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	<title>marco imarisio Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Di Pietro qua Di Pietro là </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 22:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[bugie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il caso&#8221; Di Pietro a firma di Marco Imarisio sul Corsera ampiamente analizzato e rivoltato come un calzino in rete, non é l&#8217;unico atto vile alla realtà  dei fatti. Marco Imarisio si é prestato anche in passato a marchette, o se preferite intimidazioni a penna armata, a carico di persone legate alla giustizia. Al tribunale di Milano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eAZPMMbaRXc" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4820" title="VESPA DI PIETRO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/VESPA-DI-PIETRO-300x172.jpg" alt="" width="511" height="215" /></a></p>
<p>&#8220;Il caso&#8221; Di Pietro a firma di <strong>Marco Imarisio</strong> sul Corsera ampiamente analizzato e rivoltato come un calzino in rete, non é l&#8217;unico atto vile alla realtà  dei fatti. Marco Imarisio si é prestato anche in passato a marchette, o se preferite intimidazioni a penna armata, a carico di persone legate alla giustizia. Al tribunale di Milano Imarisio é <a href="http://www.youtube.com/watch?v=r4Pe5NuuYMY" target="_blank">imputato di diffamazione</a> assieme all&#8217;ex direttore del primo quotidiano italiano Paolo Mieli per quello che scrisse sul giudice Spanò.</p>
<p>Non mi ergo a strenuo difensore di Di Pietro, anche se voto da anni il suo partito. Mi limito a elencare una serie di frasi pubblicate dal Corriere nei confronti di Di Pietro che denotano la scelta del quotidiano: <strong>aggregarsi a Libero e il Giornale</strong>. Con la differenza che i due house organ del puttanere, assieme, non passano il 200 mila lettori al giorno. Il Corsera, purtroppo, ne fa oltre mezzo milione.</p>
<p> &#8220;<em>Il moralismo dâ€™accatto di Di Pietro é insopportabile, offensivo e degradante</em>&#8220;. Paolo Bonaiuti portavoce del puttaniere corruttore.</p>
<p>&#8220;<em>Di Pietro ha unâ€™ossessione: processare e giustiziare in piazza Berlusconi&#8221;</em>. Maria Bernini, portavoce vicario del Pdl.</p>
<p>&#8220;<em>Di Pietro fa il moralista ma é stato costretto a scappare dalla magistratura per i gravi pasticci commessi</em>&#8220;. Fabrizio Cicchitto Pdl tessera Loggia P2 nr 2232.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;Idv si struttura per crescere e durare. Scava sotto ai piedi del Partito Democratico.</em>&#8221; Andrea Garibaldi</p>
<p>&#8220;<em>Silvio Berlusconi ha dato mandato ai suoi legali di intentare unâ€™azione civile contro Antonio Di Pietro, per il contenuto denigratorio delle sue dichiarazioni, che ha attaccato il premier per gli accordi con la Libia. Lâ€™avvocato non ha precisato però quali dichiarazioni del leader dellâ€™Idv saranno oggetto dellâ€™azione civile</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Anche Di Pietro, se messo alla stanga, si rivela disciplinato</em>&#8220;. Bruno Tabacci.</p>
<p>Titolone: &#8220;<em>Il caso &#8211; Le motivazioni del Consiglio nazionale degli avvocati &#8220;Da legale diventò accusatore&#8221; Così Di Pietro fu sospeso</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Di Pietro si comporta come un bandito</em>.&#8221; Sandro Bondi Pdl.</p>
<p>&#8221; <em>Di Pietro sputa odio e veleno anche nel giorno in cui lâ€™Italia piange i suoi ragazzi.</em>&#8221; Stefania Craxi Pdl.</p>
