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	<title>romano di lombardia Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Irruzione per 2400 euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:36:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono 44 mila, ma 2.400 euro l&#8217;ammontare complessivo del debito che Luigi Martinelli ha verso l&#8217;Agenzia delle entrate ed Equitalia. Lo hanno verificato i carabinieri di Treviglio a carico dell&#8217;uomo, autore dell&#8217;irruzione nell&#8217;ufficio delle Entrate di Romano di Lombardia armato di fucile.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono 44 mila, ma <strong>2.400 euro</strong> l&#8217;ammontare complessivo del debito che Luigi Martinelli ha verso l&#8217;Agenzia delle entrate ed Equitalia. Lo hanno verificato i carabinieri di Treviglio a carico dell&#8217;uomo, autore dell&#8217;irruzione nell&#8217;ufficio delle Entrate di Romano di Lombardia armato di fucile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/05/15/irruzione-a-romano-per-2400-euro/">Irruzione per 2400 euro</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Omaggio alla mia Romano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 May 2012 07:23:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sento di dover rendere un piccolo omaggio al paesello in cui sono nato e cresciuto: <strong>Romano di Lombardia</strong>, che dal 1962 si onora del titolo di città benché di underground abbia solo tre sottopassi ferroviari. Sì, di quella linea Torino-Venezia che con i suoi rapidi di passaggio a tutta, trascina fin qui vampate di aria metropolitana della vicina Milano. Città perno e di riferimento di molti miei ex concittadini, pendolari per intere generazioni dapprima come contrabbandieri di confine tra il Ducato meneghino e la Repubblica di Venezia. Poi da manovali della vituperata crescita di quella che oggi rimane la metropoli dell&#8217;avanguardia europea. Del resto da queste parti non si ostenta presunzione quando si dice che Milano l&#8217;hanno costruita i bergamaschi, con le loro imprese edili e le loro piccole aziende. E&#8217; infatti grazie alla vicinanza geografica col capoluogo lombardo se decine di città e cittadine satellite come Romano, hanno vissuto floridi periodi di ricchezza e abbondanza. Io stesso, fin da bambino, ho respirato lavoro in mezzo a decine di piccoli e medi imprenditori. Ricordo che era un&#8217;onta parlare di disoccupazione perché i disoccupati, una volta, a Romano come in tutta la bergamasca non esistevano. Quei pochi che non lavoravano e che non pagavano il conto dal bottegaio, erano quasi sempre considerati dei semplici disadattati ai ritmi frenetici della laboriosa Lombardia. Li conoscevamo tutti &#8220;<em>i lazarù</em>&#8220;. Erano le pecore nere del villaggio, oggetto di battute e di scherno.</p>
<p>Io che ho solo 40 anni, ho visto molti miei coetanei abbandonare gli studi in terza media perché avviati al lavoro da genitori che consideravano la scuola un percorso non monetizzabile. Io stesso, a 13 anni, fui costretto a completare le scuole dell&#8217;obbligo a un corso serale per contribuire al reddito familiare. Non avevo alternative con un padre costretto a letto da un incidente d&#8217;auto e il dipendente al servizio militare. E del resto, all&#8217;epoca, sembrava giusto così. La scuola superiore, benché abbia dovuto sgomitare per andarci, la ricordo percepita come un privilegio e una via di fuga dal mondo del lavoro che si mostrava in tutta la sua prepotente varietà, benché la sua scomparsa con la crisi economica fosse sempre stata solo un&#8217;eventualità consapevole, ma altrettanto remota. Chi di noi, nella piccola Romano, ricorda un solo disoccupato negli anni Settanta, Ottanta e Novanta? Come dimenticare le decine di aziende e aziendine a conduzione familiare dell&#8217;indotto che davano lavoro a migliaia di persone? Chi non ricorda la quantità di giovani che affollavano i bar e i pub cittadini? Come dimenticare gli spettacoli e gli artisti che a Romano riempivano stadi e teatritenda di pubblico pagante? E prima ancora? Chi non ricorda il mito della Pagliarini caramelle che da Romano esportava dolciumi in tutta Italia! Senza contare la Magneti Marelli e &#8220;la cartiera&#8221;, che assieme sfamavano migliaia di famiglie romanesi contribuendo al benessere economico generale.</p>
<p>Ecco, era quella la Romano orgogliosa (forse un po&#8217; dopata) che mi aveva formato a un modello che pareva eterno. Era da quel vigore economico che avevo imparato a conoscere la prima Romano multietnica (è ancora in giro il vù cumprà che parla dialetto?) e visto scaturire percorsi alternativi offerti dalla vicina Milano con la generazione di buoni sportivi, (Moro e Seghezzi nel calcio e Ceresoli nell&#8217;atletica), di buoni medici (come il biologo Vescovi), di buoni musicisti (eredi del tenore Rubini) ma anche di buoni pittori sebbene la città abbia raggiunto il culmine della notorietà con la romanese Rosangela Bessi, eletta Miss Italia nel 1990.</p>
