giovanni-stazione-anis-amri.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14631" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/12/sesto-san-giovanni-stazione-anis-amri-483x325.jpg" alt="" width="483" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/12/sesto-san-giovanni-stazione-anis-amri-483x325.jpg 483w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/12/sesto-san-giovanni-stazione-anis-amri.jpg 544w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /></a></p>
<p>Cosa ci faceva l&#8217;attentatore di Berlino a Sesto San Giovanni? Per giunta alle 3 di notte? E come ci è arrivato a quell&#8217;ora in quella piazza della stazione? L&#8217;ultimo treno che ferma lì arriva poco prima dell&#8217;una. E&#8217; un regionale che va verso Monza. Poi, dall&#8217;una alle 3, al momento del conflitto a fuoco con la Polizia in cui muore il tunisino Anis Amri, passano due ore. Dopo l&#8217;una, quella piazza di Sesto rimane deserta. Vanno e vengono ogni mezz&#8217;ora soltanto gli autobus che proprio lì fanno capolinea da Milano Molino Dorino. Scendono e salgono perlopiù stranieri. Poi, per chi vuol proseguire oltre verso Monza o Cinisello rimangono solo le gambe o i taxi. La metropolitana chiude a mezzanotte e mezza e pure quella fa capolinea lì. Quindi, alle 3 di notte alla stazione di Sesto ci puoi arrivare in taxi, in auto, oppure con l&#8217;autobus da Milano. Ma poi da lì devi ripartire, a meno che non stai in sala d&#8217;aspetto a dormire con qualche barbone che lì, in stazione a Sesto, non mancano mai. Da quella piazza fino all&#8217;azienda di Cinisello da cui è partito il Tir usato per l&#8217;attentato al mercatino di Natale di Berlino con a bordo l&#8217;autista polacco ucciso dal terrorista tunisino ci sono 10 minuti a piedi. Le pattuglie della Polizia presidiavano quella piazza della stazione da circa un paio di settimane. Prima, lì, non c&#8217;era mai nessuno, tranne qualche isolato spacciatore e/o qualche rimorchiatore di marchette. Forse aspettavano proprio il terrorista Anis Amri per farlo uccidere da un giovane poliziotto in prova? Proprio un bel mistero. E perché proprio lì, fuori Milano?!</p>
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		<title>Che pena Penati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 08:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[filippo penati]]></category>
		<category><![CDATA[sesto san giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[tangenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Farsi da parte dalla scena pubblica soltanto quando si viene pizzicati &#8220;con prove circostanziate&#8221; di un magistrato che raccoglie le testimonianze di una vittima o presunta tale, é da un lato doveroso e un passo obbligato. Ma é dall&#8217;altro la dimostrazione di malafede. Tutta l&#8217;inchiesta sulla corruzione che vede al centro della cricca l&#8217;ex vicepresidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Farsi da parte dalla scena pubblica soltanto quando si viene pizzicati &#8220;<em>con prove circostanziate</em>&#8221; di un magistrato che raccoglie le testimonianze di una vittima o presunta tale, é da un lato doveroso e un passo obbligato. Ma é dall&#8217;altro la <strong>dimostrazione di malafede</strong>.<br />
Tutta l&#8217;inchiesta sulla corruzione che vede al centro della cricca l&#8217;ex vicepresidente del consiglio lombardo <strong>Filippo Penati</strong>, non sarebbe arrivata a questo punto se le norme anticorruzione fossero state rese più efficaci a suo tempo, ai primi vagiti della Lega che urlava alla mafia e a Roma ladrona sulla scia di Tangentopoli, con l&#8217;azzeramento di rischi giudiziari per chi denuncia i tangetari e pene certe per questi ultimi come accade in Europa e in America. Sarei pronto a scommettere che in tal caso, l&#8217;ex candidato sindaco di Sesto e costruttore Angelo Pasini, assieme a Di Caterina, avrebbero denunciato le tangenti già  dal &#8217;95. Anzi, forse non ci sarebbe nemmeno stato bisogno di farlo, in quanto la presunta cricca di Penati avrebbe mandato avanti le pratiche delle concessioni edilizie dell&#8217;area Falck senza rischiare di pretendere denaro non dovuto.</p>
<p>Ebbene, il Penati che appare oggi, alla luce delle indagini, non sembra essere da meno di Bottino Craxi. Del quale l&#8217;ex sindaco di Sesto San Giovanni ha sempre nutrito <strong>ammirazione e nostalgia dei metodi</strong>. Se da un lato sembra dimenticata la multa da 120.000 euro che la sua giunta provinciale milanese (quando Penati era presidente della provincia di Milano) dovette pagare su ordine dell&#8217;Agcom per aver violato la par condicio televisiva durante la campagna per le europee 2009, dall&#8217;altro Penati si augurava di &#8220;<em>rivalutare il socialismo della Milano da bere</em>&#8220;. Quella craxiana dei &#8220;<em>porto di là &#8230;</em>&#8220;. Una scelta, quella di commemorare il cinghialone nel decennale della sua morte &#8220;<em>fatta assieme a Bersani</em>&#8221; in quanto i processi di corruzione a carico del defunto latitante sono &#8220;<em>una lente distorcente che offusca i positivi spunti di innovazione</em>&#8220;. Per Penati Milano senza Craxi é la &#8220;<em>Milano smarrita</em>&#8220;.E con grande ipocrisia, eccolo attaccare Berlusconi che &#8220;<em>farebbe meglio a guardare ai guai del Pdl che cerca di nascondere</em>&#8221; in tema proprio di <strong>corruzione</strong>.</p>
<p>Da candidato presidente perdente contro Formigoni si augurava una &#8220;<em>Lombardia dal rinnovato impegno delle istituzioni della politica per la trasparenza e la legalità </em>&#8221; orgoglioso di stare a capo di &#8220;<em>liste davvero pulite</em>&#8220;. A elezioni regionali perse, quando Beppe Grillo scrisse nel blog che &#8220;<em>ha fatto più opposizione Fini in mezza giornata che il Pd in 15 anni</em>&#8221; Penati replicò che &#8220;<em>Grillo non sa neppure cos&#8217;é l&#8217;opposizione in quanto punta solo a parlare male di noi</em>&#8220;. Da incorniciare pure la dichirazione su <strong>Lucio Stanca</strong>, che da ad di Expo a doppio stipendio, intimò &#8220;<em>Lasci immediatamente e restituisca quanto ha percepito a fronte di zero risultati</em>&#8220;. Da che pulpito! dopo quella sferzata della Corte dei conti per l&#8217;affaire della Serravalle che bollava &#8220;<em>uno spreco di soldi per un&#8217;operazione inutile</em>&#8221; (tangenti anche lì?) mentre chiosava preoccupato i legami sempre più stretti &#8220;<em>tra gli amministratori lombardi e la ndrangheta che la politica deve combattere</em>&#8220;. Come? con le triangolazioni estero su estero di tangenti? verrebbe da chiedere oggi a Penati: sbandieratore di quel &#8220;<em>socialismo riformista</em>&#8221; che finora ha sbattuto tutti in galera. O meglio, quasi tutti, in quanto Berlusconi che di quel socialismo é il naturale figlio piduista, é ancora là  barricato a palazzo Chigi con 6 processi. E dire che per Penati era &#8220;<em>prioritario bloccare la deriva berlusconiana</em>&#8220;. Ora che ha confessato &#8220;<em>vicende vecchie di 10 anni</em>&#8221; dimostri di essere pulito e contro la prescrizione dei reati. Ce ne va pure della reputazione di almeno mezza sinistra italiana.</p>
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