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	<title>firme false Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Firme false a 5 stelle, la Legge non ammette ignoranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2016 05:31:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siccome la legge non ammette ignoranza, non si spiega perché il blog di GrIllo accampi difese derivanti da &#8220;ignoranza&#8220;, il caso delle presunte firme false sul documento di un candidato per il quale era stata sbagliata la data di nascita a Palermo. Non ci possono essere ragioni plausibili per falsare una firma. Non si fa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/10/12/firme-false-a-5-stelle-la-legge-non-ammette-ignoranza/">Firme false a 5 stelle, la Legge non ammette ignoranza</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/10/claudia-mannino.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-14597" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/10/claudia-mannino-490x249.jpg" alt="?" width="490" height="249" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/10/claudia-mannino-490x249.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/10/claudia-mannino-768x391.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/10/claudia-mannino.jpg 939w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Siccome la legge non ammette ignoranza, non si spiega perché il blog di GrIllo <a href="http://www.beppegrillo.it/2016/10/firme_false_a_palermo_il_movimento_5_stelle_e_parte_lesa.html" target="_blank">accampi difese</a> derivanti da &#8220;<em>ignoranza</em>&#8220;, il caso delle presunte firme false sul documento di un candidato per il quale era stata sbagliata la data di nascita a Palermo. Non ci possono essere ragioni plausibili per falsare una firma. Non si fa nemmeno sul diario di scuola. Come si fa a giustificare l&#8217;ingiustificabile? Sempre questa logica della &#8220;parte lesa&#8221;, come se a ledere il Movimento non fossero altro che certi grillini. Eppure, nessun 5 stelle osa alzare la voce o chiedere conto di questo papocchio per il quale indaga la procura di Palermo, di prendere provvedimenti di sospensione cautelativa nei confronti della deputata 5 stelle <strong>Claudia Mannino</strong>, citata come presunta autrice assieme alla collaboratrice Ars <strong>Samantha Busalacchi</strong> degli autografi &#8220;di riparazione&#8221; per interposta persona.</p>
<p>E sì che i 5 stelle non hanno mai perso tempo quando si trattava di chiedere conto ai partiti di destra e di sinistra per le firme false! In Piemonte il consigliere Davide Bono voleva le dimissioni del governatore leghista Roberto Cota, benché l&#8217;inchiesta delle firme false riguardasse la Lista Pensionati del clan Giovine che appoggiava Cota, assolto giusto pochi giorni fa. Anche il consiglere Giorgio Bertola bacchettava il Pd a proposito degli autenticatori delle firme del Pd a sostegno di Piero Chiamparino. Ricordava che «<em>esiste una responsabilità politica che coinvolge i vertici del Partito democratico, politici navigati che non dovrebbero commettere errori e leggerezze sempre che queste lo siano, ma anche Sergio Chiamparino che non è senza macchia come vorrebbe apparire. È a pieno titolo corresponsabile dello scandalo</em>». Il riferimento era alla Lista Monviso di Tina Pepe a sostegno dell&#8217;ex presidente Pd, poi assolto dal Consiglio di Stato e nonostante tuttora ci siano 8 consiglieri sotto processo per i quali i 5 stelle si sono appellati al Tar per le loro dimissioni. Nonostante il Pd Davide Gariglio in aula abbia dato degli imbecilli ai piddini che avevano sottovalutato la procedura di raccolta firme, i 5 stelle non hanno sentito ragioni: «<em>E&#8217; andata in scena la consueta autoassoluzione del Pd, in cui i democratici recitano due parti in commedia: giudice e imputato. E il finale lo scrivono a loro uso e consumo</em>».</p>
