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	<title>elezioni politiche Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>De Falco: &#8220;Le grilline Evangelista e Gallicchio salvano il senatore tarocco&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 10:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con almeno 2.140 schede falsificate in Argentina, il senatore calabrese Adriano Cario (MAIE) con simpatie per il centrodestra, risulta essere stato eletto in Senato senza averne diritto. Una perizia calligrafica disposta dalla Procura di Roma ha accertato che pochissime persone hanno scritto il cognome &#8220;Cario&#8221; su oltre 2 mila schede imbucate in almeno 3 sezioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con almeno 2.140 schede falsificate in Argentina, il senatore calabrese Adriano Cario (MAIE) con simpatie per il centrodestra, risulta essere stato eletto in Senato senza averne diritto. Una perizia calligrafica disposta dalla Procura di Roma ha accertato che pochissime persone hanno scritto il cognome &#8220;Cario&#8221; su oltre 2 mila schede imbucate in almeno 3 sezioni diverse di Buenos Aires, sulle 8 finite alla lente, delle 32 totali disponibili nella capitale argentina. Schede taroccate che potrebbero quindi aumentare.</p>
<p>L&#8217;indagine è scaturita grazie al ricorso del candidato Pd Fabio Porta. Tuttavia, al netto della modalità sbagliata e vetusta che consente a chicchessia di farsi eleggere in Italia col voto all&#8217;estero, resta il nodo della giunta per elezioni del Senato presieduta da Maurizio Gasparri che si è espressa diversamente da ciò che l&#8217;autorità giudiziaria ha già accertato. Il senatore Cario è stato salvato con voto a favore per il mantenimento del seggio da parte di &#8220;Forza Italia, Lega e soprattutto 5 stelle&#8221;, rivela uno dei componenti della Commissione Gregorio De Falco, ex grillino paracadutato in Senato da Di Maio ora nel &#8220;Centro democratico&#8221;. Le due grilline della Commissione sono le senatrici Elvira Lucia Evangelista ed Agnese Gallicchio.</p>
<p>Visto che il voto era segreto sarebbe un segnale di onestà sapere dalle due interessate se davvero hanno votato a favore del salvataggio di un senatore che in un Paese normale non sarebbe finto lì dov&#8217;è. Un senatore eletto con schede tarocche difeso da  Maurizio Paniz. Avvocato bellunese di lunga militanza berlusconiana, che si intestò l&#8217;incredibile sceneggiata di Ruby &#8220;nipote di Mubarak&#8221;, finendo negli annali degli onorevoli più ridicoli e venduti della storia repubblicana. Un avvocato che ha puntato a difendere Cario su un presunto mancato rispetto dei termini del ricorso e perché le migliaia di schede fasulle gli sembravano troppo poche per incidere sull&#8217;esito dell&#8217;elezione al Senato. </p>
<p>Resta che i brogli sono accertati e anche i grillini &#8211; salvo smentite ufficiali &#8211; fanno porcate.</p>
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		<title>Cinque stelle, il candidato sfruttatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 11:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A destra Pierluigi Baronio Non soltanto massoni, indagati per riciclaggio e potenziali voltagabbana. In lista nei Cinque stelle ci sono anche gli sfruttatori di manodopera a buon mercato. Nel collegio uninominale di Piacenza risulta candidato Pierluigi Baronio, editore di Telecolor e Primarete Lombardia. Nei primi anni Duemila avevo lavorato nelle sue emittenti in qualità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/03/pierluigi-baronio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14854" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/03/pierluigi-baronio-490x273.jpg" alt="" width="490" height="273" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/03/pierluigi-baronio-490x273.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/03/pierluigi-baronio.jpg 660w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
<strong>A destra Pierluigi Baronio</strong></p>
<p>Non soltanto massoni, indagati per riciclaggio e potenziali voltagabbana. In lista nei Cinque stelle ci sono anche gli sfruttatori di manodopera a buon mercato. Nel collegio uninominale di Piacenza risulta candidato Pierluigi Baronio, editore di Telecolor e Primarete Lombardia. Nei primi anni Duemila avevo lavorato nelle sue emittenti in qualità di giornalista nella redazione del telegiornale. Un lavoro a tempo pieno a Cremona (60km da casa mia senza nemmeno un minimo di rimborso spese di viaggio), che per un paio d&#8217;anni ho svolto sottopagato con un contratto Aeranti Corallo benché fossi già professionista e abbondantemente over 30. Insomma, non più in età di paga da stagista o da apprendistato. Aeranti Corallo è un&#8217;associazione formalmente legale usata come tramite per permettere agli editori di precarizzare i loro giornalisti e di sfruttarli al massimo.</p>