<p>Benché Romano oggi possa vantare giovani come la campionessa italiana di salto in alto Raffaella Lamera, e benché io da Romano me ne sia andato ormai da 15 anni, non riesco a giustificare come la mia città possa essere sprofondata in prima pagina per un disperato armato fino ai denti che irrompe all&#8217;estattoria delle tasse. Benché la Cartiera, la Pagliarini e tante piccole aziende familiari fallite siano diventate archeologia della Lombardia da bere, mai e poi mai avrei immaginato che un episodio nazionale inedito di questa portata si sarebbe svolto proprio nel mio amato paesello, lungo una strada che percorrevo in allenamento da ragazzino. Durante quel pomeriggio di angoscia in cui Luigi Martinelli stava tenendo sotto sequestro un impiegato dell&#8217;ufficio delle entrate di Romano, non ho resistito all&#8217;idea di precipitarmi lì, al mio paesello camuffato da città per rendermi conto di cosa stava succedendo. Ed è stato lì, durante quelle 3 o 4 ore di permanenza, che ho avuto modo di rivedere vecchi amici e conoscenti dell&#8217;epoca in cui a Romano si lavorava.</p>
<p>Li ho rivisti tutti un po&#8217; invecchiati (chi in peggio,chi in meglio) ma tutti accomunati dallo stesso problema del lavoro. Chi disoccupato, chi licenziato, chi a part-time, tutti erano lì, dietro le transenne della zona rossa dell&#8217;ufficio delle Entrate ad aspettare il corso degli eventi con un velo di arrendevole apatia. Tutti lì, in un pomeriggio senza lavoro curiosi di sapere chi fosse &#8220;il fratello&#8221; là dentro che aveva attirato in città tutte le troupe televisive. Tutti lì, senza parole di biasimo per l&#8217;attentatore, ma al contrario con cenni di considerazione e di comprensione. Tutti lì, a distrarsi dall&#8217;onta di un lavoro che non c&#8217;è più e di impegni che non si possono più onorare.  Tutti lì, ad attendere vampate di aria metropolitana che si è trasformata in tempesta su un modello economico che non tornerà più. Tornerà invece presto libero Luigi Martinelli che ha reso famosa la mia &#8220;povera&#8221; Romano per un episodio che non avevamo visto nemmeno in Grecia.  Ecco, questo omaggio al mio paesello affinché non si avvii a diventare il simbolo del fallimento economico di questo Paese.</p>
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		<title>Questo si dice questo non si dice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 14:46:37 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-139" title="censura.jpg" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/10/censura.jpg" alt="" width="300" height="269" /></p>
<p>La commercialista <strong>Roberta Pusterla</strong> é stata arrestata dagli agenti della Guardia di finanza e rinchiusa nel carcere di Bergamo, accusata di associazione a delinquere e frode fiscale per <strong>13 milioni di euro</strong>. Era a capo di unâ€™organizzazione composta da altre 5 persone che ha emesso fatture gonfiate per 90 milioni di euro intestate a prestanome, finalizzate a truffare lâ€™erario per potersi intascare lâ€™Iva a credito.<br />
La commercialista in questione non é una sprovveduta qualunque, é il revisore contabile del Comune che ha dato i natali al sottoscritto, presieduto da un sindaco pidino su proposta e sostegno delle sezioni locali di Forza Italia e Lega Nord, nelle cui liste, in passato, pare si sia pure candidata alle elezioni.<br />
Fin qui i fatti. Come ha reagito la stampa locale?</p>
<p><strong>Lâ€™Eco di Bergamo</strong>, che con oltre 50 mila copie é il quotidiano provinciale più venduto dâ€™Italia, ha dato la notizia <a href="http://www.ecodibergamo.it/ecoonline/cronaca/2008/04/17_frode.shtml" target="_blank"><strong>senza citare i nomi</strong></a> degli arrestati.<br />
Câ€™é voluta lâ€™edizione settimanale del <strong>Giornale di Treviglio</strong> di venerdì per smascherare la protagonista della grave vicenda. Degli altri arrestati che hanno collaborato alla truffa, alcuni dei quali devono rispondere di favoreggiamento, sono state pubblicate soltanto le iniziali di nome e cognome. Un modo grottesco per ribadire â€œsappiamo chi sono ma non ve lo diciamoâ€.</p>
<p>Orbene la morale é che anche la consolidata stampa locale <strong>non é libera</strong>. Lâ€™Eco di Bergamo é il quotidiano della diocesi orobica che ancora oggi capeggia su tutti i tavoli dei bar dellâ€™intera provincia, il suo piatto forte sono i necrologi ma il suo nomignolo più popolare é â€œ<strong>il bugiardino</strong>â€.<br />