<p>&#8220;<em>O Di Pietro mi chiede scusa o non lo inviterò più</em>&#8220;. Bruno Vespa. Risposta di Di Pietro: &#8220;<em>Niente scuse, pretendo di essere invitato a Porta a Porta che é un programma pagato con il canone degli spettatori.</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Micromega scrive: lâ€™Idv si liberi dei faccendieri</em>.&#8221; Michela Fregonara.</p>
<p>&#8220;<em>Il caso &#8211; Pubblicato sulla rivista un servizio che mette in rilievo alcuni aspetti oscuri del partito di Antonio Di Pietro. MicroMega bacchetta lâ€™Italia dei valori campana Formisano si difende. Ruggero: occorre rigore</em>&#8220;. Fabrizio Geremicca<br />
&#8220;<em>De Magistris «scala» il partito di Di Pietro? «Tonino deve reagire»</em>.&#8221;</p>
<p>Sul Lodo Alfano, titolone in prima pagina &#8220;<em>I danni di un conflitto&#8221;</em>: Testo: &#8220;<em>La decisione della Corte costituzionale ha avuto il merito della chiarezza. Forse troppa, perché Silvio Berlusconi potesse incassare un verdetto di illegittimità  del Lodo Alfano senza reagire. I suoi giudizi liquidatori e irrispettosi sulla Consulta «di sinistra » e sul presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tacciato di essere di parte, non hanno nulla di emotivo né di estemporaneo. Il capo del governo ha deciso di contrapporre la propria legittimazione elettorale a quelle istituzioni che, nella sua ottica, lo delegittimano senza avere dietro «il popolo». Si tratta di una sfida al rialzo, figlia di un azzardo calcolato. Il paradosso é che fa diventare il Quirinale il parafulmine del premier e del suo più acerrimo avversario, Antonio Di Pietro.</em>&#8221; Massimo Franco.</p>
<p><em>&#8220;Mio padre voleva incontrare Di Pietro.&#8221; </em>Ciancimino jr<em>.</em></p>
<p><em>&#8220;Niente furberie e sotterfugi: un partito di governo e riformista come il Pd non può inseguire un disegno politico distruttivo e sfasciacarrozze come quello perseguito dallâ€™onorevole Di Pietro&#8221;</em>. Francesco Merlo.</p>
<p>&#8220;<em>Di Pietro campa sullâ€™antiberlusconismo, non ne può fare a meno: ne va della sua esistenza. Occorrerebbe recuperare quella fetta di elettorato che rappresenta, ma a questo punto si pone un problema di alleanza strategica. Con lui, se continua ad usare quei toni é impossibile. Anche se pure Casini ad un certo punto dovrebbe decidersi e scegliere con chiarezza da che parte stare&#8221;. </em>Luigi Bobba.</p>
<p>Sull&#8217;atto vile di Napolitano.&#8221;<em>La parola vilipendio deriva dal latino ed é composta da vilis, vile, e pendere, stimare, cioé considerare vile. Se Di Pietro venisse condannato, per una volta almeno, lâ€™etimologia e lâ€™italiano sarebbero dalla sua parte.</em>&#8221;<br />
Aldo Grasso.</p>
<p>Bella informazione, non c&#8217;é che dire.</p>
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		<title>Corriere, Paolo Mieli imputato di diffamazione a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[cesare geronzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giudice che lavora in una città  incompatibile, Brescia. Più incompatibile di quella in cui avrebbe potuto lavorare, Parma. Un articolo di falsità  pubblicato dal Corriere, valido come pretesto per trasferire da Parma quel giudice che aveva promesso tempestività  se fosse stato eletto presidente della corte giudicante nel processo crac Parmalat. Tra gli imputati in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/12/03/corriere-paolo-mieli-imputato-di-diffamazione-a-milano/">Corriere, Paolo Mieli imputato di diffamazione a Milano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/r4Pe5NuuYMY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/r4Pe5NuuYMY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Un giudice che lavora in una città  incompatibile, Brescia. Più incompatibile di quella in cui avrebbe potuto lavorare, Parma.<br />
