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	<title>alimentazione Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Indagine per truffa sui cibi ai detenuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2023 20:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può che un pasto completo per un detenuto in carcere costi meno di 3 euro? Questa curiosa domanda se l’è posta l’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione, che in tre mesi di indagine sugli appalti delle mense nelle carceri della Campania, dice che sono emerse molte irregolarità. L’indagine riguarda anche le carceri di Roma sulla qualità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/8UChUkwRYg0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Si può che un pasto completo per un detenuto in carcere costi meno di 3 euro?<br />
Questa curiosa domanda se l’è posta l’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione, che in tre mesi di indagine sugli appalti delle mense nelle carceri della Campania, dice che sono emerse molte irregolarità.<br />
L’indagine riguarda anche le carceri di Roma sulla qualità del cibo fornito, che risulta addirittura diverso da quello previsto nel capitolato.<br />
Per non dire in Emilia Romagna, dove il Tar ha annullato gli appalti affidati alla ditta Domenico Ventura srl in ben 8 penitenziari della Regione.<br />
L’azienda è una sorta di colosso nel settore del rifornimento dei pasti ai detenuti in Italia. E’ gestita dai fratelli Umberto e Achille Ventura (foto), quest’ultimo ex campione di moto d’acqua al vertice della Federazione Italiana Motonautica ed ex presidente del Circolo Canottieri Napoli.<br />
Sono loro i monopolisti del vitto e del sopravvitto acquistabili nelle carceri. Hanno centinaia di dipendenti e detengono svariate decine di appalti  con un fatturato da 30 milioni di euro all’anno.<br />
Una cifra monstre che stride di fronte a ciò che riescono a fare. Fino a poco tempo fa fornivano colazione, pasto e cena a un detenuto a 2 euro e 39 centesimi. Una cifra incredibilmente piccola da poco aggiornata a 3 euro e 90 centesimi. Che resta sempre molto poco.<br />
Ed è proprio stata questa la spia che ha prodotto le denunce dell’ex garante dei detenuti Gabriella Stramaccioni. Così il sostituto procuratore Giulia Guccione ha aperto un’indagine a carico dei vertici della Ventura perché sospettati di frodare l’appalto allungando ad esempio il latte dei detenuti con l’acqua, servendo carne avariata o preparando il caffè con i fondi.<br />
Già nel 2021 la Corte dei Conti ricusò il visto per i pasti a Rebibbia, dove l’appalto fu vinto con un ribasso di quasi il 60% sulla diaria pro capite di 5,70 euro.<br />
Ma la Ventura è riuscita a vincere di nuovo il bando che ha preoccpato anche il garante nazionale dei detenuti Mauro Palma.<br />
Nel frattempo è intervenuta anche l’autorità garante della concorrenza convinta che ci sia un cartello di imprese che si divide gli appalti a tavolino.<br />
Alla lente ci sono gli appalti anomali assegnati nelle carceri di Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha da par suo chiuso il caso in quanto priva di elementi per accertare la violazione.<br />
Ma, come detto, non la pensa così l’ANAC, che ha acceso i fari per cercare di vederci chiaro.<br />
Insomma, per ora c’è puzza di truffa. Va chiarito se un cartello di ditte lucra sulla qualità dei cibi per i detenuti, che in quanto tali, hanno comunque diritto di essere rispettati.<br />
Benché non ne parli nessuna tivù e nessuna radio.</p>
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		<title>Troppi cinghiali, prospettiva macellazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 10:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre si attendono gli animalisti da città che chiedano di adottare nei parchi cittadini un po’ di orsi, magari la Brambilla ha dei boschi disponibili sopra Lecco, dove vive, veniamo all’emergenza cinghiali. Resi famosi dalle televisioni in quanto sembrava che li avesse partoriti tutti Virginia Raggi quand’era sindaca di Roma. Bene, come gli orsi, anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/FzzMfe15sb4" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Mentre si attendono gli animalisti da città che chiedano di adottare nei parchi cittadini un po’ di orsi, magari la Brambilla ha dei boschi disponibili sopra Lecco, dove vive, veniamo all’emergenza cinghiali. Resi famosi dalle televisioni in quanto sembrava che li avesse partoriti tutti Virginia Raggi quand’era sindaca di Roma.</p>
