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	<title>dc Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Aldo Moro doveva morire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 21:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/03/aldo-moro-morto.jpg" alt="aldo-moro-morto.jpg" /><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/03/doveva-morire.jpg" alt="doveva-morire.jpg" /></p>
<p>La strage di Via Fani e il sequestro Moro ebbero il movente politico di impedire che lâ€™esecutivo in programma proprio quella mattina alla Camera dei Deputati del quarto governo Andreotti, desse fiducia allâ€™inedito <strong>sostegno del Pci alla Dc</strong>, storica svolta politica voluta dallo stesso Moro che avrebbe vinto le forti contrarietà  della Destra Dc.<br />
La compagna del Venerabile, <strong>Nara Lazzerini</strong>, dichiarò al processo che Gelli, la mattina del sequestro Moro, ricevette 2 persone allâ€™Hotel Excelsior di Roma alle quali si rivolse dicendo â€œ<strong>il più é fatto</strong>â€.<br />
Il gladiatore <strong>Pierluigi Ravasio</strong> testimoniò che il generale piduista Pietro Musumeci, disponeva di un <strong>infiltrato nelle Br</strong> che lâ€™aveva informato di ciò che sarebbe accaduto quella mattina. Al momento della strage, nei paraggi di via Fani, stazionava il colonnello <strong>Camillo Guglielmi</strong>, ufficiale del Sismi agli ordini di Musumeci, nonché istruttore in corsi speciali di addestramento a tecniche di agguato e di imboscata che si tenevano nella base militare segreta di Capo Marrargiu, organizzati dallâ€™ufficio D del Sid che disponeva di infiltrati delle Br, diretto a lungo dal piduista <strong>Maletti</strong>. (si saprà  soltanto nel 1991)<br />
Il 10 maggio 1978, allâ€™indomani del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani, il ministro dellâ€™interno <strong>Francesco Cossiga</strong> si dimise con un comunicato che celava con cinica chiarezza la copertura offerta alla banda piduista <strong>vincitrice occulta</strong> sulla resa dello Stato. Non a caso quelle dimissioni consentirono alla P2 di <strong>mantenere il controllo</strong> dei servizi segreti e di pilotare le indagini sul sequestro e lâ€™uccisione di Moro.<br />
Cossiga mentirà  ai magistrati dicendo di aver conosciuto Gelli <strong>dopo il caso</strong> Moro tramite il segretario di Donat Cattin, Ilio Giasolli, ma Gelli invece, dichiarerà  di aver conosciuto Cossiga nel <strong>1972</strong>.<br />
Dopo le dimissioni Cossiga tornò alla ribalta addirittura a Palazzo Chigi: nel 1980 guidò ben <strong>2 governi</strong>, il primo tripartitico in cui finirono Ministri i piduisti <strong>Adolfo Sarti</strong> alla Difesa e <strong>Gaetano Stammati</strong> al commercio estero. Nel secondo governo di settembre Sarti finì allâ€™Istruzione lasciando il posto alla Difesa al massone <strong>Lelio Lagorio</strong>, al compagno di merende <strong>Enrico Manca</strong> fu affidato il Ministero del commercio estero (successivamente nominato direttore della Rai).<br />
Mentre questo quadro consentì a Cossiga di mantenere forti contatti coi servizi segreti e, quindi con Licio Gelli, le indagini sullâ€™omicidio Moro si rivelarono inconcludenti.<br />
Il 30 agosto il governo Andreotti varò â€œPoteri speciali antiterrorismoâ€ al generale dei carabinieri <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>, i cui reparti, in ottobre, smascherarono il covo di Milano Lambrate arrestando i brigatisti <strong>Lauro Azzolini, Franco Bonisoli e Nadia Mantovani</strong> portando alla luce anche il memoriale dattiloscritto di Moro, successivamente manomesso e censurato perché â€œscottanteâ€ nei confronti di uomini politici in carica.<br />
Nel dicembre â€™78 Licio Gelli ricevette nella sua villa di Arezzo il giornalista <strong>Marcello Coppetti </strong>e lâ€™aviere <strong>Umberto Nobili</strong>, inerlocutori di fiducia collegati ai servizi segreti, su volere di <strong>Antonio Viezzier</strong>, tenente colonnello piduista a capo del centro di controspionaggio del Sid.<br />
Durante lâ€™incontro Gelli â€œsi sbottonòâ€ raccontando la vicenda <strong>Rizzoli-Corriere della Sera</strong> e di come fosse riuscito a far nominare <strong>Enrico Mino</strong> a capo dellâ€™Arma dei Carabinieri.<br />
