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	<title>paolo mieli Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Corriere, Paolo Mieli imputato di diffamazione a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giudice che lavora in una città  incompatibile, Brescia. Più incompatibile di quella in cui avrebbe potuto lavorare, Parma. Un articolo di falsità  pubblicato dal Corriere, valido come pretesto per trasferire da Parma quel giudice che aveva promesso tempestività  se fosse stato eletto presidente della corte giudicante nel processo crac Parmalat. Tra gli imputati in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/12/03/corriere-paolo-mieli-imputato-di-diffamazione-a-milano/">Corriere, Paolo Mieli imputato di diffamazione a Milano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/r4Pe5NuuYMY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/r4Pe5NuuYMY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Un giudice che lavora in una città  incompatibile, Brescia. Più incompatibile di quella in cui avrebbe potuto lavorare, Parma.<br />
Un <a target="_blank" href="http://archiviostorico.corriere.it/2007/dicembre/06/Parmalat_milioni_pagine_studiare_per_co_9_071206134.shtml">articolo di falsità </a> pubblicato dal <strong>Corriere</strong>, valido come pretesto per trasferire da Parma quel giudice che aveva promesso tempestività  se fosse stato eletto presidente della corte giudicante nel processo crac Parmalat.<br />
Tra gli imputati in quel processo c&#8217;é l&#8217;azionista di riferimento del Corriere: <strong>Cesare Geronzi</strong>.<br />
Il giudice torna a Brescia. Il Csm accoglie le tesi del presidente della camera penale del tribunale di Parma, che vede incompatibilità .<br />
Il presidente di quel tribunale, che al contrario era disponibile ad assegnare a quel giudice il processo del più grande scandalo di aggiotaggio europeo di tutti i tempi, viene a sua volta rimosso e trasferito.</p>
<p>Intanto il processo sul crac Parmalat si frammenta in mille rivoli senza quel giudice trasferito che poteva condurlo in un troncone unico. Attualmente ci sono richieste di patteggiamento e processi brevi in vista, che potrebbero trasformarsi in <strong>vie di fuga per gli eventuali truffatori</strong> di tante migliaia di risparmiatori.</p>
<p>Verità  che questo processo, in cui sono imputati per diffamazione a mezzo stampa l&#8217;ex direttore del Corriere <strong>Paolo Mieli</strong> e il suo sottoposto <strong>Marco Imarisio</strong> (autore dell&#8217;articolo galeotto), non potrà  svelare.</p>
<p>Di seguito il testo del servizio.</p>
<p><em>Tribunale di Milano, mi trovo nell&#8217;aula dell&#8217;ottava sezione penale si é svolta l&#8217;udienza dibattimentale del processo a carico dell&#8217;ex direttore del Corriere della sera <strong>Paolo Mieli</strong> e del giornalista <strong>Marco Imarisio</strong>. Entrambi sono imputati di diffamazione aggravata a mezzo stampa su richiesta del Pubblico ministero Dottoressa Vimercati.<br />
Parte offesa é <strong>Roberto Spanò</strong>, giudice penale in esercizio al tribunale di Brescia, che ha citato i due giornalisti in merito ad un articolo sul <strong>crac Parmalat</strong>, apparso sul quotidiano milanese il 6 dicembre del 2007. </em></p>
<p><em>Al centro dell&#8217;analisi di Marco Imarisio il complicato avvio del troncone principale del maxi processo al tribunale di Parma, il più grande scandalo di aggiotaggio e bancarotta fraudolenta da parte di una società  privata che la storia giudiziaria europea ricordi. Al processo Parmalat sono <strong>29 le persone imputate</strong> tutte di associazione a delinquere. Fra di loro il patron di Parmalat Calisto Tanzi e il numero uno di Capitalia <strong>Cesare Geronzi</strong>, azionista di riferimento del Corriere.</em></p>
<p><em>Veniamo ai dettagli e ai contorni di questa vicenda giudiziaria<br />
Il giudice Roberto Spanò si sposa a Brescia con una ragazza che lavora al tribunale come pubblico Ministero. Per il timore di incompatibilità  Spanò chiede di essere trasferito proprio a Parma, sua città  natale.<br />
La richiesta viene accolta. Spanò comincia la sua attività  di giudice applicato a Parma un giorno a settimana, dove a partire dal 2007 presiede il collegio di Eurolat, uno dei filoni del crac Parmalat.<br />
Garantisce che se diverrà  presidente del collegio giudicente del filone principale del Crac Parmalat arriverà  a sentenza entro un anno e mezzo. </em></p>
