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	<title>processo mediaset Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Niente amnistia a Berlusconi: è recidivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 18:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[amnistia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’enorme gravità del reato… e del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile secondo i quali la giurisdizione è valore a presidio e a tutela di tutti i cittadini con conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte nella causa civile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12240" alt="silvio berlusconi delinquente" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/silvio-berlusconi-delinquente.jpg" width="235" height="215" /></p>
<p>“<em>L’enorme gravità del reato… e del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile secondo i quali la giurisdizione è valore a presidio e a tutela di tutti i cittadini con conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte nella causa civile e per le ricadute nel sistema editoriale italiano, trattandosi di controversia (la cosiddetta guerra di Segrate) finalizzata al controllo dei mezzi di informazione; la spiccata intensità del dolo; <strong>i motivi a delinquere</strong> determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente; i comportamenti processuali tenuti (con continue e spudorate “menzogne”, ndr); il precedente penale specifico (Imi-Sir, ndr)</em>”.</p>
<p>Il testo è uno stralcio della <strong>sentenza Mondadori</strong> di Appello del 2006, confermata dalla Cassazione nel 2007, che ha condannato Previti, Pacifico e Acampora a 1 anno e 6 mesi e il giudice Metta a 2 anni e 8 mesi per corruzione giudiziaria “<em>in continuazione”</em> con le pene già subìte per la sentenza gemella di Imi-Sir, anch’essa comprata (Previti, Pacifico e Metta 6 anni, Acampora 3 anni e 8 mesi). Il risarcimento in sede civile pagato da Berlusconi di 564,2 milioni di euro a De Benedetti, è dovuto al fatto che la Cassazione ha ritenuto l&#8217;evasore di Arcore <strong>mandante</strong> di quella corruzione giudiziaria, in quanto utilizzatore finale della più grande casa editrice italiana ottenuta corrompendo i giudici.</p>
<p>L&#8217;amnistia a Berlusconi di cui vanno e andranno cianciando per l&#8217;intero weekend giornali e tivù, è prevista dall&#8217;articolo 79 della Costituzione, e normata dall&#8217;articolo 151 del codice penale che estingue il reato e, se vi è stata condanna, fa cessare l&#8217;esecuzione della condanna e le pene accessorie. A partire dal 1992 l&#8217;amnistia viene disposta con Legge dello Stato, votata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. Prima, invece, era prerogativa del Presidente della Repubblica. Il problema è che l&#8221;amnistia <strong>non si applica ai recidivi</strong>, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente.</p>
<p>Il Berlusconi mandante della corruzione dei giudici Mondadori, non è altro che <strong>il propulsore di quei delinquenti</strong> citati sopra che si sono lasciati corrompere da lui. Se Berlusconi non avesse pagato, quei delinquenti non sarebbero stati condannati. Quindi è Berlusconi il &#8220;capo&#8221; di quei delinquenti. Da tutto ciò si deduce che, con la fresca sentenza Mediaset in Cassazione, <strong>Silvio Berlusconi è già un delinquente recidivo</strong>.  Quindi non potrà beneficiare di nessuna amnistia per la sentenza Mediaset, anche se lo vorrà il Pd. Giacché, come se non bastasse, il “<em>delinquente naturale</em>&#8230; <em>ideatore fin dai primordi di un’attività delittuosa tesa a una scientifica e sistematica evasione di portata eccezionale</em>», dotato di una «<strong><em>particolare capacità a delinquere</em></strong>», oltre alla quantità sterminata di reati depenalizzati dai suoi governi per i quali sarebbe già considerato un «<em>delinquente abituale</em>», ha già alle spalle ben <strong>2 amnistie. </strong></p>
<p>Peccato che i giornali di domani (sabato) saranno intrisi di articolesse sugli umori del Pd messo con le spalle al muro dall&#8217;alleato Pdl per votare l&#8217;amnistia a quel fondo di galera di Arcore asserragliato in Senato. Per il bene sociale c&#8217;è da sperare soltanto una cosa: che questo governo di schifosi cada quanto prima.</p>
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		<title>Anche Pisapia contro il giudice Esposito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2013 05:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[antonio esposito]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
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		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Penso che il commento del giudice Esposito alla sentenza Mediaset sia stato un grave errore. Se io avessi fatto un errore del genere mi sarei dimesso». Giuliano Pisapia da un bar di Marina di Pietrasanta.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Penso che il commento del giudice Esposito alla sentenza Mediaset sia stato un grave errore. Se io avessi fatto un errore del genere mi sarei dimesso</em>». Giuliano Pisapia da un bar di Marina di Pietrasanta.</p>