<p>Com&#8217;è che invece per quello che accade ai 5 stelle oggi in Sicilia, nessun grillino osa chiedere conto pubblicamente alla Busalacchi e soprattutto alla Mannino? Che, anzi, annuncia querele preventive nonostante le evidenze mostrate nel servizio de Le Iene in tivù su questa vicenda. Anche il candidato senza primarie Max Bugani aveva annunciato querele preventive nei confronti dei militanti 5 stelle di Monzuno (Bologna), che avevano denunciato ai carabinieri di Vergato irregolarità sulla raccolta firme da parte dei colleghi bolognesi, alcune vergate fuori territorio, e altre senza autenticatori. La patata bollente riguardava la ricandidatura di Andrea DeFranceschi, che per Bugani era una spina nel fianco. Anche allora la vicenda era rimasta chiusa nelle faide locali e nelle pagine degli odiati giornali. Nessuno smartphone a 5 stelle che avesse immortalato le faide con sereno senso della trasparenza. Men che meno in Sicilia, dove per le comunarie palermitane si rischia di ri-esporre Luigi Di Maio in veste di responsabile degli Enti Locali tra &#8220;<em>i vertici da coinvolgere</em>&#8220;, invece del tutto impegnato a ricercare verginità in tivù in prima serata. E&#8217; vero che la raccolta firme in questione riguarda il 2012, quando Di Maio non sapeva ancora leggere le mail, e anzi non era ancora nato (politicamente). Accampare sul blog l&#8217;ignoranza come strenua e improponibile difesa d&#8217;ufficio, pare appellarsi al peggior pregio dell&#8217;esercito di grillini &#8220;migranti&#8221; dell&#8217;ultim&#8217;ora. Che tristezza.</p>
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		<title>Giovine Lega padrona&#8230; e un po&#8217; terrona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 11:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[firme false]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[roberto cota]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i giudici padani di Torino 17 firme sulle 19 totali presentate per la lista &#8220;Pensionati per Cota&#8221; sono false. Il consigliere regionale Michele Giovine, eletto con 27.000 preferenze decisive per la vittoria dell&#8217;attuale governatore padano, s&#8217;é preso 2 anni e 8 mesi di condanna, 2 mesi in più di papà  Carlo. Nella loro lista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per i giudici padani di Torino 17 firme sulle 19 totali presentate per la lista &#8220;<em>Pensionati per Cota</em>&#8221; <strong>sono false</strong>. Il consigliere regionale <strong>Michele Giovine</strong>, eletto con 27.000 preferenze decisive per la vittoria dell&#8217;attuale governatore padano, s&#8217;é preso <strong>2 anni e 8 mesi</strong> di condanna, 2 mesi in più di <strong>papà  Carlo</strong>. Nella loro lista dei &#8220;<em>Pensionati e invalidi</em>&#8221; avevano inserito nomi di ultranovantenni di fuori regione e utilizzato alcuni familiari sotto falso nome come propri candidati. O se preferite, nomi invalidi. Dunque, il clan padano dei Giovine dovrà  risarcire con <strong>70.000 euro</strong> l&#8217;ex governatrice piemontese Mercedes Bresso, i rappresentanti della sua lista, i Verdi padani, i Radicali padani e Luigina Polacco (dal cognome più nordico dei padani). La rimanenza del danno civile la quantificherà  un altro giudice padano di Torino. Dunque, se i voti dei Pensionati sono farlocchi come quelli lombardi della Lista Formigoni, il padano Cota é in minoranza. E il Piemonte deve tornare alle urne.</p>