Quella che in passato era unâ€™autentica istituzione e che oggi â€“ solo la domenica &#8211; viene distribuita a panino con lâ€™<strong>Osservatore romano</strong>, risente come tutti i giornali di una considerevole flessione delle vendite grazie alla Rete e allâ€™avvento della stampa free-press, oltre che di alcune testate concorrenti.<br />
Ciò nonostante Lâ€™Eco rimane ligio alla sua <strong>linea di censura</strong>, soprattutto se si tratta di dover pubblicare nomi di esponenti politici finiti nelle grane vicini a Forza Italia, come nel caso della commercialista arrestata.</p>
<p>Forza Italia é omologa dellâ€™<strong>Opus Dei e di Comunione e Liberazione</strong>, sette religiose con infiltrazioni massoniche del Grande Oriente dâ€™Italia. Hanno in Giulio <strong>Andreotti</strong> il loro riferimento politico, in perenne, prostrato silenzio velato dal classico sorrisino mafioso. Lâ€™Eco di Bergamo, come decine di altre testate provinciali gestite dalle diocesi, sono la palestra per quei giornalisti che poi traslocano ai quotidiani nazionali. Ovviamente solo quelli ligi alla linea del capo chino possono sperare in assunzioni a tempo indeterminato. Quelli <strong>senza peli sulla lingua</strong> non ne fanno di strada perché vengono bollati come â€œfaziosiâ€.<br />
Sono di solito i colleghi che si vedono tagliuzzare i pezzi e che litigano coi caporedattori che si arrogano di firmarglieli comunque senza autorizzazione. Sono quei bravi colleghi che quando ne hanno le palle piene si riciclano ad annaspare nellâ€™attività  Free-lance a fare i conti col mercato saturo dei giornali â€œcopia incollaâ€ o che trovano in qualche testata indipendente, o nei blog, la loro via dâ€™uscita.</p>
<p><strong>Quanti contributi</strong> riceve Lâ€™Eco di Bergamo? Non sono riuscito a venirne a capo, di certo lâ€™operazione â€œpaninoâ€ con lâ€™Osservatore romano non avviene per intercessione dello Spirito santo.<br />
Chiudo col ritenere che la stampa censoria, negli anni, si é alimentata della mentalità  tendente al silenzio nel timore di dire le cose come stanno.<br />
Eâ€™ uno zoccolo duro a morire ma che trova fortunatamente in qualche cybernauta di provincia, ben nascosto dietro ad un nick, una valvola di apertura.<br />
Di quel fatto dellâ€™arresto se ne parla nel forum sul sito del comune di Romano ma con velata paura.<br />
<a href="http://www.forumromano.net/forum/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1670&amp;FORUM_ID=2&amp;CAT_ID=2&amp;Topic_Title=Commercialista+arrestata+per+frode&amp;Forum_Title=Miglioriamo+Romano" target="_blank">Date unâ€™occhiata ai commenti</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nfA_jYClVdc&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/nfA_jYClVdc&amp;hl=it" wmode="transparent"></embed></object></p>
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		<title>Serata con Marco Travaglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 16:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Martedì 6 novembre, a partire dalle 21, a Romano di Lombardia (BG) nell&#8217;auditorium dell&#8217;ITC Rubini di via Belvedere modererò l&#8217;incontro con Marco Travaglio, protagonista della serata dedicata a due dei suoi ultimi libri &#8220;La scomparsa dei fatti&#8221; e &#8220;Uliwood party&#8221;. L&#8217;evento organizzato in collaborazione con la libreria Terzo Mondo di Seriate (BG) é a [&#8230;]</p>
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<p>Martedì 6 novembre, a partire dalle 21, a <a target="_blank" href="http://www.romanoonline.it/">Romano di Lombardia (BG)</a> nell&#8217;auditorium dell&#8217;ITC Rubini di via Belvedere modererò l&#8217;incontro con Marco Travaglio, protagonista della serata dedicata a due dei suoi ultimi libri &#8220;La scomparsa dei fatti&#8221; e &#8220;Uliwood party&#8221;.<br />
L&#8217;evento organizzato in collaborazione con la libreria Terzo Mondo di Seriate (BG) é a ingresso gratuito.<br />
L&#8217;auditorium che ha una capienza di poco più di 400 posti sarà  accessibile dalle 20,45.<br />
Per raggiungere Romano di Lombardia in auto da Milano uscire verso l&#8217;aeroporto di Linate, imboccare la provinciale Rivoltana direzione Brescia fino a Mozzanica (40km) seguendo le indicazioni a sinistra, oppure in treno, dalla stazione centrale, regionale per Verona delle 19,15 o delle 20,15 (durata del viaggio 40 minuti), una volta scesi dal treno si attraversa la ferrovia dal sottopasso e si cammina per 400 metri attraversando 2 piazze adibite a parcheggio.<br />
L&#8217;ultimo treno che torna nel capoluogo lombardo transita da Romano alle 23,07.</p>
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