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	<title>racket Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Frediano Manzi: che delusione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 23:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[bugia]]></category>
		<category><![CDATA[frediano manzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Volevo dimostrare che le misure di sicurezza nei mie confronti erano insufficienti». Così, il leader di &#8220;Sos racket e usura&#8221; Frediano Manzi nel giustificare ai magistrati i due attentati che si è fatto da solo. O meglio, pagando la commissione di qualche centinaio di euro a un pregiudicato che tra il 2009 e il 2010 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Volevo dimostrare che le misure di sicurezza nei mie confronti erano insufficienti</em>». Così, il leader di &#8220;Sos racket e usura&#8221; <strong>Frediano Manzi</strong> nel giustificare ai magistrati <strong>i due attentati che si è fatto da solo</strong>. O meglio, pagando la commissione di qualche centinaio di euro a un pregiudicato che tra il 2009 e il 2010 appiccò due incendi: uno al suo chiosco di Nerviano, l&#8217;altro a un furgone parcheggiato a Caronno Pertusella. Episodi fatti raffigurare come minacce a Manzi.</p>
<p>Con questa confessione fatta al pm Luigi Luzzi della procura di Busto Arsizio, Frediano Manzi rischia il rinvio a giudizio per simulazione di reato, incendio doloso in concorso e detenzione di materiale esplosivo (a innescare l&#8217;incendio di Nerviano fu un pacco bomba). Questa ammissione mi lascia a dir poco basito, visto che Manzi ho avuto modo di conoscerlo e di parlargli in alcuni dibattiti pubblici. Mi basisce pure la reazione dell&#8217;attore di Sel Giulio Cavalli, che ha giustificato Manzi sui giornali dicendo «<em>Ho parlato con gli inquirenti di questa vicenda. Manzi s&#8217;è preso le sue responsabilità. Resta un aspetto umano e va valutato dal punto di vista della sicurezza personale</em>». Che delusione.</p>
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		<title>Le mafie degli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 13:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[extracomunitari]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riporto un articolo di Alfio Caruso apparso sul Corriere Milano di oggi. A chi appartengono gli orientali, spesso donne dallo sguardo smarrito, che vendono giocattoli nella galleria Vittorio Emanuele, prontissimi a richiudere il telo e ad allontanarsi al primo sospetto di un controllo? Da chi dipendono gli spilungoni africani accampati con il loro campionario di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6123" title="vu cumprà " src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/12/vu-cumprà .jpg" alt="" width="358" height="269" /></p>
<p>Riporto un articolo di Alfio Caruso apparso sul Corriere Milano di oggi.</p>
<p><em>A chi appartengono gli orientali, spesso donne dallo sguardo smarrito, che vendono giocattoli nella galleria Vittorio Emanuele, prontissimi a richiudere il telo e ad allontanarsi al primo sospetto di un controllo? Da chi dipendono gli spilungoni africani accampati con il loro campionario di borse contraffatte dinanzi alle vetrine di corso Buenos Aires? Dove si riforniscono i sudamericani con gli ombrelli in mano appena piovono le prime gocce? Chi gestisce i ragazzi con i fiori, che pattugliano la sera i marciapiedi in attesa dei clienti di un cinema o di un ristorante? Sono gli aspiranti ultimi nella società  del malaffare. Esistenze lontanissime, delle quali neppure ci accorgiamo, meno che mai ce ne curiamo. Ne veniamo appena sfiorati come capitava nella Londra di Dickens o nella Parigi di Restif de la Bretonne. Spesso diventa persino difficile distinguere se sono cinesi o coreani, dello Sri Lanka o delle Mauritius, di Tonga o del Mali, dell&#8217;Ecuador o del Perù. Rappresentano il disordine di cui si nutre il nostro benessere. Il loro vivere fuori dalle regole non ci tocca perché allâ€™apparenza non ci danneggia. Però bisognerebbe andarlo a chiedere ai negozianti di corso Buenos Aires, che la concorrenza sfrenata della perfetta imitazione sottocosto se la ritrovano a un metro dall&#8217;ingresso. Le grandi operazioni di contrasto e i titoli dei giornali riguardano, ovviamente, &#8216;ndrangheta e mafia, camorra e sacra corona unita: abbiamo provato sulla nostra pelle che sono il cancro della convivenza, la sfida continua al funzionamento della democrazia. Il resto fa poca notizia: risulta ostico rendersi conto che i 5 euro per l&#8217;ombrello o l&#8217;euro per la rosa possano assommarsi fino a costituire una considerevole fonte di reddito illegale. E&#8217; il sommerso della mala, con una rigida suddivisione dei settori per nazionalità . In tale mappa s&#8217;impara che i cinesi praticano in Italia gli stessi metodi già  praticati nell&#8217;Impero di mezzo, che centinaia di fantasmi vivono dentro laboratori artigianali, sartorie, aziende tessili; che la prostituzione é controllata dagli albanesi, che i ladri di zinco sono romeni, che l&#8217;accattonaggio é in mano ai serbi e ai montenegrini, che il furto delle auto é dominato dagli slavi. Il profitto si basa sul servaggio della forza lavoro, sulla manodopera a costo quasi zero: di una rosa al ragazzo dello Sri Lanka rimangono 10 centesimi, di un ombrello al peruviano 50. La ricchezza, il lusso sono soltanto per i capi, per gli organizzatori dei traffici. â€” si possono aiutare gli abitanti di quest&#8217;inferno, che spesso si sono lasciati alle spalle inferni peggiori? A chi tocca farlo? Non é una questione di buon cuoreâ€” noi costituiamo l&#8217;unica speranza del loro futuro â€” bensì di pragmatismo politico. Un secolo addietro ne usufruirono le centinaia e centinaia di siciliani e di veneti ammassati negli scantinati delle vie attorno al porto di New York a preparare carte da gioco taroccate, timbri e bolli falsi, vino edulcorato. </em></p>
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