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	<title>foggia Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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		<title>A Foggia la Lega della mafia. Zitti i grillini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 04:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aumentano &#8211; ma ancora non bastano &#8211; i casi di imprenditori che denunciano e fanno arrestare i politici che pretendono tangenti per gli appalti. A Foggia il leader di una società che aspirava all&#8217;appalto per l&#8217;illuminazione pubblica del valore di 53 milioni, non si è piegato alle richieste di soldi da parte del sindaco leghista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano &#8211; ma ancora non bastano &#8211; i casi di imprenditori che denunciano e fanno arrestare i politici che pretendono tangenti per gli appalti. A Foggia il leader di una società che aspirava all&#8217;appalto per l&#8217;illuminazione pubblica del valore di 53 milioni, non si è piegato alle richieste di soldi da parte del sindaco leghista Franco Landella. Prima un milione, poi 500 mila e infine 300 mila euro che in parte girava ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza. </p>
<p>Se si fosse trattato di un sindaco 5 stelle sarebbe stato il finimondo su tivù e giornali. Trattandosi di un sindaco della Lega caro a Salvini, la notizia dell&#8217;arresto trova spazio a malapena tra le pubblicità a pagina 20, appena prima del calcio.</p>
<p>Eppure a Foggia non è stato arrestato solo Landella per corruzione. In manette sono finiti sua moglie Daniela Di Donna, i consiglieri comunali Antonio Capotosto, Dario Iacovangelo (ai domiciliari) e il presidente del Consiglio Comunale Leonardo Iaccarino. Quest&#8217;ultimo diventato un fiume in piena rivela ai giudici che «Il sindaco si avvicina verso la Hyundai, entra in macchina e con una mossa veloce, felina posiziona dietro il mio sedile di guida una busta rossa, quelle delle profumerie e mi dice: “Leo, questo è il profumo per tua moglie”. Il profumo non l’ho mai sentito perché non era un vero profumo, si trattava di 2.000 euro». </p>
<p>E&#8217; ancora Iaccarino a mettere a verbale che era corrotto l’intero Consiglio comunale di Foggia. «Il sindaco ha riscosso una maxi tangente dallo stesso imprenditore e che poi ha distribuito la somma di 5.000 euro a ciascuno dei 20 consiglieri comunali che hanno votato per un totale di 100.000 euro […]. Si chiamava la “mancina”.<br />
L&#8217;imprenditore in oggetto era Paolo Tonti, finito ai domiciliari.</p>
<p>Mentre si profila lo scioglimento del Comune a guida leghista per infiltrazioni mafiose, va ribadito il plauso per quell&#8217;imprenditore (di cui ancora non si sa il nome), che a Foggia ha «comunque rifiutato» le pretese di Landella pronto «a fare andare tutto a puttane», qualora non avesse pagato. </p>
<p>Intanto non c&#8217;è traccia di grillini in tivù che si straccino le vesti per dare il massimo risalto alla vicenda che riguarda la Lega, così osannata e coccolata dai media generalisti. Dopo le connivenze con la malavita di Latina con il caso Durigon, anche a Foggia siamo di fronte alla dimostrazione che la Lega ha imbarcato una classe dirigente avvezza a metodi di mafia e corruzione che una volta era appannaggio di Forza Italia. Ci sono le intercettazioni agli atti che inchiodano i protagonisti difficili da smentire al processo. Processo che darà il suo verdetto, ma che prescinde dalla condotta di questi &#8220;leghisti&#8221;, incompatibile con la vita istituzionale e che richiede una forte denuncia pubblica per stanare il partito di Salvini dedito alle chiacchiere e ai papocchi con i territori. </p>
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		<title>Lello Di Gioia, il socialista nel giro criminale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 00:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[connivenza]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[lello di gioia]]></category>
		<category><![CDATA[partito socialista]]></category>
