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	<title>moneta Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>€ 2002-2022: vent’anni di impoverimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 11:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vent’anni di euro in Italia hanno prodotto un progressivo e inesorabile impoverimento degli italiani. Un solo esempio: con un euro scambiato a 2.000 lire, il prezzo del caffè raddoppiò: da 1.000 lire che costava nel 2001 passò a un euro nel 2002. La benzina da 2.000 lire al litro a due euro o quasi. Mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vent’anni di euro in Italia hanno prodotto un progressivo e inesorabile impoverimento degli italiani. Un solo esempio: con un euro scambiato a 2.000 lire, il prezzo del caffè raddoppiò: da 1.000 lire che costava nel 2001 passò a un euro nel 2002. La benzina da 2.000 lire al litro a due euro o quasi. Mentre gli stipendi da un milione di lire passarono a 516,46 euro con precisione chirurgica. Questa non è la nostra percezione anomala dei freddi numeri degli statistici che difendono la moneta unica, ma un cambio tangibile che ci ha portato a sborsare di più di prima.</p>
<p>I presunti vantaggi dell’adesione dell’Italia alla moneta unica, avvenuta senza alcun referendum popolare ma solo per decisione dei governi sia di sinistra che di destra, si spiegherebbero nelle esportazioni che avrebbero alimentato la salute delle industrie interne. Il dato, anche se riscontrabile, non ha avuto benefìci tangibili perché negli ultimi vent’anni molte aziende strategiche di tutti i settori (da quelle dell’auto alla griffe della moda), sono state vendute o svendute all’estero con conseguenze nefaste sulle piccole e medie aziende dell’indotto interno. Che negli anni, dopo un apparente incremento dell’occupazione, si sono tradotte in chiusure, delocalizzazioni, precarizzazioni dei contratti e perdite di posti di lavoro.</p>
<p>L’Italia, a differenza della Germania, con l’ingresso nell’euro ha perso la sovranità monetaria e con sé ha perso l’autonomia economica, oltre che la competitività. L’euro stampato da una banca privata che è la Banca centrale europea, è una valuta a corso legale senza i crismi della moneta pubblica perché i banchieri che controllano la Bce rivendicano gli interessi e pure il cosiddetto debito pubblico. La Bce e i banchieri “azionisti” di alcuni grandi gruppi (Goldman sach’s, Mediobanca, Intesa San Paolo, Deutsche tanto per citarne alcuni), tengono con l’anello al naso la classe politica italiana. Dal Parlamento fino ai sindaci dei Comuni più piccoli, che si ritrovano con le mani legate per via dei vincoli di Bilancio e di spesa che impediscono la realizzazione a pieno del welfare pubblico, compresa la manutenzione delle infrastrutture come le strade. Questo dettaglio c&#8217;entra poco con le chiacchiere sul raddoppio del costo della vita o meno. Il tema è che il debito che rivendicano a Bruxelles provoca una serie di restrizioni che riducono la qualità della vita dei cittadini e li impoverisce.</p>
<p>Il Covid arrivato nel 2020 sembra voler risolvere in parte il problema della povertà con l’arrivo del Pnrr e degli aiuti alle famiglie e alle imprese. Ma fino a prova contraria questi aiuti hanno il sapore della panacea momentanea, perché si tratta di aiuti sempre a debito nei confronti della Bce. Sta passando in sordina che il debito pubblico italiano s’avvia verso il 3 mila miliardi di euro. Giuseppe Conte, a inizio pandemia, andò a Bruxelles a battere i pugni intimando che “se non ci aiutate voi faremo da soli”, (ergo ci stampiamo moneta e ci arrabattiamo). Frase fatale che gli è costata il ruolo di premier a palazzo Chigi ad opera di Matteo Renzi, e che ha permesso al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di nominare primo ministro Mario Draghi, banchiere nonché basista e garante della disfatta italiana al cospetto della Bce di Francoforte. </p>