<p>Sempre per i giudici padani di Torino l&#8217;europarlamentare leghista padano <strong>Giovanni Robusti</strong> era membro di un&#8217;associazione a delinquere che &#8220;<em>faceva sparire ai danni della collettività  &#8211; </em>padana<em> &#8211; ettolitri di latte per una <strong>truffa di 200 milioni</strong> di euro grazie al ruolo di copertura della banca padana Credieuronord</em>&#8220;. Sì, la banca salvata dal fallimento per intercessione del terù <strong>Antonio Fazio</strong>, l&#8217;ex governatore di Bankitalia di Roma ladrona. E pensare che Cota in dicembre aveva rinunciato a costituirsi parte civile nel processo &#8220;<em>almeno fin quando é dimostrato che sono colpevoli</em>&#8220;. Chissà  se in vista del processo d&#8217;appello ci ripenserà  per il bene dei padani che hanno firmato legalmente il sostegno di liste non padane. Sia mai che qualcuno gridi ai &#8220;<em>Truffatori a casa nostra</em>&#8221; dopo il famoso manifesto con la faccia di Bossi che scandiva serafico &#8220;<em>Anche io sono socio fondatore di Credinord</em>&#8220;, la banca che seppelliva le multe delle cooperative padane fondate proprio da Robusti, il leader dei Cobas Piemonte.</p>
<p>Per i giudici terù di Napoli, invece, il capo della squadra mobile partenopea <strong>Vittorio Pisani</strong> (il cognome che pare etrusco, per la Lega rimane terù) soffiava le indagini del suo stesso ufficio ai piquattristi sotto inchiesta, che intanto avevano il tempo di far sparire beni all&#8217;estero lontano pure dalla Padania. E <strong>depistare</strong>. Lo dice il terù pentito <strong>Salvatore Lo Russo</strong> al gip &#8211; terù pure lui &#8211; che ha firmato il provvedimento di divieto di dimora a Napoli con l&#8217;accusa di favoreggiamento e rivelazione di segreto d&#8217;ufficio a carico del superpoliziotto amico del terù <strong>Marco Iorio</strong>, imprenditore legato al clan terù dei <strong>Lo Russo</strong>. Il ministro padano <strong>Maroni</strong> ha subito espresso <strong>stima e fiducia</strong> al terù Pisano. E&#8217; ormai divenuta abitudine padana esprimere solidarietà , stima e &#8220;personale fiducia&#8221; a indagati, rinviati a giudizio e pure a condannati come il generale <strong>Bruno Ganzer</strong>, il capo dei Ros che si é preso a 14 anni di galera per traffico internazionale di droga, <strong>rimasto a ruolo</strong>.</p>
<p>Dunque Maroni non avrà  problemi ad esprimere fiducia e stima pure a quei giudici terù del <strong>Tar Lazio</strong>, che proprio oggi hanno deciso che il terù <strong>Gaspare Spatuzza</strong> dev&#8217;essere ammesso al programma di protezione nonostante il suo parere contrario. Sì, quello che scioglieva i bimbi nell&#8217;acido che cita i Graviano Dell&#8217;Utri e Berlusconi. Compagno di merende da un ventennio dei leghisti, che ora gli rubano un po&#8217; il mestiere con i raggiri e le triangolazioni come hanno spiegato i magistrati padani che hanno condannato il padano Robusti. Una furbata suddivisa in 3 registrazioni: la prima estingueva il debito nei confronti del fornitore del latte facendo sorgere contemporaneamente un debito per la multa. La seconda registrava un bonifico dalla banca dalle cooperative alla Credieuronord e la terza registrazione avveniva quando i soldi della Credieuronord tornavano agli allevatori in pochi giorni. Insomma, mentre i leghisti si riscoprono &#8220;<em>terroni a casa nostra</em>&#8221; grazie anche all&#8217;assessora Ferrero della giunta Cota, pizzicata dai giudici padani pappa e ciccia con &#8216;ndranghetisti operanti nella Padania piemontese, possono star tranquilli del vuoto dedicato ai loro argomenti sulle prime pagine di oggi. Il Palliere ha privilegiato Galli della Loggia ammiratore del pregiudicato piquattrista <strong>Luigi Bisignani</strong> che &#8220;<em>non é la patologia, ma la normalità  del potere italiano</em>&#8221; assieme al &#8220;<em>ritorno in amore</em>&#8221; di Maria Sharapova. Nessuna traccia delle chicche leghiste nemmeno sulla prima di Repubblica. Delle banane padane.</p>
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<strong>Torino, la condanna del consigliere piemontese Giovine</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/07/01/giovine-lega-padrona-e-terrona/">Giovine Lega padrona&#8230; e un po&#8217; terrona</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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