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	<title>eugenio cefis Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Pasolini, Mattei, De Mauro: vittime del petrolio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 22:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio cefis]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pierpaolo Pasolini, Enrico Mattei, Mauro De Mauro: 3 morti sospette, 3 possibili delitti rimasti impuniti, e in parte senza colpevoli. Il volume &#8220;Profondo nero&#8221; edito da Chiarelettere ne traccia un&#8217;unica pista: il petrolio. Il volume é stato depositato agli atti per una nuova inchiesta nel tentativo di identificare i veri assassini di Pasolini, a 34 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PVTP0yK7Nyo&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/PVTP0yK7Nyo&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Pierpaolo Pasolini, Enrico Mattei, Mauro De Mauro: 3 morti sospette, 3 possibili delitti rimasti impuniti, e in parte senza colpevoli. Il volume &#8220;Profondo nero&#8221; edito da Chiarelettere ne traccia un&#8217;unica pista: il petrolio.<br />
Il volume é stato depositato agli atti per una nuova inchiesta nel tentativo di identificare i veri assassini di Pasolini, a 34 anni dalla morte, per il quale ha pagato col carcere soltanto Pino Pelosi, forse da innocente.<br />
La video intervista l&#8217;ho realizzata a Giuseppe Lo Bianco, a Marsala, che con Sandra Rizza ha firmato &#8220;Profondo nero&#8221;. </p>
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		<title>Berlusconi, prodotto di Cefis e Gelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 15:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio cefis]]></category>
		<category><![CDATA[licio gelli]]></category>
		<category><![CDATA[loggia p2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forza Italia é la P2 evoluta. E&#8217; il partito del golpe bianco che ha vinto il consenso politico dell&#8217;Italia grazie alla manipolazione e al controllo degli organi di informazione. Forza Italia é il partito dopato dalle &#8220;bombe&#8221; che hanno eliminato anticorpi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Berlusconi ha eseguito il sogno di Eugenio Cefis, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/J67GquF8ezE&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/J67GquF8ezE&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Forza Italia é la P2 evoluta. E&#8217; il partito del <strong>golpe bianco</strong> che ha vinto il consenso politico dell&#8217;Italia grazie alla manipolazione e al controllo degli organi di informazione.<br />
Forza Italia é il partito dopato dalle &#8220;<strong>bombe</strong>&#8221; che hanno eliminato anticorpi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.</p>
<p>Berlusconi ha eseguito il sogno di <strong>Eugenio Cefis</strong>, numero uno di Eni e Montedison degli anni &#8217;60 nell&#8217;era post Mattei, secondo il Sismi il <strong>fondatore della Loggia P2</strong>, il primo a capire che per godere incontrastati del consenso nazionale non era necessario spargere sangue come fece fare per il suo predecessore <strong>Enrico Mattei</strong> nel 1962. Non era necessario andare a segno col &#8220;Piano Solo&#8221; progettato dai Carabinieri nel 1964. Non era necessario attuare il &#8220;golpe borghese&#8221; come si tentò di fare con la regia di Licio Gelli nell&#8217;inverno del 1970.<br />
Bastava, appunto, <strong>conquistare</strong> &#8220;democraticamente&#8221; <strong>il controllo dei giornali</strong>.</p>
<p>Eugenio Cefis non riuscì a mettere le mani sul Corriere della sera di <strong>Piero Ottone</strong>, il &#8220;sinistroide&#8221; che dava spazio in prima pagina agli editoriali del &#8220;frocio comunista&#8221; <strong>Pierpaolo Pasolini</strong>. Pestato a morte da un commando composto dai fratelli <strong>Franco e Giuseppe Borsellino</strong>, fascisti militanti della sezione Msi del Tiburtino, come ha rivelato nel settembre scorso l&#8217;ex giovinetto marchettaro <strong>Pino Pelosi</strong>, l&#8217;unico ad aver pagato col carcere il violento omicidio di Pasolini, che con tutta probabilità , a 17 anni, magro e smilzo com&#8217;era, potrebbe non aver mai commesso. Pelosi sembra sia rimasto in galera dopo aver ceduto alle minacce che gli sarebbero state rivolte dai veri assassini del giornalista. I nomi dei fratelli Borsellino, Pelosi, li ha fatti soltanto ora che sono morti entrambi di aids, ma nel plotone di esecuzione potrebbe anche esserci stato <strong>Giuseppe Mastini</strong>, detto Jhonny lo Zingaro, (vivente) in una trappola premeditata. (Ansa)<br />
Omicidio che risale al 1975, periodo in cui Pasolini stava completando &#8220;Petrolio&#8221; che faceva luce sul ruolo di Eugenio Cefis, personaggio chiave per capire a che punto era già  arrivata la <strong>degenerazione della politica italiana</strong>. Periodo in cui il Corriere era già  diretto dal piduista <strong>Franco Di Bella</strong> (tessera 1887) e che accettò passivamente il teorema della brutta storia tra froci.</p>