<p>Basta fare due conti per capire dove siamo finiti: mentre scrivo il debito pubblico è a quasi 2.800 miliardi di euro. Le centinaia di migliaia di euro in arrivo del Pnrr andranno a gonfiarlo. Chiediamoci perché nessuno parla di ristrutturarlo (annullarlo), visto che un importo così, per un Paese come l’Italia che ha 6 milioni di dipendenti pubblici e poche piccole e medie imprese, non ci sarebbe altra via che finire come la Grecia dell’austerità di dieci anni fa.</p>
<p>La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, non a caso tedesca, per celebrare i vent’anni dell’introduzione dell’euro in Europa blatera di “valuta potente, simbolo di unità”. Potente certamente per la Germania. Simbolo di unità forzata e dannosa per paesi come l’Italia. Che dopo la vocazione industriale mai come ora avrebbe bisogno di riattivare la propria Zecca per rivendicare la propria autonomia dalle logiche bancarie di Bruxelles. L’Italia dovrebbe stampare moneta pubblica, tagliare i ponti con la Germania e fare come Londra con la Brexit. Qui, a differenza della grigia e cupa Gran Bretagna , potremmo vivere di solo turismo e del suo indotto. Potremmo essere un Paese indipendente e libero. E invece da vent’anni con l’Euro siamo sprofondati nel buio. </p>
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		<title>Euro tra draghi e calabroni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 08:39:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«L’euro è come un calabrone. È un mistero della natura, non potrebbe volare eppure vola. E l’euro ha volato benissimo per parecchi anni». Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>L’euro è come un calabrone. È un mistero della natura, non potrebbe volare eppure vola. E l’euro ha volato benissimo per parecchi anni</em>». Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea.</p>
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		<title>Euro in coma (irreversibile)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 16:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>J. Attali: &#8220;Avete scelto il disonore: avrete la guerra&#8221; Riporto un&#8217;intervista di Anais Ginori all&#8217;economista e saggista francese Jacques Attali, apparsa su Repubblica il 29 aprile scorso. L&#8217;intervistato é autore di un libro appena uscito che ha per titolo &#8220;Sopravvivere alle crisi&#8220;. AG: Perché i mercati finanziari non credono al piano di salvataggio della Grecia? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nfEAvAQEMlk" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4640" title="ATTALI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/ATTALI-300x180.jpg" alt="" width="509" height="305" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/ATTALI-300x180.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/ATTALI.jpg 637w" sizes="(max-width: 509px) 100vw, 509px" /></a><br />
<strong>J. Attali: <i>&#8220;Avete scelto il disonore: avrete la guerra&#8221;</strong></i></p>
<p>Riporto un&#8217;intervista di Anais Ginori all&#8217;economista e saggista francese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Attali" target="_blank"><strong>Jacques Attali</strong></a>, apparsa su Repubblica il 29 aprile scorso. L&#8217;intervistato é autore di un libro appena uscito che ha per titolo &#8220;<em>Sopravvivere alle crisi</em>&#8220;.</p>
<p>AG: Perché i mercati finanziari non credono al piano di salvataggio della Grecia?<br />
<em>JA: &#8220;La gestione di questa crisi é stata catastrofica. Il primo errore é stato credere che il Fondo monetario internazionale potesse agire da solo, mentre era chiaro a tutti che sarebbe diventato un problema per l’Europa intera. L’altro errore, ancora più grave, é stato ignorare volutamente la montagna di bugie e falsità  dette dai responsabili della Grecia. L’Europa avrebbe dovuto muoversi molto prima. Oggi l’ipotesi più probabile rimane quella di un <strong>default sul debito</strong> con tutto ciò che ne consegue&#8221;.<br />
</em></p>
<p>AG: Sta dicendo che questo piano non servirà  a nulla?<br />