Un <a target="_blank" href="http://archiviostorico.corriere.it/2007/dicembre/06/Parmalat_milioni_pagine_studiare_per_co_9_071206134.shtml">articolo di falsità </a> pubblicato dal <strong>Corriere</strong>, valido come pretesto per trasferire da Parma quel giudice che aveva promesso tempestività  se fosse stato eletto presidente della corte giudicante nel processo crac Parmalat.<br />
Tra gli imputati in quel processo c&#8217;é l&#8217;azionista di riferimento del Corriere: <strong>Cesare Geronzi</strong>.<br />
Il giudice torna a Brescia. Il Csm accoglie le tesi del presidente della camera penale del tribunale di Parma, che vede incompatibilità .<br />
Il presidente di quel tribunale, che al contrario era disponibile ad assegnare a quel giudice il processo del più grande scandalo di aggiotaggio europeo di tutti i tempi, viene a sua volta rimosso e trasferito.</p>
<p>Intanto il processo sul crac Parmalat si frammenta in mille rivoli senza quel giudice trasferito che poteva condurlo in un troncone unico. Attualmente ci sono richieste di patteggiamento e processi brevi in vista, che potrebbero trasformarsi in <strong>vie di fuga per gli eventuali truffatori</strong> di tante migliaia di risparmiatori.</p>
<p>Verità  che questo processo, in cui sono imputati per diffamazione a mezzo stampa l&#8217;ex direttore del Corriere <strong>Paolo Mieli</strong> e il suo sottoposto <strong>Marco Imarisio</strong> (autore dell&#8217;articolo galeotto), non potrà  svelare.</p>
<p>Di seguito il testo del servizio.</p>
<p><em>Tribunale di Milano, mi trovo nell&#8217;aula dell&#8217;ottava sezione penale si é svolta l&#8217;udienza dibattimentale del processo a carico dell&#8217;ex direttore del Corriere della sera <strong>Paolo Mieli</strong> e del giornalista <strong>Marco Imarisio</strong>. Entrambi sono imputati di diffamazione aggravata a mezzo stampa su richiesta del Pubblico ministero Dottoressa Vimercati.<br />
Parte offesa é <strong>Roberto Spanò</strong>, giudice penale in esercizio al tribunale di Brescia, che ha citato i due giornalisti in merito ad un articolo sul <strong>crac Parmalat</strong>, apparso sul quotidiano milanese il 6 dicembre del 2007. </em></p>
<p><em>Al centro dell&#8217;analisi di Marco Imarisio il complicato avvio del troncone principale del maxi processo al tribunale di Parma, il più grande scandalo di aggiotaggio e bancarotta fraudolenta da parte di una società  privata che la storia giudiziaria europea ricordi. Al processo Parmalat sono <strong>29 le persone imputate</strong> tutte di associazione a delinquere. Fra di loro il patron di Parmalat Calisto Tanzi e il numero uno di Capitalia <strong>Cesare Geronzi</strong>, azionista di riferimento del Corriere.</em></p>
<p><em>Veniamo ai dettagli e ai contorni di questa vicenda giudiziaria<br />
Il giudice Roberto Spanò si sposa a Brescia con una ragazza che lavora al tribunale come pubblico Ministero. Per il timore di incompatibilità  Spanò chiede di essere trasferito proprio a Parma, sua città  natale.<br />
La richiesta viene accolta. Spanò comincia la sua attività  di giudice applicato a Parma un giorno a settimana, dove a partire dal 2007 presiede il collegio di Eurolat, uno dei filoni del crac Parmalat.<br />
Garantisce che se diverrà  presidente del collegio giudicente del filone principale del Crac Parmalat arriverà  a sentenza entro un anno e mezzo. </em></p>
<p><em>Il presidente del tribubale <strong>Stellario Bruno</strong>, nel dichiarato intento &#8211; come ha riferito in aula in qualità  di testimone &#8211; di rendere giustizia a mialiaia di piccoli risparmiatori truffati, accoglie la disponibilità  di Spanò e invia gli atti al Csm per la pronuncia. </em></p>