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		<title>Condannato il delinquente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 23:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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		<category><![CDATA[processo mediaset]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10571" title="silvio berlusconi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/10/silvio-berlusconi.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/10/silvio-berlusconi.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/10/silvio-berlusconi-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>
<p>Silvio Berlusconi è stato condannato a 4 anni di galera per frode fiscale e a 10 milioni di euro da rifondere all&#8217;ufficio delle entrate nel processo Mediaset sui diritti televisivi di serie e format tivù. Dei 4 anni, 3 sono indultati. Per il tribunale di Milano, <strong>Berlusconi è un delinquente naturale</strong> al corrente che «<em>i diritti erano oggetto di passaggi di mano e di maggiorazioni ingiustificate, prive di qualsiasi funzione commerciale che servivano solo a far lievitare il prezzo</em>». Plusvalenze fittizie lievitate col passaggio di off-shore in off-shore a lui riconducibili, per far figurare un prezzo finale talmente alto da provocare un ribasso enorme delle tasse in Italia.</p>
<p>Con questo meccanismo, i fondi neri per Berlusconi e per l&#8217;intermediario delle major americane Frank Agrama, sono diventati centinaia di milioni di euro nascosti nei paradisi fiscali. Una furbata, direbbe l&#8217;italiano medio, che ci mostra un signore che ha fatto il capo del governo italiano per quasi un ventennio nelle vesti di ladro, in quanto evasore fiscale che per la propria libertà ha calpestato quella degli altri cittadini e contribuenti. E&#8217; lui la quint&#8217;essenza del &#8220;<em>nuovo miracolo italiano</em>&#8220;. E&#8217; il privato corruttore Silvio Berlusconi che da oggi è pure un delinquente. Talmente delinquente da definire una &#8220;<em>barbarie</em>&#8221; la sentenza, quando la barbarie è avere un potente uomo delle istituzioni com&#8217;è stato lui. Del resto quanti scippatori extracomunitari e quante rapine in banca ci vorrebbero per pareggiare la quantità di soldi rubati da Berlusconi negli ultimi 20 o 30 anni col meccanismo dell&#8217;evasione fiscale tramite off-shore?</p>
<p>E&#8217; proprio una barbarie che in Italia ci siano ancora canali televisivi controllati da questo delinquente che utilizza per autoassolversi. Il direttore di Studio aperto <strong>Giovanni Toti</strong>, (con quel cognome da cagnolino che scondinzola &#8220;Totiii vieni&#8230; toh!&#8221;) è intervenuto in diretta nel tiggì della sera per aprire i microfoni all&#8217;intervento telefonico del delinquente naturale, senza nemmeno una domanda nel merito della condanna. Un monologo di 4 minuti con un concentrato di fesserie incomprensibili su presunte tangenti che non c&#8217;entrano nulla con la condanna per frode fiscale. Una condanna in primo grado che difficilmente passerà l&#8217;appello e la cassazione. La prescrizione del reato incombe. Sempreché il delinquente di Arcore non decida di rinunciarci e (intanto) fare il compagno di cella di Sallusti&#8230;</p>
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		<title>Processo Mediaset, rinvio a marzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 15:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>
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		<category><![CDATA[telefilm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Processo Mediaset, udienza di lunedì 25 gennaio 2010 nell&#8217;aula della prima sezione penale del tribunale di Milano, il collegio di giudici presieduto da Edoardo D&#8217;Avossa processa una manciata di ex manager Fininvest per appropriazione indebita e frode fiscale, tra cui Fedele Confalonieri, l&#8217;avvocato inglese David Mills, Silvio Berlusconi e il manager egiziano Frank Agrama, che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="344" data="http://www.youtube.com/v/PT3IA-sVVfw&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PT3IA-sVVfw&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Processo Mediaset, udienza di lunedì 25 gennaio 2010 nell&#8217;aula della prima sezione penale del tribunale di Milano, il collegio di giudici presieduto da Edoardo D&#8217;Avossa processa una manciata di ex manager Fininvest per appropriazione indebita e frode fiscale, tra cui Fedele Confalonieri, l&#8217;avvocato inglese David Mills, Silvio Berlusconi e il manager egiziano Frank Agrama, che l&#8217;accusa ritiene socio occulto del presidente del consiglio.</p>