<p><em>Il presidente del tribubale <strong>Stellario Bruno</strong>, nel dichiarato intento &#8211; come ha riferito in aula in qualità  di testimone &#8211; di rendere giustizia a mialiaia di piccoli risparmiatori truffati, accoglie la disponibilità  di Spanò e invia gli atti al Csm per la pronuncia. </em></p>
<p><em>Nel frattempo, é il 7 dicembre del 2007, esce l&#8217;articolo galeotto sul Corriere a firma di Marco Imarisio, nel quale il giornalista scrive che Roberto Spanò é inccompatibile al tribunale di Parma perché nello stesso edificio opererebbero il <strong>fratello Giuseppe</strong> e il papà  <strong>Aristide Spanò</strong> in qualità  di avvocati difensori di alcuni imputati nel processo.<br />
La notizia é falsa perché Giuseppe e Aristide Spanò sono sì avvocati, ma civilisti, e non penalisti come richiesto nel processo Parmalat, ma soprattutto non difendono nessuno degli imputati. Ultimo particolare, Roberto Spanò non ha rapporti coi familiari da molti anni.</em></p>
<p><em>Ma intanto la bufala del Corriere innesca i suoi effetti.<br />
Il presidente della camera penale del tribunale di Parma, <strong>Antonino Tùccari</strong>, chiede un nuovo trasferimento di Spanò a Brescia per incompatibilità , dove opera la Pm che nel frattempo é diventata sua moglie.<br />
Contemporaneamente é lo stesso Spanò che chiede revoca del mandato al tribunale di Parma. Ma ci rimarrà  in qualità  di Gup fino ad aprile del 2008, per concludere il <strong>filone Eurolat</strong>.</em></p>
<p><em>Il plenum del Csm accoglie la richiesta di incompatibilità  a Parma senza battere ciglio sull&#8217;incompatibilità  a Brescia.<br />
Roberto Spanò torna nella città  lombarda e non diventerà  mai presidente del collegio giudicante del maxi processo Parmalat, che, anzi, nel frattempo si spezza in filoni ancora più numerosi</em></p>
<p><em>In aula qui a Milano, davanti al giiudice monocratico Paola Pendino sono sfilati diversi teste, a cominciare dall&#8217;ormai ex presidente del tribunale di Parma Stellario Bruno, ma anche<br />
Giuseppe Spanò, che ha confermato la sua attività  di civilista e nessun rapporto diretto col fratello giudice penalista Roberto. In aula non si sono parlati, tantomeno salutati.</em></p>
<p><em>Presente anche la presidente della commissione trasferimenti del Csm <strong>Fiorella Pilato</strong>, il già  nominato presidente della camera penale del tribunale parmense Antonino Tùccari, che ha parlato di criticità  del ruolo di Spanò dopo aver ricevuto ragione del dubbio dal presidente dei gip e dei gup di Parma <strong>Rogato</strong> durante una consultazione. Tùccari ha anche negato contatti successivi al 2004 con l&#8217;imputato Marco Imarisio.</em></p>
<p><em>L&#8217;udienza si é conclusa nel tardo pomeriggio con le audizioni di <strong>Celestina Tinelli e Cosimo Ferri</strong>, entrambi consiglieri del Csm e rimandata al primo marzo 2010, giornata in cui saranno attesi altri teste. </em></p>
<p><em>Qualunque sarà  l&#8217;esito di questo processo per diffamazione, rimane da capire il motivo che hanno indotto Imarisio a scrivere quelle bugie sul Corriere che hanno provocato l&#8217;allontanamento di Roberto Spanò dal maxi processo Parmalat.<br />
Ma soprattutto rimane per ora un mistero la decisione del Csm, che ha ritenuto incompatibile Spanò a Parma nonostante fratello e papà  siano avvocati civilisti che nulla hanno a che vedere col processo Parmalat, tantomeno con Roberto, e nulla abbia avuto da dire sulla sua incompatibilità  più verosimile a Brescia, dove nello stesso tribunale lavora la moglie di Spanò in qualità  di Pm.<br />
Misteri che questo processo, probabilmente, non chiarirà  mai.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/12/03/corriere-paolo-mieli-imputato-di-diffamazione-a-milano/">Corriere, Paolo Mieli imputato di diffamazione a Milano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Parzialità  e faziosità  ad Annozero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 22:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[annozero]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[indro montanelli]]></category>