JA: <em>&#8220;Credo che convenga <strong>prepararci al peggio</strong>. Il default resta, a mio avviso, l’ipotesi più probabile. La Grecia non vuole guardare in faccia la realtà . Prima o poi dovrà  arrendersi all’evidenza&#8221;</em>.</p>
<p>AG: Le reticenze della Germania hanno pesato molto.<br />
JA: <em>&#8220;La campagna elettorale tedesca ha condizionato l’atteggiamento del governo di Berlino. Mi sembra assurdo. Gli elettori tedeschi non sono stupidi. Era chiaro che, alla fine, la Germania sarebbe stata costretta a pagare&#8221;</em>.</p>
<p>AG: Cosa avrebbe dovuto fare l’Europa?<br />
JA: <em>&#8220;L’Unione europea doveva muoversi almeno due mesi fa, facendosi subito garante del debito greco. I mezzi per farlo c’erano. Purtroppo, é mancata l’intelligenza politica. I tassi di interesse sarebbero così diminuiti, non si sarebbe scatenata la speculazione. I governi europei avrebbero risparmiato i soldi che oggi sono costretti a sborsare&#8221;</em>.</p>
<p>AG: Ora c’é un rischio contagio?<br />
JA: <em>&#8220;L’effetto domino minaccia di andare anche <strong>al di là  delle frontiere europee</strong>. Ci sono i timori per Portogallo e Spagna, il paese che mi sembra più a rischio. Ma c’é anche l’America. Tra il 2011 e il 2012 gli Usa dovranno rimborsare 1.800 miliardi di dollari all’anno, tra indebitamento nuovo e obbligazioni che arrivano a scadenza. <strong>La crisi finanziaria non é stata risolta</strong>. E’ stata semplicemente trasferita dalle banche ai governi. Oggi ci troviamo nella situazione opposta: i governi tentano di rinviare la palla alle banche&#8221;</em>.</p>
<p>AG: I mercati finanziari attaccheranno nuovi paesi?<br />
JA: <em>&#8220;Non possiamo dare la colpa alle Borse. Se non si vuole dar loro il potere di destabilizzare i paesi, bisognerebbe anche smettere di ricorrere ai mercati per l’indebitamento pubblico. Quando chiedo un prestito al banchiere accetto di mettermi tra le sue mani&#8221;</em>.</p>
<p>AG: Il ritardo nel salvataggio della Grecia é stato anche causato dalle regole della zona euro.<br />
JA: <em>&#8220;Se i governi non si decideranno a fare un ministero delle Finanze comune, <strong>nessuna moneta europea potrà  mai sopravvivere</strong>. Se n’era già  parlato durante il Trattato di Maastricht. Allora però la caduta del Muro di Berlino ha fatto cambiare le priorità . Oggi é diventata un’urgenza vitale&#8221;</em>.</p>
<p>AG: Bisogna rivedere il Patto di Stabilità ?<br />
JA: <em>&#8220;Sarebbe tra le prima cose che dovrebbe fare un ministro europeo delle Finanze. Stabilire delle regole e un coordinamento minimo. Ma per fare questo ci vorrebbe trasparenza sui numeri. Diciamo la verità : <strong>tutti i paesi oggi forniscono cifre fittizie</strong>, <strong>falsificano i bilanci</strong>. Le banche centrali dei paesi applicano diverse strategie e tassi. I vari debiti nazionali sono camuffati in mille modi. Siamo in una situazione di <strong>menzogna generale e condivisa</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>AG: Il famoso principio che limitava il debito al 3% del Pil é stato ormai superato in quasi tutti i paesi.<br />
JA: <em>&#8220;Questo non é l’aspetto più grave. Un debito che rappresenta anche il 100% del Pil é tollerabile se i tassi sono bassi. Il vero problema non é il debito, ma <strong>lo stock del debito combinato all’aumento dei tassi</strong>. E’ la situazione nella quale ci troviamo oggi. Su questo ci stiamo giocando il futuro dell’Europa&#8221;</em>.</p>
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		<title>Banche allo Stato, potere alle élite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 15:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e1b-DCgAPZg&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/e1b-DCgAPZg&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Berlusconi e Tremonti gettano il sasso nello stagno e ritirano il braccio dietro la schiena. Cominciano a dire che vogliono nazionalizzare le banche, per salvare il culo alle oligarchie arricchite alle spalle dell&#8217;eterna fiducia a debito degli ignari cittadini.<br />