<p>Al centro delle indagini gli acquisti dei telefilm trasmessi in Italia, che secondo i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, Mediaset ha pagato a prezzi salatissimi per creare fondi neri. I prezzi dei serial sarebbero stati gonfiati tramite compravendite fittizie in società  estere gestite dagli uomini di Berlusconi, che dagli anni &#8217;80 fino al 2005 avrebbero fruttato poco più di 100 milioni di euro occultati al fisco, su conti riconducibili a Berlusconi.<br />
A supporto delle indagini c&#8217;é un corposo dossier firmato dalla «Kpmg», la multinazionale esperta in contabilità , a cui la procura ha affidato l&#8217;arduo compito di districarsi tra una giungla dei giri di denaro sui conti delle società  aperte nei paradisi fiscali.</p>
<p>In particolare nel mirino dei pm ci sono i movimenti di denaro eseguiti dai conti della Silvio Berlusconi Finanziaria e da quelli della International Media Services (controllata al 99% da Mediaset, a favore di conti gestiti da Paolo Del Bue, fiduciario di Berlusconi nella banca svizzera Amer, a quelli ex capo acquisti Fininvest Daniele Lorenzano, a quelli di Frank Agrama, che, secondo l&#8217;accusa, soltanto lui in 20 anni avrebbe occultato qualcosa come 170 milioni di dollari.</p>
<p>I fondi neri, altro non erano che la differenza fra gli importi che Mediaset pagava ad Agrama per l’acquisto dei telefilm della major americana Paramount, e gli importi che effettivamente Agrama pagava, alla Paramount.<br />
Roberto Pace, amministratore delegato di Mediatrade dal &#8217;98 al 2001, nell&#8217;interrogatorio avvenuto a Lugano per rogatoria nel gennaio del 2006, disse che l&#8217;unico intermediario rimasto fu Frank Agrama, in grado di far ottenere i serial a prezzi competitivi garantendo un giro d&#8217;affari da 40 milioni di dollari l&#8217;anno, anche se avessero mandato in perdita l&#8217;azienda.<br />
Un raccomandato su pressione di Daniele Lorenzano &#8211; secondo Pace &#8211; da cui doveva passare anche Gary Marenzi, il capo delle vendite internazionali della Paramount.</p>
<p>Roberto Pace sapeva che Lorenzano veniva pagato regolarmente da Agrama secondo una prassi consolidata per chi ricopriva quella carica in Mediaset.<br />
Erano ricompense alla capacità  di adattarsi al metodo, che fino alle dimissioni di Pace da Mediatrade avvenute nel gennaio del 2001, avevano portato sul suo conto cifrato dell’Ubs &#8220;Teleologico&#8221;, oltre 4 milioni e mezzo di euro, denaro «scudato nel 2003» col quale comprò una grande tenuta a Capalbio, in Toscana.</p>
<p>Ebbene, in questo processo, ripreso dopo 13 mesi di stop forzato a causa del Lodo Alfano, l&#8217;accusa ha praticamente sentito tutti i suoi testimoni.<br />
Nell&#8217;udienza odierna le difese hanno chiesto di sentire un elenco di testimoni che secondo il pm De Pasquale non servono.<br />
I giudici, dopo tre ore di camera di consiglio hanno deciso di convocare solo una parte di quei testimoni, e di acquisire un memoriale depositato nel &#8217;99 da Silvio Berlusconi, il testimone più atteso che ha disertato l&#8217;aula nonostante le promesse.<br />
Tanto che i giudici, al momento del rinvio dell&#8217;udienza, lo hanno riconvocato per lunedì primo febbraio, cioé tra una settimana.</p>
<p>E&#8217; qui che si verifica il momento più imbarazzante della mattinata, quando Piero Longo, uno degli onorevoli difensori del premier, consegna ai giudici una lettera, la seconda, in cui Silvio Berlusconi scrive che non ci sarà  nemmeno il primo febbraio in aula perché impegnato in una visita in Israele.<br />
La lettera é una sorta di illegittimo impedimento nell&#8217;attesa che l&#8217;impedimento diventi legittimo per decreto, assieme al nuovo lodo alfano.</p>
<p>I giudici sospendono di nuovo l&#8217;udienza per qualche minuto e al loro rientro in aula, come in una corsa ad ostacoli, offrono due alternative: la prima, lo stralcio della posizione di Berlusconi in un processo a parte, in cui rispondere come unico imputato. Oppure il rinvio dell&#8217;udienza al primo marzo a patto che per tutti gli imputati sia congelata la prescrizione.</p>
<p>Le difese degli imputati accettano la seconda alternativa. L&#8217;udienza del processo Mediaset é rinviata al primo marzo, in modo che Silvio Berlusconi abbia il tempo di non prendere impegni e venire in aula per smontare le tesi dell&#8217;accusa, ossia spiegare che negli ultimi vent&#8217;anni non ha mai incassato centinaia milioni occultati al fisco su conti cifrati riconducibili a lui.</p>
<p>Ma c&#8217;é da scommettere che entro quel giorno, il governo al servizio di Silvio Berlusconi avrà  già  emanato scudi, legittimo impedimento e probabilmente il secondo lodo alfano, irrinunciabile da parte della persona in quanto riguarderà  la carica.</p>
<p>Il tutto mentre Berlusconi, dal vicino ospedale San Raffaele dove si é recato per una visita giudiziaria in cui decidere il capo di imputazione a Tartaglia, ha trovato il tempo per definire questi giuidici un plotone di esecuzione e promettere che anziché ai giudici, parlerà  alla nazione, a senso unico, senza contradditorio, in tivù, per raccontare di essere un perseguitato. Un copione già  visto, assai più delle repliche dei telefilm.</p>
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