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	<title>gianni letta Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>L&#8217;Italia in balìa di un plurimputato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 13:30:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi, il re nudo al comando La squadra ad personam scelta da Silvio Berlusconi é pronta a governare per i prossimi 5 anni. Debutta il porcellum Roberto Calderoli in veste di Ministro della semplificazione: taglierà  quel poco di buone leggi rimaste per sostituirle ad personam. Incredibile ma vero é scomparso il Ministero delle telecomunicazioni! [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-272" title="berlusconi-senza-veli.jpg" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/12/berlusconi-senza-veli.jpg" alt="" width="207" height="300" /><br />
<strong>Silvio Berlusconi, il re nudo al comando</strong></p>
<p>La squadra ad personam scelta da Silvio Berlusconi é pronta a governare per i prossimi 5 anni.<br />
Debutta il porcellum <strong>Roberto Calderoli</strong> in veste di Ministro della semplificazione: taglierà  quel poco di buone leggi rimaste per sostituirle ad personam.<br />
Incredibile ma vero <strong>é scomparso il Ministero delle telecomunicazioni</strong>! Gentiloni non avrà  posteri se non nel plurimputato presidente del consiglio dei ministri che metterà  mano direttamente sulle leggi che regolano frequenze radio e tv.</p>
<p>Con sole 4 donne ministro le quote rosa sono al minimo sindacale, un po&#8217; come le â€œquote grigieâ€. Ovvio che al Mafionano non servono persone capaci, incisive e intelligenti, ma servono soltanto sguatteri in giacca e cravatta che eseguano ciò che lui vorrà . Questa ciurma é una minestra riscaldata che bollirà  presto con gli italiani, destinati dalla pentola alla <strong>brace</strong>. Poco o nulla nomi nuovi e soprattutto un carrozzone di 21 ministri invece che dei 12 promessi (anche se molti senza portafoglio).</p>
<p>A Palazzo Chigi arriva <strong>Gianni Letta</strong>, amico ed ex manager nella Fininvest dell&#8217;imminente presidente del consiglio, un promettente buon cagnolino per tutte le battaglie contro la legalità . Gianni Letta ammise ad Antonio Di Pietro di aver versato 70 milioni di lire nel 1988 ad Antonio Cariglia, ex leader del PSDI che voleva visibilità  sulle reti berlusconiane, peccato che il  finanziamento ai partiti era stato amnistiato fino al 1989.<br />
Già  2 volte sottosegretario alla presidenza del consiglio e anima della Bicamerale, il mafionano candidò Letta addirittura presidente della repubblica, padrino del â€œPatto della crostataâ€ miccia della nascita della Casa circondariale della Libertà .<br />
Letta non fece una grinza nemmeno quando si fece spacciare per statista alle orazioni dei funerali di Nicola Calipari, ucciso dagli alleati capeggiati dall&#8217;afffarista Bush e dal disonorevole Mafionano per quanto riguarda l&#8217;Italia, Letta soltanto pochi giorni fa incontrava il nipote pidino Enrico per discutere di Alitalia.</p>
<p>All&#8217;Interno arriva il condannato <strong>Roberto Maroni</strong>, il capostipite del lavoro flessibile che non ha sposato visto che sta salendo al governo per la terza volta. Di Maroni va ricordata la complicità  vera o presunta sulla soppressione della scorta al suo consulente Marco Biagi, l&#8217;economista ucciso da un commando di terroristi a Bologna nel 2002 per il quale Maroni incolpò Claudio Scajola.</p>
<p>Già , Scajola, quello dei macelli al G8 che definì Marco Biagi â€œrompicoglioniâ€ e Prodi â€œgolpistaâ€ per aver vinto le elezioni del 2006. Diventa ministro della programmazione economica.</p>
<p>Agli affari regionali non poteva essere più azzeccato <strong>Raffaele Fitto</strong>, indagato per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti dalla Procura di Bari che nel 2006 chiese alla Camera gli arresti domiciliari. Da governatore della Puglia Fitto diede in gestione 11 case di cura a Giampaolo Angelucci in cambio di una tangente da 495.000 euro alla sua lista candidata alle regionali che premiarono Nicki Vendola. Nell&#8217;inchiesta in cui risulta indagato anche Francesco Storace Fitto ha fatto in tempo a barricarsi in Parlamento, che dopo la sua elezione ha respinto l&#8217;autorizzazione a procedere. Il 22 dicembre 2007 la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di Fitto e di Angelucci, accusati di concorso in corruzione e illecito finanziamento ai partiti. Le accuse per Fitto riguardano anche i reati di falso e peculato. L&#8217;appalto sanitario aveva un valore di 198 milioni di euro.</p>
<p><strong>Luca Zaia</strong>, leghista neoministro alle politiche agricole é planato in Parlemento salvandosi dall&#8217;inchiesta avviata dalla Procura di Venezia, che sta facendo luce su almeno 130 mila euro spesi non si sa bene come dalla regione Veneto (di cui Zaia era il numero 2) per portare il concorso di Miss Italia a Jesolo.</p>