<p>Bene, come gli orsi, anche i cinghiali erano quasi estinti. Poi, per accontentare i cacciatori sono stati reinnestati in tutta Italia. Col risultato che oggi, secondo Coldiretti, ne vagano almeno 2 milioni e mezzo. Tanti quanti gli abitanti di tutta Roma.</p>
<p>Proprio Coldiretti ha chiesto con urgenza al governo Meloni un decreto legge per allungare il periodo della caccia per diminuirli. Visto che essere dotati di zanne capaci di ferire a morte gli umani, i cinghiali sono causa di un incidente stradale ogni 41 ore, con 13 morti e 261 feriti gravi registrati nell’ultimo anno. Con un aumento dell’81%. Le ultime vittime della cronaca sono un ragazzo di appena 15 anni, ricoverato in condizioni gravissime dopo che in bicicletta ha urtato un cinghiale nel Cilento, e un automobilista morto contro un albero a Torre del Lago, in Toscana, per evitare un cinghiale in mezzo alla strada.</p>
<p>Questi animali sono proliferati senza nessun controllo! E la loro massiccia presenza ha già provocato milioni di euro di danni alle colture, ai terrapieni e sono un problema di sicurezza nelle città, in quanto vanno in cerca di immondizia e costituiscono un pericolo per tutti. Sempre Coldiretti denuncia che gli agricoltori, afflitti dal caro energie e dai costi delle materie prima a causa della guerra in Ucraina e dai raccolti dimezzati a causa della siccità, devono fare i conti anche con i raccolti distrutti dai cinghiali.</p>
<p>Insomma, veterinari ed esperti di animali selvatici sono tutti d’accordo: i cinghiali vanno drasticamente diminuiti e confinati in aree protette per troncare la loro umanizzazione, che li ha già spinti troppo vicini alle abitazioni e nei luoghi urbani frequentati dai bambini.<br />
E considerare la loro macellazione come accade per i maiali. Un’occasione per istituire un po’ in tutta Italia la sagra del cinghiale.</p>
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		<title>Agnese Renzi che schifo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 08:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che schifo che fa Agnese Renzi intenta a mangiarsi una crèpe alla nutella davanti ai flash. La moglie del premier italiano non eletto che s&#8217;inchina alle lobbies dell&#8217;industria alimentare. Quella della Nutella prodotta dai Ferrero, la dinastia di imprenditori dolciari più temuta dai pancreas di tutto il mondo per la produzione industriale di insulina contro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/agnese-renzi-nutella.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13915" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/agnese-renzi-nutella-486x325.jpg" alt="agnese renzi nutella" width="486" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/agnese-renzi-nutella-486x325.jpg 486w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/agnese-renzi-nutella.jpg 630w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></a></p>
<p>Che schifo che fa Agnese Renzi intenta a mangiarsi una crèpe alla nutella davanti ai flash. La moglie del premier italiano non eletto che s&#8217;inchina alle lobbies dell&#8217;industria alimentare. Quella della Nutella prodotta dai Ferrero, la dinastia di imprenditori dolciari più temuta dai pancreas di tutto il mondo per la produzione industriale di insulina contro il colesterolo cattivo derivante dagli zuccheri raffinati presenti nella gustosa cioccolata. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Ferrero" target="_blank">Michele Ferrero</a>, buonanima, è stato l&#8217;unico italiano presente nella prestigiosa classifica di Bloomberg grazie agli oltre 17 miliardi di euro di utili fruttati vendendo ovetti Kinder e Nutella. Il paperone di Alba di una dinastia che non vede il tramonto. E&#8217; stato un grande a prenderci tutti per la gola. Agnese Renzi, invece, ci prende tutti per il culo. Da first lady addenta quella crèpe alla nutella per sbeffeggiare Segolène Royal, ministra dell&#8217;Ecologia francese che ha sconsigliato di mangiare Nutella perché contribuirebbe alla deforestazione globale. Una boiata, ovviamente, benché l&#8217;olio di palma presente nella nocciole della Nutella sia una sostanza vegetale. C&#8217;è semmai qualcosa di ben più grave della finta deforestazione che la ministra francese avrebbe potuto ricordare: la pressione delle lobbies dolciarie, Ferrero compresa, che nel 2010 &#8220;impedì&#8221; al parlamento europeo di promuovere l&#8217;etichettatura a semaforo dei prodotti, assai intuitiva per i consumatori messi in guardia dalla quantità di grassi saturi, sale e zuccheri presenti nelle barrette e nelle confetture. Grave che queste lobbies, Ferrero compresa, abbiano invece fatto passare il &#8220;<em>miglior profilo nutrizionale</em>&#8220;, ottenendo ciò che volevano: la solita difficile leggibilità delle etichette. Il risultato, intanto, è che il consumo sfrenato di prodotti industriali e dolciari sta portando l&#8217;obesità al vertice delle patologie del benessere in tutto il mondo occidentale, al punto di indurre le compagnie di volo a predisporre aerei con posti a sedere più larghi.</p>
<p>La crèpe contiene strutto puro, mentre la Nutella è un concentrato di zuccheri che nessuno potrebbe permettersi di assumere prima di un allenamento sportivo o prima di uno sforzo fisico. Sfido chiunque a dire che dopo aver mangiato Nutella ci si senta bene come aver mangiato un frutto o un qualunque cibo naturale (io purtroppo, golosissimo, ne so qualcosa). Eppure, sia la sigonra Royal, sia la signora Renzi, si guardano bene dal toccare questi argomenti sull&#8217;educazione alimentare e sulla trasparenza delle informazioni. Del resto la Ferrero è presente in quattro continenti (Francia compresa, in Normandia), e dà lavoro a circa 40 mila persone, tra dipendenti e indotto. Di questi,oltre 10 mila nella sola zona di Alba, graziosa città del basso Piemonte cuneese dove nel 2011 si tennero i funerali di Pietro Ferrero alla presenza di Silvio Berlusconi, Alberto di Monaco, la regina del Belgio Paola di Liegi, nonché dell&#8217;allora segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone. Mica quattro straccioni! Michele Ferrero è scomparso lo scorso febbraio nella sua residenza di Montecarlo. Alle esequie ha partecipato Matteo Renzi, per il quale Ferrero è stato «<em>un innovatore che ha portato nel mondo la creatività, il talento, la qualità, la capacità imprenditoriale dell&#8217;Italia</em>».</p>
<p>Che schifo che fa pure Matteo Renzi. Il premier italiano inchinato alle lobbies dell&#8217;industria dolciaria nella speranza che gli finanzi il suo Pd. Del resto i Ferrero non fanno gola soltanto ai &#8220;nutelliani&#8221; come Walter Veltroni, ma un po&#8217; a tutta la sinistra. Dall&#8217;ex consigliere lombardo Carlo Spreafico del Pd che è riuscito a farsi indagare di peculato perché si faceva rimborsare la Nutella dal gruppo regionale, fino al governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, che ha parlato di Ferrero come di un «<em>instancabile innovatore</em>». Non risultano presenze e prese di posizione di personaggi così per un solo morto sul lavoro d&#8217;Italia. Ma vabeh! Del resto Michele Ferrero, per il figlio Giovanni a capo dell&#8217;impero &#8220;<em>ha reso pensabile l&#8217;impensabile</em>&#8220;. Come l&#8217;Expo, che riesce ad addolcire e far digerire la presenza delle multinazionali dell&#8217;alimentazione industriale con la bufala di &#8220;nutrire il pianeta&#8221;. Giovanni Ferrero era lì, tra quei padiglioni per presentare il programma «<em>Kinder + sport</em>», ovviamente da dare in pasto alle scolaresche, e per dire che «<em>da 2 mesi siamo al terzo posto tra i produttori di cioccolato e intendiamo continuare a crescere</em>». Che equivale al fatturato per i Ferrero, e alla bilancia per i consumatori di Nutella. Che schifo che fanno certi giornali inchinati alle lobbies dell&#8217;industria dolciaria nella speranza di salvarsi la faccia. Per la scomparsa di Michele Ferrero c&#8217;era chi si chiedeva perché mai la Rai non ha trasmesso in diretta nazionale le esequie. L&#8217;autore dell&#8217;articolo è cuneese, e manco a farlo apposta si chiama Grasso. Aldo. Che dolce amarezza, che schifo.</p>