<p>Pasolini fu il primo a collegare <strong>l&#8217;attentato</strong> all&#8217;aereo di Enrico Mattei, alla strage di piazza Fontana, e ad altre stragi misteriose dell&#8217;Italia degli anni di piombo. Con la <strong>complicità  silenziosa</strong> dei Giulio Andreotti e degli Amintore Fanfani,  Pasolini era un personaggio scomodo come il giornalista <strong>Mauro De Mauro</strong>, rapito a Palermo 5 anni prima, nel 1970 e mai più ritrovato. Stava scrivendo i dettagli dei movimenti degli ultimi 2 giorni di vita siciliani di Enrico Mattei, da consegnare al regista <strong>Francesco Rosi</strong>, che stava preparando un film sulla vicenda. Enrico Mattei, decollato il 27 ottobre 1962 col suo aereo privato dall&#8217;aeroporto di Catania, morì assieme al suo pilota e a un giornalista americano nell&#8217;aereo che esplose in volo e andò a schiantarsi <strong>in fiamme </strong>sui prati di Bascapé, a pochi chilometri dalla pista di atterraggio di Linate.</p>
<p>Attentato dietro il quale si nasconderebbe Eugenio Cefis, ex compagno di partigianeria dello stesso Mattei che volle al suo fianco alla guida di Eni. Lo stesso Cefis che, da numero 2 di Eni, fu <strong>licenziato in tronco</strong> da Mattei 9 mesi prima del disastro, dopo averlo colto in flagrante a sbirciare documenti aziendali riservati nel suo ufficio.<br />
Enrico Mattei era potente, era l&#8217;uomo del petrolio che stava indirizzando la politica del suo mercato col nord Africa e col Medioriente, in totale <strong>contrasto</strong> con l&#8217;alleata America tanto cara alla <strong>Democrazia cristiana</strong>. Che vedeva minacciato il suo dominio nell&#8217;Italia vaticana da un ricco industriale, <strong>poco docile ai ricatti</strong> e per nulla americanista.</p>
<p>Le inchieste sulla fine di Mattei sono finite tutte in nulla. Un rapporto della Guardia di Finanza citata dal pm di Pavia <strong>Vincenzo Calia</strong>, dice che una delle società  <strong>accomodanti della Edilnord</strong> centri residenziali di Umberto Previti (papà  del corruttore di giudici Cesare) già  Edilnord Sas di Silvio Berlusconi &amp; c. con sede a Lugano, si chiama <strong>Cefinvest</strong>.<br />
Eugenio Cefis, intanto, ha guidato l&#8217;Eni prima, e la <strong>Montedison</strong> poi. L&#8217;azienda che ha cavalcato le mire federaliste della Lega Lombarda di <strong>Gianfranco Miglio</strong>, caro amico di Cefis.</p>
<p>Da Cefis a Gelli, fino al Berlusconi odierno: espressione liftata della <strong>degenerazione istituzionale</strong> e democratica che ha  raggiunto l&#8217;Italia. Le decine di milardi in tangenti versate sui conti svizzeri di <strong>Bottino Craxi</strong>, di cui i figli deputati godono ancora oggi la rendita, sono servite a creare le televisioni del consenso Fininvest, assieme al controllo della Rai.<br />
L&#8217;ultima nomina alla sua guida di <strong>Paolo Garimberti</strong> &#8220;gradita a Berlusconi&#8221; che non crea né scandalo né rivolte fra gli italiani, é la dimostrazione che il <strong>Piano di rinascita</strong> piduista é andato a segno senza divise e senza armi. Assieme alle bugie che testate allineate come &#8220;Il Giornale&#8221; e il Corriere stesso continuano a sfornare quotidianamente.<br />
<strong>Ernesto Galli &#8220;della Loggia&#8221;</strong> oggi, in prima pagina, in merito al discorso di Berlusconi al suo congresso romano scrive che <em>&#8220;Craxi, non a caso, é solo un amico personale del presidente del Consiglio che in pratica ha il solo merito di averlo anticipato nello sdoganamento della destra.</em>.&#8221; Galli della Loggia lo invito a un <strong>vaffanculo</strong>.</p>
<p>Intanto, alla luce di ciò che hanno scritto Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza in &#8220;Profondo nero&#8221; edito da Chiarelettere, la criminologa <strong>Simona Ruffini e l&#8217;avvocato Stefano Maccioni</strong> hanno presentato al Procuratore della Repubblica di Roma, <strong>Giovanni Ferrara</strong>, una istanza per chiedere la riapertura delle indagini sulla <strong>morte di Pierpaolo Pasolini</strong>. Richiesta che giunge al termine di una loro inchiesta che combacia con le conclusioni del libro, in cui si ipotizza una connessione tra l&#8217;omicidio di Pasolini, Mauro De Mauro ed Enrico Mattei.<br />
Gli accertamenti tecnici scientifici che si possono fare oggi, permetterebbero di far luce su tanti aspetti mai chiariti dell&#8217;omicidio di Pasolini. A cominciare dalle macchie di sangue (secche) rimaste sulla  sua camicia, <strong>custodita ancora oggi</strong> al museo di criminologia di Firenze.</p>
<p>Non capisco cosa si sia atteso finora ma capisco che ora Berlusconi predica pieni poteri per arrivare al Quirinale. Non capisco che tipo di libertà   e di liberalismo abbia raccontato da quel palco della fiera di Roma Silvio tessera Loggia P2 1816, ma capisco che il <strong>golpe bianco</strong>, per ora, <strong>é andato a segno </strong>ed é ormai rodato. L&#8217;Italia é tutta da rifare. Forza Italia!</p>
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