La Rete e l&#8217;informazione possono svegliare le coscienze con qualche proposta. Siccome reputo  Marco Saba del <a href="http://studimonetari.org" target="_blank">Centro studi monetari</a> persona competente in materia di politiche monetarie, pubblico la lettera che mi ha scritto con le sue previsioni e le sue proposte.</p>
<p><em>Il cosiddetto <strong>salvataggio delle banche</strong> non può essere definito altrimenti, per il fatto che nel nostro sistema sono le banche a <strong>creare dal niente</strong> la moneta legale attraverso il meccanismo del &#8220;cinquantato credito&#8221; che deriva dal sistema della &#8220;riserva frazionaria&#8221; al 2%. Il valore di questa moneta bancaria pesca nel potere d&#8217;acquisto della collettività . Un <strong>esproprio silenzioso</strong>, paragonato al ladro che si introduce nottetempo nelle case per rubare ai cittadini ignari. Un <strong>meccanismo criminale</strong>, usato per affermare e promuovere una élite degna figlia di quel sistema.</p>
<p>Si assiste così alla negazione plausibile della causa criminale della crisi che, come quella del 1929, viene portata avanti attraverso la contrazione dello sfintere bancario del credito.<br />
A che serve? Senza circolazione monetaria si crea una deflazione artificiale dei prezzi, fin quando il cittadino in bancarotta sarà  <strong>costretto a cedere</strong> i suoi beni reali a <strong>due palle un soldo</strong>. Sempre sperando che nel frattempo non <strong>scopra la verità </strong>, e cioé che il 100% delle tasse trattenute in busta serve per ripagare l&#8217;inutile debito pubblico acquistato (con lo sconto) in prima battuta dalle banche. <strong>Debito inutile</strong> perché l&#8217;élite sa bene che se la funzione monetaria e creditizia fosse esercitata direttamente dallo Stato, tale debito non esisterebbe.<br />
Basterebbe emettere biglietti di Stato a corso legale (come accadeva con le 495 lire) che non creano debito pubblico e nemmeno enormi profitti privati.</p>
<p>La diffusione dell&#8217;informazione in Rete sta aumentando la consapevolezza dei cittadini che cominciano a chiedersi se i governi siano solo specchietti per allodole che <strong>occultano &#8216;arricchimento</strong> di alcune élite.<br />
Cominciano a dubitare che lo Stato sia diventato esattore per conto di una congrega di banchieri nati stanchi. Si chiedono se il Trattato ribattezzato di &#8220;Matrix&#8221; con la cessione della sovranità  monetaria ai banchieri privati che si nascondono dietro la BCE, abbia rappresentato un atto di <strong>alto tradimento</strong> firmato da Cossiga, De Michelis, Carli e Andreotti.<br />
Dubitano che se le tasse servono a pagare il pizzo alla rendita monetaria privata, farebbero bene a ricorrere al nero ed ai paradisi fiscali.</p>
<p>Durante il fascismo i partigiani venivano chiamati terroristi. Come saranno chiamati gli evasori fiscali? I resistenti al pizzo del signoraggio nella Terza Repubblica dove lo Stato non dovrà  più nascondersi dietro ai suoi segreti monetari? Ma soprattutto, come ci arriveremo a questa Terza Repubblica? Col sangue per le strade? Dobbiamo aspettare che la Polizia spari sui civili, sui disoccupati ed i poveracci per vedere riforme sensate?</p>
<p>Ecco <strong>alcune modeste proposte</strong> per una transizione a bassa intensità .</p>
<p>Introduzione della valuta Amazonida, adottata al Forum di Belém (BRA) in concomitanza col Forum di Davos. Il principio di copertura valutaria già  proposta da Giuseppe Mazzini ne &#8220;I doveri dell&#8217;uomo&#8221; del 1860, prevede l&#8217;istituzione di luoghi di deposito pubblici, dai quali, accertato il valore approssimativo delle merci consegnate, si rilascia un documento simile a un biglietto bancario, ammesso alla circolazione e allo sconto, tanto da render capace l&#8217;Associazione di poter continuare nei suoi lavori e di non essere strozzata dalla necessità  d&#8217;una vendita immediata e a ogni patto&#8221;. La logica é semplice: si immettono sul mercato sia le merci (ed i servizi) che il mezzo congruo per poterle transare, <strong>senza bisogno di acquisire ad usura</strong> questo mezzo monetario, e quindi impedendo alle banche di intromettersi coi loro diktat strampalati nel libero commercio tra i  cittadini.</p>