Rimando ad un prossimo post, linko un&#8217;intervista radiofonica rilasciata da <strong>Maria Fida Moro</strong> a Mario Adinolfi e ricordo, per chi volesse saperne di più, che &#8220;Chiarelettere&#8221; ha recentemente mandato in libreria &#8220;Doveva morire&#8221; di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8w-E2c7bsPc&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8w-E2c7bsPc&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Lamberto Dini buffone: vattene!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 17:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[dc]]></category>
		<category><![CDATA[deputati]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[lamberto dini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra italietta malata del cosiddetto &#8220;grande centro&#8221; della politica in palude, si compone ahime di troppi soggetti deboli e debolucci senza dignità  personale e politica, ma che in gruppo determinano i destini italiani impantanati nel letamaio di palazzo. Non ci sono solo i Mastella i Casini i Follini e i Cretini, ma anche i Lamberto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/12/lamberto-dini.jpg" alt="lamberto-dini.jpg" /></p>
<p>La nostra italietta malata del cosiddetto &#8220;grande centro&#8221; della politica in palude, si compone ahime di troppi soggetti deboli e debolucci senza dignità  personale e politica, ma che in gruppo determinano i destini italiani impantanati nel letamaio di palazzo.<br />
Non ci sono solo i Mastella i Casini i Follini e i Cretini, ma anche i <strong>Lamberto Dini</strong>!<br />
Senatore da 25 mila euro al mese, marito e compagno di partito di <strong>Donatella Zingone </strong><a target="_blank" href="http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=3414&amp;titolo=La%20moglie%20di%20Lamberto%20Dini%20condannata%20a%202%20anni%20e%204%20mesi"><strong>condannata</strong></a> a 2 anni 4 mesi per bancarotta fraudolenta già  indultati, é <strong>uno dei tanti parassiti inutili</strong> che ammorbano le nostre vite regolate da un sistema partitico illegittimo e autoreferenziale.<br />
Lamberto Dini starletta di questi giorni natalizi, si é assunto l&#8217;onore e l&#8217;onere di distrarre giornali e tv dall&#8217;indifferenza pressoché totale verso i 5 morti ammazzati sul lavoro a Torino. Fa la parte della preziosa dopo che ha fondato e affossato almeno una decina di inutili partitini, <strong>cancro</strong> della nostra esistenza di italiani.<br />
<strong>Parlamentare senza mandato</strong>, senza voti, senza rappresentanza, capriccioso, insolente, viziato, antipatico e pure brutto come un mostro, <strong>in carriera ha fatto di tutto </strong>senza concludere nulla di buono: il parlamentare il ministro il presidente del consiglio, il banchiere, il margheritino il berluschino il prodino e forse anche il corrotto.<br />
Lamberto Dini pavoneggia col gozzo grosso in questo governo a maggioranza di senatori a vita, facendo sapere a Romano Prodi che gli <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/tensioni-unione-2/dini-minaccia/dini-minaccia.html">voterà  contro</a> se quest&#8217;ultimo non riconoscerà  il programma dell&#8217;ultima sua fondamentale creatura: il partito Liberaldemocratici che <strong>nessun elettore italiano ha autorizzato </strong>se non lui e qualche suo stretto amico della casta.<br />
Insomma <strong>un buffone dei tanti</strong> in questa palude di centro che, come uno <strong>sterco</strong>, galleggia un po&#8217; di qua e un po&#8217; di la nel letamaio politico romano che temporeggia infischiandosene dei problemi dell&#8217;Italia.<br />
Se cadesse il governo Prodi <strong>mi auguro un golpe</strong> degli italiani affinché si possa fare un po&#8217; di piazza pulita di questi centristi moderati un po&#8217; a destra e un po&#8217; a sinistra e un po&#8217; cosa nostra.<br />
I fatti sono che <strong>questo ennesimo inutile politicante</strong> di un governo di cartapesta, non rappresenta nessuno, non ha mai fatto battaglie di nessun tipo, lo manteniamo ormai da un quarantennio e se non cambierà  nulla lo dovremo mantenere anche da morto.<br />
Lamberto Dini per il bene della decenza: VATTENE!!</p>
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