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		<title>Pane, proposta ai parlamentari 5 stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 12:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>13 mila quintali di pane al giorno. L&#8217;equivalente di due campi di calcio che vengono buttati in Italia. Lo prevede una circolare del Ministero della salute risalente al 2003, ai tempi del Bengodi quando ministro del governo Berlusconi II era Girolamo Sirchia, che impone di smaltire l&#8217;invenduto. I supermercati hanno l&#8217;esigenza perenne di mostrare i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/pane-sprecato-nellimmondizia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12743" alt="pane sprecato nell'immondizia" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/pane-sprecato-nellimmondizia.jpg" width="200" height="144" /></a></p>
<p>13 mila quintali di pane al giorno. L&#8217;equivalente di due campi di calcio che vengono buttati in Italia. Lo prevede una circolare del Ministero della salute risalente al 2003, ai tempi del Bengodi quando ministro del governo Berlusconi II era Girolamo Sirchia, che impone di smaltire l&#8217;invenduto. I supermercati hanno l&#8217;esigenza perenne di mostrare i cassoni sempre pieni di pane. Fino a sera tarda, per questioni di marketing. Il problema è che poi tutto quel pane non finisce sulle tavole degli 8 milioni di poveri che vivono in Italia e che il pane non se lo possono permettere. Bensì nell&#8217;immondizia, benché sia buono e commestibile. Solitamente viene ritirato dagli stessi panificatori che ogni mattina all&#8217;alba fanno il giro dei supermercati a consegnare il pane fresco. Ai panificatori, quel pane avanzato non viene nemmeno pagato come da accordi con le lobby della grande distribuzione che evidentemente hanno ricattato qualche deputato a suo tempo in parlamento per ragioni di interessi di parte. No di certo per ragioni umanitarie o di risparmio.</p>
<p>Una piccola parte di quello spreco colossale di pane viene venduta alle aziende agricole per 50 centesimi al chilo in nero. Lo danno agli animali. Alla gente povera niente. Non ci sono catene di solidarietà che possano intercettare tutto quel pane che teoricamente potrebbe essere ritirato prima della chiusura dei supermercati, o al massimo entro la mezzanotte, allo scattare del giorno, prima che si becchi il timbro ministeriale di pane da rottamare. Qualcuno, isolatamente, si organizza, ma il grosso dell&#8217;invenduto viene letteralmente sprecato alla faccia delle mense Caritas che arrivano a spendere anche 4 euro al chilo per comprare il pane di giornata. Il presidente di <a href="http://www.assipan.it/Presidente.htm" target="_blank">Assipan Claudio Conti</a> dice che il «<em>25% del pane prodotto viene buttato senza poter fare nulla. Dobbiamo ritirarlo, non ci viene pagato e dobbiamo smaltirlo. Ovvero, lo buttiamo. Perché donarlo non si può. Siamo una categoria ricattata e strozzata. Molti hanno anche paura di denunciare quanto avviene, per non perdere quel cliente grosso e approfittatore che però ti tiene in vita</em>».</p>
<p>Non entro nei dettagli di queste bestialità italiane. Però provo proporre ai ragazzi pentastellati in parlamento di mettere in calendario l&#8217;abrogazione, o quanto meno la revisione di quella famigerata circolare del 20 marzo 2003 del Ministero della Salute che impone ai produttori di pane di smaltire entro il giorno l&#8217;invenduto. L&#8217;attuale ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che canta vittoria per il risparmio dei tagli per 10 miliardi agli ospedali (tutti da verificare) promessi dal governo Renzi, potrebbe prendere a cuore la questione e risolverla in breve. Non è accettabile pensare che ogni giorno vadano in fumo 13 mila quintali di pane in un Paese nel quale ci sono milioni di famiglie indigenti. Ho fatto una ricerca di quella circolare sul Ministero della Salute ma non c&#8217;è traccia.</p>
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