		<category><![CDATA[rapina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi vergogno. Oggi non ho avuto nemmeno il coraggio di presentarmi in aula a Montecitorio». Così il foggiano Lello Di Gioia, deputato socialista del gruppo misto eletto col Pd nel collegio della Sardegna. Secondo un’informativa della polizia, Di Gioia mediava la restituzione di parte della refurtiva con la banda del caveau, protagonista nel 2012 di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/03/13/lello-di-gioia-il-socialista-nel-giro-criminale/">Lello Di Gioia, il socialista nel giro criminale</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/lello-di-gioia-socialista.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13530" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/lello-di-gioia-socialista-490x117.jpg" alt="lello di gioia socialista" width="490" height="117" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/lello-di-gioia-socialista-490x117.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/lello-di-gioia-socialista.jpg 960w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>«<em>Mi vergogno. Oggi non ho avuto nemmeno il coraggio di presentarmi in aula a Montecitorio</em>». Così il foggiano <strong>Lello Di Gioia</strong>, deputato socialista del gruppo misto eletto col Pd nel collegio della Sardegna. Secondo un’informativa della polizia, Di Gioia mediava la restituzione di parte della refurtiva con la banda del caveau, protagonista nel 2012 di una rapina al Banco di Napoli a Foggia che fruttò 15 milioni di euro. Tra i 14 arrestati, anche <strong>Gennaro Rendine</strong>, membro del direttivo provinciale del partito socialista, compagno di Di Gioia, nativo di San Marco La Catola, 112 mila euro di reddito dichiarato, che ha ricevuto nella sua casa per due volte <strong>Olinto Bonalumi</strong>, detto Arsenio Lupin, regista della rapina. Di Gioia nega, nega come Goebbels nonostante le prove documentate. La sua vergogna è certamente un sentimento nobile, ma non abbastanza da consigliargli le immediate dimissioni da parlamentare. Infatti, Lello Di Gioia non si dimette. Spera che le cronache poco onorevoli che lo hanno travolto, lo dimentichino in fretta per poter tornare a fare l&#8217;anonimo onorevole foriero di proposte lungimiranti: come quella di creare la sua personale provincia Ufita-Baronia-Calore-Alta Irpinia. L&#8217;Ufita «<em>trattasi di un fiume lungo chilometri 49 che, nato dal monte Formicolo, affluisce nel fiume Calore Irpino che scorre fra l&#8217;Irpinia e il Sannio&#8230;</em>». Ecco. Di Gioia è uno di quei socialisti di nostalgica memoria craxiana, che del cinghialone ha conservato la stima e la faccia di culo. Da Rino Formica ha ereditato la politica &#8220;<em>sangue e merda</em>&#8220;. Di Gioia è tra quelli che pur di salvare la poltrona a Vincenzo De Luca, vincitore delle primarie del Pd in Campania, è pronto a trattare in commissione affari costituzionali col berlusconiano Sisto per cambiare la legge Severino ed esonerare dalla decadenza i condannati per abuso d&#8217;ufficio. Perché per Di Gioia &#8220;<em>Da una sentenza di primo grado non possono discendere conseguenze così gravi</em>”. Dice proprio così. Senza vergogna. Da presidente della commissione di controllo sugli enti di previdenza e assistenza sociale e componente della commissione bilancio, tesoro e programmazione, Di Gioia ha redatto un emendamento alla legge di Stabilità che doveva dirottare al ministero del Tesoro 14 miliardi di euro della Cassa elettrica, organismo autonomo che sostiene il settore dell&#8217;energia. Emendamento ovviamente a sua insaputa, come tenne a precisare. E come Lello Di Gioia tiene a precisare oggi, da infiltrato di una banda di criminali che rapinano milioni di risparmi. Nessuna segnalazione alla giustizia ordinaria. Nessuna denuncia. Lui ha preferito trattare con i rapinatori direttamente il riscatto per conto di un suo amico, uno dei derubati. Uno degli attori del &#8220;giro criminale&#8221;. Così, senza vergogna mentre dice di avere vergogna. Soltanto un socialista può tanto.</p>
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