<p>Io a Telecolor, per bisogno, lavoravo 6 giorni su 7 compresi i sabato e domenica e facevo di tutto: dalla rassegna stampa mattutina fino alla redazione, preparazione e conduzione dei telegiornali, oltre alla realizzazione dei servizi esterni per il tg nell&#8217;area Bergamo-Milano. Per un certo periodo sono stato uno dei volti di punta delle emittenti del candidato senatore convertito al grillismo, benché dovevo sottostare agli ordini di una figlia incapace che ci vietava di parlare di inquinamento elettromagnetico per non rischiare di dover tirare in ballo le antenne televisive.</p>
<p>Dopo due anni di sacrifici immani, anziché un contratto regolare da giornalista, ho dovuto ricorrere all&#8217;avvocato per ottenere dalla testata di Telecolor e Primarete il minimo che mi spettava con una causa di lavoro. Ovviamente vinta. Negli anni a seguire non so se il sigonr Baronio abbia cambiato &#8220;politica&#8221; lavorativa nei confronti dei suoi dipendenti. Rimane che i 5 stelle candidano uno che in tempi non sospetti se poteva ti sfruttava bene e volentieri. Non proprio in linea con l&#8217;etica legalitaria e leale di un vero pentastellato. Auguri, votate pure voi.</p>
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		<title>&#8220;No paracadutati&#8221; imboschiamo solo la Boschi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 07:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[bugia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pd “cambia verso” dai “soliti noti”, che per non farsi “rottamare” andrebbero a candidarsi chissà dove affinché nel loro “territorio” non si debba “guardarli in faccia”. Roba da “vecchia politica”. Dunque «con questa legge elettorale non ci sono paracadutati». Matteo Renzi, 6 settembre 2015. Oggi lui stesso candida Maria Elena Boschi nel collegio di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pd “<em>cambia verso</em>” dai “<em>soliti noti</em>”, che per non farsi “<em>rottamare</em>” andrebbero a candidarsi chissà dove affinché nel loro “<em>territorio</em>” non si debba “<em>guardarli in faccia</em>”. Roba da “<em>vecchia politica</em>”. Dunque «<em>con questa legge elettorale non ci sono paracadutati</em>».<br />
Matteo Renzi, 6 settembre 2015. Oggi lui stesso candida Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano, perché nel territorio di Arezzo (dove risiede), la sfanculano tutti. Meglio dunque &#8220;imboscarla&#8221; a oltre 300 chilometri di distanza.</p>
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		<title>Il postribolo dei partiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 21:07:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;avvicinarsi delle elezioni politiche è un continuo fiorire di personaggi (sempre i soliti) che si candidano a rappresentare sé stessi raccontandoci che è venuto il momento dei movimenti, delle facce nuove e dei cittadini meritevoli. Mi riferisco ai leader dei partiti presenti in parlamento, compreso Vendola di Sinistra ecologia e libertà, che in parlamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/05/il-postribolo-dei-partiti/">Il postribolo dei partiti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9814" title="partiti" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/partiti.jpg" alt="" width="295" height="152" /></p>
<p>Con l&#8217;avvicinarsi delle elezioni politiche è un continuo fiorire di personaggi (sempre i soliti) che si candidano a rappresentare sé stessi raccontandoci che è venuto il momento dei movimenti, delle facce nuove e dei cittadini meritevoli. Mi riferisco ai leader dei partiti presenti in parlamento, compreso Vendola di Sinistra ecologia e libertà, che in parlamento non c&#8217;è. Se facessimo un&#8217;istantanea sulla situazione attuale dei partiti, troviamo un Casini che corre da solo con l&#8217;Udc &#8220;<em>poi forse, chissà, mi alleo col Pd&#8221;</em>. Vediamo un Bersani del Pd correre con Vendola di Sel trasformato in un fantomatico Polo della speranza, ma senza il codazzo da zero virgola della Sinistra comunista extraparlamentare dei Diliberto e dei Ferrero. Che vogliono appoggiare Di Pietro dell&#8217;Idv, che a sua volta vorrebbe allearsi col Movimento 5 stelle (eventualità impossibile). Nell&#8217;Idv grillino ecco spuntare la fronda cosiddetta moderata dei Donadi e dei Formisano che tifan0 per la continuità col Pd al fine di tentare di governare nella prossima legislatura senza Casini. Che non si capisce se deciderà con Vendola di provare a sopravvivere in un&#8217;inedita alleanza VC.</p>