<p>La proposta di adottare monete locali e/o complementari non attua &#8211; in queste condizioni &#8211; lo scopo più ampio della redistribuzione della ricchezza in senso lato, poiché si tratta di iniziative per forza di cose limitate dal punto di vista dell&#8217;impatto economico. Però svolgono una critica duplice funzione:<br />
fanno riflettere i cittadini sulla reale funzione e natura della moneta.<br />
Permettono di abituare la cittadinanza all&#8217;uso di un nuovo mezzo che potrebbe rivelarsi cruciale, nel caso molto prevedibile, di un abbandono brusco ed immediato del sistema a corso forzoso.<br />
E&#8217; uno strumento su cui reindirizzare la fiducia che la cittadinanza sta ritirando dal sistema economico-politico attuale.</p>
<p>La sua adozione su vasta scala costerebbe poco rispetto alle iniziative al vaglio dei G7. La stimo in circa due miliardi di euro una sua  implementazione su scala europea <strong>nel giro di 6-12 mesi</strong>.<br />
La maggior spesa sarebbe nell&#8217;<strong>informare e istruire la cittadinanza</strong>, quindi nei mezzi di comunicazione di massa. Soluzione molto più sensata ed economica del ricorrere ad un indebitamento pari a 50.000 euro per ogni cittadino europeo <strong>per salvare un sistema corrotto</strong> e già  condannato.</p>
<p>Nell&#8217;improbabile ipotesi che venga scelta questa strada, le autorità  statali potrebbero attivare istituzioni gia esistenti per la gestione dell&#8217;emissione dei biglietti di stato a corso legale: Banca d&#8217;Italia (post rinazionalizzazione), Cassa DD PP, Tesoreria dello Stato, sportelli delle Poste, codice fiscale come identificativo univoco del conto di cittadinanza, sedi distaccate della Banca d&#8217;Italia per la supervisione delle monete regionali, etc.<br />
Strada che va tentata perché di fronte ai <strong>venti di guerra civile</strong> che arrivano dagli Stati Uniti, nessuna precauzione va tralasciata. Sempre che non si voglia trasformare l&#8217;Europa in un enorme campo di concentramento economico, ma anche in questo caso non sarebbe da escludere la moneta locale, così come venne adottata nel campo di concentramento di Theresienstadt.</p>
<p>Marco Saba</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/02/20/banche-allo-stato-potere-alle-elite/">Banche allo Stato, potere alle élite</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Crisi americana, l&#8217;amero sostituirà  il dollaro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 12:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tLHazyiAa1w&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/tLHazyiAa1w&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Col video di oggi non pretendo di depositare la verità , credo tuttavia sia utile sentire la versione dei fatti del giornalista <a href="http://halturnershow.blogspot.com/" target="_blank">Hal Turner</a>, secondo il quale la Cina custodirebbe un&#8217;enormità  di dollari capaci di sprofondare la competitività  economica degli Stati Uniti al pari delle economie africane.<br />
Col risultato che per far fronte alla crisi in atto pare ci sia la reale e imminente intenzione di sostituire il dollaro con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amero" target="_blank">l&#8217;amero</a> da far circolare in Usa, Canada e Messico già  dal 2009.<br />
Secondo Turner il governo Bush ha già  provveduto a trasferire in una grande banca cinese 800 miliardi di amero, provvedimento tampone di un disastro che ricadrà  sulle tasche degli americani e del loro potere d&#8217;acquisto.<br />
Fonte e versione non sono in grado di verificarle meglio, per ora. Ai lettori la facoltà  di confermare o smentire nei commenti (con prove).</p>
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