		<category><![CDATA[michele santoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche riga la devo dedicare alla puntata di Annozero di giovedì scorso, interamente incentrata su Indro Montanelli e sulla qualità  dell&#8217;informazione italiana attuale, alla presenza tra gli altri, di direttori ed ex tali come Paolo Mieli, Maurizio Belpietro ed Enrico Mentana. L&#8217;ho seguita tutta, dal primo all&#8217;ultimo minuto, e devo dire che mi ha deluso per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/28/parzialita-e-faziosita-ad-annozero/">Parzialità  e faziosità  ad Annozero</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/MveIfmj15AY&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MveIfmj15AY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Qualche riga la devo dedicare alla puntata di <strong>Annozero</strong> di giovedì scorso, interamente incentrata su Indro Montanelli e sulla qualità  dell&#8217;informazione italiana attuale, alla presenza tra gli altri, di direttori ed ex tali come Paolo Mieli, Maurizio Belpietro ed Enrico Mentana.<br />
L&#8217;ho seguita tutta, dal primo all&#8217;ultimo minuto, e devo dire che <strong>mi ha deluso</strong> per una serie di motivi.</p>
<p>Il primo motivo é che é stata una puntata <strong>autoreferenziale</strong> dedicata al ruolo dei giornalisti, senza che nessuno di loro avesse davvero toccato le questioni più spinose di chi fa questa professione, che vanno dalla <strong>censura</strong> parziale o totale degli articoli, fino alla condizione precaria di chi scrive praticamente per la gloria.</p>
<p>Il secondo motivo per cui mi ha deluso Annozero riguarda <strong>i contenuti dei discorsi</strong> proposti durante tutta la serata. Troppo distanti e incomprensibili per chi non é un addetto ai lavori.</p>
<p>Il terzo motivo di biasimo é l&#8217;<strong>ossessiva idolatrìa</strong> mostrata nei confronti di <strong>Indro Montanelli</strong>. Un maestro qua e un maestro là  che merita, a mio avviso, qualche considerazione.<br />
Era un bravo cronista e un fine pensatore, ma non era certo un editore! I giornali che ha diretto o che ha fondato Montanelli sono tutti <strong>finiti sul lastrico </strong>con i soldi di quegli editori che alle idee di Montanelli avevano creduto.<br />
Montanelli ha avuto l&#8217;intelligenza di saper cavalcare gli umori di chi guidava il timone dei vincitori, in tutte le epoche della sua lunga esistenza. Prima coi fascisti e poi coi partigiani, l&#8217;importante era finire in prima pagina.<br />
Checché se ne dica sul suo polemico congedo dal &#8220;Giornale&#8221;, sono fermamente convinto che Indro Montanelli era già  troppo navigato per non sapere di che pasta fosse l&#8217;imprenditore edile Silvio Berlusconi, finanziatore del suo &#8220;Giornale&#8221; e dei suoi corsivi taglienti. Soprattutto dopo<strong> l&#8217;incontro che ebbe con Licio Gelli</strong>!<br />
Montanelli non poteva essere così ingenuo per non prevedere che un imprenditore come Berlusconi, impastato con Bettino Craxi, editore di ben 3 canali televisivi resi a norma di legge su misura, non si stesse <strong>spianando il terreno</strong> per scendere in politica.<br />
Per carità  non prendo le difese di Silvio Berlusconi, tuttavia sono capaci tutti di rinunciare platealmente alla poltrona di direttore per &#8220;legittima offesa&#8221; quando il giornalista in questione (come il Montanelli degli anni &#8217;90) ha tanti soldi da potersi permettere di <strong>campare di rendita</strong>.<br />
E infine, siccome personalmente aborro sia gli sfruttatori che i pedofili, non trovo nessun motivo nobile, per nessun uomo, di nessuna epoca che un individuo in età  adulta come Indro Montanelli <strong>sposi una bimba di 12 anni</strong> per 495 lire, durante la sua trasferta volontaria alla guerra d&#8217;Etiopia. Dettaglio che nel dibattito non é emerso.</p>
<p>Il quarto ed ultimo motivo che ha reso Annozero inguardabile e per nulla credibile, é stato che nessuno dei colleghi giornalisti accomodati nello studio di Rai 2 , ripeto <strong>nessuno</strong>! abbia chiesto a Paolo Mieli perché ha tolto le inchieste su Luigi De Magistris al collega <strong>Carlo Vulpio</strong>. Per altro non invitato.  Sono pronto a scommettere che sulle rassicurazioni, affinché fosse evitata quella domanda, si é giocata la presenza nello studio di Michele Santoro dell&#8217;ex direttore del Corriere.</p>
<p>Insomma una puntata di Annozero davvero parziale, faziosa e una volta tanto <strong>senza informazione</strong>.<br />
Spero che Michele Santoro si riprenda da questo scivolone e pensi ad utilizzare i giornalisti non per cantarsela e per suonarsela da soli. Ma che li utilizzi assieme alle sue doti professionali e pure quelle dei suoi inviati, per fare informazione come ha saputo fare fino al terremoto dell&#8217;Aquila.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/04/28/parzialita-e-faziosita-ad-annozero/">Parzialità  e faziosità  ad Annozero</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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