<p>Sul fronte del movimentismo, ecco affacciarsi il sindaco di Napoli Luigi De Magistris che vorrebbe raggruppare un nugolo di primi cittadini arancioni a capo di un partito da portare in parlamento: vale a dire Pisapia, Zedda, Emiliano assieme al primo cittadino di Lamezia Terme. Il motto dell&#8217;ex pm, stavolta almeno a parole, è che &#8220;<em>bisogna superare i partiti personalistici&#8221;</em> sempre che Emiliano, Zedda ecc. non siano fino a prova contraria persone personali personalistiche. Tra i sindaci non viene considerato Renzi, primo cittadino di Firenze e di casa ad Arcore. Renzi è tra i pochi Peter pan che &#8220;<em>stanno alla finestra ad aspettare</em>&#8221; che qualcuno se li fili alle primarie del Pd. Baudo non si vuole candidare a governare in Sicilia. Il sindaco di Torino Fassino vuole tenere dentro Di Pietro, mentre il suo collega di partito coordinatore della segreteria del Pd Maurizio Migliavacca, ha contatti col pitreista Denis Verdini e l&#8217;ex corriere di tangenti Lorenzo Cesa in tema di legge elettorale.</p>
<p>A destra sono praticamente inesistenti. La Lega si è disintegrata e nel Pdl è resa dei conti. Il Movimento 5 stelle rimane la mina vagante che impatterà sul terreno del parlamento. Rimane il bersaglio cattivo e imperscrutabile da sputtanare a prescindere. Pensatori come il giovane storico Miguel Gotor, si appella su Repubblica ai partiti strillando che ora bisogna &#8220;<em>fare da subito i conti con l’antipolitica e il populismo e chiudere i ponti con Di Pietro. A questo proposito è importante che Vendola abbia condiviso questo distacco riconoscendo nella scriteriata politica portata avanti negli ultimi mesi dell’ex magistrato una deriva non recuperabile. Questo passaggio conferma che il principale avversario dell’incontro tra moderati e progressisti sono i populismi al plurale che, alimentandosi a vicenda, caratterizzano lo scenario italiano: quello plebiscitario di Berlusconi, quello etnico della Lega, quello antipartitico di Grillo e quello giustizialista di Di Pietro</em>&#8220;.</p>
<p>Il sistema sinistroso che piace a Scalfari li schiera tutti, questi pensatori da quattro soldi mantenuti coi cotributi pubblici all&#8217;editoria. Morire che qualcuno scrivesse le cose per come stanno. Ossia che, Di Pietro, è l&#8217;unico che vuole chiarezza sulle telefonate tra Napolitano e Mancino per quanto concerne la trattativa Stato-mafia. Uno scandalo da paese troglodito e mafioso. Le mosse di Di Pietro credo siano volute con l&#8217;intento di sfaldare l&#8217;Idv in più correnti per mantenerlo a quote percentuali controllabili. Della serie: piccolo è bello. Oppure Di Pietro procede diritto senza ascoltare i colonnelli del suo partito perché ha capito che il tempo dei partiti vecchia maniera è finito. Ha forse capito che è finito il tempo della dichiarazia fine a sé stessa, che per anni ha mascherato una classe politica incapace, corrotta e venduta alle lobby. Peccato che l&#8217;Idv ha perso il treno della crescita di massa correndo dietro ai De Luca e agli Scilipoti. Ha disatteso i consigli della rete, ed ecco, allora, il M5s pronto ad assorbire ciò che rimane del partito dell&#8217;ex pm di Mani pulite. Un movimento fuori dal controllo delle lobby che dovrà dimostrare di far politica per conto dell&#8217;elettore. Non per conto del banchiere o dello scambista.</p>
<p>Con la crisi galoppante è difficile pensare che da qui all&#8217;anno prossimo un&#8217;eventuale ammucchiata Destra-centro-sinistra riporterà i soliti musi al potere per contrastare Grillo e Di Pietro. Con l&#8217;incalzare degli eventi, diventa ostico addirittura prevedere cosa accadrà domani. Ma i partiti, in qualche modo, cercano di galleggiare lì nei palazzi, lontano dall&#8217;economia reale. L&#8217;occasione è d&#8217;oro, per loro, sotto le vesti di Monti. Stanno lì con l&#8217;illusione di rifiorire. Fatico a credere che i politici vecchia maniera non abbiano percepito la portata di questa crisi economica. Le elezioni del 2013 sono un&#8217;occasione unica per spazzarli via tutti in massa. Di Pietro? Forse, lui (ma solo lui) potrebbe farcela a ritornare. Anche se ne ha combinate un po&#8217; troppe&#8230;</p>
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