<p><em>Nel frattempo, é il 7 dicembre del 2007, esce l&#8217;articolo galeotto sul Corriere a firma di Marco Imarisio, nel quale il giornalista scrive che Roberto Spanò é inccompatibile al tribunale di Parma perché nello stesso edificio opererebbero il <strong>fratello Giuseppe</strong> e il papà  <strong>Aristide Spanò</strong> in qualità  di avvocati difensori di alcuni imputati nel processo.<br />
La notizia é falsa perché Giuseppe e Aristide Spanò sono sì avvocati, ma civilisti, e non penalisti come richiesto nel processo Parmalat, ma soprattutto non difendono nessuno degli imputati. Ultimo particolare, Roberto Spanò non ha rapporti coi familiari da molti anni.</em></p>
<p><em>Ma intanto la bufala del Corriere innesca i suoi effetti.<br />
Il presidente della camera penale del tribunale di Parma, <strong>Antonino Tùccari</strong>, chiede un nuovo trasferimento di Spanò a Brescia per incompatibilità , dove opera la Pm che nel frattempo é diventata sua moglie.<br />
Contemporaneamente é lo stesso Spanò che chiede revoca del mandato al tribunale di Parma. Ma ci rimarrà  in qualità  di Gup fino ad aprile del 2008, per concludere il <strong>filone Eurolat</strong>.</em></p>
<p><em>Il plenum del Csm accoglie la richiesta di incompatibilità  a Parma senza battere ciglio sull&#8217;incompatibilità  a Brescia.<br />
Roberto Spanò torna nella città  lombarda e non diventerà  mai presidente del collegio giudicante del maxi processo Parmalat, che, anzi, nel frattempo si spezza in filoni ancora più numerosi</em></p>
<p><em>In aula qui a Milano, davanti al giiudice monocratico Paola Pendino sono sfilati diversi teste, a cominciare dall&#8217;ormai ex presidente del tribunale di Parma Stellario Bruno, ma anche<br />
Giuseppe Spanò, che ha confermato la sua attività  di civilista e nessun rapporto diretto col fratello giudice penalista Roberto. In aula non si sono parlati, tantomeno salutati.</em></p>
<p><em>Presente anche la presidente della commissione trasferimenti del Csm <strong>Fiorella Pilato</strong>, il già  nominato presidente della camera penale del tribunale parmense Antonino Tùccari, che ha parlato di criticità  del ruolo di Spanò dopo aver ricevuto ragione del dubbio dal presidente dei gip e dei gup di Parma <strong>Rogato</strong> durante una consultazione. Tùccari ha anche negato contatti successivi al 2004 con l&#8217;imputato Marco Imarisio.</em></p>
<p><em>L&#8217;udienza si é conclusa nel tardo pomeriggio con le audizioni di <strong>Celestina Tinelli e Cosimo Ferri</strong>, entrambi consiglieri del Csm e rimandata al primo marzo 2010, giornata in cui saranno attesi altri teste. </em></p>
<p><em>Qualunque sarà  l&#8217;esito di questo processo per diffamazione, rimane da capire il motivo che hanno indotto Imarisio a scrivere quelle bugie sul Corriere che hanno provocato l&#8217;allontanamento di Roberto Spanò dal maxi processo Parmalat.<br />
Ma soprattutto rimane per ora un mistero la decisione del Csm, che ha ritenuto incompatibile Spanò a Parma nonostante fratello e papà  siano avvocati civilisti che nulla hanno a che vedere col processo Parmalat, tantomeno con Roberto, e nulla abbia avuto da dire sulla sua incompatibilità  più verosimile a Brescia, dove nello stesso tribunale lavora la moglie di Spanò in qualità  di Pm.<br />
Misteri che questo processo, probabilmente, non chiarirà  mai.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/12/03/corriere-paolo-mieli-imputato-di-diffamazione-a-milano/">Corriere, Paolo Mieli imputato di diffamazione a Milano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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