<p>Tra un Bondi, un Bossi e un Elio Vito ricordo che il nuovo ministro delle infrastrutture, <strong>Altero Matteoli</strong>, é incompatibile in quanto sindaco di Orbetello (GR) comune con ben oltre 10.000 abitanti. Per Matteoli farla franca ed essere innocenti é la stessa cosa pur di difendere il Mafionano. Un po&#8217; come per il suo collega <strong>Maurizio Sacconi</strong> finito al Welfare.<br />
Un&#8217;ultima chicca che riguarda il neo ministro alla giustizia <strong>Angiolino Alfano</strong>: nessun collegamento con Sonia per carità , la scelta del responsabile del partito berlusconiano in Sicilia potrebbe non essere stata casuale. Forse serve a confondere le idee a quella povera metà  d&#8217;Italia in possesso di sola licenza media che non sa distinguere un paraculato di partito di nome Angiolino da un eroe giornalista di nome Beppe.<br />
Dettagli di questo folle inizio dalla banda. Si salvi chi può.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wFmtGya4r_4&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wFmtGya4r_4&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object> </p>
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		<title>Politici dipendenti nababbi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 11:39:24 +0000</pubDate>
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<p>Tra stipendi, pensioni, rimborsi, aumenti, assegni integrativi e altre voci, il governo costa alle tasche di noi italiani 2 milioni di euro al mese.<br />
Facendo i conti in tasca agli oltre 100 dipendenti tra ministri e sottosegretari scopro da una fonte autorevole come quella dellâ€™Espresso le seguenti cifre:</p>
<p>Romano Prodi guadagna più di tutti: 26.850 euro al mese di cui 11.703 da deputato, 4.208 per lâ€™incarico di premier, 840 di assegno integrativo e 10.041 fra diarie e rimborsi esentasse.</p>
<p>Seguono nellâ€™ordine i ministri Giulio Santagata, Barbara Pollastrini, Emma Bonino, Vannino Chiti, Rosy Bindi, Giuliano Amato, Pierluigi Bersani, Cesare Damiano, Fabio Mussi, Arturo Parisi, Paolo De Castro, Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Di Pietro, con 25.000 e rotti euro mensili, cui si aggiungono i sottosegretari agli esteri Famiano Crucianelli e ai beni culturali Elena Montecchi.</p>
<p>Con oltre 24.000 euro si assestano i ministri Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri, Giuseppe Fioroni, Francesco Rutelli, Paolo Gentiloni, Massimo Dâ€™Alema (24.922), il suo vice Ugo Intini, il viceministro dellâ€™interno Marco Minniti, quello alle infrastrutture Angelo Capodicasa, lâ€™omologo allâ€™economia Roberto Pinza (24.922), i sottosegretari Enrico Letta, lâ€™imbavagliatore dei blog Franco Ricardo Levi che si cucca 24.745 euro al mese, seguono Sergio Dâ€™Antoni, Giovanni Lorenzo Forcieri, Stefano Boco, Giovanni Mongiello e Cesare De Piccoli.</p>
<p>Seguono con cifre che oltrepassano i 22.000 euro una sfilza di sottosegretari tra cui Beatrice Magnolfi, Mauro Agostini, Elidio De Paoli, Franco Danieli, Alfonso Gianni, Nando Dalla Chiesa, la ministra Livia Turco e quello dellâ€™ingiustizia mafiosa Clemente Mastella con 22.934 senza contare gli introiti del Campanile, il quotidiano della sua setta dellâ€™Udeur dal quale guadagna altri 4.000 euro mensili, su cui addebita le scarrozzate in giro per il mondo sue e dei suoi familiari, a cominciare dal figlio Pellegrino che ci fa pagare 4.000 euro al mese di sola benzina per la sua Porsche Cayenne.</p>
<p>Nel club dei 20 &#8211; 21.000 e rotti euro mensili ci sono i sottosegretari Giampaolo Dâ€™Andrea, Enrico Micheli, Chiara Acciarini, Luigi Manconi e Mario Lettieri, Antonio Montagnino e Gianni Piatti.</p>
<p>Chiudiamo la parata con i â€œpoverelliâ€ fermi a cifre oscillanti fra i 15 e i 20.000 euro al mese che si cuccano i ministri Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi, il viceministro Vincenzo Visco, i sottosegretari Fabio Gobbo, Pietro Colonnella, Piero Scanu, Donatella Linguiti, Milos Budin, Paolo Naccarato, Giovanni Lolli, Patrizia Sentinelli, Donato Di Santo, Gianni Vernetti, Bobo Craxi, Marcella Lucidi, Ettore Rosato, Alessandro Pajno, Franco Bonato, Daniela Melchiorre, Luigi Scotti, Luigi Li Gotti, Massimo Tononi, Antonangelo Casula, Nicola Sartor, Filippo Bubbico, Marco Stradiotto, Rosa Rinaldi, Luciano Modica, Maria Letizia De Torre, Mariangela Bastico, Gaetano Pascarella, Franca Donaggio, Cristina De Luca, Emidio Casula, Marco Verzaschi, Guido Tampieri, Bruno Dettori, Laura Marchetti, Luigi Meduri, Tommaso Casillo, Andrea Annunziata, Raffaele Gentile, Serafino Zucchelli, Antonio Gaglione, Giampaolo Patta, Andrea Marcucci, Danielle Mazzonis, Luigi Vimercati, Giorgio Calò.</p>
<p>Senza contare la politica locale&#8230;</p>
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